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Il cielo cupo di Sigonella
Due giorni dopo l’informativa “lacunosa” di Guido Crosetto sul coinvolgimento della base aerea di Sigonella nelle guerre in corso, riprendiamo da Comune-info.net questo documentato intervento di Antonio Mazzeo, proprio sui movimenti che hanno coinvolto la base negli ultimi anni. Il cielo cupo di Sigonella di Antonio Mazzeo L’analisi dei tracciati dei velivoli con e senza pilota delle forze armate Usa
Una nuova Global Sumud Flotilla è in partenza
Manca solo una settimana alla partenza ufficiale della nuova missione della Global Sumud Flotilla. Il 12 aprile è la data segnata come il momento principale di avvio della traversata, da Barcellona a Gaza, ancora posta sotto assedio dal regime sionista. Per quanto riguarda il nostro paese, alcune navi sono già […] L'articolo Una nuova Global Sumud Flotilla è in partenza su Contropiano.
April 6, 2026
Contropiano
Come l’Italia continua a rifornire la macchina di guerra israeliana
Il dossier “Made in Italy per l’industria del genocidio” documenta la complicità dell’Italia nel genocidio dei palestinesi portato avanti da Israele; una complicità strutturale e materiale. di Marianna Lentini (*) Mentre il governo assicura di aver “fermato” o “limitato” le esportazioni di armi verso Israele dopo il 7 ottobre 2023, dal nostro Paese sono partite almeno 416 spedizioni legate a
PALESTINA: MENTRE GLI OCCHI SONO PUNTATI SULL’IRAN, ISRAELE PORTA AVANTI IL GENOCIDIO
Sesto giorno di aggressione militare israelo-statunitense all’Iran che ha infiammato tutto il Levante e oltre. Nelle ultime 24 ore gli eserciti di Stati Uniti e Israele hanno sferrato 117 attacchi aerei e missilistici contro 51 obiettivi militari in tutto l’Iran. Colpite le province di Tehran, Kermanshah, Urmia, Baluchistan, Esfahan, Alborz, Ilam e Tabriz. In meno di una settimana i raid israelo-statunitensi hanno ucciso più di mille civili nel Paese. In questo contesto, mentre gli occhi sono puntati sull’Iran, l’esercito di occupazione israeliano continua a portare avanti il proprio progetto coloniale anche in Palestina, scomparsa di nuovo dalla narrazione dei media. Con una decisione unilaterale, giustificata ufficialmente con l’invocazione dello “stato di emergenza nazionale” e per non meglio precisati “motivi di sicurezza” dopo l’attacco a Teheran, il governo israeliano ha chiuso ogni via d’accesso alla Striscia di Gaza interrompendo così, istantaneamente, lo scarso flusso di cibo, acqua e carburante, necessarie a due milioni di persone, già stremate da anni di aggressione e privazioni. Il genocidio, la pulizia etnica e l’annessione continua con raid di esercito e coloni nella Cisgiordania occupata. Anche qui chiusura immediata dei valichi nell’area B e C e intensificazione degli attacchi dei coloni contro la popolazione palestinese. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, Fabian Odeh, nostro collaboratore. Ascolta o scarica.
March 5, 2026
Radio Onda d`Urto
PALESTINA: FLASH MOB DEI SANITARI PER GAZA IN TUTTA ITALIA CONTRO IL BLOCCO ISRAELIANO ALLE ONG E AGLI AIUTI UMANITARI
“A Gaza la situazione è catastrofica, c’è urgente bisogno di un afflusso massiccio di aiuti salvavita e un accesso umanitario senza ostacoli”.  Lo chiede l’ong Medici senza frontiere ribadendo la propria determinazione a “restare nella Striscia per continuare a fornire cure mediche”. “Stiamo cercando di mantenere i servizi per i pazienti in un contesto sempre più difficile – ha dichiarato Christopher Lockyear, segretario generale di Msf – ma i bisogni sono enormi e le drastiche restrizioni hanno conseguenze mortali. Centinaia di migliaia di pazienti hanno bisogno di cure mediche e di assistenza psicologica, mentre decine di migliaia di persone necessitano di cure continue e a lungo termine, sia chirurgiche che psicologiche”. A riguardo, Medici senza frontiere ha presentato una petizione all’Alta Corte di giustizia israeliana chiedendo di indagare su 6 raid dell’esercito di Tel Aviv contro strutture sanitarie nella Striscia nei quali sono rimasti uccisi sette operatori e loro familiari, tra il novembre 2023 e il febbraio 2024. In un’altra causa sempre Msf, stavolta insieme ad altre 17 ong, chiedono all’Alta Corte di Giustizia lo stop alla loro espulsione da Gaza entro fine mese, mentre il governo israeliano impone un nuovo processo di registrazione, con l’elenco nominale del personale internazionale e locale… Una vera e propria lista di proscrizione. In Italia, proprio per protestare contro il bando imposto da Israele alle ong internazionali che si rifiutano di fornire i nomi e i dati del personale palestinese, i Sanitari per Gaza hanno promosso – nella giornata di giovedì 26 febbraio – flashmob davanti a diverse strutture ospedaliere in tutto lo Stivale. Sanitari per Gaza ricorda, inoltre, l’importanza di difendere il diritto alla cura e alla solidarietà, alla libertà di espressione e al dissenso. Su Radio Onda d’Urto è intervenuto Muhannad Abu Hilal, medico palestinese dei Sanitari per Gaza e di Palmed Italia. Con lui abbiamo fatto anche il punto della situazione medico-sanitaria e umanitaria a Gaza.Ascolta o scarica 
February 27, 2026
Radio Onda d`Urto
PALESTINA: DA GAZA ALLA CISGIORDANIA OCCUPATA, PROSEGUE L’AGGRESSIONE ISRAELIANA
Ancora palestinesi uccisi per mano israeliana nella Striscia di Gaza. Cinque nelle ultime ore: l’Idf ha riferito di aver ammazzato quattro uomini armati, usciti da un tunnel con l’intento di attaccare i soldati israeliani a Rafah. La versione fornita da Tel Aviv, tuttavia, non ha trovato conferme indipendenti. Un altro palestinese è stato ucciso ieri sera dal fuoco dell’esercito israeliano nel quartiere di Zeitoun, a sud-est di Gaza City. L’artiglieria ha inoltre colpito le aree occidentali di Beit Lahia, nel nord della Striscia, mentre unità navali israeliane hanno aperto il fuoco dal mare al largo di Khan Younis, nel sud. Con quest’ultima uccisione, il numero dei palestinesi morti dall’11 ottobre (data del cessate il fuoco mai rispettato da Tel Aviv) sale a 581. I feriti sono 1.544, mentre 717 corpi sono stati recuperati sotto le macerie. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, Eliana Riva, caporedattrice di Pagine Esteri e collaboratrice de Il Manifesto. Ascolta o scarica. Intanto, mentre le forze di occupazione israeliane portano avanti un violento raid di due giorni nella città di Al-Mughayir, a nord di Ramallah, in tutta la Cisgiordania occupata si registra una nuova escalation repressiva. Oltre 20 palestinesi sono stati arrestati, tra cui due bambini e due donne. Detenzioni sono segnalate non solo nell’area di Ramallah, ma anche a Nablus, Hebron e Jenin. Su Radio Onda d’Urto, Fabian Odeh, nostro collaboratore, ha intervistato Bashar Al Qaryouti, attivista palestinese del villaggio di Qaryout, a sud di Nablus: un’area circondata da insediamenti israeliani illegali e da tempo colpita da una sistematica politica di confisca delle terre. Ascolta o scarica. Sul fronte della solidarietà internazionale, scontri si sono verificati a Sydney, in Australia, tra la polizia e i manifestanti in occasione della visita del presidente israeliano Isaac Herzog. Le forze dell’ordine hanno caricato i dimostranti nel tentativo di impedire loro di aggirare i blocchi. Secondo quanto denunciato dall’agenzia AFP, alcuni giornalisti sono rimasti feriti.
February 9, 2026
Radio Onda d`Urto
PALESTINA: SI PARLA DI “FASE DUE” MENTRE IL GENOCIDIO CONTINUA TRA BOMBARDAMENTI E CRISI UMANITARIA
Due carabinieri italiani sono stati minacciati, fermati e costretti a inginocchiarsi da un colono israeliano armato mentre svolgevano un sopralluogo in Cisgiordania, nei pressi di Ramallah, in un’area che formalmente rientra sotto l’amministrazione dell’Anp. I militari stavano preparando una missione degli ambasciatori dell’Unione europea in un villaggio della zona e hanno vissuto in prima persona ciò che la popolazione palestinese subisce ogni giorno. Dopo l’aggressione ai carabinieri, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha convocato l’ambasciatore israeliano in Italia, Jonathan Peled, che ha espresso “rammarico” assicurando l’apertura di un’indagine. L’esercito israeliano ha però fornito una versione opposta dei fatti, sostenendo che a fermare i militari italiani sarebbe stato “un nostro soldato”, poiché si trovavano in una zona militare; una ricostruzione che appare come un tentativo di confondere e insabbiare l’accaduto, secondo una dinamica già vista in passato, come nei ripetuti attacchi contro le basi Unifil in Libano, dove sono presenti anche contingenti italiani. Proprio ieri sera nuovi raid israeliani hanno colpito Nabatieh, nel sud del Libano, causando almeno due vittime civili. Non è la prima volta che l’Italia convoca l’ambasciatore israeliano: era già accaduto nel novembre 2024, quando il ministro della Difesa Guido Crosetto aveva reagito all’apertura del fuoco da parte delle truppe israeliane contro la missione Onu Unifil. Convocazioni che, finora, non hanno impedito il ripetersi degli attacchi. Nella West Bank proseguono i raid indiscriminati e una nuova ondata di demolizioni arbitrarie, da Nablus al nord di Gerusalemme, da Jenin a Hebron, a questo si aggiungono gli oltre 11mila palestinesi detenuti nelle carceri israeliane, circa un terzo dei quali in “detenzione amministrativa”, senza accusa né processo. Intanto, nella Striscia di Gaza continua il genocidio, l’occupazione coloniale e la violenza contro il popolo palestinese, lo stesso popolo ancora oggi sotto le tende, con vento, freddo, gelo e le bombe continue di Israele: a Gaza solo stamattina 4 morti e 3 feriti ad Al Tuffah, vicino Gaza City. Dal 7 ottobre 2023 a oggi, secondo i dati disponibili, Israele ha annientato circa 2.700 nuclei familiari nella Striscia, lasciando oltre 6.000 persone come uniche sopravvissute di famiglie che contavano quattro, cinque o più membri. Tutto questo mentre si continua a parlare, a livello politico e diplomatico, della “fase 2” dell’accordo mai rispettato da Israele e di valichi pronti a riaprire. L’annunciata, ma non sicura, riapertura del valico di Rafah dopo quasi due anni rappresenta un fragile spiraglio di speranza per la popolazione di Gaza. Lo sottolinea anche Save the Children in un comunicato, ricordando che il valico, chiuso dal maggio 2024, è cruciale per consentire evacuazioni mediche, il ricongiungimento familiare, l’accesso all’istruzione per studenti e studentesse e l’ingresso di aiuti umanitari urgenti. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, Shokri Hroub, compagno dell’UDAP – Unione Democratica Arabo Palestinese. Ascolta o scarica.
January 27, 2026
Radio Onda d`Urto
PALESTINA: TRUMP ANNUNCIA I MEMBRI DEL CONSIGLIO DELLA PACE. “GAZA COME ESPERIMENTO GLOBALE, AI PALESTINESI NEGATA L’AUTODETERMINAZIONE”
Mentre a Gaza non si ferma l’aggressione israeliana, l’amministrazione Trump annuncia i membri del cosiddetto “Consiglio della Pace”, una élite straniera di affaristi che nega l’autodeterminazione palestinese. Il Consiglio si articola in due livelli: uno riservato a leader mondiali disposti a versare un contributo di un miliardo di dollari per l’adesione permanente, e uno operativo, il comitato esecutivo, già dominato da figure vicine agli interessi israeliani come Marco Rubio; l’inviato di Trump Steve Witkoff; Jared Kushner, genero e consigliere fidato del presidente Usa; e figure di spicco della finanza internazionale e amici del tycoon come Marc Rowan, Ajay Banga e Robert Gabriel. In questo quadro, la governance palestinese viene ridotta a un comitato tecnico con competenze puramente amministrative, privo di reale autonomia politica e sottoposto al veto costante degli organismi superiori. “Ai palestinesi – sottolinea ai microfoni di Radio Onda d’Urto Michele Giorgio, direttore di Pagine Esteri e corrispondente da Gerusalemme per il Manifesto – viene negato il diritto di governarsi davvero”. Tra i numerosi paesi coinvolti figurano Italia, India, Brasile, Turchia, Canada, Albania, Argentina, Cipro, Egitto, Giordania, Ungheria, Romania, Paraguay e Pakistan. Sul fronte della ricostruzione, l’annunciato finanziamento miliardario viene presentato come un aiuto per una Gaza devastata da due anni di genocidio, ma le ambiguità restano profonde. Accanto ai discorsi ufficiali sulla rinascita della Striscia, riemerge l’idea, mai realmente abbandonata, di una “emigrazione volontaria” dei palestinesi. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, l’analisi di Michele Giorgio, direttore di Pagine Esteri, corrispondente da Gerusalemme per Il Manifesto e nostro collaboratore. Ascolta o scarica.
January 19, 2026
Radio Onda d`Urto
PALESTINA: UCCISIONI, ARRESTI E VIOLENZE. CONTINUA IL GENOCIDIO NEL SILENZIO INTERNAZIONALE
In Palestina il genocidio per mano israeliana prosegue nel silenzio della maggior parte dei media. Questa mattina gli spari dell’esercito di occupazione israeliano contro il campo profughi di Jabalia, nel nord della Striscia di Gaza, hanno ucciso una bambina palestinese di 11 anni. Un altro bambino è rimasto ferito nel quartiere Zeitoun di Gaza City. Colpi d’artiglieria hanno inoltre preso di mira il quartiere Tuffah, dove ieri sera altri due palestinesi sono stati uccisi dall’IDF, in una delle quotidiane violazioni del cosiddetto cessate il fuoco stabilito lo scorso ottobre. Dall’11 ottobre 2025, data di inizio dell’ultimo presunto cessate il fuoco, oltre 425 palestinesi sono stati uccisi dall’esercito israeliano e più di 1.200 sono rimasti feriti. Le violenze israeliane proseguono anche nella Cisgiordania occupata. Le Nazioni Unite hanno invitato Israele a smantellare il proprio sistema di apartheid imposto ai palestinesi in Cisgiordania e in tutti i Territori occupati. In un rapporto pubblicato mercoledì 7 gennaio, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani ha denunciato come decenni di “discriminazione sistematica” e segregazione nei confronti dei palestinesi nei Territori occupati si siano “drasticamente deteriorati” negli ultimi anni. Sempre ieri sera, le forze di occupazione israeliane hanno arrestato un cittadino palestinese già ferito dai coloni durante un assalto nella città di as-Samu, a sud di Hebron. Questa mattina, nel villaggio di Aboud, a nord di Ramallah, i militari israeliani hanno arrestato un’ex detenuta palestinese, Mona Ahmed Abu Hussein, e suo figlio Hamam. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, gli aggiornamenti con Michele Giorgio. direttore di Pagine Esteri, corrispondente da Gerusalemme per il Manifesto e nostro collaboratore. Ascolta o scarica.  
January 8, 2026
Radio Onda d`Urto
PALESTINA: ANCORA ATTACCHI NELLA STRISCIA DI GAZA. IN CISGIORDANIA 126 NUOVE UNITÀ COLONIALI. IL PUNTO CON LA GIORNALISTA ELIANA RIVA
Prosegue senza fine il genocidio del popolo palestinese per mano israeliana nonostante il cessate il fuoco entrato in vigore l’11 ottobre 2025. Ieri le forze di occupazione israeliane hanno ucciso almeno tre palestinesi a Khan Younis. Anche nella Cisgiordania Occupata l’esercito e i coloni continuano ad aggredire la popolazione. Nella notte, la polizia israeliana ha ucciso un uomo beduino durante un’irruzione a Tarabin, nel sud. In questo contesto le autorità israeliane hanno anche approvato la costruzione di 126 unità coloniali nell’avamposto di Sanur, situato illegalmente nel nord della Cisgiordania, come parte della politica di espansione degli insediamenti israeliani. Il valico di Rafah riaprirà all’inizio della prossima settimana per consentire il ritorno dei palestinesi fuggiti dalla Striscia. A riferirlo una fonte di sicurezza egiziana, che ha richiesto l’anonimato, assicurando che il valico “riaprirà presto in entrambe le direzioni” e che le forze europee, appartenenti alla missione civile dell’Unione Europea al valico “svolgeranno un ruolo centrale” e sarebbero giù arrivare in Israele, pronte per il dispiegamento. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, l’intervento di Eliana Riva, caporedattrice di Pagine Esteri e collaboratrice de Il Manifesto. Ascolta o scarica.
January 5, 2026
Radio Onda d`Urto