Anna Milbourne / Auguri papà!
In occasione di S. Giuseppe il 19 marzo, Festa del papà, Usborne pubblica un
paio di chicche davvero interessanti tra cui scegliere – ma anche in combo
stanno benissimo! Partendo da Gli abbracci del papà celebriamo l’affetto dei
padri per i propri figli in svariati momenti della giornata, con quei piccoli
gesti che dimostrano cura e attenzione ma che spesso si danno per scontati
passando di conseguenza inosservati. Si tratta in questo caso di un piccolo albo
cartonato, e quindi adatto anche ai più piccoli, nella fascia 0-3, che amano
manipolare il libro anche e soprattutto con la bocca, con particolari intarsi
all’interno o sul bordo della pagina donando un duplice significato alla storia.
La narrazione si fa interazione ma anche gioco con poche righe di testo in
stampatello maiuscolo e in rima a formare una dolce filastrocca.
Il protagonista di ogni pagina è di fatto l’abbraccio e le immagini grandi e
colorate sottolineano a occhi più attenti un messaggio inclusivo. Il formato poi
è pratico e maneggevole, di facile gestione per le piccole mani dei piccoli
lettori. Anna Milbourne firma in collaborazione con le illustrazioni di Asa
Gilland. un libro-coccola da leggere ogni giorno e non solo durante la festa,
per valorizzare la figura paterna come merita.
Più trasversale ma comunque attinente alla figura paterna la seconda proposta di
Usborne. Non ho (troppa) paura di stare da sola è un albo illustrato, che si
presenta nel classico formato grande, arricchito di dettagli, inserti tattili
visibili sottoforma di buchi sia sulla copertina cartonata che nelle pagine
interne, e dai colori sgargianti. Partendo dal presupposto che l’albo voglia
affrontare l’emozione più difficile e delicata nei bambini, la paura appunto, la
storia che viene narrata si sviluppa in un contesto familiare rumoroso e
caotico. La protagonista è una bimba che osserviamo da una finestra
letteralmente inserita al centro della pagina. Voltandola, ci introduciamo in
casa, nella cucina per la precisione, al momento della colazione, il momento più
frenetico tra fratelli e sorelle, gatti, mamma e papà.
Qui e in altri momenti della giornata la bambina percepisce grande il mondo
attorno a sé e affollato di persone. A scuola, in palestra, sull’autobus non si
sente sola ma quando rientra a casa e con lei rimane il padre, una strana
sensazione l’assale. Inizia a seguire il genitore in ogni stanza ma appena si
volta e non lo scorge la paura arriva e la travolge. Attraverso gli intagli
nelle pagine ci spostiamo di stanza in stanza per la casa seguendo la bambina
che sempre più impaurita sbotta e piange. Il padre la rassicura e con un piccolo
stratagemma le insegna che un filo invisibile fatto di amore la lega ai genitori
da quando esiste, anche quando non sono fisicamente insieme. Con un pizzico di
coraggio la bambina affronta allora questo muro che pareva insormontabile e con
sua grande sorpresa scopre che dopotutto non ha troppa paura di stare da sola.
Anche in questo albo notiamo degli elementi interessanti che offrono spunti di
riflessione: una famiglia composta non solo da persone caucasiche, in cui la
madre è al lavoro mentre il padre si occupa dei figli e della gestione
domestica. Maschi con maglie rosa e femmine con tute da calcio o si divertono a
giocare con le costruzioni o con le macchinine. L’autrice del libro è ancora
Anna Milbourne che ora ci ammalia e commuove attraverso le illustrazioni più
delicate e morbide di Sandra de la Prada, raccontandoci il potere dell’amore tra
genitori e figli, capace di superare qualsiasi ostacolo, persino quello della
paura.
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