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Progetto educazione civica: “Sbellichiamoci. Un’altra scelta è possibile”
PUBBLICHIAMO SU GENTILE CONCESSIONE DI UNA SCUOLA SUPERIORE DI PADOVA UN PROGETTO DI EDUCAZIONE CIVICA CHE POTREBBE ESSERE UTILIZZATO IN ALTRE SCUOLE PER SENSIBILIZZARE I RAGAZZI E LE RAGAZZE AI TEMI DELLA PACE. SBELLICHIAMOCI – UN’ALTRA SCELTA È POSSIBILE Percorso di Educazione Civica – classi del triennio (10 ore) Temi: Articolo 11 della Costituzione, pace, diritti umani, libertà di coscienza, informazione e propaganda 1. Introduzione al percorso (2 ore) ● Presentazione del progetto e dei suoi obiettivi educativi. ● Lettura e analisi guidata dell’Articolo 11 della Costituzione Italiana: cosa significa “ripudiare la guerra” nel linguaggio costituzionale? ● Riflessione su come l’Italia promuove la pace e la cooperazione internazionale. ● Ruolo degli organismi internazionali. Obiettivi formativi: ● Comprendere i principi costituzionali legati alla pace. 2. L’obiezione di coscienza: storia e diritto (2 ore) ● Definizione giuridica di obiezione di coscienza. ● Cenni storici: dal servizio militare obbligatorio alla legge 230/1998 e oltre. ● Visione di brevi materiali storici e testimonianze di obiettori italiani (collaborazione con il dott. Carlo Ridolfi, presidente dell’associazione “Rete di cooperazione educativa”) Obiettivi formativi: ● Conoscere le basi giuridiche e storiche dell’obiezione di coscienza in Italia. ● Riflettere su libertà, dovere e responsabilità civica. 3. Esercizi di cittadinanza attiva: dall’uso del linguaggio come strumento di propaganda bellica alle esperienze internazionali di giovani per la pace (3 ore) ● Il linguaggio della propaganda: definizione, obiettivi, tecniche retoriche, simboli, stereotipi. ● Esempi storici e contemporanei di propaganda in tempi di guerra (es. propaganda durante la prima e seconda guerra mondiale e nei conflitti moderni). ● Testimonianze di obiettori di coscienza di diversi Paesi (Israele/Palestina, Bielorussia): dialogo con gli studenti sul tema della scelta nonviolenta in contesti di conflitto. Obiettivi formativi: ● Comprendere il ruolo della propaganda nei conflitti. ● Sviluppare capacità di analisi critica relativamente ai media e ai messaggi manipolativi. ● Conoscere esperienze di cittadinanza attiva e nonviolenza in contesti diversi. ● Promuovere empatia e consapevolezza interculturale. 4. Arte e pace: linguaggi creativi nei contesti di conflitto (2 ore) ● Incontro/laboratorio con un’artista palestinese che presenterà le proprie opere in collaborazione con Biennale Gaza (rassegna di opere d’arte a cura dell’associazione Coristi per caso) Obiettivi formativi: ● Comprendere il ruolo dell’arte come linguaggio universale di pace. 5. Conclusione e restituzione finale (1 ora) I ragazzi e le ragazze partecipanti al progetto saranno sollecitati a produrre a casa un elaborato grafico/artistico/fotografico (a seconda degli indirizzi) sulle tematiche affrontate; i docenti poi ne selezioneranno tre o quattro tra i più significativi e gli autori/autrici li presenteranno ai compagni di classe. Questionario di gradimento (facoltativo) Progetto SBELLICHIAMOCIDownload -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Liceo Nervi di Morbegno (SO): l’educazione civica diventa addestramento militare
Avevamo già segnalato l’iniziativa “studenti con le stellette” (qui), un assurdo percorso FSL (ex PCTO) a pagamento (circa 500 euro) che consiste in una vera e propria settimana di addestramento militare che,  nel 2026, si svolgerà dal 23 al 30 agosto a Novedrate (CO). Tra le  scuole aderenti al percorso appariva anche il liceo scientifico “Nervi” di Morbegno, al quale, come mostra la circolare n. 417, non è bastata la formale adesione, ma, attraverso la Dirigente scolastica, ha sentito la necessità di sollecitare le studentesse e gli studenti ad iscriversi al corso Audacia, giunto alla sua XI edizione. Si legge nella circolare: «Il progetto mira a suscitare la curiosità e le emozioni di fare propri i valori delle associazioni d’arma (amor patrio e condivisione, leggi cameratismo), in un contesto stimolante e fuori dal comune». Continua la Dirigente scolastica elencando gli esperti del settore, la maggior parte appartenenti alle diverse forze armate, che accanto a corsi di nodi, propongono simulazioni di processi penali, corsi sulla sicurezza, giochi ginnici, il tutto in un quadro di cittadinanza e costituzione ed educazione civica affiancati ad un vero e proprio addestramento militare con tanto di promozione di valori quali il rispetto delle regole, la puntualità, l’obbedienza, la riverenza ai superiori… Con la circolare la Dirigente accoglie acriticamente quella commistione tra mondo civile e mondo militare auspicata dal Ministro della Difesa Guido Crosetto come mostra il sottotitolo della circolare: scuola di formazione civica in stile militare. Perché la DS senta il dovere di sollecitare la sua scolaresca alla partecipazione ad un corso simile e cosa vi colga di educativo e formativo sono questioni che non ci è dato sapere. Concordiamo, tuttavia, con lei nel definire l’iniziativa fuori dal comune, intendendo, con questa espressione, come il progetto si configuri essere un’esperienza non ordinaria, fuori luogo. Viene, infatti, proposta da una scuola il cui PTOF prevede lo sviluppo di competenze di cittadinanza attiva e democratica attraverso la valorizzazione dell’educazione interculturale e della pace, come segnala l’ANPI di Sondrio. Che nello scopiazzare (in realtà un copia e incolla) il testo della brochure la Dirigente non si sia  accorta di cosa stava promuovendo? Eppure una lettura della circolare conveniva darla prima della pubblicazione, perché la superficialità con cui la Dirigente si è prodigata nel pubblicizzare il corso FSL l’ha condotta a creare una confusione a totale discapito della scuola. Nel testo appare, infatti, una prima persona plurale che inquieta: «la nostra è una scuola di formazione civica in stile militare […] al mondo militare attingiamo unicamente per ciò che riteniamo utile ai nostri fini educativi…». Di cosa sta parlando la Dirigente con queste orribili espressioni? Della sua scuola? Del percorso studenti con le stellette? Di come la sua scuola si identifichi con quel percorso o di come il percorso sia compatibile con la sua visione di scuola? L’errore è comico, se non fosse tragico, perché di fatto nasconde un duplice atteggiamento, che la scelta di sollecitare le iscrizioni al campus militare conferma: se da un lato viene dichiarato che l’educazione civica e lo studio della Costituzione possono essere militarizzati, cioè esternalizzati ad un vero e proprio corso di addestramento militare, dall’altro lato, con la decisione di promuovere il corso, dedicandogli una specifica circolare, avviene anche il processo inverso, cioè internalizzare i valori militari, farli propri, cosa che sembra essere ulteriormente confermata con quel pronome plurale che porta ad attribuire alla scuola le caratteristiche del corso stesso! Vogliamo credere che si sia trattato di un errore, una leggerezza, e che la Dirigente si sia limitata a copiare la locandina del corso. Tuttavia, l’errore lascia intendere una fattore in comune tra questa dirigente e il mondo militare: i nostri giovani e le nostre giovani non meritano attenzione e cura, scrivere una circolare con tanta superficialità è tutt’uno con il considerare i giovani individui da arruolare (futura carne da macello!) da addestrare per spedire al fronte. La scuola, che dovrebbe prendersi cura delle persone, della vita, della socialità autentica, del libero confronto, del pensiero critico e divergente non può promuovere un simile corso. Il mondo militare non ha nulla a che vedere con il mondo civile. FUORI OGNI PROPAGANDA MILITARISTA DALLE SCUOLE! Roberta Leoni, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Perugia, il paradosso di un’educazione civica affidata alle Forze dell’Ordine
Il 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza di genere, vede negli ultimi anni in diverse scuole interventi delle Forze dell’Ordine con l’obiettivo di contrastare la violenza di genere. Succede in tutta Italia, succede in Umbria e succede nella nostra città. Il 25 novembre saranno gli studenti e le studentesse del Liceo “Pieralli” ad incontrare personale del Comando dei Carabinieri di Perugia. Ma non c’è forse una contraddizione intrinseca nell’affidare percorsi di educazione ad una cultura del rispetto, della pace, della libertà, a chi nella società ha il compito di intervenire laddove quei valori siano stati violati? Compito certamente necessario all’ordine pubblico, ma non propriamente compatibile con la finalità educativa della scuola. La presenza crescente delle Forze dell’Ordine nelle scuole, contribuisce a trasmettere una cultura della sicurezza, più che inserirsi nella più ampia finalità dell’educazione civica. Le Forze dell’Ordine contrastano il reato, ma l’ideale formativo della scuola è sradicare la cultura stessa su cui si innesta il reato. E allora il 25 novembre, più che personale in divisa, ragazzi e ragazze dovrebbero forse incontrare testimonianze, operatori sociali, psicologi, sociologi e chiunque possa scuotere le loro coscienze in una società ancora troppo impregnata di una cultura maschilista, violenta, discriminatoria e prevaricatrice. L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università è nato a livello nazionale nel 2023 proprio per monitorare e denunciare tutte quelle iniziative che trasmettono negli istituti formativi una cultura securitaria, se non addirittura bellicista, anziché rendere la scuola uno spazio ideale di educazione civile al rispetto, al dialogo, all’accoglienza, alla nonviolenza, esigenza tanto più urgente quanto più si assiste a rapporti globali sempre più improntati alla militarizzazione e alla sopraffazione. Che le giovani generazioni possano, il 25 novembre e ogni giorno dell’anno, formare coscienze non violente, empatiche, rispettose di tutte e tutti, senza che ci siano divise a comunicare l’obbedienza alla legge, ma interiorizzando quello che il nostro Aldo Capitini ha poeticamente espresso nel verso “La mia nascita è quando dico un tu”. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, Perugia
Sarroch, educazione civica o condizionamento? Militarizzazione con i carabinieri
Sebbene chi scrive per l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università sia abituato a rilevare la sempre più capillare presenza delle Forze Armate e delle Forze dell’Ordine nelle scuole italiane, appare comunque sconcertante che tali interventi siano con sempre maggiore frequenza indirizzati a bambin3 sempre più piccol3. É il caso di 45 bambini della scuola dell’infanzia di Sarroch (https://www.sardegnalive.net/in-sardegna/cagliari/educazione-civica-in-caserma-i-piccoli-alunni-di-sarroch-incontrano-i-carabinieri-spbu9zfj), piccolo comune sardo in provincia di Cagliari, che alla fine di ottobre hanno partecipato a una visita nella locale caserma dei Carabinieri, presentata come attività di “educazione civica ludica”, volta a “scoprire il mondo dell’Arma e i suoi valori”. Come spesso accade con le/i più piccol3 gli elementi su cui si è fatto leva sono quelli della curiosità e del gioco, con la presentazione dei mezzi e delle divise e della immancabili unità cinofile coinvolte in una simulazione di attività antidroga. Leggiamo che: “l’entusiasmo è cresciuto durante la dimostrazione del motociclista dell’Arma” […] che ha invitato le/i bimb3 a “salire in sella per qualche foto ricordo” (si veda la foto in allegato ). Le/i bambin3 sono presentati come “entusiasti” e coinvolti “un’atmosfera serena e gioiosa”, illuminati da “un sorriso luminoso e affettuoso”. Denunciamo ancora una volta come un’attività di questo genere rivolta a bambin3 così piccol3, in cui il senso critico non può chiaramente essere ancora sviluppato, rappresenti una grave manipolazione delle menti in crescita e denoti anche gravi carenze in ambito pedagogico da parte delle scuole aderenti a questa come ad altre iniziative. É estremamente grave indurre in giovani menti in formazione idee che si radicano nelle loro coscienze non per aver potuto elaborare una propria visione del mondo, ma per essere stati vittima di una sorta di condizionamento che l’aspetto ‘affettivo’ (l’agente che “con semplicità e simpatia alle loro curiose domande”) e ‘ludico’ di simili attività subdolamente sottende.  Da parte loro le Forze Armate si confermano attive nella strategia, elaborata nell’ambito del progetto di diffusione della ‘cultura della difesa’, di penetrazione di sempre maggiori spazi della società civile: la militarizzazione delle scuole è appunto uno degli aspetti di questo processo. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
Fanpage.it: Perché affidare l’educazione civica alle iniziative delle forze armate è un problema democratico
DI ROBERTA COVELLI PUBBLICATO SU FANPAGE.IT IL 22 AGOSTO 2025 Ospitiamo con piacere sul nostro sito l’interessante articolo scritto da Roberta Covelli pubblicato su Fanpage.it il 22 agosto 2025 in cui, nel lanciare la campagna sull’esonero di attività con militari nelle scuole da parte dei genitori, viene ribadito quanto l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università denuncia da due anni a questa parte, vale a dire un pericolosissimo processo di occupazione degli spazi del sapere e della formazione da parte delle Forze Armate e di strutture di controllo. «Un testo scaricabile in pdf e modificabile con i propri dati: è questo il modulo predisposto dall’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università. Presentandolo alla scuola, i genitori possono chiedere l’esonero dei propri figli da attività che prevedano la partecipazione di forze armate o di pubblica sicurezza…continua su www.fanpage.it.
Educazione civica con forze armate all’IC “San Silvestro” di Curtatone (MN)
Educazione civica e cittadinanza attiva sono valori e pratiche condivise che una società aperta e inclusiva non avrebbe alcun timore a valorizzare attraverso percorsi reali nelle scuole e in ogni ambito sociale. In tempi nei quali le distanze tra etnie, gruppi sociali e religiosi aumentano, con il cosiddetto ascensore sociale fermo da lustri, dovemmo tutti preoccuparci di rendere inclusiva la nostra società rimuovendo gli steccati eretti ad arte nel corso degli anni a partire dal mondo educativo. Ma quando si fa riferimento alla educazione civica dovremmo in realtà limitarci alle direttive del Ministro Giuseppe Valditara, alla mera esaltazione della patria e in un contesto sociale nel quale ogni giorno si opera una sostanziale revisione della storia recente e passata. Dopo anni di progressivo abbandono ormai l’educazione civica si sta trasformando in strumento ideologico rivolto alle giovani generazioni. Queste linee guida rappresentano un problema insormontabile e, come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, invitiamo docenti, genitori e il mondo dell’associazionismo a prendere posizione perché una cittadinanza attiva dovrebbe nascere da ben altri presupposti e avvalersi di pratiche e riferimenti lontani anni luce dalla esaltazione della patria che da sempre viene identificata con un sistema valoriali e pratiche militariste Alcuni genitori ci hanno segnalato il percorso “E’ una regola…da ragazzi”” realizzato da docenti e alunni della classe 5^B della Scuola Primaria di San Silvestro di Mantova, recentemente avvenuto alla presenza di militari nelle aule, come si legge dal loro sito: «Per attivare un’emulazione positiva, sono stati proposti esempi di vita concreta di particolare significato producendo esempi concreti di solidarietà, giustizia, rispetto e difesa dei diritti umani (collaborazione con la Polizia Locale, l’arma dei Carabinieri, […] l’Esercito italiano e la Polizia di Stato)» (clicca qui). A costo di ripetere concetti già ampiamente utilizzati, e nel nostro sito non mancano riflessioni, studi e segnalazioni, la piena e consapevole partecipazione alla vita civica, culturale e sociale delle comunità dovrebbe avvenire in ben altro modo a partire dalla conoscenza dei diritti sociali che invece sono dimenticati. Il rispetto delle regole, se scisso dai diritti sociali, diventa il buon viatico per una accettazione passiva dello status quo, quello che noi dovremmo avere a cuore non è la costruzione di una società di replicanti, ma di soggetti attivi e partecipi e all’occorrenza anche dissenzienti davanti a scelte ritenute sbagliate. La cittadinanza attiva per noi non è quella prona all’ordine costituito, ma quella che è ben consapevole di regole comuni alla base della vita in comune, nella conoscenza dei diritti e dei doveri con un occhio critico e aperto verso la società. Per esperienza diretta, i valori militari sono ben diversi da quelli di una società aperta e dialogante, il rispetto per le regole e le istituzioni nasce dalla conoscenza delle stesse, una conoscenza critica capace di accogliere anche esperienze di disobbedienza civile e non solo cieca obbedienza e mera passività. Gli esempi concreti di solidarietà, giustizia, rispetto e difesa dei diritti umani avrebbero meritato anche altre collaborazioni e presenze oltre a quelle delle Forze dell’Ordine Federico Giusti, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università