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Emilia Romagna, campagna dell’Esercito per arruolare i Volontari in Ferma Iniziale
Il 27 febbraio scorso è scaduto il termine del secondo blocco ( https://concorsi.difesa.it/ei/VFI/20262BL/Pagine/home.aspx ) del concorso per 3000 volontari in ferma iniziale (VFI) e nelle settimane precedenti in Emilia Romagna sono stati allestiti infopoint dell’esercito in molte città, con l’obiettivo di avvicinare quanta più gente possibile, soprattutto giovani tra i 18 e i 24 anni, e invogliarli ad arruolarsi (clicca qui per la segnalazione). Sempre nel mese di febbraio l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università ha trasmesso un approfondimento sul ritorno della leva in Europa e in Italia condotto da Serena Tusini, docente e attivista dell’Osservatorio. Tusini ha descritto i modelli nordici di coscrizione, le recenti riforme della leva nei paesi baltici, in Francia e in Germania. Sull’ Italia ha dato un quadro delle proposte di legge finora depositate dalla Lega e dal PD in parlamento. Suggeriamo la visione dell’approfondimento anche per comprendere come la definizione di leva volontaria civile potrebbe trarre in inganno. È molto probabile infatti che se in Italia venisse costituita una riserva volontaria civile sarebbe alle dipendenze delle FFAA e quindi agganciata a disegni bellici italiani. In questo approfondimento si rileva anche come la militarizzazione crescente del nostro sistema sociale non venga contrastata dai partiti di sinistra presenti in parlamento (clicca qui per il video di Serena Tusini). Facciamo quanto è in nostro potere per contrastare la cultura della militarizzazione, dei nemici esterni e interni costruiti ad arte da un potere economico e politico che intende proseguire indisturbato usandoci come pedine senza diritti. Continuiamo il nostro lavoro di informazione per riempire il grande vuoto lasciato dai media di comunicazione di massa, coltiviamo con passione e creatività alleanze sul territorio; sosteniamo le giovani generazioni che si stanno mobilitando in Italia, in Europa e nel mondo perché vedono minacciate le loro libertà e il loro futuro. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Polo Donegani-Ciliberto di Crotone: una giornata di arruolamento della Marina Militare nella scuola
Se si dovesse prospettare una gara tra Forze armate tra chi è più impegnata nella campagna di reclutamento, allora sicuramente nell’anno in corso la Marina Militare si sta battendo con tutte le sue “forze”! Il 9 gennaio 2026 all’istituto superiore Polo Tecnologico Donegani – Ciliberto di Crotone in Calabria si è tenuta la giornata orientativa FUTURO SUL MARE con il fine di fare conoscere le opportunità professionali nella Marina Militare , raccontate da una ex alunna oggi allievo sottufficiale. Dopo avere proiettato alle classi quinte del plesso di via Siris un video che mostra la giornata tipo con la sua rigorosa organizzazione delle attività, l’ex studentessa ha condiviso la propria  esperienza e risposto alle domande poste soprattutto da studentesse, come riporta la pagina Facebook della scuola, a dimostrazione dell’inclusività di genere di questa arma. Una vera e propria mattinata di propaganda militare, presentata come percorso di accesso al mondo del lavoro (offrire una visione a 360° e concreta sulle opportunità professionali legate al Cluster Marittimo, si legge nel post!) e presentato come un’esperienza formativa unica. Quello che immediatamente salta agli occhi è la logica comunicativa scelta dalla Marina Militare con questo incontro che denuncia una totale strumentalizzazione dei giovani e soprattutto delle giovani. Si strumentalizza l’uditorio dando l’illusione che arruolarsi sia un lavoro come un altro (vd. Il nostro convegno Non è un mestiere come un altro). Si strumentalizza una giovane donna portatrice del messaggio: io ero una di voi, e, con lei, si strumentalizzano le studentesse alle quali giunge il messaggio di un ambiente inclusivo pronto ad accogliere giovani donne puntando sulla scelta “volontaria”, in coerenza con la proposta del Ministro della Difesa Guido Crosetto che punta a una nuova leva militare “volontaria” a partire dal 2026  aperta a giovani maggiorenni (uomini e donne) e professionisti. Si tratta di iniziative che, con diverse modulazioni, vengono ripetute in tante altre scuole d’Italia e la nostra denuncia costante e continua è funzionale a mostrare come vi sia un’architettura unica dietro l’aggressione delle Forze armate alle scuola, cioè un progetto ben definito di arruolamento e di normalizzazione della guerra, esplicitato anche nel Programma di Comunicazione del Ministero della Difesa, che l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università definisce “il paradigma della militarizzazione“. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Evento nazionale di orientamento di AssOrienta: corsa all’arruolamento nelle forze armate
Non si ferma la corsa ad accaparrarsi giovani da parte delle forze armate. Così come non si ferma la voglia di orientare le scelte degli studenti e delle studentesse fin dall’infanzia. Un connubio sapientemente sfruttato da AssOrienta, un’associazione professionale con sedi a Roma, Firenze e Torino, che si occupa di orientamento per carriere universitarie, ma, soprattutto, per carriere in divisa; all’interno di questo secondo ambito, infatti, propone orientamento per una vasta gamma di percorsi, dall’esercito italiano all’Arma dei Carabinieri, dalla Polizia Penitenziaria all’Aeronautica militare. L’associazione ha infatti organizzato per mercoledì 11 febbraio un evento gratuito di orientamento per la promozione delle carriere in divisa, con focus sulle Scuole Sottoufficiali, con esperti del settore (https://www.assorienta.it/sportello-genitori-orientamento-scolastico-assorienta/ ); la comunicazione è stata diffusa in molte scuole superiori. Alcune riflessioni si rendono necessarie. Prima di tutto, è bene sfatare il mito che questa corsa all’orientamento sia positiva per i ragazzi e le ragazze. Al di là del normale e fisiologico bisogno di informazione sulle varie possibilità di studio o percorso professionale post diploma (che uno studente al giorno d’oggi può serenamente acquisire con una miriade di modalità anche in modo autonomo, senza perdere ore di lezione o interi pomeriggi), questo bombardamento continuo di proposte orientative, spinto con forza dal MIM, serve principalmente (e quasi esclusivamente) ai vari enti – pubblici o privati – del mondo post diploma, che cercano di farsi pubblicità per accaparrarsi iscritti o futuri lavoratori. Questo vale purtroppo ormai anche per le Università, che dalle riforme degli ultimi decenni sono state rese sempre più bisognose di farsi concorrenza tra di loro (il numero di iscritti è cruciale nell’economia delle Università); ma vale soprattutto per le Forze Armate, che mai come ora hanno dimostrato di cercare giovani leve e che, rispetto alle Università offrono ben altro tipo di percorso di vita. La parola “leve”, tra l’altro, cade a pennello, in un momento storico in cui la corsa incontrollata al riarmo ha permesso – cosa impensabile solo qualche anno fa – che qualcuno ricominciasse a parlare di leva militare – prima “volontaria” (inquietante contraddizione in termini) poi chissà. Inoltre, il fatto che la scuola dia spazio alla formazione in ambito militare (come accennato sopra, la partecipazione dà diritto a un attestato FSL – Formazione scuola-lavoro, il vecchio PCTO) è in palese contraddizione con i valori e i principi che questa istituzione dovrebbe portare avanti. L’educazione volta alla crescita di un individuo nella scuola pubblica dovrebbe essere improntata alla gestione pacifica del conflitto, al rifiuto di logiche di sopraffazione, alla non violenza; e invece è proprio in quelle aule che dovrebbero promuovere un approccio di questo tipo che si fanno passare, sempre più spesso, inviti ad avvicinarsi alle forze armate. Il che vuol dire solo una cosa, per essere chiari: proporre agli/alle studenti di intraprendere un percorso che potrebbe portarli/e un giorno a imbracciare un’arma, magari a sparare contro un’altra persona, o, nel migliore dei casi, a lavorare per/con qualcun altro che lo faccia al posto loro. Accettando di fatto ufficialmente la logica della violenza (o quanto meno mettendo da parte il suo rifiuto) e, di conseguenza, della guerra. Proprio in questo senso riteniamo che vada letta la proposta di AssOrienta: sdoganare, attraverso l’orientamento, l’adesione a percorsi di ambito/stampo militarista, presentando la carriera militare come qualcosa di innocuo e appetibile. Un’altra riflessione si impone, e ci è particolarmente cara perché ci ricorda quanto le differenze sociali ed economiche giochino a favore del potere anche in questo caso. In un contesto in cui i giovani e le giovani sono costantemente bersagliati/e da informazioni terrificanti circa la carenza di posti di lavoro, la disoccupazione in crescita, la difficoltà di trovare un impiego dignitoso e avere un giorno una pensione, e di fronte alla prospettiva sempre più concreta di fare precariato per anni se non a vita, è chiaro che la proposta di un lavoro sicuro e stabile nelle Forze Armate ha grandissimo appeal. Carabinieri, Polizia, Esercito, Marina, ecc hanno gioco facile a proporsi nelle scuole perché sanno benissimo che vanno a pescare in un bacino di studenti frustrati e impauriti dal futuro pronti a tutto pur di non finire nel macero della gavetta infinita, che a casa hanno famiglie sconsolate, giustamente ansiose e spesso in condizioni di precarietà che non vedono l’ora di vedere i propri figli sistemati. La scuola dovrebbe essere un argine a tutto questo: alla facile pesca di forza lavoro nelle fasce deboli, al reclutamento che si fa forte della minaccia della disoccupazione. Invece di essere un ascensore sociale, in cui le fasce più fragili trovano possibilità uguali alle fasce più benestanti, questa situazione rischia di perpetuare una logica secondo la quale chi ha poco è costretto ad arruolarsi per campare. Infine, fa paura vedere come l’aumento capillare di questa propaganda vada di pari passo con le politiche di riarmo a livello mondiale e, per quel che ci riguarda più da vicino, prettamente europee. La scuola vuole far riflettere i/le giovani sui pericoli e sulla follia di questa frenesia del riarmo, con fiumi di soldi pubblici tolti ai servizi essenziali (sanità, sostegno al reddito, scuola pubblica – appunto) o ha intenzione di avallare questa dinamica che, come ci insegna la storia, ha un chiaro ed unico sbocco nelle pagine più buie dell’umanità? Per tutti questi motivi chiediamo alle scuole di non diffondere o pubblicizzare questo tipo di eventi, che smaccatamente propongono carriere nelle Forze Armate ai nostri studenti e alle nostre studentesse. Chiediamo a docenti, famiglie e studenti di non aderire e segnalarci eventuali altre iniziative di questo tipo. Facciamo argine contro il dilagare delle logiche di guerra nella nostra vita, a partire dalla scuola. Per un orientamento che sia davvero uno strumento di informazione e non un reclutamento indiscriminato nelle Forze Armate. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente