#smilitarizzaresigonella #Sigonella aeroporto #civile. Se non ora, quando?
Gli scali di #Catania #Fontanarossa e Comiso chiusi da giorni per l'eruzione
dell' #Etna.
Eppure la soluzione più semplice sarebbe quella di utilizzare da subito
l'aeroporto di Sigonella per i decolli e gli atterraggi dei velivoli passeggeri.
Ma guai a parlarne pur di non turbare le operazioni di guerra delle forze armate
USA, NATO, UE e italiane.
Tag - civile
Economia di guerra e riconversione industriale da civile a militare
Per la rubrica il Megafono di Radio Grad a Federico Giusti dell’Osservatorio
contro la militarizzazione delle scuole e delle università il compito di fare il
punto sulla crisi dell’automative e la rapida riconversione in Germania di
aziende dell’indotto meccanico in produttrici di sistemi di arma.
Anche in Italia il pericolo riconversione militare è in agguato, solo poche
settimane fa abbiamo scongiurato la costruzione del drone italiano in Emilia
Romagna dove esiste un’ampia rete di laboratori, centri di ricerca e di
produzione nel settore meccanico delle due e quattro ruote, un’eccellenza che
qualcuno vorrebbe riconvertire a fini militari.
La storia di VW è emblematica e propedeutica al capitalismo europeo del riarmo.
Siamo alla fine di una lunga storia che aveva visto land e sindacato come argine
ai processi di militarizzazione e di ristrutturazione (tagli alla produzione e
occupazionali), oggi la crisi del settore potrebbe fare da traino a una feroce
riconversione.
Clicca qui per ascoltare l’intervista su Radio Grad.
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Leonardo prosegue la penetrazione nella scuola pubblica con Mondadori, Rizzoli e Deascuola
Mesi orsono scrivevamo, fortemente preoccupati, a proposito di un’iniziativa
organizzata da Leonardo – la nota azienda produttrice di armi – per gli studenti
del Liceo Scientifico Newton, dell’I.T.I.S. G. Galilei, del Liceo Digitale
Matteucci e dell’Istituto De Merode di Roma. La giornata aveva visto la
partecipazione del Ministro Roccella, di Isabella Rauti (Sottosegretario alla
Difesa), dell’On. Schifone, dell’AD di Leonardo Cingolani (ora, ex-AD) e del
famoso divulgatore scientifico Alberto Angela ed era orientata a far comprendere
ai giovani astanti l’importanza dello studio delle materie STEM a scuola.1
A nostro avviso, però, si trattava di una passerella volta a far introiettare
nelle giovani menti lì presenti la possibilità e il “valore” di una carriera
interna al settore industrial-militare: un’operazione di restyling, attraverso
cui Leonardo tentava di “normalizzare” e magnificare il ruolo dell’industria
bellica nella società, nel tentativo di farla apparire come volano di
occupazione – e di un’occupazione di qualità e ben remunerata.
Ebbene, apprendiamo con sconcerto che Leonardo ETS (Ente del Terzo Settore),
assieme a HUB Scuola, la piattaforma per la didattica delle case editrici del
Gruppo Mondadori, Mondadori Education, Rizzoli Education e D Scuola hanno
siglato l’avvio di una collaborazione stabile nell’intento – a loro dire – «di
stimolare negli studenti curiosità e sviluppare competenze fondamentali per
affrontare le sfide del futuro».2
Il progetto comprenderà due serie di trenta video-lezioni online ciascuna,
dedicate a tutti gli ordini di scuola (dalla primaria alla scuola secondaria di
secondo grado) e tenute da attori, giornalisti ed esperti scientifici di
Leonardo. Si tratta di un progetto che trova adeguata “copertura” istituzionale,
essendo ricompresa nell’ambito delle iniziative prefigurate dalla legislazione
italiana3 e dal PNRR;4 pertanto riteniamo di fondamentale importanza proseguire
nel monitoraggio di quella che, a tutti gli effetti, non si configura come
un’idea estemporanea e destinata a esaurirsi nel corso del prossimo anno
scolastico, bensì come un primo passo per la penetrazione del complesso
industrial-militare nell’istruzione pubblica. Ci attendiamo altresì la
configurazione di nuovi percorsi di “eccellenza”, di stampo marcatamente
meritocratico, che vadano in direzione di una sempre maggior differenziazione
dell’offerta didattica di tutti gli ordini di scuola, al fine di creare poli
didattici speciali per gli studenti più performanti – sul modello delle
Università statunitensi – in cui le aziende, e in particolare quelle belliche,
abbiano un ruolo centrale nella formazione dei ragazzi. L’ Osservatorio contro
la militarizzazione delle scuole e delle università si unisce alla denuncia di
Scuola per la Palestina.
Come lamentava Mario Draghi nel proprio, famigerato Rapporto, infatti, a
differenza che nell’Unione Europea, negli USA «le risorse finanziarie sono
altamente concentrate in alcune Università di ricerca di alto livello, che hanno
la chiara missione di rimanere all’avanguardia nelle classifiche mondiali, con
conseguente produzione di ricerca di grande impatto».5 Non vorremmo che i piani
del Legislatore, già di per sé deprecabili e irrispettosi della grande
tradizione umanistica dell’istruzione europea, fossero principalmente orientati
al «rimanere all’avanguardia» della ricerca militare.
Emiliano Gentili e Federico Giusti, Osservatorio contro la militarizzazione
delle scuole e delle università
Note
1. Science, Technology, Engineering and Mathematics ︎
2. Gruppo Mondadori, Comunicato stampa: HUB Scuola e Fondazione Leonardo ETS
insieme per diffondere la cultura STEM nelle scuole italiane, 6 Ottobre
2025,
https://www.gruppomondadori.it/media/news-comunicati-stampa-e-social/2025/hub-scuola-e-fondazione-leonardo-ets-insieme-per-diffondere-la-cultura-stem-nelle-scuole-italiane.
︎
3. Cfr. L. 197/2022, art. 1, cc. 552 e 553. ︎
4. Missione 4, Componente 1, Investimento 3.1. Ma anche gli Investimenti numeri
1.4, 1.5 e 2.1. ︎
5. M. Draghi, The future of European competitiveness, Part B: In-depth analysis
and recommendations, pp. 247-248. ︎
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Roberto Cingolani e le STEM in Italia tra tecnologia civile e militare
A prenderla sul ridere potremmo dire che, almeno in questo momento, in Italia
fanno più danni i Cingolani che i cingolati. La faccenda, tuttavia, è molto più
seria.
Come riporta Roberto Ciccarelli su Il manifesto del 3 febbraio, l’amministratore
delegato di Leonardo SpA, Roberto Cingolani, è intervenuto a Roma a supporto
della settimana dedicata alla materie “STEM” (l’acronimo che unisce le parole
inglesi che indicano le scienze, la tecnologia, l’ingegneria, la matematica),
parlando al PratiBus District davanti a una platea composta di studenti e
studentesse dei licei Newton, Galilei, Matteucci e De Mérode.
Il tema trattato dal AD è stato la necessità del riarmo. “La pace non è
gratuita, – ha detto ai ragazzi e alle ragazze – va difesa e per farlo è
necessario investire in un sistema che incuta timore a chi ci aggredisce”. Dato
che l’essere umano, secondo lui, è un “predatore” e sta “in cima alla catena
alimentare” ne consegue, come logica conseguenza, che davanti al “cattivo, che
c’è sempre” (perché, discorso implicito, i buoni ovviamente siamo noi) “bisogna
esser pronti a sparare”.
Però tranquilli: è garantita la parità di genere. Spalleggiato dalla ministra
della famiglia, natalità e pari opportunità Eugenia Roccella, che ha manifestato
l’auspicio che le ragazze siano maggiormente incoraggiate a studiare le STEM,
Cingolani ha precisato che la sua azienda è molto interessate ad avere gruppi
misti, in modo da poter meglio analizzare problemi tecnici complessi.
Una delle attività di Leonardo, infatti, è il programma “A scuola di STEM”, con
programmi su robotica e sicurezza. E, come precisa giustamente Ciccarelli nel
suo articolo, “la distinzione tra civile e militare risulta essere formale: la
tecnologia di un satellite è indistinguibile da quella di un missile balistico”.
I poveri Galileo Galilei, Isaac Newton, Carlo Matteucci (il fisico che definì le
leggi dell’elettrolisi, ma che fu anche una figura importante del Risorgimento)
forse qualche obiezione la porrebbero e, forse, l’unico che apprezzerebbe scelte
e dichiarazioni del genere sarebbe quel Francesco Saverio de Mérode che fu
ministro delle armi dello Stato Pontificio e acerrimo nemico di ogni movimento
liberale.
Ma, aldilà delle considerazioni storiche o filosofiche, Cingolani si è in tutta
evidenza fatto forza con i numeri: “Negli ultimi tre anni abbiamo assunto quasi
ventimila persone, oggi siamo quasi 63.000 e nei prossimi tre che assumeremo
altre diciassettemila”, prospettando all’uditorio un futuro di magnifiche sorti
e progressive nel campo dell’industria degli armamenti.
Tutto dev’esser stato comunque molto affascinante. Uno spazio espositivo nuovo
di zecca. Un intervento “motivazionale” di Alberto Angela (“Siate curiosi,
coltivate una passione che vi riempie la vita e siate protagonisti del vostro
futuro”, che, per quanto mi riguarda, vale dal punto di vista motivazionale
quanto “Non uscite nelle ore più calde, bevete molto e mangiate frutta e verdura
fresca”…).
Tra gli intervenuti anche Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione
Nazionale Presidi e Isabella Rauti, sottosegretaria alla Difesa.
Non sentite anche voi un po’ di minaccioso sferragliamento?…
Carlo Ridolfi
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