Fondazione Patti Digitali: un’alleanza per affrontare l’emergenza educativa nell’era dell’IAIl nuovo ente nazionale ha come obiettivi principali la formazione di nuovi
gruppi e il supporto a quelli esistenti, la creazione di percorsi educativi per
genitori, insegnanti e minori sull’uso consapevole delle tecnologie, la ricerca
e le valutazioni di impatto sul rapporto tra digitale e benessere e l’attività
di advocacy verso politica, imprese e stakeholder per promuovere una
regolamentazione più attenta e consapevole.
A novembre il Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione che fissa a 16
anni l’età minima per social, piattaforme video e AI companions, consentendo
l’accesso tra i 13 e i 16 anni solo con l’autorizzazione dei genitori e promuove
lo sviluppo di un sistema di verifica dell’età omologato per tutti i paesi
europei.
Secondo la Ricerca EYES UP effettuata da Università Milano-Bicocca, Università
di Brescia, Associazione Sloworking e Centro Studi Socialis, il 45% dei ragazzi
riceve lo smartphone a 11 anni e il 30% possiede già un profilo social. Il 53%
consulta lo smartphone appena sveglio, il 22% durante la notte, e il 51% lo usa
occasionalmente durante i pasti, anche se solo il 10% lo fa regolarmente.
I dati evidenziano un impatto negativo della precocità di utilizzo regolare dei
social media sulle performance scolastiche nel lungo periodo.
Il 97% degli adolescenti italiani usa Internet quotidianamente, ma 1 minore su 4
mostra un uso problematico dello smartphone, con segnali di dipendenza. Tra i
preadolescenti (11-13 anni), il 62,3% possiede almeno un account social,
nonostante la legge europea (GDPR) richieda almeno 14 anni. Nel 2023, inoltre,
il 47% degli adolescenti tra 11 e 19 anni ha trascorso più di cinque ore al
giorno online, mentre circa un terzo dei bambini tra 6 e 10 anni usa lo
smartphone quotidianamente, con un incremento significativo rispetto al
2018-2019.
La Società Italiana di Pediatria nei giorni scorsi ha aggiornato le
raccomandazioni sull’uso delle tecnologie digitali in età evolutiva e elaborate
da pediatri, psicologi ed esperti.
Frutto della revisione della letteratura, le nuove indicazioni delineano un
percorso educativo condiviso per famiglie, scuole e professionisti per
accompagnare bambini e adolescenti verso un uso dei mezzi tecnologici
equilibrato e rispettoso dei tempi dello sviluppo cognitivo:
* evitare l’accesso non supervisionato a Internet prima dei 13 anni per i
rischi legati all’esposizione a contenuti inappropriati; rinviare
l’introduzione dello smartphone personale almeno fino ai 13 anni per
prevenire conseguenze sullo sviluppo cognitivo, emotivo e relazionale;
* ritardare il più possibile l’uso dei social media, anche se consentito per
legge;
* evitare l’uso dei dispositivi durante i pasti e prima di andare a dormire;
* incentivare attività all’aperto, sport, lettura e gioco creativo;
* mantenere supervisione, dialogo e strumenti di controllo costanti in tutte le
fasce d’età;
* promuovere a scuola l’educazione digitale consapevole, mentre i pediatri
dovrebbero valutare regolarmente le abitudini digitali dei bambini e fornire
consulenza preventiva alle famiglie;
* come già indicato nelle raccomandazioni emanate nel 2018, niente dispositivi
sotto i due anni, limitarli a meno di un’ora al giorno tra i 2 e i 5 anni e a
meno di due ore dopo i 5 anni, sotto il controllo dell’adulto.
Mentre l’uso di smartphone e social media tra i giovani cresce a ritmi senza
precedenti e l’Intelligenza Artificiale generativa pone sfide imprevedibili, in
Italia arriva una risposta.
La Fondazione Patti Digitali ETS è un soggetto indipendente istituito per
coordinare e rafforzare la Rete dei Patti Digitali, un movimento educativo
cresciuto in tutta Italia negli ultimi due anni, composto da 200 gruppi locali e
10˙000 famiglie e volto a creare un ambiente più sano per i minori, dove
educatori, insegnanti e genitori cooperano seguendo le linee guida del Manifesto
dell’Educazione Digitale di Comunità.
La nuova fondazione mira allo sviluppo e al consolidamento dei Patti Digitali
sul territorio per contribuire allo sviluppo tecnologico affinché sia rispettoso
del benessere dei minori e della loro crescita personale, colmando il divario
tra la rapidità dell’innovazione tecnologica e la capacità della società di
gestirla e contrastando frammentazione, confusione e solitudine educativa
attraverso norme condivise e sostegno concreto.
È stata costituita lo scorso 12 dicembre su iniziativa del Comitato dei
promotori composto dagli esperti che hanno ideato e sviluppato l’esperienza dei
Patti Digitali – Marco Gui, Marco Grollo, Stefania Garassini, Brunella Fiore,
Simone Lanza, Stefano Boati e Chiara Respi – insieme alla Fondazione Bicocca,
riferimento scientifico della rete, e all’Associazione MEC / Media Educazione
Comunità. Collaborano anche le associazioni Aiart e Sloworking e, a supporto
delle attività, la Fondazione Oltre e l’organizzazione non-profit internazionale
Human Change.
Tra le figure in primo piano nel panorama educativo, politico e scientifico
nazionale che da subito hanno acconsentito di far parte del Comitato Consultivo
della Fondazione Patti Digitali spiccano: Adriano Bordignon, presidente del
Forum Nazionale delle Famiglie; Alessandro D’Avenia, insegnante e scrittore;
Marianna Madia, deputata per il PD e alla Camera dei Deputati firmataria di un
disegno di legge su media e minori; Lavinia Mennuni, senatrice di FdI, prima
firmataria al Senato di un disegno di legge su media e minori; Alberto Pellai,
medico, psicoterapeuta e scrittore; Stefano Vicari, direttore dell’Unità
Operativa complessa di Neuropsichiatria Infantile dell’IRCCS Ospedale Pediatrico
Bambino Gesù.
Giovanni Caprio