L’estrema destra avanti al ballottaggio in Colombia, in attesa dei risultati ufficialiAbelardo de la Espriella, avvocato multimilionario difensore di narcotrafficanti
e paramilitari, uomo di Trump e alleato di Noboa, Milei e Bukele, ha ottenuto il
49,66% dei voti secondo i dati del preconteggio – risultati preliminari –
corrispondenti a 12.959.542 voti, con un discorso basato sulla mano dura
militare in nome della sicurezza, sui tagli del settore pubblico, sul ritorno
del fracking e della centralità dei combustibili fossili, machismo e
asservimento agli interessi degli Stati Uniti d’America – di cui vanta la
cittadinanza. Secondo i voti del preconteggio infatti, ha superato, con poco
meno di 250mila voti di vantaggio – lo 0,94% dei voti – il candidato della
sinistra Iván Cepeda Castro, che ha raggiunto il 48,70% dei voti, corrispondenti
a 12.708.712 voti, con 426 mila voti in bianco e 220mila nulli, nell’elezione
più contesa della storia del paese, con il record di affluenza al voto ottenuto
grazie a oltre 26 milioni di persone che si sono recate alle urne,
corrispondenti al 63% degli aventi diritto al voto.
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Come si vede dalla mappa, tratta dal sito della televisione pubblica colombiana
Rtvc Noticias, Cepeda vince sulla costa dei Caraibi, sulla costa Pacifica – con
punte di oltre l’80% per cento dei voti – nell’Amazzonia, a Bogotá – con il 52%
– Cali, Barranquilla e Santa Marta, mentre De la Espriella vince a Medellín –
con oltre il 70% – Antioquia, Santander, Boyaca, e in generale nelle aree
centrali del paese. Una mappa del voto che si ripete da ormai diverse elezioni e
che riporta un paese fortemente diviso.
«Il preconteo non rappresenta dati ufficiali nè vincolanti, aspetteremo lo
scrutinio e lo riconosceremo in quanto risultato elettorale ufficiale. Non
accettiamo minacce, siamo la forza politica che rappresenta la metà del paese e
abbiamo una grande storia di resistenza», ha detto Cepeda nella serata di
domenica. Durante il discorso pubblico nel comitato elettorale del suo partito,
ha poi ringraziato l’enorme mobilitazione popolare che ha portato a una
votazione storica in Colombia, la più alta mai registrata nel Paese da una forza
di sinistra tra primo e secondo turno, ma che, secondo il preconteggio, non è
bastata per tornare a vincere le elezioni.
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Foto di Sebastián Bolaños Pérez
Dopo il primo turno elettorale, vinto dall’estrema destra con il 43,7% contro il
40,9% della sinistra, i sondaggi diffusi da agenzie e mezzi di comunicazione
davano De La Espriella vittorioso con una forbice tra i 5 e i 7 punti
percentuali di vantaggio al ballottaggio. Ma le mobilitazioni popolari nei
territori e in rete, in sostegno alla sinistra e al progressismo del governo di
Gustavo Petro, alla ricerca della continuità del processo di cambiamento
politico – che ha portato importanti risultati rispetto ai diritti sociali e del
lavoro, a livello ecologico e ambientale, dal punto di vista dell’aumento del
salario minimo e della importante riduzione della povertà nel paese – assieme
alle alleanze e ai sostegni politici ottenuti da parte di tante forze moderate
nelle ultime settimane, hanno portato ad un recupero significativo di voti,
seppure non sufficiente a garantire la continuità al governo, mostrando un paese
fortemente polarizzato.
> «Non abbiamo ancora un presidente ufficialmente eletto fino alla pubblicazione
> dello scrutinio, invitiamo tutti ad aspettare i risultati ufficiali con
> calma», ha dichiarato il presidente Gustavo Petro poco dopo, denunciando
> l’ingerenza politica straniera, soprattutto di Stati Uniti e Israele, nelle
> elezioni colombiane.
Infatti, seppure i risultati del preconteo, i dati preliminari diffusi alla
chiusura delle urne in Colombia, indicano la vittoria dell’estrema destra al
ballottaggio, effettivamente non è stato ancora dichiarato ufficialmente chi
sarà il prossimo presidente perchè, con un margine così basso di differenza dei
voti tra i due candidati, sarà necessario aspettare i risultati definitivi dello
scrutinio, che si terrà a livello municipale, dipartimentale e internazionale.
Con il sistema del preconteggio il risultato elettorale viene rapidamente
contato e poi diffuso a poche ore dalla chiusura dei seggi, ma l’ufficialità del
risultato viene poi verificata e ratificata con lo scrutinio, che consiste nel
riconteggio voto per voto in ogni seggio nel paese e all’estero, effettuato
dalla magistratura e dal Consiglio Nazionale Elettorale con la presenza di
avvocati e legali di ogni parte in causa nelle elezioni, per il quale ci
vorranno diversi giorni.
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Foto di Sebastián Bolaños Pérez
Se nel 2022 il Pacto Histórico riuscì, alle elezioni parlamentari, a recuperare
400mila voti tra il preconteggio e lo scrutinio ufficiale, recuperando quattro
seggi in Parlamento, su un ballottaggio il margine di voti contestati e
riassegnati è minore come sono minori le possibilità che il risultato cambi.
Eppure, sarà solo a seguito dello scrutinio che verrà comunicato ufficialmente
il nome del prossimo presidente, mentre il vincitore secondo i dati preliminari,
Abelardo de la Espriella, si è già proclamato presidente eletto – «Governerò per
tutti i colombiani e rispetterò le istituzioni» ha dichiarato domenica sera.
Dopo mesi di gravissime minacce contro l’opposizione e la sinistra, De La
Espriella conta sull’immediato messaggio di sostegno e riconoscimento da parte
di Trump, Milei, Meloni e altri esponenti dell’estrema destra internazionale e,
a seguire, della maggior parte dei media nazionali e internazionali, con
l’obiettivo di uscire a livello mediatico con una vittoria che ufficialmente è
ancora da certificare – mentre Claudia Sheinbaum non ha riconosciuto la vittoria
fino a quando non ci saranno risultati ufficiali.
> Iván Cepeda Castro, candidato della Alianza por la Vida, espressione del Pacto
> Histórico e di una serie di alleanze con movimenti politici e sociali
> progressisti, popolari, afrodiscendenti ed indigeni, ha dichiarato che il suo
> partito, la forza maggioritaria al Congresso, ha già fatto ricorso per il
> riconteggio e la verifica in 33mila seggi.
A causa di denunce di irregolarità elettorale, la richiesta è di ricontare e
verificare con attenzione le schede di 33mila seggi in tutto il paese e anche
all’estero, corrispondenti a circa 5 milioni di voti. Inoltre, ha dichiarato che
ci sono stati 57.189 reclami di irregolarità nelle schede consegnate, migliaia
di casi di compravendita di voti, di cui sono stati informati gli organi
competenti, e oltre 400 denunce da parte di lavoratori e lavoratrici che
accusano diverse imprese private di presunti casi di costrizione al voto per
l’estrema destra. Il tutto in un paese con una forte tradizione storica di frodi
elettorali contro le forze politiche di sinistra, una delle cause del decennale
conflitto armato.
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Foto di Sebastián Bolaños Pérez
Intanto, poco dopo la pubblicazione dell’ultimo bolletino elettorale, si sono
tenute mobilitazioni in diverse città, con momenti di tensione, soprattutto a
Cali, dove ci sono stati scontri con la polizia e blocchi stradali, ma anche a
Bogotá dove ci sono state mobilitazioni spontanee in diversi quartieri. La
Registraduria Nacional ha ritardato di oltre un’ora l’autorizzazione degli
avvocati del Pacto Histórico ad entrare, come è loro diritto, nella sede
principale dei seggi elettorali di Corferias, nel cuore della capitale
colombiana, e centinaia di sostenitori di Cepeda sono arrivati in corteo fino
alla sede, reclamando chiarezza sul voto e denunciando casi di irregolarità
elettorale. Già da mesi il presidente Petro aveva allertato sui rischi di
manipolazione del software privato che gestisce le elezioni colombiane, mentre
la Registraduria Nacional e il Consiglio Nazionale Elettorale hanno difeso la
sicurezza del software informatico che garantisce il conteggio dei voti. Anche
su questo fronte si prevedono giorni se non settimane di denunce e ricorsi
legali, dopo mesi di tensioni forti con i partiti della sinistra e il governo.
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Foto di Sebastián Bolaños Pérez
Sarà presto tempo di analisi e di elaborazione collettiva sullo scenario a
venire, dalle critiche sui limiti e gli errori di gestione, di governo e di
campagna, alla necessaria costruzione di strategie di resistenza, nell’ambito di
una riflessione approfondita sul contesto sociale e politico più complessivo,
elementi che riguardano anche le condizioni in cui ha potuto prendere forza
l’opzione politica che, confermati i risultati preliminari, si appresta a
tornare a governare il paese. Seppur presentando un volto nuovo per la scena
politica del paese, il leader di Firmes por la Patria rappresenta la continuità
della politica che la Colombia ha conosciuto per decenni, in particolare durante
i governi di Uribe, di subordinazione alle logiche di guerra e agli Stati Uniti,
delle politiche autoritarie, antipopolari ed estrattiviste, che si ripresenta
oggi in pieno regime di guerra globale. Saranno anche tempi per riorganizzare le
forze sociali e politiche di fronte ad uno scenario che si annuncia minaccioso e
preoccupante, in un paese però dove la forza politica delle sinistre, sia a
livello elettorale che sociale e politico, è ormai significativa e importante,
una situazione inedita rispetto agli ultimi decenni, come ricordato da Cepeda
nel suo discorso.
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Foto di Sebastián Bolaños Pérez
La forte presenza parlamentare, ma anche una rinnovata articolazione politica
tra movimenti sociali e partiti politici, con significativi processi di
organizzazione popolare nei territori e di politicizzazione cresciute negli
ultimi anni, saranno decisive nei mesi e negli anni a venire per organizzare la
resistenza alle offensive che si preannunciano da parte del prossimo governo e
degli alleati statunitensi e di altre forze reazionarie continentali. Che
saranno sicuramente devastanti dal punto di vista delle politiche sociali e dei
diritti umani, con misure favorevoli alle imprese multinazionali e contro i
diritti sul lavoro, repressione contro i movimenti e le espressioni del
dissenso, ritorno del fracking e delle fumigazioni, intensificazione della
guerra e della violenza statale e governativa nel paese.
In attesa dello scrutinio definitivo dei voti e della proclamazione ufficiale
del prossimo presidente colombiano, è chiaro come in un momento di forte
polarizzazione, in uno scenario sempre più preoccupante e complesso, il ritorno
al potere dell’estrema destra in Colombia andrebbe a configurare una situazione
politica davvero molto grave, non solo a livello nazionale ma anche dal punto di
vista regionale e internazionale – dopo l’intervento statunitense in Venezuela,
le minacce contro Cuba e le vittoria nella maggioranza dei paesi della regione
di forze reazionarie di estrema destra.
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Foto di Sebastián Bolaños Pérez
Proprio poche settimane fa si sono svolte le elezioni peruviane, dove secondo le
ultime notizie la candidata di ultradestra Keiko Fujimori ha vinto per poche
migliaia di voti contro il candidato della sinistra, che non ha riconosciuto il
voto – dopo diversi giorni di riconteggio – mentre tra pochi mesi si terranno le
elezioni presidenziali in Brasile, che si annunciano combattute ancora una
volta. Uno scenario complessivamente molto complicato in una regione
attraversata da una drammatica trasformazione dello scenario politico,
nell’ambito della dottrina Donroe e dell’operazione Scudo di Ferro da parte
degli Stati Uniti, sempre più allineato a Trump e alle forze reazionarie e
conservatrici dal punto di vista governativo, seppure attraversato da lotte,
forme di organizzazione e mobilitazione significative che contribuiscono a
ridefinire la contesa possibile sullo scenario politico regionale.
Immagine di copertina e nell’articolo di Sebastián Bolaños Pérez –
@callesinalfalto, collaboratore di Dinamopress dalla Colombia.
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