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Mario Paciolla, settimo anno senza giustizia
Per ricordare alla Città, alla Regione, al Governo e a tutte le Istituzioni che un giovane operatore di Pace, scomparso in Colombia nel 2020, ancora attende Verità e Giustizia, ci vediamo mercoledì 15 luglio alle 18.00 all’ex Asilo Filangieri al Vico Maffei 4, Napoli. Sarà una serata di musica e parole, immagini e pensieri, per ricordare a tutti che l’Italia deve impegnarsi e chiedere alle Nazioni Unite di collaborare nelle indagini per stabilire cosa ha veramente determinato la fine di Mario Paciolla, che era in servizio nella missione ONU in Colombia. Lo chiedono con fermezza i genitori Pino e Anna Motta, le sue sorelle, i suoi familiari, gli amici del Comitato e tutti coloro che hanno conosciuto e apprezzato Mario per la sua esuberante umanità. Da Napoli parte un grido di giustizia che non può e non deve fermarsi davanti all’indifferenza delle nostre istituzioni. Lo dobbiamo a tutte le vittime cadute mentre lavoravano per la Pace, per la solidarietà, per l’informazione e per la cultura, uomini e donne che non devono essere dimenticati, ma onorati con l’accertamento della verità sulla loro fine. Saremo in tanti mercoledì sera a Napoli e non ci fermeremo. Festival Del Cinema dei Diritti Umani di Napoli Redazione Napoli
July 14, 2026
Pressenza
Colombia. Petro contesta i brogli elettorali della destra e chiama alla mobilitazione il 20 luglio
l presidente colombiano uscente Gustavo Petro in un recente tweet sul social network X, ha affermato che il suo successore Abelardo De La Espriella è un presidente illegittimo. “Il presidente della Colombia non riconosce la legittimità del governo entrante. Abelardo non ha vinto le elezioni,” ha detto Petro, denunciando che la […] L'articolo Colombia. Petro contesta i brogli elettorali della destra e chiama alla mobilitazione il 20 luglio su Contropiano.
July 9, 2026
Contropiano
Colombia. Cepeda invita alla disobbedienza civile
L’ex candidato presidenziale colombiano Iván Cepeda ha lanciato un forte avvertimento, chiedendo una disobbedienza civile pacifica in Colombia qualora Abelardo de la Espriella assumesse la Presidenza della Repubblica senza chiarire una serie di controversie che compromettono la sovranità nazionale del paese. Il leader dell’opposizione ha illustrato quattro richieste fondamentali per garantire […] L'articolo Colombia. Cepeda invita alla disobbedienza civile su Contropiano.
July 2, 2026
Contropiano
America Latina: il paradosso del successo progressista
Le recenti elezioni presidenziali in Colombia hanno messo in luce un sorprendente paradosso politico. I nuovi dati forniti dall’agenzia nazionale di statistica del Paese mostrano che il tasso di povertà nazionale è sceso al 28% nel 2025, il livello più basso mai registrato. Quasi 1,8 milioni di colombiani sono usciti dalla povertà in un solo anno, mentre anche la povertà estrema e la disuguaglianza di reddito hanno subito una contrazione. Queste cifre rappresentano un significativo risultato sociale e confermano una tendenza pluriennale al miglioramento degli standard di vita. Eppure, nonostante questo progresso, i colombiani hanno eletto l’avvocato e imprenditore di destra Abelardo De La Espriella, la cui piattaforma nazionalista e incentrata sull’ordine pubblico segna un netto contrasto con le politiche del presidente uscente Gustavo Petro. Il risultato suggerisce che anche un progresso sociale ed economico significativo non si traduce necessariamente in un sostegno elettorale per il governo che ha contribuito a realizzarlo. E la Colombia non è un caso isolato. In tutta la regione, i cicli elettorali hanno ripetutamente dimostrato che il progresso sociale non produce necessariamente una fedeltà politica duratura. Modelli simili si osservano in Argentina, Cile, Ecuador e in altre parti del Sudamerica, dove periodi di governo progressista sono stati spesso seguiti dall’elezione di leader più conservatori o di governi con priorità nettamente diverse. L’ex presidente ecuadoriano Rafael Correa ha offerto una spiegazione di questo fenomeno. Egli ha sostenuto che quando le persone escono dalla povertà ed entrano a far parte della classe media, molte di loro si preoccupano principalmente di preservare il proprio status appena acquisito. Di conseguenza, potrebbero diventare meno favorevoli alle politiche volte a estendere benefici simili ad altri. Che si accetti o meno questa interpretazione, essa mette in luce un’importante sfida politica: il successo stesso delle politiche sociali progressiste può alterare gli interessi, le aspettative e le priorità delle persone che ne beneficiano, rendendo più difficile da sostenere la continuità politica a lungo termine. Esiste, tuttavia, un’eccezione degna di nota: il Messico. Il Messico rappresenta un importante controesempio. Alla presidenza di Andrés Manuel López Obrador è seguita l’elezione di Claudia Sheinbaum, che appartiene allo stesso movimento politico e si è impegnata a portare avanti gran parte dello stesso programma. Anziché provocare una reazione negativa, il progetto di governo ha mantenuto un ampio sostegno popolare grazie a una transizione di leadership riuscita. PERCHÉ IL CASO DEL MESSICO È DIVERSO? Parte della risposta potrebbe risiedere non solo nei risultati delle politiche, ma anche nell’identità politica. Mentre molti governi progressisti del Sudamerica si sono definiti principalmente attraverso etichette ideologiche come il socialismo o la sinistra, il movimento al governo in Messico si descrive sempre più spesso attraverso il concetto di “umanesimo messicano”. Sebbene le sue politiche condividano molti obiettivi con i governi progressisti di altri paesi, il linguaggio utilizzato è notevolmente diverso. L’umanesimo messicano pone l’accento sulla dignità, la comunità, la solidarietà e la cultura nazionale piuttosto che sull’affiliazione ideologica. Questa distinzione potrebbe essere rilevante. I progetti politici inquadrati principalmente in termini ideologici possono rafforzare le divisioni tra sostenitori e oppositori. I progetti radicati in valori culturali ed etici condivisi potrebbero essere in una posizione migliore per creare un senso di identificazione al di là dei confini politici tradizionali. Da questa prospettiva, la continuità del Messico potrebbe riflettere non solo i risultati concreti raggiunti dal governo, ma anche la narrazione più ampia attraverso la quale tali risultati sono stati interpretati. Le elezioni colombiane sollevano quindi una questione più ampia per l’America Latina. Se la riduzione della povertà, la diminuzione delle disuguaglianze e il miglioramento degli indicatori sociali non sono sufficienti a garantire la continuità politica, cosa manca? Il fattore decisivo è la performance economica, la sicurezza, l’influenza dei media, l’organizzazione politica o qualcosa di più profondo all’interno della cultura di una nazione? Il Messico suggerisce che la stabilità politica possa dipendere da qualcosa di più di una semplice governance efficace. Potrebbe anche richiedere un senso condiviso di identità e di scopo che trascenda le categorie ideologiche convenzionali. La domanda più interessante potrebbe non essere perché alcuni paesi si spostino dalla sinistra alla destra, ma perché il Messico non lo abbia fatto. -------------------------------------------------------------------------------- TRADUZIONE DALL’INGLESE DI THOMAS SCHMID CON L’AUSILIO DI TRADUTTORE AUTOMATICO. David Andersson
June 27, 2026
Pressenza
Colombia e Perù, la destra ha vinto. La crisi delle alternative sudamericane
Le urne di Colombia e Perù hanno decretato la sconfitta delle alternative progressiste, premiando una destra fortemente focalizzata sulla sicurezza e sull’ordine pubblico. In entrambi i paesi, i cittadini hanno votato in un clima di fortissima polarizzazione, consegnando ai vincitori scarti inferiori all’1% e aule parlamentari spaccate a metà. A […] L'articolo Colombia e Perù, la destra ha vinto. La crisi delle alternative sudamericane su Contropiano.
June 26, 2026
Contropiano
Colombia: Il popolo colombiano non si arrende, cazzo!
Malely Linares Sánchez In più di 26,3 milioni di colombiane e colombiani siamo andati a votare in questo secondo turno delle presidenziali, con una partecipazione di circa il 63,6 per cento, la più alta da decenni. E anche se il pre-conteggio non ha ancora un valore giuridico definitivo, i risultati ci mostrano la realtà di […]
L’estrema destra avanti al ballottaggio in Colombia, in attesa dei risultati ufficiali
Abelardo de la Espriella, avvocato multimilionario difensore di narcotrafficanti e paramilitari, uomo di Trump e alleato di Noboa, Milei e Bukele, ha ottenuto il 49,66% dei voti secondo i dati del preconteggio – risultati preliminari – corrispondenti a 12.959.542 voti, con un discorso basato sulla mano dura militare in nome della sicurezza, sui tagli del settore pubblico, sul ritorno del fracking e della centralità dei combustibili fossili, machismo e asservimento agli interessi degli Stati Uniti d’America – di cui vanta la cittadinanza. Secondo i voti del preconteggio infatti, ha superato, con poco meno di 250mila voti di vantaggio – lo 0,94% dei voti – il candidato della sinistra Iván Cepeda Castro, che ha raggiunto il 48,70% dei voti, corrispondenti a 12.708.712 voti, con 426 mila voti in bianco e 220mila nulli, nell’elezione più contesa della storia del paese, con il record di affluenza al voto ottenuto grazie a oltre 26 milioni di persone che si sono recate alle urne, corrispondenti al 63% degli aventi diritto al voto. * Come si vede dalla mappa, tratta dal sito della televisione pubblica colombiana Rtvc Noticias, Cepeda vince sulla costa dei Caraibi, sulla costa Pacifica – con punte di oltre l’80% per cento dei voti – nell’Amazzonia, a Bogotá – con il 52% – Cali, Barranquilla e Santa Marta, mentre De la Espriella vince a Medellín – con oltre il 70% – Antioquia, Santander, Boyaca, e in generale nelle aree centrali del paese. Una mappa del voto che si ripete da ormai diverse elezioni e che riporta un paese fortemente diviso. «Il preconteo non rappresenta dati ufficiali nè vincolanti, aspetteremo lo scrutinio e lo riconosceremo in quanto risultato elettorale ufficiale. Non accettiamo minacce, siamo la forza politica che rappresenta la metà del paese e abbiamo una grande storia di resistenza», ha detto Cepeda nella serata di domenica. Durante il discorso pubblico nel comitato elettorale del suo partito, ha poi ringraziato l’enorme mobilitazione popolare che ha portato a una votazione storica in Colombia, la più alta mai registrata nel Paese da una forza di sinistra tra primo e secondo turno, ma che, secondo il preconteggio, non è bastata per tornare a vincere le elezioni. * * Foto di Sebastián Bolaños Pérez Dopo il primo turno elettorale, vinto dall’estrema destra con il 43,7% contro il 40,9% della sinistra, i sondaggi diffusi da agenzie e mezzi di comunicazione davano De La Espriella vittorioso con una forbice tra i 5 e i 7 punti percentuali di vantaggio al ballottaggio. Ma le mobilitazioni popolari nei territori e in rete, in sostegno alla sinistra e al progressismo del governo di Gustavo Petro, alla ricerca della continuità del processo di cambiamento politico – che ha portato importanti risultati rispetto ai diritti sociali e del lavoro, a livello ecologico e ambientale, dal punto di vista dell’aumento del salario minimo e della importante riduzione della povertà nel paese – assieme alle alleanze e ai sostegni politici ottenuti da parte di tante forze moderate nelle ultime settimane, hanno portato ad un recupero significativo di voti, seppure non sufficiente a garantire la continuità al governo, mostrando un paese fortemente polarizzato. > «Non abbiamo ancora un presidente ufficialmente eletto fino alla pubblicazione > dello scrutinio, invitiamo tutti ad aspettare i risultati ufficiali con > calma», ha dichiarato il presidente Gustavo Petro poco dopo, denunciando > l’ingerenza politica straniera, soprattutto di Stati Uniti e Israele, nelle > elezioni colombiane. Infatti, seppure i risultati del preconteo, i dati preliminari diffusi alla chiusura delle urne in Colombia, indicano la vittoria dell’estrema destra al ballottaggio, effettivamente non è stato ancora dichiarato ufficialmente chi sarà il prossimo presidente perchè, con un margine così basso di differenza dei voti tra i due candidati, sarà necessario aspettare i risultati definitivi dello scrutinio, che si terrà a livello municipale, dipartimentale e internazionale. Con il sistema del preconteggio il risultato elettorale viene rapidamente contato e poi diffuso a poche ore dalla chiusura dei seggi, ma l’ufficialità del risultato viene poi verificata e ratificata con lo scrutinio, che consiste nel riconteggio voto per voto in ogni seggio nel paese e all’estero, effettuato dalla magistratura e dal Consiglio Nazionale Elettorale con la presenza di avvocati e legali di ogni parte in causa nelle elezioni, per il quale ci vorranno diversi giorni. * * Foto di Sebastián Bolaños Pérez Se nel 2022 il Pacto Histórico riuscì, alle elezioni parlamentari, a recuperare 400mila voti tra il preconteggio e lo scrutinio ufficiale, recuperando quattro seggi in Parlamento, su un ballottaggio il margine di voti contestati e riassegnati è minore come sono minori le possibilità che il risultato cambi. Eppure, sarà solo a seguito dello scrutinio che verrà comunicato ufficialmente il nome del prossimo presidente, mentre il vincitore secondo i dati preliminari, Abelardo de la Espriella, si è già proclamato presidente eletto – «Governerò per tutti i colombiani e rispetterò le istituzioni» ha dichiarato domenica sera. Dopo mesi di gravissime minacce contro l’opposizione e la sinistra, De La Espriella conta sull’immediato messaggio di sostegno e riconoscimento da parte di Trump, Milei, Meloni e altri esponenti dell’estrema destra internazionale e, a seguire, della maggior parte dei media nazionali e internazionali, con l’obiettivo di uscire a livello mediatico con una vittoria che ufficialmente è ancora da certificare – mentre Claudia Sheinbaum non ha riconosciuto la vittoria fino a quando non ci saranno risultati ufficiali. > Iván Cepeda Castro, candidato della Alianza por la Vida, espressione del Pacto > Histórico e di una serie di alleanze con movimenti politici e sociali > progressisti, popolari, afrodiscendenti ed indigeni, ha dichiarato che il suo > partito, la forza maggioritaria al Congresso, ha già fatto ricorso per il > riconteggio e la verifica in 33mila seggi. A causa di denunce di irregolarità elettorale, la richiesta è di ricontare e verificare con attenzione le schede di 33mila seggi in tutto il paese e anche all’estero, corrispondenti a circa 5 milioni di voti. Inoltre, ha dichiarato che ci sono stati 57.189 reclami di irregolarità nelle schede consegnate, migliaia di casi di compravendita di voti, di cui sono stati informati gli organi competenti, e oltre 400 denunce da parte di lavoratori e lavoratrici che accusano diverse imprese private di presunti casi di costrizione al voto per l’estrema destra. Il tutto in un paese con una forte tradizione storica di frodi elettorali contro le forze politiche di sinistra, una delle cause del decennale conflitto armato. * * Foto di Sebastián Bolaños Pérez Intanto, poco dopo la pubblicazione dell’ultimo bolletino elettorale, si sono tenute mobilitazioni in diverse città, con momenti di tensione, soprattutto a Cali, dove ci sono stati scontri con la polizia e blocchi stradali, ma anche a Bogotá dove ci sono state mobilitazioni spontanee in diversi quartieri. La Registraduria Nacional ha ritardato di oltre un’ora l’autorizzazione degli avvocati del Pacto Histórico ad entrare, come è loro diritto, nella sede principale dei seggi elettorali di Corferias, nel cuore della capitale colombiana, e centinaia di sostenitori di Cepeda sono arrivati in corteo fino alla sede, reclamando chiarezza sul voto e denunciando casi di irregolarità elettorale. Già da mesi il presidente Petro aveva allertato sui rischi di manipolazione del software privato che gestisce le elezioni colombiane, mentre la Registraduria Nacional e il Consiglio Nazionale Elettorale hanno difeso la sicurezza del software informatico che garantisce il conteggio dei voti. Anche su questo fronte si prevedono giorni se non settimane di denunce e ricorsi legali, dopo mesi di tensioni forti con i partiti della sinistra e il governo. * * Foto di Sebastián Bolaños Pérez Sarà presto tempo di analisi e di elaborazione collettiva sullo scenario a venire, dalle critiche sui limiti e gli errori di gestione, di governo e di campagna, alla necessaria costruzione di strategie di resistenza, nell’ambito di una riflessione approfondita sul contesto sociale e politico più complessivo, elementi che riguardano anche le condizioni in cui ha potuto prendere forza l’opzione politica che, confermati i risultati preliminari, si appresta a tornare a governare il paese. Seppur presentando un volto nuovo per la scena politica del paese, il leader di Firmes por la Patria rappresenta la continuità della politica che la Colombia ha conosciuto per decenni, in particolare durante i governi di Uribe, di subordinazione alle logiche di guerra e agli Stati Uniti, delle politiche autoritarie, antipopolari ed estrattiviste, che si ripresenta oggi in pieno regime di guerra globale. Saranno anche tempi per riorganizzare le forze sociali e politiche di fronte ad uno scenario che si annuncia minaccioso e preoccupante, in un paese però dove la forza politica delle sinistre, sia a livello elettorale che sociale e politico, è ormai significativa e importante, una situazione inedita rispetto agli ultimi decenni, come ricordato da Cepeda nel suo discorso. * * Foto di Sebastián Bolaños Pérez La forte presenza parlamentare, ma anche una rinnovata articolazione politica tra movimenti sociali e partiti politici, con significativi processi di organizzazione popolare nei territori e di politicizzazione cresciute negli ultimi anni, saranno decisive nei mesi e negli anni a venire per organizzare la resistenza alle offensive che si preannunciano da parte del prossimo governo e degli alleati statunitensi e di altre forze reazionarie continentali. Che saranno sicuramente devastanti dal punto di vista delle politiche sociali e dei diritti umani, con misure favorevoli alle imprese multinazionali e contro i diritti sul lavoro, repressione contro i movimenti e le espressioni del dissenso, ritorno del fracking e delle fumigazioni, intensificazione della guerra e della violenza statale e governativa nel paese. In attesa dello scrutinio definitivo dei voti e della proclamazione ufficiale del prossimo presidente colombiano, è chiaro come in un momento di forte polarizzazione, in uno scenario sempre più preoccupante e complesso, il ritorno al potere dell’estrema destra in Colombia andrebbe a configurare una situazione politica davvero molto grave, non solo a livello nazionale ma anche dal punto di vista regionale e internazionale – dopo l’intervento statunitense in Venezuela, le minacce contro Cuba e le vittoria nella maggioranza dei paesi della regione di forze reazionarie di estrema destra. * * Foto di Sebastián Bolaños Pérez Proprio poche settimane fa si sono svolte le elezioni peruviane, dove secondo le ultime notizie la candidata di ultradestra Keiko Fujimori ha vinto per poche migliaia di voti contro il candidato della sinistra, che non ha riconosciuto il voto – dopo diversi giorni di riconteggio – mentre tra pochi mesi si terranno le elezioni presidenziali in Brasile, che si annunciano combattute ancora una volta. Uno scenario complessivamente molto complicato in una regione attraversata da una drammatica trasformazione dello scenario politico, nell’ambito della dottrina Donroe e dell’operazione Scudo di Ferro da parte degli Stati Uniti, sempre più allineato a Trump e alle forze reazionarie e conservatrici dal punto di vista governativo, seppure attraversato da lotte, forme di organizzazione e mobilitazione significative che contribuiscono a ridefinire la contesa possibile sullo scenario politico regionale. Immagine di copertina e nell’articolo di Sebastián Bolaños Pérez – @callesinalfalto, collaboratore di Dinamopress dalla Colombia. Questo articolo è gratuito, ma produrlo richiede tempo e impegno. Per mantenere la nostra informazione libera e accessibile, abbiamo bisogno del tuo contributo, anche piccolo. Trasforma la tua lettura in un atto di sostegno, clicca sul banner qui sotto per fare una donazione. Puoi anche donare il tuo 5X1000, CF: 96405560580 L'articolo L’estrema destra avanti al ballottaggio in Colombia, in attesa dei risultati ufficiali proviene da DINAMOpress.
June 23, 2026
DINAMOpress
Colombia, il candidato ultraliberista sostenuto da Trump ha vinto le elezioni presidenziali
Dopo un solo mandato si conclude l’esperienza della sinistra alla guida del governo colombiano. Con il 99% dei voti scrutinati, il ballottaggio presidenziale vede infatti un divario incolmabile per il progressista Iván Cepeda, che ha ceduto il passo ad Abelardo de la Espriella, alias El Tigre, il candidato neoliberista sostenuto dal presidente USA Donald Trump. «Ha vinto alla grande», è stato il commento proveniente dalla Casa Bianca che, dopo El Salvador e Argentina, aggiunge nella regione un nuovo avamposto a difesa dei propri interessi. Nel frattempo, in Colombia, il presidente uscente Gustavo Petro denuncia irregolarità nello spoglio, chiedendo il riconteggio. Soltanto nelle prossime ore arriverà l’ufficialità da parte delle autorità elettorali. «Il Tigre abbraccia il Condor, ti amo Colombia». Con questa metafora, che allude al suo soprannome e all’animale simbolo del Paese, Abelardo de la Espriella ha commentato il trionfo al ballottaggio presidenziale. Il volto della nuova destra colombiana ha raccolto quasi 12,96 milioni di voti (49,7%), staccando di circa 250mila schede Iván Cepeda, fermatosi a 12,71 milioni di preferenze (48,7%). Completano il quadro le oltre 400mila schede bianche, pari all’1,6% dei voti totali. Gustavo Petro, presidente uscente e sostenitore di Iván Cepeda, ha denunciato irregolarità nello spoglio e manomissioni della piattaforma digitale che raccoglie i voti, chiedendo un riconteggio. È stata una domenica ad alta tensione, con oltre 400mila agenti di polizia e soldati schierati in tutto il Paese. L’avvicinamento al primo turno era stato segnato da diversi attentati, che hanno causato una scia di decine di morti. Diversi i divieti messi in campo per la giornata di ballottaggio, come lo stop agli alcolici, al porto d’armi e ai passeggeri sui motorini. Donald Trump è stato tra i primi a congratularsi con Abelardo de la Espriella. Gli Stati Uniti non vedono l’ora di mettersi alle spalle il mandato di Petro, segnato dall’ostilità nei propri confronti. Cepeda aveva più volte manifestato l’intenzione di continuare sulla stessa linea, non piegandosi alle minacce piovute dalla Casa Bianca in questi ultimi mesi, a partire dal sequestro del presidente venezuelano Nicolás Maduro. Proprio da Caracas non sono tardate ad arrivare le congratulazioni di María Corina Machado, la leader dell’opposizione venezuelana prima incensata e poi scaricata da Trump. «Il leone e il tigre ruggiscono in America Latina. Oggi la maggior parte dei colombiani ha scelto la strada della libertà economica, della prosperità, della sicurezza e del dire basta alla criminalità organizzata transnazionale e al narcotraffico», ha scritto su X il presidente argentino Javier Milei. Con quest’ultimo Abelardo de la Espriella condivide, oltre che una solida fedeltà a Washington, una visione neoliberista dell’economia. In netto contrasto con i programmi di pacificazione lanciati da Petro, Abelardo de la Espriella ha concentrato la sua campagna elettorale su toni militaristi e patriottici, promettendo una lotta serrata contro i gruppi paramilitari attivi nel Paese. Nel farlo, il leader del partito Defensores de la Patria si ispira a un altro presidente della regione, Nayib Bukele, che a El Salvador ha sospeso lo stato di diritto per reprimere le gang. El Tigre è influenzato anche dal premier israeliano Benjamin Netanyahu. In campagna elettorale,  Abelardo de la Espriella ha detto che «Israele sta facendo tutto il necessario per difendere il suo popolo, ed è esattamente ciò che farò io per difendere la Colombia». Dopo essere stato in prima linea per le sanzioni al governo Netanyahu, in solidarietà con il popolo palestinese, il Paese tornerà dunque nell’orbita filoisraeliana. Di fronte al voto di Bogotà, sorride la destra neoliberista e conservatrice, in ascesa in America Latina dopo una breve parentesi a sinistra. Gli occhi sono ora puntati sul Perù, ancora alle prese con lo scrutinio del voto che con ogni probabilità incoronerà Keiko Fujimori, figlia del dittatore Alberto, prossima presidente del Paese.   L'Indipendente
June 22, 2026
Pressenza
In Colombia vince l’estrema destra, il Pacto Histórico contesta il risultato
Aggiornamento: in Colombia sono avvenute varie manifestazioni di protesta nella notte appena passata. Hanno riguardato in particolare la città di Cali, e si sono estese anche alla capitale Bogotà. Molti manifestanti hanno dato fuoco a bandiere statunitensi, denunciando l’ingerenza di Washington negli affari interni del paese. La polizia ha risposto […] L'articolo In Colombia vince l’estrema destra, il Pacto Histórico contesta il risultato su Contropiano.
June 22, 2026
Contropiano
Colombia, ballottagio presidenziali 21 Giugno: la sfida contro l’estrema destra
Insieme a Paula, sindacalista colombiana radicata in Italia e con Nicolas Roa, editore della rivista colombiana Controcorrente abbiamo affrontato alcune delle questioni che inaspriscono il clima elettorale in vista del ballottaggio definitivo questa domenica 21 Giugno 2026, che deciderà la presidenza Colombiana tra Ivàn Cepeda, rappresentante del Pacto Historico per la sinistra progressista e l’avvocato e imprenditore Abelardo de la Espriella in testa al partito di destra Firmes por la Patria. Dall’ ultima votazione di ballottaggio del 31 Maggio, nella quale nessun candidato ha raggiunto il 50%+1 dei voti validi, ma che ha visto De la Espriella affermarsi vincitore con una differenza di meno di un millioni di voti, è emerso anche un’ astensionismo di circa il 40%. A far fronte alla mancanza di voti in vista del secondo ballottaggio entrambe le campagne hanno insistito su alcuni punti che si pongono come cardine delle loro campagne: De la Espriella si è appoggiato fortemente all’uso di social network per diffondere il suo programma focalizzato sull’imprenditoria, la religione e la sicurezza e la collaborazione con gli Stati Uniti. Dall’altra parte, Ivàn Cepeda senatore, membro della sinistra storica e figura centrale nei processi di pace con las Farc del 2016 si pone in continuità con il progetto politico del governo in atto, el Pacto Historico nato in risposta allo sciopero nazionale del 2021 e si appoggia nella mobilitazione cittadina nelle piazze e di recente anche in piattaforme virtuali, il supporto delle comunità indigene e la continuazione delle politiche degli accordi di pace. Nicolas Roa (de la Revista Contracorriente) ci ricorda che la distribuzione territoriale dei voti è un fattore non solo molto importante ma anche molto espressivo delle dinamiche del conflitto armato e con le forze statali. La sinistra ha ricevuto più supporto nelle regioni che storicamente sono state più colpite dalla guerra, la disuguaglianza e l’abbandono statale, è il caso ad esempio della Costa Caribe a nord della Colombia, il sudoccidente nazionale come nelle regioni del Pacifico e infine le zone Amazzoniche e dell’ Orinoquia a est del territorio. Il centro del paese (la regione Andina) si esprime favorevolmente al candidato de la Espriella, in particolare le regioni di Santander e Antioquia. Abbiamo infine commentato le posizioni di entrambi i canditati in materia economica, specialmente per quando riguarda i trattati di libero commercio di cui la Colombia ne è firmataria agli Stati Uniti. Ascolta qui l’approfondimento: