Terremoto in Colombia: CESVI pronto a intervenireCESVI sta monitorando con attenzione l’evolversi dell’emergenza in Colombia,
colpita ieri mattina da un violento terremoto di magnitudo 7,4 con epicentro nei
pressi di San José del Palmar, nel dipartimento del Chocó.
«In queste prime ore la priorità assoluta è salvare le persone ancora
intrappolate e garantire assistenza ai feriti – dichiara Stefano Piziali,
direttore generale di CESVI – Sappiamo per esperienza che gli effetti di un
terremoto non finiscono quando terminano le operazioni di soccorso. Nelle
settimane e nei mesi successivi donne, bambini e famiglie che hanno perso la
casa, i propri cari e i punti di riferimento quotidiani potranno trovarsi in
condizioni di estrema vulnerabilità. Per questo stiamo seguendo attentamente
l’evoluzione dei bisogni. CESVI sta valutando un intervento negli ambiti in cui
ha una forte esperienza nel Paese e in America Latina: la protezione
dell’infanzia e delle donne e il supporto psicosociale alle comunità colpite».
Il bilancio, ancora provvisorio e in continuo aggiornamento, conta più di 130
vittime e centinaia di feriti, mentre proseguono le operazioni di ricerca e
soccorso delle persone rimaste intrappolate sotto le macerie.
Il governo colombiano ha dichiarato lo stato di calamità nazionale e sono in
corso le operazioni di emergenza coordinate dalle autorità del Paese.
Gravi danni sono stati registrati in diverse città, tra cui Cali, Quibdó,
Pereira e Manizales.
Particolarmente drammatica la situazione a Cali, dove il terremoto ha
provocato il crollo di parte dell’Ospedale Universitario del Valle, interessando
anche l’ala pediatrica e di terapia intensiva. Secondo le informazioni
disponibili, alcune persone risultano ancora intrappolate e l’intera struttura è
stata evacuata.
CESVI è presente nel Paese in prossimità del confine con il Venezuela, dove
assiste le famiglie in fuga dalla grave crisi economica e politica venezuelana.
L’esperienza maturata sul campo mostra come, dopo la fase immediata dei
soccorsi, sia fondamentale non lasciare sole le persone più vulnerabili.
La perdita della casa, dei familiari, della scuola e della quotidianità, insieme
alla paura provocata dalle scosse e alla permanenza in sistemazioni temporanee,
può avere conseguenze profonde soprattutto sui bambini.
CESVI sta valutando l’attivazione di un intervento mirato di protezione e
supporto psicosociale rivolto in particolare a bambini e donne.
Redazione Italia