Venezuela, “Tutte le persone detenute arbitrariamente devono essere immediatamente liberate”
L’8 gennaio le autorità venezuelane hanno scarcerato un limitato numero di
detenuti arbitrariamente. Secondo le organizzazioni locali della società civile,
sono circa 1000 le persone attualmente private della loro libertà per motivi
politici.
Tra coloro che sono stati scarcerati figurano la prigioniera di coscienza Rocío
San Miguel, alcuni cittadini spagnoli come José María Basoa e Andrés Martínez,
il leader politico Enrique Márquez e il giornalista italo-venezuelano Biagio
Pilieri.
Ana Piquer, direttrice per le Americhe di Amnesty International, ha così
commentato i recenti sviluppi:
“La fine della detenzione arbitraria è un sollievo necessario e a lungo atteso
per tutte le persone finalmente tornate in libertà. Il fatto che persone
ingiustamente detenute, come la prigioniera di coscienza Rocío San Miguel,
abbiano potuto riabbracciare i propri cari è senza dubbio una notizia positiva.
Tuttavia, queste misure restano del tutto insufficienti finché centinaia di
persone continuano a essere incarcerate arbitrariamente per motivi politici,
come le difensore e i difensori dei diritti umani Kennedy Tejeda, Javier
Tarazona, Eduardo Torres e Carlos Julio Rojas. Amnesty International chiede la
loro liberazione immediata, così come quella di tutte le altre persone ancora
detenute, i cui familiari e le cui comunità attendono che alle promesse del
governo Rodríguez seguano fatti concreti”.
“Vogliamo che la lotta instancabile delle famiglie e delle organizzazioni che le
sostengono venga riconosciuta. Ci uniamo alla loro richiesta di verità,
giustizia e riparazione e ribadiamo che nessuna persona in Venezuela dovrebbe
più essere privata della propria libertà per motivi politici”, ha proseguito
Piquer.
Amnesty International respinge con fermezza il fatto che, pur essendo state
detenute arbitrariamente per motivi politici, le persone scarcerate continuino a
essere sottoposte a indagini e procedimenti penali arbitrari e discriminatori da
parte delle autorità venezuelane. Questi procedimenti prevedono spesso misure
che limitano gravemente la libertà personale – come il divieto di espatrio o
l’obbligo di presentarsi periodicamente davanti ai tribunali – e contribuiscono
a perpetuare un clima di paura e di continua rivittimizzazione. Per questo
motivo, l’organizzazione per i diritti umani ribadisce che ogni scarcerazione
deve essere accompagnata dall’archiviazione definitiva e incondizionata di tutti
i procedimenti penali a carico delle persone colpite.
“Non si può ignorare il fatto che la politica repressiva del governo venezuelano
rimane pienamente in vigore. Il 3 gennaio è stato dichiarato lo stato di
‘conmoción exterior’, uno stato d’emergenza che include una disposizione che
sollecita le autorità alla ‘ricerca e cattura su tutto il territorio nazionale
di chiunque sia coinvolto nella promozione o nel sostegno di un attacco armato
degli Stati Uniti contro il territorio della Repubblica’”, ha aggiunto Piquer.
Nei giorni immediatamente precedenti alle scarcerazioni Amnesty International ha
ricevuto numerose segnalazioni di nuove detenzioni arbitrarie, tra cui quelle di
14 giornalisti poi scarcerati. Questa crudele “porta girevole” di arresti e
scarcerazioni deve cessare una volta per tutte.
La pratica diffusa e sistematica delle detenzioni arbitrarie per motivi politici
rientra in una strategia dello stato del Venezuela volta a mettere a tacere ogni
forma di dissenso, reale o percepito. Tali pratiche costituiscono crimini contro
l’umanità, attualmente oggetto di indagine da parte della Procura della Corte
penale internazionale, nonché di procedimenti avviati da tribunali nazionali
sulla base del principio della giurisdizione universale. Amnesty International
ricorda che, finché continueranno le detenzioni arbitrarie per motivi politici –
anche nei confronti di persone che necessitano urgentemente di cure mediche,
come Emirlendris Benítez – ci troveremo di fronte a gravi violazioni dei diritti
umani e a crimini di diritto internazionale che le autorità venezuelane
continuano a commettere.
“Chiediamo con la massima fermezza che venga smantellata la politica di
repressione, che cessino immediatamente le detenzioni arbitrarie per motivi
politici e che siano indagate – fino ai più alti livelli di responsabilità –
tutte le persone che hanno una responsabilità penale individuale per queste
gravi violazioni dei diritti umani e per crimini contro l’umanità”, ha concluso
Ana Piquer.
Amnesty International