Tag - conflitto

Il falso dilemma iraniano
Ora che il pericolo di un attacco statunitense contro l’Iran sembra momentaneamente scongiurato, dovremmo raccogliere le idee e riesaminare i termini della questione. Guardiamo come l’opinione pubblica occidentale si rivolge all’Iran, o come si è rivolta a qualsiasi altro dei Paesi attaccati militarmente dall’Occidente negli ultimi 35 anni: Iraq, Serbia, […] L'articolo Il falso dilemma iraniano su Contropiano.
La corsa agli armamenti sul posto di lavoro – di Shane Boyle
Recensione di Shane Boyle al libro di Craig Gent, Cyberboss: The Rise of Algorithmic Management and the New Struggle for Control at Work, Verso, 2024, pubblicata il 23 dicembre 2025 su Protean Magazine. Traduzione dall'inglese di Emiliana Armano * * * * * Lo scorso giugno del 2024, Wells Fargo ha licenziato una dozzina di [...]
Cile. Una sconfitta nella battaglia culturale, prima che elettorale
Cosa spinge un minatore del Nord a votare per l’estrema destra? O un operaio del centro del Paese a optare per José Antonio Kast? Come si suol dire, la vittoria ha molti padri, ma la sconfitta è orfana. Il risultato negativo del ballottaggio presidenziale non è sfuggito a questa logica. […] L'articolo Cile. Una sconfitta nella battaglia culturale, prima che elettorale su Contropiano.
Askatasuna e il controllo violento della “violenza” – di Michele Lancione
Giovedì sera, al presidio di fronte ad Askatasuna, eravamo in tante persone. Pronte di fronte ai muri rossi di corso Regina Margherita 47; pronte a dire un primo no rispetto allo sgombero, alla chiusura, alla repressione. Davanti a noi, di lato, dietro: centinaia di forze cosiddette dell’ordine. Alcune in divisa, altre no. Con le [...]
Acciaio, guerra e menzogne – di Franco Oriolo
Taranto ostaggio di una fabbrica morta e di una politica senza futuro Le promesse del ministro Urso, ripetute più volte nei tavoli su Genova e Taranto, arrivano sempre in ritardo e servono solo a prendere tempo. Da anni la politica rinvia le decisioni, copre le falle, produce comunicati invece di affrontare la realtà. Si [...]
La necessità di un movimento
Perché esserci conta. Ho scritto un articolo intitolato “Il Movimento c’è” all’indomani della manifestazione romana del 29 novembre, che ha riportato in strada centomila persone. Una mobilitazione che ha mandato in frantumi un’idea: che tutto sia finito. Qualcuno ha replicato: «Ma qual è lo scopo di questo Movimento, se ancora […] L'articolo La necessità di un movimento su Contropiano.
Sudan: fermare subito la strage e aprire corridoi umanitari
La situazione in Sudan è ormai drammatica e in rapido deterioramento. Dopo oltre due anni di conflitto, il Paese è teatro della più grande crisi umanitaria contemporanea. La presa di Al Fashir, dopo un assedio durato 18 mesi, rischia di trasformarla in una vera e propria catastrofe. Più di 12 milioni di persone sono state costrette alla fuga e si contano in questi due anni oltre 150.000 morti. L’avanzata delle milizie delle Rapid Support Forces (RSF), culminata nella presa della città di Al Fashir, è segnata da atrocità e crimini contro la popolazione civile. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha denunciato l’uccisione sommaria di 460 pazienti e familiari all’interno dell’ospedale della città, un atto che rappresenta una flagrante violazione del diritto internazionale umanitario. Oltre 260.000 civili sono oggi intrappolati ad Al Fashir, senza accesso sicuro a cibo, acqua o cure mediche: la loro vita è appesa a un filo. La guerra tra le RSF e le Forze Armate Sudanesi (SAF), quest’ultime guidate dal generale Abdel Fattah al-Burhan che rappresenta comunque il governo riconosciuto internazionalmente, continua a devastare il Paese. Secondo fonti del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, le RSF sono state armate e sostenute dagli Emirati Arabi Uniti, contribuendo ad alimentare un conflitto che si nutre di forniture militari e interferenze regionali. La Rete Italiana Pace e Disarmo chiede con forza che il Governo italiano, l’Unione Europea e la comunità internazionale: 1. Promuovano un cessate il fuoco immediato, sostenendo con urgenza ogni sforzo diplomatico per fermare le ostilità e avviare un processo politico inclusivo sotto l’egida delle Nazioni Unite e dell’Unione Africana. 2. Sostengano l’apertura di corridoi umanitari sicuri e garantiti, per permettere l’accesso immediato degli aiuti alle popolazioni intrappolate, in particolare nella regione del Darfur e nella città di Al Fashir. 3. Blocchino tutte le forniture e il commercio di armi verso le parti in conflitto, in applicazione del Trattato sul Commercio delle Armi (ATT) e delle normative europee ed italiane in materia di export militare. Nessun Paese deve contribuire — direttamente o indirettamente — a questa carneficina. 4. Sostengano l’attivazione urgente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, affinché la crisi sudanese sia posta all’ordine del giorno come priorità assoluta, con la richiesta di istituire una commissione d’inchiesta indipendente sui crimini di guerra e contro l’umanità. 5. Incrementino il sostegno alle organizzazioni umanitarie attive sul campo, sia internazionali che sudanesi, che stanno operando in condizioni estreme per salvare vite umane sia nelle zone colpite direttamente dal conflitto che in quelle che stanno accogliendo i rifugiati interni 6. Rafforzino la pressione diplomatica sui Paesi che alimentano il conflitto, in particolare gli Emirati Arabi Uniti, affinché cessino ogni forma di sostegno armato o logistico alle fazioni in guerra. Il Sudan non può essere abbandonato al silenzio e all’indifferenza. Serve un’azione immediata, coraggiosa e coordinata per fermare il massacro e restituire una prospettiva di pace a milioni di persone. La comunità internazionale, e in particolare l’Italia e l’Unione Europea, devono assumersi la responsabilità di agire — non solo con parole di condanna, ma con atti concreti di solidarietà, disarmo e diplomazia di pace. Rete Italiana Pace e Disarmo
Una prospettiva politica per l’alterità sociale
Grande è stata la soddisfazione per queste giornate di lotta in solidarietà del popolo palestinese e contro il governo complice del piano genocida di Israele. Tanti interventi hanno già colto la possibilità che una nuova fase si apra dopo anni di stagnazione e di apparente rassegnazione. Senza nulla aggiungere a […] L'articolo Una prospettiva politica per l’alterità sociale su Contropiano.
Qualcosa è cambiato – di Faber
Posso scrivere una poesia con il sangue che sgorga, con le lacrime, con la polvere nel mio petto, con i denti della ruspa, con le membra smembrate, con le macerie dell'edificio, con il sudore della protezione civile, con le urla delle donne e dei bambini, con il suono delle ambulanze, con i resti di un [...]