La forza fa la ragione: Israele abbraccia la ‘dottrina Donroe’ di Trump a proprio rischio e pericolo
di Joshua Leifer,
Haaretz, 4 gennaio 2026.
Il tentativo degli Stati Uniti di rovesciare la leadership venezuelana appare a
molti a Gerusalemme – certamente nell’orbita di Netanyahu – come una vittoria
diretta per Israele. Eppure un mondo di crudele realismo e di nuda politica di
potere è pericoloso per Israele nel lungo termine.
Nicolàs Maduro ammanettato e bendato sulla nave che lo porta negli Stati Uniti
Nelle prime ore del mattino di sabato, l’esercito degli Stati Uniti ha lanciato
una serie di attacchi contro il Venezuela, catturando il presidente del paese
Nicolas Maduro e sua moglie Cilia Flores. Ora detenuti negli Stati Uniti, Maduro
e Flores sono stati incriminati a New York con l’accusa di cospirazione per
narcoterrorismo e altri reati legati alla droga e alle armi.
L’attacco al Venezuela e il rapimento del suo leader costituiscono una palese
violazione del diritto internazionale. Lo stesso vale per l’affermazione del
presidente degli Stati Uniti Donald Trump secondo cui ora gli Stati Uniti
“governeranno” il Venezuela. L’amministrazione Trump ha appena cercato di
fornire una giustificazione legale sostanziale per queste azioni.
L’attacco degli Stati Uniti al Venezuela non è certo senza precedenti. Gli Stati
Uniti hanno da tempo utilizzato l’intervento militare – diretto e indiretto –
per destituire i leader in America Latina e nei Caraibi che sfidavano il dominio
statunitense nella regione. La Dottrina Monroe del 1823, inizialmente formulata
come opposizione degli Stai Uniti all’intervento europeo nell’emisfero
occidentale, sarebbe diventata, all’inizio del XX secolo, una giustificazione
del dominio statunitense nell’emisfero, spesso imposto con la forza delle armi.
Più recentemente, altri presidenti repubblicani hanno autorizzato attacchi
simili. Nel 1989, ad esempio, George H.W. Bush ha autorizzato l’invasione di
Panama e la cattura del suo leader, Manuel Noriega. Sei anni prima, nel 1983,
Ronald Reagan aveva approvato l’invasione di Grenada e il rovesciamento del suo
leader rivoluzionario di sinistra, Maurice Bishop.
La Strategia di Sicurezza Nazionale 2025 recentemente pubblicata
dall’amministrazione Trump ha elaborato il suo approccio all’America Latina con
un esplicito richiamo a questa storia. Il documento invita ad applicare un
“Corollario Trump” alla Dottrina Monroe – in altre parole, una riaffermazione
del dominio degli Stati Uniti sulle Americhe e la minaccia di ricorrere alla
forza per mantenerlo se necessario. DonaldTrump, sempre attento al branding, ha
iniziato a chiamare questa cosa la “Dottrina Donroe.”
Se un nuovo ordine globale ha davvero iniziato a emergere, esso è quindi
definito tanto, se non di più, dalla continuità con il passato che dalla
rottura. Mentre i precedenti presidenti statunitensi cercavano di mascherare
l’aggressione americana, seppur in modo superficiale, con il mantello della
legittimità internazionale, l’attuale presidente ha semplicemente abbandonato
tali pretese.
I leader israeliani, dal canto loro, hanno accolto l’attacco statunitense al
Venezuela con un applauso quasi universale. Netanyahu si è congratulato con
Trump “per la sua coraggiosa leadership storica a favore della libertà e della
giustizia.” Il leader dell’opposizione Yair Lapid ha scritto su X che “il regime
iraniano dovrebbe prestare molta attenzione a ciò che sta accadendo in
Venezuela.”
In Israele è ampiamente condivisa la convinzione che il governo Maduro
costituisse un nodo importante nell’”asse della resistenza” guidato dall’Iran,
fungendo da tramite per il trasferimento di fondi e altre risorse a proxy
iraniani come Hezbollah. Sullo sfondo delle crescenti proteste in Iran, alcuni
funzionari israeliani sembrano sperare che un cambio di regime in Venezuela
possa innescare un effetto domino e portare al crollo della Repubblica Islamica
in Iran.
A seguito dell’incontro di Trump con Netanyahu in Florida, la violenta
estrazione di Maduro da parte degli Stati Uniti potrebbe anche essere un
messaggio che l’amministrazione Trump non esiterà a ricorrere alla forza
militare– e che un secondo attacco all’Iran con la partecipazione degli Stati
Uniti non è da escludere.
Il tentativo di rovesciare la leadership venezuelana da parte
dell’amministrazione Trump appare a molti a Gerusalemme – certamente a quelli
nell’orbita di Netanyahu – una vittoria netta per Israele. Tuttavia, un mondo di
realismo crudele e di nuda politica di potere è pericoloso per Israele nel lungo
periodo.
Paese piccolo per territorio e popolazione, Israele deve la sua stessa
creazione, in parte, a un momento nella storia della geopolitica in cui c’era un
consenso sul fatto che il mondo non potesse essere organizzato secondo il
principio della “legge del più forte” senza provocare una catastrofe. Nel
celebrare la mossa di Trump in Venezuela, i leader israeliani si sono uniti
all’assalto americano agli ultimi residui di quel consenso. Lo fanno a rischio e
pericolo del loro paese.
https://www.haaretz.com/israel-news/haaretz-today/2026-01-04/ty-article/.highlight/might-makes-right-israel-embraces-trumps-donroe-doctrine-at-its-own-peril/0000019b-890d-dbf4-a79f-994db57c0000
Traduzione a cura di AssopacePalestina
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