CHIAPAS: CORRISPONDENZA AL TERMINE DEL SEMILLERO ZAPATISTA “DI PIRAMIDI, STORIA, AMORI E – CHIARO – DISAMORI”.
“Di piramidi, di storie, di amori e, chiaro, di disamori”.
Con queste parole d’ordine la Commissione Sesta Zapatista ha ospitato in Chiapas
un migliaio di compagne-i, in arrivo un po’ da tutto il mondo, per prendere
parte a un “Semillero e celebrare così le resistenze e le ribellioni del mondo”.
L’appuntamento di fine dicembre 2025 ha anticipato, di poche ore, le
celebrazioni del 1 gennaio 2026, 32esimo anniversario dall’inizio pubblico della
rivoluzione zapatista, esplosa a livello internazionale con la comparsa dei
passamontagna neri con la stella rossa, quelli dell’EZLN, capaci di conquistare
7 Municipi del Sud Est del Messico nelle prime ore del 1994, cogliendo
totalmente di sorpresa tanto le autorità messicane quanto il resto del mondo.
Da allora le comunità zapatiste, tra mille difficoltà, continuano a esistere e
quindi a r-esistere, oltre a interrogarsi su come connettere e collegare le
tante resistenze sparse e spesso isolate per il mondo contro la violenta ferocia
estrattivista e predatoria – e ora anche palesemente bellicista e militarista –
del capitalismo.
La proposta zapatista è quella lanciata il 1 gennaio 2024, nel 30ennale della
rivoluzione zapatista; quella del “Comune”, riassunta così dal Subcomandante
Insurgente Moisés: “La proprietà deve essere comune e del popolo, e il popolo
deve governarsi da solo”.
Tornando ora su quel percorso, lo stesso Moisés ha chiarito: “nel 2024 abbiamo
lanciato il progetto politico del Comune, dandoci come scadenza i prossimi…120
anni. Ne sono passati 2; quindi, abbiamo davanti a noi altri 118 anni di lotta“.
E ancora, proseguendo nell’intervento in occasione del 32esimo anniversario dal
1 gennaio 1994 (qui la traduzione integrale del discorso di Moisés): “Il lavoro
che abbiamo davanti richiede coraggio, pensiero, sforzo, sacrificio. Andiamo
avanti con tutti gli animi, perché c’è molto lavoro da fare. Ci saranno compagni
e compagne che si stancheranno. Ma quelli di noi che sono disposti devono
continuare. Non basta ricordare i nostri compagni caduti: dobbiamo continuare
ciò per cui sono caduti. Per questo, compagni e compagne zapatisti, compagni e
compagne del Messico e del mondo, fratelli e sorelle del Messico e del mondo, vi
presentiamo questo. Perché il Comune ci manca ancora molto. Ma sappiamo che, con
tanto lavoro, tanto pensiero, tanto sforzo e tanto sacrificio, passo dopo passo
arriveremo a ciò che vogliamo: libertà, giustizia e democrazia”.
Dal Messico su Radio Onda d’Urto Andrea Cegna, nostro collaboratore, curatore
della newsletter Il Finestrino, che ha partecipato al Semillero di San Cristobal
de las Casas, Chiapas, e alle celebrazioni per i 32 anni dalla rivoluzione
zapatista. Ascolta o scarica.