L’impatto del blocco di Gaza e della distruzione delle infrastrutture di telecomunicazione sull’economia digitale nel contesto del genocidio
dal Centro Arabo per il Progresso dei Social Media,
7amleh, 29 dicembre 2025.
Il Centro Arabo per il Progresso dei Social Media (7amleh) ha pubblicato un
nuovo rapporto intitolato “L’impatto del blocco di Gaza e della distruzione
delle infrastrutture di telecomunicazione sull’economia digitale nel contesto
del genocidio” a cura del dottor Mohammed Alshurafa.
Il rapporto documenta come il blocco di lunga data imposto da Israele, combinato
con la distruzione sistematica delle infrastrutture di telecomunicazione e di
energia elettrica dall’ottobre 2023, abbia portato al collasso l’economia
digitale di Gaza. Quella che un tempo era una fragile ma vitale ancora di
salvezza per giovani liberi professionisti, lavoratori remoti e imprenditori
digitali è stata distrutta, privando migliaia di persone di reddito, istruzione,
informazioni e della possibilità di raggiungere il mondo esterno.
Basandosi su un sondaggio condotto dopo l’ottobre 2023 su 183 partecipanti e 30
interviste approfondite, i risultati mostrano una forza lavoro digitale
prevalentemente giovane (l’81% di età compresa tra i 18 e i 34 anni, con il 72%
di sfollati) che lotta per sopravvivere tra blackout ricorrenti, pagamenti
interrotti, cancellazioni di contratti e il crollo delle reti professionali.
Il rapporto rileva un collasso quotidiano della connettività e gravi
interruzioni di Internet che compromettono il lavoro e la comunicazione, un
crollo dei redditi, poiché la maggior parte degli intervistati ha perso oltre la
metà dei propri guadagni, e cancellazioni diffuse di contratti con danni alla
reputazione (86%) legati a interruzioni dell’elettricità e della connettività
che comportano sanzioni sulle piattaforme freelance. Il rapporto documenta anche
la discriminazione nei pagamenti che costringe a ricorrere a soluzioni
alternative rischiose e costose, e mette in guardia dai gravi impatti umanitari
causati dalla distruzione delle infrastrutture di telecomunicazione e dai
ripetuti blackout, confermati da monitoraggi esterni che mostrano che il
traffico Internet di Gaza è diminuito di oltre l’80% nell’ottobre 2023.
“Il crollo dell’economia digitale di Gaza mostra come il blocco e la distruzione
sistematica delle infrastrutture di telecomunicazione operino come una violenza
strutturale, tagliando fuori le persone dal lavoro, dall’istruzione, dal reddito
e dalla connessione globale, e minando la loro capacità di costruire mezzi di
sussistenza sostenibili. Questa realtà rende la popolazione sempre più
vulnerabile e dipendente dagli aiuti umanitari”, ha affermato il dottor Mohammed
Alshurafa, autore del rapporto.
“Internet a Gaza è una linea vitale. Quando l’energia elettrica e la
connettività vengono distrutte, i palestinesi a Gaza perdono i mezzi di
sussistenza, la sicurezza e il diritto di comunicare”, ha affermato Nadim
Nashif, direttore di 7amleh. “Ricollegare Gaza è una necessità umanitaria e la
responsabilità è una questione di giustizia”.
7amleh afferma che l’accesso all’informazione e alla comunicazione è protetto
dal diritto internazionale dei diritti umani (compresi la Dichiarazione
Universale dei Diritti Umani e il Patto Internazionale sui Diritti Civili e
Politici) e che le aziende devono prevenire e affrontare i danni ai sensi dei
Principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani, sottolineando la
rilevanza delle misure provvisorie della Corte Internazionale di Giustizia nel
caso Sudafrica contro Israele (tra cui il 26 gennaio, il 28 marzo e il 24 maggio
2024) e il dovere di prevenire danni irreparabili ai civili. 7amleh chiede
quindi di proteggere e ripristinare le infrastrutture di telecomunicazione ed
elettriche di Gaza, di considerare l’accesso a Internet come una necessità
umanitaria, come stabilito dalla campagna #ReconnectGaza, di porre fine alle
restrizioni discriminatorie imposte dalle piattaforme di pagamento e di lavoro,
di sostenere una ripresa basata sui diritti con connettività accessibile e
canali di pagamento a basso costo (dando priorità alle donne, ai giovani e alle
persone con disabilità) e di applicare una maggiore responsabilità delle imprese
e la dovuta diligenza in materia di diritti umani.
Sintesi
Prima dell’ottobre 2023, l’economia digitale di Gaza era una fonte di
sostentamento fragile ma vitale per migliaia di giovani che vivevano sotto il
blocco. Nonostante anni di isolamento, interruzioni di corrente e infrastrutture
inadeguate, una generazione di giovani qualificati ha sviluppato la propria
carriera online ricorrendo al lavoro a distanza come uno dei pochi modi per
guadagnarsi da vivere. L’accesso a Internet era diffuso ma inaffidabile,
dipendente da cavi controllati da Israele che potevano essere interrotti in
qualsiasi momento. Imprenditori e liberi professionisti hanno dovuto affrontare
un ulteriore isolamento a causa delle restrizioni finanziarie, poiché i sistemi
di pagamento globali come PayPal non erano disponibili e i canali bancari erano
spesso bloccati. I severi controlli sulle importazioni limitavano l’accesso alle
tecnologie essenziali, mentre i divieti di viaggio ostacolavano la
partecipazione a corsi di formazione e collaborazioni internazionali. Tuttavia,
i giovani di Gaza si sono adattati con notevole creatività. I programmi di
formazione hanno aiutato migliaia di liberi professionisti e programmatori ad
accedere ai mercati globali e a trovare lavoro attraverso piattaforme
internazionali. Il lavoro a distanza è diventato un’ancora di salvezza
economica, fornendo reddito estero alle famiglie e favorendo la crescita di una
comunità di professionisti digitali che hanno dimostrato il potenziale di Gaza.
Questo fragile progresso è stato distrutto dopo l’ottobre 2023. I bombardamenti
israeliani hanno distrutto le infrastrutture di telecomunicazione che
sostenevano l’economia digitale di Gaza. Gli attacchi aerei contro torri, linee
in fibra ottica e spazi di coworking hanno lasciato la maggior parte del
territorio senza elettricità e senza internet. Le aziende che un tempo
lavoravano con clienti internazionali hanno visto i loro contratti annullati, le
comunicazioni interrotte e le loro entrate azzerate. La perdita di mentori e
imprenditori chiave ha aggravato e accelerato la crescente fuga di
professionisti qualificati. Tuttavia, anche sotto assedio, la forza lavoro
digitale di Gaza ha dimostrato una straordinaria resilienza. I liberi
professionisti hanno riorganizzato il loro lavoro intorno a brevi finestre di
connettività, recandosi in hub alimentati da energia solare o punti di ricarica
pubblici per inviare file e contattare i clienti. Questi spazi di coworking
improvvisati sono diventati delle ancore di salvezza, dove i lavoratori sfollati
condividevano elettricità, internet e consigli.
Pertanto, il Rapporto mira a esaminare l’impatto del blocco di Gaza e della
distruzione delle infrastrutture di telecomunicazione sull’economia digitale
della Striscia di Gaza. Si basa su un’indagine condotta dopo ottobre 2023 che ha
coinvolto 183 partecipanti e 30 interviste approfondite con liberi
professionisti, imprenditori e attori della società civile. Meno della metà
possiede sia uno smartphone che un computer e solo il 17% dispone di una fonte
di energia elettrica di riserva. Otto su dieci devono affrontare interruzioni
quotidiane di Internet, mentre quasi tutti subiscono gravi interruzioni su base
settimanale. Tre quarti hanno perso più della metà del loro reddito e il 41% ha
perso quasi tutto. Le cancellazioni dei contratti hanno raggiunto l’86%,
causando danni alla reputazione e una ridotta visibilità sulle piattaforme
digitali. Anche quando il lavoro è stato completato, i sistemi bancari
inefficienti e le piattaforme di pagamento bloccate hanno fatto sì che molti non
fossero pagati o perdessero fino al 30% dei loro guadagni in commissioni. Più
della metà ha segnalato restrizioni regolari sui conti, isolando ulteriormente
Gaza dall’economia digitale globale. Oltre alle perdite materiali, la
sorveglianza digitale ha creato un costante senso di insicurezza. Quasi due
terzi degli intervistati si preoccupavano spesso di essere monitorati, il che ha
portato molti a nascondere la propria posizione o ad autocensurarsi online. In
assenza di istituzioni formali, i liberi professionisti hanno fatto affidamento
su reti informali, che offrivano accesso condiviso all’elettricità, a Internet e
alle risorse, raramente disponibili. Queste iniziative guidate dalla comunità
sono diventate la spina dorsale della sopravvivenza digitale di Gaza,
dimostrando solidarietà e resilienza di fronte alla crisi.
I risultati delle interviste evidenziano l’urgente necessità di un approccio
incentrato sulle persone per ricostruire l’economia digitale di Gaza, dove
l’accesso a Internet è riconosciuto come una necessità umanitaria e i sistemi di
telecomunicazione ed energetici sono considerati prioritari negli sforzi di
ricostruzione. Il raggiungimento di una vera inclusione digitale richiede anche
la sfida alle barriere sistemiche che continuano a escludere i palestinesi dalla
partecipazione globale. Ad esempio, le piattaforme di pagamento globali
dovrebbero eliminare le restrizioni discriminatorie sui conti palestinesi,
mentre i donatori dovrebbero stabilire canali di pagamento sicuri e a basso
costo per garantire un accesso equo ai mercati digitali. Allo stesso tempo, la
fornitura di hardware affidabile, spazi di coworking a prezzi accessibili e
strutture sensibili alle questioni di genere consentirebbe ai liberi
professionisti di lavorare in modo sicuro e produttivo, promuovendo sia la
resilienza economica che l’equità sociale.
Una formazione complementare in marketing digitale, algoritmi delle piattaforme
e relazioni con i clienti può aiutare a ricostruire la visibilità professionale,
mentre le organizzazioni non governative dovrebbero fungere da intermediari per
ricollegare i liberi professionisti di Gaza con i clienti e le opportunità
globali. Gli sforzi di ricostruzione devono dare particolare priorità alle
donne, ai giovani e alle persone con disabilità, garantendo che nessuno venga
lasciato indietro nel processo di ricostruzione. In definitiva, il rafforzamento
delle reti locali di liberi professionisti e la sensibilizzazione dei clienti
globali sulle straordinarie condizioni di lavoro a Gaza sono passi fondamentali
per promuovere l’equità, la dignità e le opportunità per una generazione
determinata a rimanere connessa al mondo.
https://7amleh.org/post/gaza-digital-economy-collapse-en
Traduzione a cura di AssopacePalestina
Non sempre AssopacePalestina condivide gli articoli che pubblichiamo, ma
pensiamo che opinioni anche diverse possano essere utili per capire.