SIRIA: PROTESTE, NEGOZIATI E TENSIONI. IL PUNTO SULLA SITUAZIONE CON MURAT CINAR
In Siria le forze di sicurezza del governo di transizione di Damasco hanno
arrestato 21 persone nella regione costiera di Latakia per aver partecipato alle
manifestazioni dei giorni scorsi per federalismo e autodeterminazione. La
mobilitazione di migliaia di persone era culminata domenica in scontri tra le
milizie che compongono l’esercito di Damasco e i manifestanti. Il bilancio è
stato di almeno 8 morti. Da ieri, a Latakia, le forze di sicurezza hanno imposto
anche il coprifuoco.
Le milizie filoturche affiliate a Damasco, intanto, hanno di nuovo violato il
cessate il fuoco attaccando con i droni le Forze democratiche siriane –
l’esercito dell’autonomia democratica a guida curda nel nord-est – vicino la
diga di Tishreen. Le Sdf hanno fatto sapere ieri sera di aver risposto al fuoco
causando vittime e feriti tra i nemici supportati dalla Turchia. Il tutto
mentre, sulla carta, scade in queste ore l’accordo di cessate il fuoco tra
l’attuale governo siriano e le Sdf.
I relativi negoziati sull’integrazione delle istituzioni autonome civili e
militari del Rojava nello stato siriano, però, sono pressoché fermi, nonostante
i contatti tra le parti proseguano. Su questo, ieri, dall’isola-carcere di
Imrali è intervenuto Ocalan esortando lo stato turco – grande sponsor di Damasco
– a svolgere un ruolo di facilitazione e non di ostacolo verso un accordo che
eviti una nuova guerra.
Il punto con il giornalista e nostro collaboratore Murat Cinar che oltre alle
notizie dalla Siria, ci racconta le manifestazioni che si sono svolte in Turchia
la scorsa domenica 28 dicembre, a Istambul e Ankara, contro gli abusi sessuali
all’interno delle carceri israeliane. Ascolta o scarica