Alaa Faraj è libero ed è innocente
Mentre i media hanno ormai oscurato il linciaggio di Taranto, condividiamo una
bellissima notizia, anch’essa per altro sottaciuta: Alaa Faraj, ingiustamente
accusato di essere uno scafista, condannato a trent’anni e parzialmente graziato
da Mattarella, ha ottenuto finalmente la revisione del processo
Dieci anni di carcere, una revisione del processo straordinaria e oggi una corte
(la Corte d’Appello di Messina) che ha avuto il coraggio di riconoscere un
errore e di cambiarne il corso.
Ma quel coraggio non nasce dal nulla: cresce da un’alleanza di persone e realtà
che non hanno mai smesso di esserci; dalla determinazione di un’avvocata seria e
giusta che ha creduto nella verità e l’ha difesa senza piegarsi, da una
meravigliosa donna, Alassandra Sciurba, che ha fatto da ponte e da curatrice di
un libro insieme ad Alaa e Sellerio— Perché ero ragazzo — che ha continuato a
circolare, a passare di mano in mano, ad aprire coscienze e cuori, trasformando
la storia di Alaa in una storia collettiva.
Oggi sentiamo una gioia profonda, insieme a una speranza nuova. Ma sentiamo
anche una certezza: la giustizia va difesa. Ogni giorno. Bisogna lottare,
unirsi, stare accanto a chi subisce ingiustizie, costruire comunità capaci di
opporsi alla repressione, al razzismo e a ogni forma di discriminazione.
Alaa e Alessandra ce lo insegnano!
Questa vittoria non è un punto d’arrivo ed è un inizio. L’augurio è che possa
aprire la strada a una giustizia più vera e a una coscienza collettiva più
profonda delle disuguaglianze e delle ingiustizie che attraversano le nostre
società.
Alaa una comunità ce l’ha sempre avuta. E oggi quella comunità è qui, pronta ad
accoglierlo.
Bentornato fuori, Alaa. Ti aspettavamo!!!!
qui la sua storia: Quando Alaa era un ragazzo, e Una buona notizia, ma è ancora
troppo poco…
Redazione Palermo