MIGRANTI: GRAZIA PARZIALE PER ALAA FARAJI, ENTRATO IN CARCERE A 19 ANNI DOPO UN PROCESSO SOMMARIO
E’ stato parzialmente graziato dal presidente della Repubblica Mattarella Alaa
Faraji, ragazzo di origini libiche in carcere da 10 anni in Italia con l’accusa
di omicidio plurimo e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
È in prigione dal 2015, da quando ad appena 19 anni sbarcò in Italia da un
barcone carico di migranti morti. Da lì si susseguì un processo che, senza prove
certe, aveva “accertato” come il giovane libico fosse uno dei “trafficanti”
responsabili della cosidetta “strage di Ferragosto”, in cui morirono
quarantanove persone asfissiate sul barcone su cui viaggiava.
Iscritto al primo anno di Ingegneria, giocatore di calcio, era scappato da
Bengasi mentre il suo Paese sprofondava in una guerra civile mai più spentasi.
Alla grazia si erano appellati anche i giudici della Corte d’appello di Messina,
mentre per il suo processo ci sono ancora istanze di revisione che verranno
presentate.
Il 22 dicembre il presidente della Repubblica Sergio Mattarella gli ha concesso
uno sconto di pena di undici anni e quattro mesi, dovendonde scontare ancora
altri 8, con la possibilità di accesso alle pene alternative. Grazia piena,
invece, per altri 4 detenuti.
Radio Onda d’Urto ne parla con Alessandra Sciurba, docente di Filosofia del
Diritto a Palermo e attivista per i diritti umani che la scorsa estate ha
pubblicato le sue lettere dal carcere, che vanno a comporre il libro “perché ero
ragazzo”. Nel frattempo Alaa continuerà la battaglia legale per riconoscere la
sua innocenza. Ascolta o scarica