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Alaa Faraj è libero ed è innocente
Mentre i media hanno ormai oscurato il linciaggio di Taranto, condividiamo una bellissima notizia, anch’essa per altro sottaciuta: Alaa Faraj, ingiustamente accusato di essere uno scafista, condannato a trent’anni e parzialmente graziato da Mattarella, ha ottenuto finalmente la revisione del processo Dieci anni di carcere, una revisione del processo straordinaria e oggi una corte (la Corte d’Appello di Messina) che ha avuto il coraggio di riconoscere un errore e di cambiarne il corso. Ma quel coraggio non nasce dal nulla: cresce da un’alleanza di persone e realtà che non hanno mai smesso di esserci; dalla determinazione di un’avvocata seria e giusta che ha creduto nella verità e l’ha difesa senza piegarsi, da una meravigliosa donna, Alassandra Sciurba, che ha fatto da ponte e da curatrice di un libro insieme ad Alaa e Sellerio— Perché ero ragazzo — che ha continuato a circolare, a passare di mano in mano, ad aprire coscienze e cuori, trasformando la storia di Alaa in una storia collettiva. Oggi sentiamo una gioia profonda, insieme a una speranza nuova. Ma sentiamo anche una certezza: la giustizia va difesa. Ogni giorno. Bisogna lottare, unirsi, stare accanto a chi subisce ingiustizie, costruire comunità capaci di opporsi alla repressione, al razzismo e a ogni forma di discriminazione. Alaa e Alessandra ce lo insegnano! Questa vittoria non è un punto d’arrivo ed è un inizio. L’augurio è che possa aprire la strada a una giustizia più vera e a una coscienza collettiva più profonda delle disuguaglianze e delle ingiustizie che attraversano le nostre società. Alaa una comunità ce l’ha sempre avuta. E oggi quella comunità è qui, pronta ad accoglierlo. Bentornato fuori, Alaa. Ti aspettavamo!!!! qui la sua storia: Quando Alaa era un ragazzo, e Una buona notizia, ma è ancora troppo poco… Redazione Palermo
May 19, 2026
Pressenza
MIGRANTI: GRAZIA PARZIALE PER ALAA FARAJI, ENTRATO IN CARCERE A 19 ANNI DOPO UN PROCESSO SOMMARIO
E’ stato parzialmente graziato dal presidente della Repubblica Mattarella Alaa Faraji, ragazzo di origini libiche in carcere da 10 anni in Italia con l’accusa di omicidio plurimo e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. È in prigione dal 2015, da quando ad appena 19 anni sbarcò in Italia da un barcone carico di migranti morti. Da lì si susseguì un processo che, senza prove certe, aveva “accertato” come il giovane libico fosse uno dei “trafficanti” responsabili della cosidetta “strage di Ferragosto”, in cui morirono quarantanove persone asfissiate sul barcone su cui viaggiava. Iscritto al primo anno di Ingegneria, giocatore di calcio, era scappato da Bengasi mentre il suo Paese sprofondava in una guerra civile mai più spentasi. Alla grazia si erano appellati anche i giudici della Corte d’appello di Messina, mentre per il suo processo ci sono ancora istanze di revisione che verranno presentate. Il 22 dicembre il presidente della Repubblica Sergio Mattarella gli ha concesso uno sconto di pena di undici anni e quattro mesi, dovendonde scontare ancora altri 8, con la possibilità di accesso alle pene alternative. Grazia piena, invece, per altri 4 detenuti. Radio Onda d’Urto ne parla con Alessandra Sciurba, docente di Filosofia del Diritto a Palermo e attivista per i diritti umani che la scorsa estate ha pubblicato le sue lettere dal carcere, che vanno a comporre il libro “perché ero ragazzo”. Nel frattempo Alaa continuerà la battaglia legale per riconoscere la sua innocenza. Ascolta o scarica
December 23, 2025
Radio Onda d`Urto