18 MARZO 1871 – 2026: 155 ANNI DALLA COMUNE DI PARIGI, “IL PRIMO GOVERNO OPERAIO”
Il 18 marzo 1871, a Parigi, la popolazione insorta occupa caserme, municipi e
palazzi governativi. È la data che marca l’inizio dell’esperienza rivoluzionaria
di autogoverno della capitale francese passata alla storia come la “Comune di
Parigi”.
Nel 155° anniversario di quel 18 marzo, qui su Radio Onda d’Urto ne parliamo con
Maria Grazia Meriggi, storica dei movimenti sociali e delle culture politiche
dei mondi del lavoro in Europa nell’Ottocento e Novecento, autrice nel 1980 del
libro La Comune di Parigi e il movimento rivoluzionario e socialista in Italia
(La Pietra, 1980), e lo scorso anno dell’articolo La Comune di Parigi: un
rivelatore sociale di lungo periodo (Passato e Presente 124, 2025).
“Rosa Luxembourg disse che la Comune aveva segnato la fine di un tipo di
rivoluzione in cui i lavoratori passavano dall’insurrezione spontanea alla
repressione, con lunghi periodi di passività, aprendo un periodo in cui le
rivoluzioni sono invece espressione di una lunga organizzazione di lavoratori
che trova nello sciopero la sua espressione principale”, afferma Maria Grazia
Meriggi ai nostri microfoni.
“Il socialismo della Comune è un socialismo che punta molto alle autonomie
locali e al decentramento”, continua Meriggi nell’intervista. “La Comune –
aggiunge la storica – auspica un controllo pubblico sulle attività economiche,
ma non un controllo centralizzato. Si tratta di una realtà che afferma la
centralità dei governi locali. Non auspica di essere lei a organizzare il
socialismo altrove, ma invita le altre realtà urbane a darsi un’organizzazione
analoga alla sua”.
Nel suo articolo La Comune di Parigi: un rivelatore sociale di lungo periodo,
Maria Grazia Meriggi rende conto del dibattito storico e politico che si
articola intorno a una domanda: “la Comune di Parigi è stata un’alba o un
tramonto?”. In altri termini: “si è trattato di un lungo colpo di coda delle
rivolte del 1848, o è stata l’anticamera delle lotte e delle rivoluzioni operaie
e socialiste che sono venute dopo?”
“Certamente il futuro del movimento operaio va in un’altra direzione – afferma
Meriggi ai nostri microfoni – quella, cioè, dell’organizzazione di lungo periodo
che parte soprattutto dai rapporti economici e da lì generalizza il ruolo di
questo conflitto economico facendogli assumere un ruolo politico. Da questo
punto di vista la Comune è un episodio, invece, molto legato all’Ottocento, cioè
a un intreccio tra rivendicazioni economico-sociali e un orgoglio nazionale che
si identifica con la Repubblica e con la democrazia”.
“Tuttavia – precisa la studiosa – questo tipo di cultura politica non finisce
con la Seconda Internazionale. Alcuni temi culturali e politici della Comune e,
attraverso di essa, del ’48, si perpetuano anche nel Novecento“. Quindi, secondo
Meriggi, “L’alba è un altra cosa… Ma si è trattato di un tramonto che ha
irradiato la sua luce molto a lungo nei decenni”.
A proposito dell’eredità della Comune nella storia a venire del movimento
operaio, Maria Grazia Meriggi – riprendendo le considerazioni dello storico
George Haupt – individua due tipi di eredità: come “simbolo” e come “esempio”.
“Come simbolo, la Comune di Parigi viene assunta subito dal movimento operaio,
rappresentata come l’alba di un governo operaio”, spiega Meriggi.
“L’esempio, invece, è l’acquisizione della Comune come primo governo operaio
(che è la verità) ma anche la registrazione dei suoi limiti e delle sue
debolezze da non ripetere, come lo scarso controllo politico del territorio e la
debolezza militare”, spiega Meriggi. “Lenin, per esempio, aveva l’incubo di non
farsi trovare impreparati come i comunardi da questo punto di vista”, aggiunge
la storica del movimento operaio.
L’intervista di Radio Onda d’Urto a Maria Grazia Meriggi, storica dei movimenti
sociali e delle culture politiche dei mondi del lavoro in Europa nell’Ottocento
e Novecento. Ascolta o scarica.