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Le Dita Nella Presa - Lavorare per la macchina
In questa puntata parliamo dell'impatto del lavoro di moderazione sui lavoratori e sul tessuto urbano di Barcellona. Proseguiamo parlando del programma di costruzione di nuovi data center e delle relative proteste, in Lombardia e In California. Ospite della puntata Stefano Portelli autore dell'articolo "Dove l’ombra cupa scende. Lavorare per la macchina nel distretto tecnologico di Barcellona" su Napolimonitor.it e della traduzione della Fanzine "Lavorare per la macchina" di HORACIO ESPINOSA ZEPEDA. La Fanzine racconta il vissuto dei lavoratori della moderazione di contenuti per conto di Meta- La fanzine è realizzata anche grazie alla collaborazione con Data Worker’s Inquiry di cui abbiamo parlato più volte dai microfoni di Le Dita Nella Presa. Con l'occasione abbiamo ricordato anche le iniziative organizzate dalla rete francese Le nuage était sous nos pieds La puntata prosegue dando conto dell'espansione dei Data Center in Lombardia dove la richiesta spropositata di energia ha scatenato le proteste di cittadini e istituzioni locali. In California, sempre a causa della costruzione di nuovi data center, questa volta in Nevada, la NV Energy ha comunicato alle comunità del Lago Tahoe. circa 50.000 persone, l'interruzione dell'erogazione dell'energia elettrica dal prossimo anno. Chiudiamo la puntata con i prossimi appuntamenti, ma questi andate a vederli su roma.convoca.la
Lavorare per la macchina. Frammenti di vita e morte di un moderatore di contenuti
Un moderatore di Meta in Spagna rompe per la prima volta l'anonimato per raccontare la propria storia. Horacio Espinosa è un antropologo di 46 anni che è stato assunto nel 2019 per moderare i contenuti su Facebook. Sette anni dopo, non ha paura di violare il suo accordo di riservatezza. Distribuito su dieci piani dell'iconica Torre Glòries di Barcellona, Facebook ha inaugurato nel 2018 un centro di moderazione dei contenuti per combattere le fake news. Più di 2.000 persone di diverse nazionalità sono state assunte tramite la società di subappalto CCC Barcelona Digital Services, diventata anni dopo Telus Digital. Ma quello che sembrava un successo per il posizionamento globale della città ha finito per trasformarsi in un problema di salute pubblica In una fanzine gratuita pubblicata da un collettivo di ricerca di precari digitali – qui anche in italiano , traduzione di Stefano Portelli –, l’ex moderatore di contenuti Horacio Espinosa racconta i suoi cinque anni a Mordor. Il racconto di Horacio – che è anche antropologo urbano del collettivo OACU – si chiama Lavorare per la macchina, ed è costruito in modo frammentario, come “un cadavere fatto a pezzi”. Dopo la pubblicazione è stato ripreso da televisioni e giornali, più che altro interessati ai particolari scabrosi delle migliaia di video visionati dai lavoratori. La fanzine fa solo accenni a questo orrore – il flusso continuo di stupri, sfruttamento infantile, pornografia, suicidi in diretta, terrorismo, abuso animale, a cui sono stati esposti per cinque anni “gli operai che nell’ombra puliscono il letamaio digitale”. Ma al centro c’è lo sfruttamento e la devastazione dei corpi e delle vite di chi si è trovato incatenato a questa oscurità – affidando la sua sopravvivenza a un’impresa che si pretende trans-umana, nel metaverso chetaminico di potere e tecnologia che ha invaso la città post-industriale. Leggi l'articolo di Stefano Portelli, Dove l’ombra cupa scende. Lavorare per la macchina nel distretto tecnologico di Barcellona Leggi la fanzine originale in spagnolo. Trabajando para la maquina Leggi la traduzione in italiano. Lavorare per la macchina Alert: Il testo e le immagini della fanzine possono risultare violente o disturbare alcune persone.
Il povero di destra
Esiste un fenomeno che sembra assurdo, ma che il capitalismo ha perfezionato per decenni: il povero di destra. Perché così tante persone povere finiscono per difendere un sistema che le mantiene in povertà? La risposta non risiede solo nell’economia, ma anche nell’ideologia. Perché al povero di destra non solo è […] L'articolo Il povero di destra su Contropiano.
May 23, 2026
Contropiano
Il Governo Meloni odia i lavoratori e le lavoratrici
Per la propaganda del Governo Meloni siamo entrati nell’era del “salario giusto”. Ciò che dice la realtà è che siamo ancora al tempo dei “salari da fame”. Non sarà il bollino di “giusto” su paghe orarie da 6/7€ – su cui spesso c’è la firma anche di CGIL, CISL e […] L'articolo Il Governo Meloni odia i lavoratori e le lavoratrici su Contropiano.
May 23, 2026
Contropiano
Il 23 maggio sarà una manifestazione operaia, popolare, di tutto il mondo del lavoro
Operaia perché parte da chi produce materialmente la ricchezza del Paese, da chi ogni giorno tiene in piedi fabbriche, porti, logistica, industria, trasporti, ricerca, servizi, scuola, sanità e territori. Popolare perché parla a tutti quelli che stanno pagando il prezzo della guerra, del riarmo, del carovita e dell’impoverimento sociale. Parla […] L'articolo Il 23 maggio sarà una manifestazione operaia, popolare, di tutto il mondo del lavoro su Contropiano.
May 22, 2026
Contropiano
IA e lavoro disperso
Dato che siamo riusciti ad avere ancora in vigore la Costituzione, cerchiamo di confrontare l’articolo 36 con il decreto lavoro dello scorso 1° maggio. Nell’articolo costituzionale si “garantisce che chi lavora abbia diritto a una retribuzione proporzionata alla quantità/qualità del lavoro e sufficiente a un’esistenza libera e dignitosa. Sancisce inoltre […] L'articolo IA e lavoro disperso su Contropiano.
May 20, 2026
Contropiano
I lavoratori non hanno nazione! Le ricadute sociali dell’economia di guerra
1. Il conflitto russo-ucraino, pur se provocato dal “cane della NATO”, che abbaiava alle porte della Federazione Russa, ha messo in evidenza e, in qualche modo, legittimato le palesi violazioni del diritto internazionale, da parte dei “gendarmi” degli USA e del loro braccio armato in Medio Oriente, cioè il Governo […] L'articolo I lavoratori non hanno nazione! Le ricadute sociali dell’economia di guerra su Contropiano.
May 17, 2026
Contropiano
BOLZANO: IL SETTIMO PRESIDIO IN SETTE SETTIMANE CHIEDE DI “RIAPRIRE I CENTRI DI ACCOGLIENZA E LAVORARE SU UN PIANO CASA”
“Riaprire tutti i centri di accoglienza che sono stati chiusi nella provincia di Bolzano” e i servizi ex Sprar, è la richiesta del settimo presidio che si è svolto martedì pomeriggio in piazza Municipio. Oltre ai lavoratori migranti rimasti fuori dai dormitori per i quali da settimane si chiede urgentemente un tetto, il tema si allarga al diritto all’abitare, data la gravissima crisi in atto in tutto il Sudtirolo. È necessario lavorare subito su un “piano casa, non tanto per comprarla” perché è diventato impossibile, ma “per l’affitto, dato che attualmente il 60-70 percento dello stipendio” viene speso per l’alloggio. “Case che sono sempre più piccole e sempre più destinate al turismo”: sono infatti 40 milioni i pernottamenti annuali in Alto Adige. Nonostante i presidi in corso da sette settimane, le soluzioni finora proposte dalle istituzioni locali sono superficiali e insufficienti, infatti con la chiusura dei dormitori invernali centinaia di lavoratori migranti si sono riversati sul capoluogo altoatesino, che è l’unico centro a disporre di servizi di bassa soglia. La prossima assemblea pubblica per il diritto all’abitare, insieme ai compagni e alle compagne di Abitare Bozen, si terrà mercoledì 20 maggio alle ore 20 presso lo Spazio 77 di via Dalmazia, 77 f. Gli aggiornamenti con Matteo, compagno di Bozen solidale. Ascolta o scarica
May 13, 2026
Radio Onda d`Urto
Lo schiaffo del padrone
di Renato Turturro “Gli operai non sono schiavi. Possono organizzarsi, possono far valere i propri diritti, non si lavora gratis.” L’aggressione fisica subita dal sindacalista del Sudd Cobas a Prato …