TORINO: SABATO 13 DICEMBRE MANIFESTAZIONE REGIONALE PER LA PALESTINA E IN SOLIDARIETÀ A MOHAMED SHAHIN
Mohamed Shahin è ancora detenuto nel CPR di Caltanisetta con un mandato di
espulzione e la revoca del permesso di soggiorno. La sua colpa; avere
partecipato in prima fila, mettendoci spesso la faccia e la voce, a due anni di
mobilitaizone per la Palestina e contro il genocidio portato avanti per mano
israeliana.
Sabato 13 dicembre, a Torino è stata organizzata una manifestazione regionale
per la Palestina e in solidarietà a Mohamed Shahin, l’appuntamento è alle ore
14.30 in Largo Marconi.
Ai microfoni di Radio Onda d’Urto presentiamo l’iniziativa con Sara, compagna di
Torino per Gaza. Ascolta o scarica.
Di seguito il comunicato condivso pubblicato:
In Palestina la Pace di Trump non è mai esistita, sono state oltre 400 le
violazioni della tregua compiute da Israele, bombardamenti continuano il tanto
che basta a impedire di ricostruire, l’esercito israeliano compie esecuzioni in
maniera sistematica contro i giornalisti. Il territorio della Striscia resta
invivibile, soprattutto adesso che l’inverno è iniziato. Le tende dove vivono
gli sfollati si allagano regolarmente a causa delle piogge, così vengono
distrutti i pochi beni a disposizione.
I camion di aiuti umanitari non vengono fatti entrare, impedendo di alleviare la
vita di centinaia di migliaia di persone. In Cisgiordania i coloni armati
aggrediscono e rapinano la popolazione palestinese quotidianamente coinvolgendo
anche volontari italiani che sono stati picchiati e derubati dai coloni come
ritorsione per il sostegno che il popolo italiano sta dimostrando alla
Palestina.
Mohamed Shahin è ancora detenuto nel Cpr di Caltanissetta con un mandato di
espulsione e la revoca del permesso di soggiorno, nonostante il tribunale di
Torino avesse archiviato il caso valutando le segnalazioni della digos come “non
costituenti reato”. Il governo però mente per deportare Mohamed in Egitto, come
vendetta verso il movimento per la Palestina degli scorsi mesi.
In Egitto rischia di subire trattamenti disumani poichè è considerato un
dissidente politico. Casi come l’omicidio di Giulio Regeni non hanno insegnato
nulla al governo italiano.
Solo quest’anno sono 130 le persone coinvolte dalla misura della deportazione,
un dato che rivela la matrice razzista e islamotoba che contraddistingue la
persecuzione che il governo conduce contro i musulmani ele persone immigrate.
Chiediamo anche la liberazione immediata di Anan, Ali e Mansur, prigionieri
palestinesi giudicati al tribunale de l’Aquila, giovani su cui gravano
pesantissime condanne (fino a 12 anni) a causa del loro sostegno alla resistenza
palestinese.
Non permettiamo che il governo istituisca il reato d’opinione per difendere i
suoi interessi bellici e spaventare chi protesta. Le istituzioni preparano leggi
e misure ad hoc per colpire chi lotta, e il Dol Delrio e il Dal Gasparri ne sono
una dimostrazione. Oggi cominciano con chi ha il permesso di soggiorno, domani
chissà. Lottare per la liberazione di Shahin significa lottare per i nostri
diritti.
Lottiamo ancora per la giustizia e la libertà, Per la Palestina e per tutte e
tutti noi!