SIRIA: SULLA COSTA MANIFESTAZIONI PER “FEDERALISMO E AUTODETERMINAZIONE”. DURA REPRESSIONE DI DAMASCO, ALMENO 8 VITTIME
In Siria, ieri, domenica 28 dicembre 2025, migliaia di abitanti delle città
lungo la costa e dell’area centrale del Paese sono scesi in strada dando vita a
imponenti manifestazioni contro le politiche del governo di transizione di
Damasco (retto dall’autoproclamato presidente Al Sharaa). In particolare, i
manifestanti chiedono la fine delle violenze nei confronti delle minoranze e
rivendicando un sistema federale, che garantisca il diritto
all’autodeterminazione a tutte le componenti linguistiche, culturali e religiose
che vivono in Siria.
Le manifestazioni si sono svolte a Latakia, Jableh, Tartous e Homs. Sui cartelli
e gli striscioni portati in piazza dai manifestanti si leggevano scritte come:
“Alawiti, sunniti, cristiani, curdi e druzi: siamo tutti fratelli”, “Federalismo
non significa divisione, ma diritti per tutti i popoli”, “No alla guerra civile,
sì al federalismo” e “Vogliamo la decentralizzazione politica”. Alcuni video
mostrano manifestanti bruciare bandiere della Turchia, principale sostenitore
del governo di transizione dell’ex-qaedista Al-Sharaa.
Fin dal mattino di ieri, la presenza di forze di sicurezza del governo di
Damasco era stata massiccia, con blocchi stradali in diverse zone e tentativi di
impedire ai manifestanti di raggiungere i punti di concentramento delle
manifestazioni. Diverse agenzie di stampa locali riferiscono di violenze,
pestaggi, arresti e distruzioni di telefoni cellulari dei manifestanti da parte
delle milizie fedeli ad Al-Sharaa. Nelle immagini che circolano online si vedono
scene di scontri, con i manifestanti che rispondono alla repressione governativa
con il lancio di pietre e la costruzione di barricate nelle strade.
Alla fine della giornata, il bilancio sarebbe di almeno 8 vittime e decine di
feriti tra i manifestanti. La versione del regime di Damasco – e del suo
principale alleato, la Turchia – è che sostenitori dell’ex presidente siriano
Assad (ora rifugiato in Russia) avrebbero attaccato le forze di sicurezza nel
corso delle manifestazioni.
L’Amministrazione autonoma democratica della Siria del nord e dell’est (DAANES)
– che da anni propone il modello del confederalismo democratico e dell’autonomia
dei popoli all’interno di una Siria unita – ha condannato con un comunicato
l’intervento del governo di transizione per reprimere le manifestazioni
pacifiche, che ha causato vittime tra i civili e costituisce “una palese
violazione del diritto dei siriani di esprimere pacificamente le proprie
opinioni e avanzare le proprie legittime richieste”. Secondo l’Osservatorio
siriano per i diritti umani oggi, lunedì 29 dicembre, nelle località interessate
dalle manifestazioni e dagli scontri di ieri è tornata una calma tesa.
Su Radio Onda d’Urto è intervenuto Michele Giorgio, direttore di Pagine Esteri,
corrispondente de Il Manifesto da Gerusalemme, rientrato pochi giorni fa da un
viaggio-reportage in Siria. Ascolta o scarica.