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“E’ solo l’inizio: a marzo di nuovo in piazza contro l’arruolamento. Intervista a Hannes Kramer
Finalmente qualcuno si è mosso. Nella palude dalla quale giovani e lavoratori europei assistono, apparentemente impotenti, al riarmo europeo, al ritorno del militarismo e all’ascesa del “partito unico della guerra”, gli studenti tedeschi hanno lanciato un segnale, mostrando che reagire è possibile. Lo hanno fatto in occasione dell’approvazione del Neuer Wehrdienst, la legge con cui il Reichstag tedesco nei giorni ha approvato la reintroduzione del servizio militare, ufficialmente volontaria, ma se non verranno raggiunti gli obiettivi scatterà l’obbligo e la selezione mediante estrazione a sorte, un meccanismo che rende la misura ancor più odiosa agli occhi di molti giovani tedeschi. Gli organizzatori dicono di puntare a coinvolgere sempre più studenti in una mobilitazione che, osservano, è appena iniziata e, promettono, punta ad andare avanti a lungo. Hannes Kramer, studente e tra gli organizzatori dello sciopero di venerdì, a cui abbiamo chiesto dati e valutazioni a caldo subito dopo le manifestazioni svoltesi in decine di città tedesche, ci ha annunciato che il prossimo appuntamento sarà il 5 marzo. Puoi darci alcuni dati sulla diffusione e sulla partecipazione allo sciopero scolastico? Siete soddisfatti e avete già ragionato sui prossimi passi? In tutta la Germania allo Schulstreik contro il servizio militare obbligatorio hanno preso parte oltre 55.000 persone. In città come Berlino, Amburgo, Monaco e Dresda erano migliaia di persone, ma anche in molti centri più piccoli sono scesi in piazza a centinaia. Per noi questa adesione è un grande successo, che si somma al fatto che nei mesi e nelle settimane precedenti tanti studenti si siano attivati, abbiano imparato a preparare uno sciopero e, così facendo, a difendere i propri interessi. In questo modo sono state gettate le basi per la nascita di un movimento dei giovani, grande e di lungo respiro, contro il servizio militare obbligatorio. I prossimi passi verranno discussi nei comitati di sciopero. Ma una cosa è certa: la prossima giornata di sciopero in tutta la Germania sarà il 5 marzo. Nel frattempo dobbiamo far crescere il nostro attivismo e convincere ancora più studenti. Chi ha organizzato questa campagna e in che modo? Ci è parso che ci sia un livello centrale, il sito web, e che gli studenti di ogni città abbiano aderito allo sciopero, ma allo stesso tempo si siano organizzati autonomamente. È così? Lo Schulstreik gegen die Wehrpflicht – sciopero contro l’obbligo di leva – è nato per iniziativa di studenti di diverse città. A livello locale siamo organizzati in comitati di sciopero in cui collaborano studenti di diverse scuole e anche organismi di rappresentanza studentesca. A livello locale i comitati ricevono, con modalità diverse a livello locale, il sostegno di varie organizzazioni giovanili e dalle sezioni locali della campagna “No al servizio militare obbligatorio!” Un ruolo importante viene ricoperto dalle organizzazioni di rappresentanza degli studenti, tra cui la LSV NRW, ma anche da altre organizzazioni giovanili come i Falken o la SDAJ. Come ha reagito la società attorno a voi: studenti, giovani in generale, lavoratori e altre classi sociali? La reazione da parte della società è perlopiù positiva. Abbiamo ricevuto il sostegno dei genitori, dei nonni, degli insegnanti, degli studenti, dei sindacati, delle organizzazioni politiche giovanili e di molti altri soggetti. Il governo sta lavorando contro di noi cercando di diffondere la narrazione secondo cui il servizio militare obbligatorio verrà reintrodotto per permetterci di continuare a condurre un’esistenza libera, che significa anche, ad esempio, il diritto di manifestare e di scioperare. Ma è un’uscita di cattivo gusto, dal momento che a Rostock le autorità competenti non hanno autorizzato una sola assemblea in orario scolastico e che in alcune città presidi e insegnanti hanno attivamente ostacolato l’esercizio del diritto degli studenti di riunirsi in assemblea. Il ritorno del militarismo e la reintroduzione della coscrizione obbligatoria sono un fenomeno europeo – se ne discute anche in Francia e in Italia: pensate di creare delle relazioni internazionali per sviluppare iniziative comuni con studenti di altri paesi? Il nostro obiettivo è impedire la reintroduzione della coscrizione obbligatoria in Germania. È su questo possiamo esercitare un’influenza più diretta. Ma naturalmente siamo solidali con tutti coloro che nei loro paesi scendono in piazza contro il riarmo e contro la leva obbligatoria. Abbiamo già ricevuto i primi messaggi di solidarietà da altri paesi. Ne siamo felici e saremmo lieti se in futuro sarà possibile creare una rete internazionale e promuovere uno scambio di idee.  Dopo lo sciopero di ieri che messaggio volete inviare al governo tedesco? Che continueremo a far sentire la nostra voce. La lotta non si è conclusa con l’approvazione della legge sulla modernizzazione del servizio militare anzi, è solo all’inizio. Non è nel nostro interesse tornare al riarmo e al servizio militare obbligatorio. Il messaggio però dovrà raggiungere soprattutto un numero ancor più elevato di studenti e di sostenitori provenienti da ampi settori della società. Soltanto in questo modo avremo una chance di cambiare le cose. Volete dire qualcosa anche agli studenti e ai giovani italiani? Non dobbiamo accettare passivamente qualsiasi cosa. Se il vostro governo vuol mandarvi in guerra, uscite, fatevi sentire, lottate contro questa decisione. Noi giovani tedeschi e italiani condividiamo gli stessi interessi, non vogliamo la guerra e vogliamo avere un futuro. Se ci impegniamo per questo, ciascuno nel proprio paese, ci rafforziamo a vicenda. Redazione Italia
Germania, decine di migliaia di studenti scioperano contro il servizio militare obbligatorio e il riarmo
Sciopero studentesco nazionale contro la reintroduzione del servizio militare obbligatorio il 5 dicembre 2025.  Ieri decine di migliaia di giovani sono scesi in piazza per la pace, l’autodeterminazione e prospettive future concrete Ieri, 5 dicembre 2025, è stata approvata una legge sul cosiddetto “nuovo servizio militare” e più di 55.000 studenti hanno scioperato in più di ottanta città tedesche per opporsi a questa decisione. Da Kiel a Monaco, da Gottinga a Potsdam, molti posti nelle scuole erano vuoti, molte aule deserte. “Siamo impressionati dal numero di studenti che hanno scioperato oggi. Questo dimostra che non solo si dichiarano contrari al servizio militare obbligatorio nei sondaggi, ma sono anche disposti ad attivarsi contro di esso. Oggi hanno dato prova di coraggio. Perché non vogliono passare sei mesi a imparare a uccidere. Non vogliono morire in guerra. Oggi oltre 55.000 studenti (il dato iniziale di 40.000 è stato successivamente corretto) sono scesi in strada, nonostante la repressione e le minacce da parte dei ministeri dell’istruzione, dei dirigenti scolastici e delle autorità competenti. In molti luoghi, però, gli studenti sono stati sostenuti anche dai genitori e dagli insegnanti, ad esempio dal sindacato dell’istruzione e della scienza (GEW)”, riassume il portavoce nazionale Hannes Kramer. A Monaco di Baviera, già la sera del 4 dicembre oltre 2.000 persone sono scese in strada per manifestare contro la reintroduzione del servizio militare obbligatorio. Phil Werring di Münster afferma: “Dobbiamo diventare idonei alla guerra per la Germania, ma che ne è del nostro diritto di vivere in pace?” Anche nei discorsi e nei microfoni aperti è emerso chiaramente il motivo per cui gli studenti hanno lasciato le aule oggi: non vogliono il servizio militare obbligatorio e non vogliono la guerra. Vogliono una buona istruzione, reali opportunità per il futuro e una vita senza costrizioni e addestramento militare. “Ci hanno minacciato con le assenze ingiustificate e hanno cercato di intimidirci con dei colloqui. L’ho sperimentato anch’io, ma ho deciso comunque di scioperare. Cosa sono un colloquio con il preside o delle assenze ingiustificate rispetto a sei mesi in caserma?”, racconta Golo Busche di Kiel. Lo sciopero studentesco è sostenuto da iniziative locali, comitati di sciopero e alleanze in cui svolgono un ruolo importante le strutture di rappresentanza degli studenti, come ad esempio le rappresentanze studentesche regionali LSV NRW, SSV Frankenthal, BSV Bochum, LSA Berlin o KSV Kiel. Molti di loro hanno preparato con grande impegno le manifestazioni delle ultime settimane, scritto discorsi, realizzato manifesti, condotto sondaggi e mobilitato i compagni di scuola. La giornata di azione nazionale del 5 dicembre dimostra quanto sia forte la resistenza contro la legge approvata oggi. Secondo questa legge, a partire da gennaio 2026 tutti i diciottenni dovranno compilare un questionario sulla cosiddetta “idoneità al servizio militare” e sottoporsi a una visita medica obbligatoria. Per molti giovani questo significa un’enorme pressione. “Abbiamo il diritto di decidere da soli quale strada prendere e non ci faremo costringere a entrare in strutture militari”, sottolinea Viktoria Gramm di Magonza. È quindi già chiaro che la protesta non finirà oggi. “Continueremo a far sentire la nostra voce fino a quando il servizio militare obbligatorio non sarà abolito. Ci opporremo a ogni passo verso l’introduzione del servizio militare obbligatorio”, afferma Ronja Ruh di Berlino. Per il 5 marzo 2026, noi dell’iniziativa Schulstreik gegen Wehrpflicht (Sciopero studentesco contro il servizio militare obbligatorio) indiciamo quindi il prossimo sciopero, che sarà ancora più grande e forte. Fino ad allora, gli studenti si prepareranno ai prossimi scioperi e si opporranno alla pubblicità dell’esercito tedesco nelle loro scuole. Invitiamo tutte le persone, giovani e meno giovani, a unirsi alla protesta e a sostenere gli studenti. Ulteriori informazioni sono disponibili all’indirizzo: https://www.instagram.com/schulstreikgegenwehrpflicht/ https://schulstreikgegenwehrpflicht.com Comunicato stampa Alleanza Schulstreik Le proteste giovanili diventano il tallone d’Achille della “capacità bellica” Nell’ambito dell’iniziativa “Bündnis Schulstreik” (Alleanza sciopero studentesco) si è sviluppato una sorta di movimento popolare giovanile contro la guerra. Inizialmente ignorato dai grandi nomi della sinistra e dai circoli elitari del partito e semplicemente ignorato dalla politica ufficiale, questo movimento sta attualmente diventando il tallone d’Achille della politica bellica tedesca. Perché la “capacità bellica” richiede anche una buona dose di “entusiasmo bellico”. E questo non sembra proprio esserci. Il movimento fa proseliti Tutte le associazioni giovanili dei grandi sindacati DGB si sono unite alle proteste. A Berlino, come in molti altri luoghi, hanno partecipato attivisti per la pace e sindacalisti, anche al di là del sindacato degli insegnanti GEW. Anche molti adulti hanno espresso la loro solidarietà. Madri e padri alzavano cartelli con la scritta: “Non avrete mio figlio!”. I trucchi e le manovre diversive dei partiti guerrafondai non hanno avuto l’effetto desiderato sui giovani. La cosiddetta volontarietà del Ministro Federale della Difesa Pistorius, che alla fine si traduce in un servizio obbligatorio, è stata smascherata e respinta. Lo stesso vale per il pacchetto di offerte allettanti volte a rendere appetibile il servizio militare. La posizione dei Verdi Ufficialmente rifiutano il servizio militare obbligatorio, ma approvano la visita di leva su tutto il territorio, che ha senso solo se si vuole preparare proprio questo servizio militare obbligatorio. L’atteggiamento di fondo dei Verdi nei confronti del servizio militare si rivela nella loro posizione sulla questione ucraina. Così, un “esercito di pace” di 600.000 soldati, come proposto nel piano Trump, viene dichiarato insufficiente e, insieme ai partiti di governo, si chiede che almeno “800.000 persone soggette al servizio militare” siano arruolate. Pistorius punta attualmente a una forza armata di 203.000 soldati entro il 2031 per essere “pronti alla guerra”. La Germania ha il doppio della popolazione dell’Ucraina. Lì è ormai all’ordine del giorno che i giovani vengano “rapiti” per strada per rifornire i battaglioni di “sangue fresco”. Le critiche degli studenti L’associazione degli studenti della Renania Settentrionale-Vestfalia (LSV NRW) critica “l’orientamento della politica di sicurezza del governo federale” e mette in guardia contro “i crescenti attacchi alla democrazia e alla società” causati dalla politica bellica. Il comitato esecutivo regionale vede nella “rappresentazione esagerata della minaccia russa una forma di manipolazione mediatica che alimenta la paura sociale e giustifica le misure militari”. In una protesta contro la caserma di Coblenza, su Instagram si legge: “Non vogliamo diventare carne da cannone” e “Non staremo a guardare in silenzio mentre noi e i nostri amici siamo costretti a uccidere e morire per sorteggio”. I giovani non vogliono “essere costretti all’addestramento, all’obbedienza e a imparare a uccidere”. La guerra non è una prospettiva per il futuro e distrugge tutte le basi della vita! Minacce e intimidazioni Ad Amburgo si era discusso se i genitori potessero giustificare l’assenza dei figli che partecipavano allo sciopero. L’autorità scolastica ha detto di no. Chi perde esami e test prenderà zero come voto, ha chiarito un portavoce. In tutti i Länder si esercita pressione, minacciando che “chi sciopera avrà dei problemi”. In diverse città, gli insegnanti e il sindacato GEW hanno sostenuto i loro studenti.  Il prossimo sciopero è già in preparazione. Lottare è istruttivo. Cartello: Disarmare la Rheinmetall Striscione: Per il nostro futuro contro la guerra e il riarmo. Opponiti al servizio militare obbligatorio Foto di Lotte Roitzsch Forum Gewerkschaftliche Linke Berlin
Germania: “Obiettiamo perché la pace richiede coraggio”
Nella notte tra giovedì 4 e venerdì 5 dicembre gli attivisti della campagna Wir verweigern! (Obiettiamo!) hanno modificato alcuni manifesti dell’esercito tedesco per richiamare l’attenzione sul diritto all’obiezione di coscienza e contrastare la propaganda a favore della guerra e della violenza. “Per me, che sono giovane, è inquietante vedere ovunque questa pubblicità a favore della guerra, una guerra in cui lo Stato vuole mandarmi con il servizio militare obbligatorio. La mia vita non è una vostra risorsa!”, spiega uno degli attivisti. Wir verweigern! è una campagna di un gruppo giovanile che invita alla disobbedienza civile di massa e oppone resistenza al riarmo e al servizio militare obbligatorio. All’inizio di settembre gli attivisti hanno scritto con lo spray sulla parete esterna dell’asilo nido del Bundestag: «Obbligate anche i vostri figli a uccidere?». Scritte in bianco: Fai quello che conta davvero. 70 motivi per l’esercito tedesco. Perché non possiamo cedere ad altri la responsabilità. Trova i tuoi motivi. 70 anni dell’esercito tedesco. Scritta in rosso su “responsabilità”: uccidere. Scritte in bianco: Perché i diritti fondamentali non si difendono da soli. Trova i tuoi motivi. 70 anni dell’esercito tedesco. Scritta in rosso su “diritti fondamentali”: Capitalisti. La protesta contro il servizio militare obbligatorio sta crescendo. Organizzazioni giovanili e studentesche di tutta la Germania invitano oggi, venerdì, a uno sciopero nazionale contro la visita medica obbligatoria. Uno degli attivisti ha commentato: «Non vogliamo morire per uno Stato che non si prende cura di noi. Le nostre scuole e le nostre università stanno cadendo a pezzi, le nostre pensioni stanno svanendo e stiamo vivendo il pieno impatto della catastrofe climatica. Come se non bastasse, ora dovremmo anche uccidere ed essere uccisi in prima linea per gli interessi di potere di altri. Ma siamo chiari: rifiuteremo il servizio militare». Comunicato stampa widerstands-kollektiv.org del 5 dicembre 2025 Pressenza Berlin