Gli studenti del Figari a scuola di solidarietà. A Sassari, riparte il Clothes Sharing
La nuova edizione di Clothes Sharing, promossa dall’associazione Sa Domo de
Totus riparte con la collaborazione tra l’associazione e il Liceo Artistico
Figari e con il patrocinio del Comune di Sassari. Associazione e scuola hanno
infatti firmato una convenzione valida per le ore di PCTO, l’alternanza
scuola-lavoro che i ragazzi sono tenuti a svolgere nell’ultimo triennio e così i
ragazzi del corso Moda saranno coinvolti nell’ormai tradizionale progetto di
raccolta e distribuzione di abiti.
Il Clothes Sharing diventa così non solo un atto di solidarietà, ma anche una
lezione di economia circolare per gli studenti e le studentesse. I ragazzi
saranno infatti coinvolti direttamente nell’organizzazione e nella gestione di
tutte le fasi dell’evento, mentre le rimanenze di vestiti raccolti verranno
riutilizzate nel laboratorio moda del Liceo per creare nuovi capi e dare nuova
vita didattica ai materiali.
Un’attività a cui gli organizzatori attribuiscono una forte connotazione
pacifista: «incoraggiare un’economia circolare non significa solo costruire una
Sardegna più sostenibile e più giusta, ma anche opporsi all’economia di guerra e
ai costi sociali che la folle escalation bellica determina» – sottolinea Rosalba
Pisanu, responsabile del progetto, evidenziando la portata sociale e politica
del progetto.
L’aspetto didattico e formativo è invece messo in luce dai docenti Claudio
Vendram e Barbara Sanna – rispettivamente titolari della cattedra di Design
della moda e Laboratorio design arte della moda : «risulta particolarmente
interessante – sostiene Vendramin – il rapporto tra territorio e scuola e anche
far sperimentare ai ragazzi l’idea della circolarità della moda e del prodotto.
È un’esperienza formativa che li allontana da una concezione della moda fine a
se stessa, legata al consumismo e allo shopping compulsivo, portandoli a una
riflessione sul ruolo e sull’etica della moda.»
In questo contesto, diventa particolarmente rilevante la riflessione sui
risvolti negativi del “fast fashion“, tema dai risvolti drammatici a causa dello
sfruttamento dei lavoratori e dei danni ambientali. «Questo progetto è una
risposta concreta all’economia dello spreco» – aggiunge Pisanu – «coinvolgere i
giovani nel riutilizzo di vestiti e materiali rappresenta un passo importante
verso una società più equa e sostenibile, resistendo a un sistema economico che
spesso incentiva l’usa e getta. Siamo felici di poter dare il nostro
contributo.»
I volontari raccoglieranno vestiti invernali in buone condizioni. Sarà possibile
consegnare gli abiti lunedì 24 e martedì 25 novembre. Il punto di raccolta e
distribuzione sarà allestito presso la sede in via Frigaglia 14/b nei seguenti
orari: mattina dalle 10:00 alle 13:00 e pomeriggio dalle 16:00 alle 19:00.
Mentre la distribuzione avverrà venerdì 28 e sabato 29 novembre, sempre negli
stessi orari.
Cristiano Sabino