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Notizie da Gerusalemme, da Gaza e dalla Cisgiordania, dallo Yemen… e da Genova
Il notiziario quotidiano di ANBAMED oggi riferisce che il Parlamento israeliano ha approvato una legge per l’interruzione definitiva di corrente elettrica e acqua alle sedi a Gerusalemme dell’UNRWA, che fornisce servizi a oltre 110˙000 rifugiati e gestisce due campi profughi: il campo di Shuafat e il campo di Qalandia, enti e istituzioni come l’Indian Corner Clinic all’ingresso di Bab al-Sahira e le scuole maschili e femminili di Gerusalemme, Sur Baher. ANBAMED inoltre riferisce che il consulente per i media dell’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei rifugiati palestinesi (UNRWA), Adnan Abu Hasna, ha affermato che 1,6 milioni di palestinesi nella Striscia di Gaza soffrono attualmente di livelli pericolosi o multipli di malnutrizione o insicurezza alimentare, poiché l’occupazione israeliana continua a ostacolare l’ingresso di rifornimenti umanitari essenziali per l’inverno. Il funzionario dell’UNRWA ha spiegato che il clima di bassa pressione ha causato lo sradicamento di migliaia di tende e l’allagamento di vaste aree residenziali da parte di acqua piovana e liquami e, sottolineando che la maggior parte delle cosiddette tende sono state montate alla rinfusa con pezzi di plastica e qualche pezzo di stoffa e non sono praticamente degne di essere vere tende in grado di proteggere i loro abitanti, che la gente di Gaza ha la sensazione che la guerra continui, ma in altri modi e forme, e ha affermato che il continuo deterioramento della situazione umanitaria, il numero crescente di malati e l’impossibilità di portare centinaia di tipi di generi alimentari e non alimentari, pezzi di ricambio per le stazioni fognarie e idriche, attrezzature mediche e medicinali, rappresentano inequivocabilmente della forme di ostilità bellica contro la popolazione civile. Contemporaneamente l’UNFPA / Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione ha lanciato un allarme per la situazione sanitaria in Yemen: “Sottolineando che anni di conflitto hanno portato i servizi di base del Paese sull’orlo del collasso e lasciato milioni di donne e ragazze in una situazione di estrema vulnerabilità, UNFPA ha riferito che ogni giorno in Yemen tre donne muoiono a causa di complicazioni prevenibili della gravidanza, che 6,2 milioni di donne e ragazze non hanno accesso ai servizi di protezione di base e che 7 milioni di persone in Yemen hanno urgente bisogno di supporto psicologico”. Ricordando che sono trascorsi “3 anni, 10 mesi e 5 giorni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina”, sull’esito dei colloqui di Trump con Zelensky e Putin ANBAMED osserva che i commenti sono contrastanti e propone le analisi di Sergio Serra su un testo scritto nel 1943 da Vasilij Semënovič Grossman, un ebreo, nato in Ucraina – a Berdičev – nel 1905, che nell’agosto 1944 fu tra i primi a entrare nel campo di sterminio di Treblinka e a documentare l’olocausto. Dell’incontro di Trump con Netanyahu, ANBAMED riferisce che “non ha portato novità”: «Elogi reciproci e carinerie per coprire il vuoto di proposte concrete. Minacce a Hamas ed all’Iran condite con promesse di un futuro di pace nella regione con l’attuazione degli accordi di Abramo e tante armi da esportare alle monarchie del Golfo». Intanto * nella Striscia di Gaza proseguono le violazioni del cessate-il-fuoco da parte di Israele, “All’alba di oggi l’artiglieria ha bombardato Rafah in contemporanea con un raid aereo sulla stessa zona. L’aeronautica israeliana ha colpito il campo profughi di Maghazi, nel centro della Striscia. Carri armati israeliani hanno lanciato obici contro Deir Balah. Nel nord, aerei israeliani hanno colpito Beit Lahia”; * in Cisgiordania nella sola giornata di ieri sono stati effettuati 35 attacchi, “I più gravi sono avvenuti a Nablus, el-Bira, el-Khalil e Jenin. A Betlemme, un gruppo di coloni armati ha invaso un villaggio, devastando case e distruggendo raccolti agricoli. Hanno ridotto in fin di vita un anziano di 80 anni, Ibrahim Iybiayat, e suo nipote Mustafà di 14 anni. Come al solito, i soldati che hanno accompagnato gli aggressori non hanno mosso un dito. Nessuno di loro è stato arrestato…”; * in Italia, del proprio colloquio con lui nel carcere di Genova, gli avvocati di Mohammed Hannoun – Emanuele Tambuscio e Fabio Sommovigo – hanno riferito: “È stato molto lucido e preciso nel ricostruire tutti i passaggi dei finanziamenti e da domani cominceremo a studiarli nei dettagli. Ha sempre operato in maniera tracciabile e sempre con associazioni registrate, molte delle quali anche in Israele. Oggi chiarirà alcuni passaggi con la Gip rilasciando una dichiarazione spontanea, ma su nostro consiglio non si sottoporrà a interrogatorio, perché ancora non abbiamo ricevuto tutti gli atti depositati”. ANBAMED riferisce gli interventi del professor Montanari e del GAP / Giuristi e Avvocati per la Palestina e che a Genova, dove domani alla 1231° ora in silenzio per la pace verrà chiesto il suo rilascio , davanti al carcere dove Mohammed Hannoun è detenuto ieri si è svolta una “manifestazione di solidarietà con gli attivisti arrestati sulla base di documentazione e giurisprudenza israeliana”. ANBAMED / NL 1951 – 30 dicembre 2025 ANBAMED
Vita, Terra, Libertà per il popolo palestinese
Una nuova pagina nera è stata scritta dall’ONU per il Medio Oriente, che riporta l’orologio della storia all’inizio del secolo scorso. Il 17 novembre con l’approvazione del piano di “pace”, targato Donald Trump, il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha dato il via libera alla costituzione del “protettorato” sulla striscia di Gaza. Con la risoluzione ONU viene autorizzata la formazione di un ‘Board of Peace’, cioè un organo di “governance transitoria” a Gaza presieduto da Trump, fino al 31 dicembre 2027, e solo dopo la riforma dell’Anp (Autorità Nazionale Palestinese) si “potrebbero creare le condizioni per un percorso credibile verso l’autodeterminazione e la sovranità palestinese”. La risoluzione ONU autorizza la costituzione di una forza internazionale di stabilizzazione per l’enclave palestinese che dovrebbe anche disarmare le milizie di Hamas. Il testo ha ottenuto 13 voti a favore e l’astensione colpevole di Russia e Cina. Il Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha così deliberato la costituzione di un vero e proprio protettorato di ottocentesca memoria, con la presenza sul suolo palestinese di contingenti armati dei Paesi che si spartiranno la torta della ricostruzione e che si approprieranno delle risorse naturali presenti in quella terra. La cosa sconcertante è che il ” protettorato di Trump” su Gaza è passato con il pieno appoggio dei paesi arabo-musulmani più importanti (Qatar, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Indonesia, Pakistan, Giordania e Turchia) e con la complice astensione della Repubblica Popolare Cinese e della Federazione Russa. Cina e Russia hanno il diritto di veto all’interno del Consiglio di Sicurezza dell’ONU e un solo loro voto contrario avrebbe bloccato il piano neo-coloniale di Trump. Ma Cina e Russia in questi due anni di  sterminio del popolo palestinese sono state complici del regime sionista di Tel Aviv, mantenendo le relazioni economiche, commerciali (la Cina è il principale partner commerciale di Israele in Asia e il secondo a livello mondiale) e militari (da un lato è stato consentito all’IDF di colpire infrastrutture, convogli di armi e basi militari iraniane e di Hezbollah senza temere interferenze russe, e dall’altro lato Israele non si è allineato alle sanzioni occidentali  dopo l’invasione russa dell’Ucraina ) e non hanno fornito alternative valide al piano statunitense. C’è anche da aggiungere che sia Cina che Russia non vogliono inimicarsi l’amministrazione Trump visti la preminenza dell’interscambio economico che lega la Cina agli Usa, e di quello politico che lega la Russia agli Usa per la soluzione della guerra in Ucraina. Il “Consiglio per la Pace” presieduto da Trump, rassomiglia ad un famelico branco di belve affamate atte ad approfittare e sfruttare l’occasione golosa del dramma palestinese per fare profitti miliardari. Tra le cause principali delle attuali disgrazie del popolo palestinese c’è, senza ombra di dubbio, la mancanza, da oltre 30 anni, di una credibile leadership palestinese capace e riconosciuta e l’ascesa delle componenti religiose e jihadiste che da un lato esaltano il martirio e dall’altro perseguono l’intolleranza religiosa ed etnica. In questo quadro ad essere pesantemente penalizzato è il popolo palestinese, che passa da un occupante all’altro, con risoluzioni ONU che legittimano il potere degli occupanti e dei nuovi famelici conquistatori. Il popolo palestinese è stato abbandonato un po’ da tutti, dai “fratelli” arabi, da Russia e Cina, e nessuna iniziativa concreta è giunta in suo sostegno. Il popolo palestinese ha potuto contare solo sulla solidarietà’ internazionalista espressa dal basso da milioni di persone in tutto il Mondo, solidarietà che, nell’odierna cruda realtà, è stata in grado di contribuire a fermare il genocidio. Il piano “Trump” va respinto con fermezza e decisione. Non ci può essere soluzione reale per il conflitto Israelopalestinese fino a quando sarà presente l’occupazione militare, il regime di apartheid, l’intolleranza religiosa e il nazionalismo esasperato. La Palestina potrà uscire dal tunnel della guerra, della violenza, dell’intolleranza solo con una pacificazione e l’edificazione di una società laica, democratica, pluralista, multietnica e multireligiosa, libera da ogni dogma suprematista, dove donne e uomini liberi e libere possano vivere e cooperare al di là delle proprie appartenenze. Territorio libero dal fiume al mare senza Stato ebraico/sionista né Stato islamista.       Renato Franzitta