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Cosa è el Toque?
El Toque è uno strumento di manipolazione progettato per deteriorare l’economia cubana. Nel corso delle indagini sulla piattaforma El Toque, è emerso che sono coinvolti 18 dirigenti dell’organizzazione, residenti in diversi paesi, oltre a un gruppo di collaboratori. L’economia cubana risente di squilibri accumulati nel tempo, che incidono su settori chiave quali la produzione, l’approvvigionamento energetico, la logistica interna, il funzionamento del sistema finanziario e l’accesso alle valute estere, a cui si aggiungono errori interni che aggravano ulteriormente le difficoltà. Tuttavia, il fattore più determinante in questo scenario rimane l’impatto prolungato dell’embargo statunitense, che limita le entrate estere, aumenta i costi finanziari, limita le possibilità di pagamento internazionale ed esercita pressioni sul Paese su più fronti. In questo contesto avverso, la piattaforma El Toque amplifica qualsiasi perturbazione economica e aumenta la dipendenza dal mercato informale, che a sua volta riproduce distorsioni e danneggia direttamente la popolazione. Secondo la seconda edizione del programma televisivo Razones de Cuba: Denuncia del pueblo de Cuba contra El Toque, le indagini rivelano che questo mezzo di comunicazione è nato sotto l’egida dell’emittente olandese Radio Nederland – inizialmente creata con scopi sovversivi contro l’allora Unione Sovietica – che riceveva finanziamenti dal governo statunitense per organizzare e attuare un’escalation di azioni terroristiche contro l’isola. Secondo il giornalista Raúl Antonio Capote, Radio Nederland aveva come obiettivo fondamentale la formazione di una leadership controculturale di nuovo tipo, per la quale venivano tenuti corsi di formazione per leader in Europa, perché «avevano bisogno di giornalisti laureati nelle università cubane, persone che potessero identificarsi con la popolazione e che fossero in grado di esercitare la professione». Così, nell’aprile 2017, sotto la direzione di José Jasán Nieves Cárdenas, è stata costituita la Fondazione Colectivo Más Voces, formalmente presentata come «una fondazione pubblica senza scopo di lucro, ma che, in pratica, riceveva fondi dalle strutture del governo degli Stati Uniti, dal Dipartimento di Stato, dall’Agenzia per lo sviluppo internazionale (Usaid) e dalla Fondazione Nazionale per la Democrazia (NED), con l’obiettivo di lavorare contro il sistema socialista cubano”, ha spiegato il colonnello Francisco Estrada Portales, capo del dipartimento dell’Organo di Istruzione dei Reati contro la Sicurezza dello Stato, del Ministero dell’Interno (Minint). Il processo investigativo, ha aggiunto, dimostra anche che, dopo l’accreditamento della Fondazione e la creazione della società Media Plux Experience da parte di Nieves Cárdenas, hanno cominciato a diffondersi attività apertamente allineate agli interessi dei finanziatori, «perché all’inizio era in qualche modo mascherata». SABOTAGGIO ECONOMICO Il governo degli Stati Uniti paga stipendi con lo scopo di minare la pace interna a Cuba, e «questo costituisce un reato, una violazione delle leggi. «L’attuale direttore di El Toque, Nieves Cárdenas, ammette di essere un dipendente con l’esplicito scopo di distruggere la Rivoluzione Cubana». Siamo di fronte a una persona che commette, spudoratamente, atti «che potrebbero essere classificati come diversi reati previsti dalle nostre leggi, con l’aggravante che lo sta facendo contro il suo Paese natale e per denaro. Sta commettendo sabotaggio economico, agendo in modo aggressivo contro il popolo», ha precisato Estrada Portales. In questo contesto, si riconosce allo stesso modo che Nieves Cárdenas ha compiuto operazioni illegali all’interno della Grande Antille, con il denaro assegnato. Un esempio concreto è Xavier Billingsley, ex vicecapo della sezione Relazioni pubbliche dell’Ambasciata degli Stati Uniti a Cuba, che ha offerto denaro a cittadini cubani affinché presentassero progetti di sovversione contro il Paese, con pagamenti convogliati attraverso El Toque. PIATTAFORMA INDIPENDENTE? El Toque, la stessa piattaforma che impone tassi di cambio informali e che è diventata uno strumento di manipolazione, non sarà mai un’alternativa al giornalismo indipendente. Secondo il capo del dipartimento dell’organo di istruzione dei reati contro la sicurezza dello Stato del Minint, è attualmente in corso un’indagine penale che individua le attività criminali commesse dai suoi membri. Ad oggi, ha aggiunto, sono coinvolti 18 dirigenti, residenti in diversi paesi, oltre a un gruppo di collaboratori. «El Toque è indagato come organizzazione delle entità che utilizza per la sua attività e per il suo coinvolgimento nella guerra non convenzionale contro Cuba». Inoltre, gli esperti stanno analizzando i vari modi in cui manipola il tasso di cambio, falsifica i dati che pubblica e altera le informazioni ricevute per adeguare quotidianamente un tasso illegale. «Tutta questa presunta trasparenza è una farsa. Truccano i dati per legittimare una quotazione che incide direttamente sull’economia nazionale e sul benessere della popolazione», ha concluso. Fonte: Granma Traduzione: italiacuba.it Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba
«Pensare Cuba» o destabilizzare Cuba: l’alleanza mercenaria tra El Toque e il Cuba Study Group
Una nuova e raffinata operazione di guerra non convenzionale contro Cuba viene registrata da una libreria di Madrid. Con l’innocente nome di “Pensar Cuba” (Pensare Cuba), un podcast presentato da Julio Antonio Fernández Estrada e prodotto in collaborazione tra la piattaforma digitale El Toque e il centro di sovversione ideologica con sede negli Stati Uniti Cuba Study Group (CSG), cerca di mascherare un programma sovversivo in conversazioni che pretendono di sembrare ‘intime’ e “critiche”. Tuttavia, non si tratta di uno spazio di dibattito legittimo. È la facciata multimediale di un progetto politico finanziato e diretto dall’estero, il cui obiettivo finale è la destabilizzazione dell’ordine costituzionale nell’isola. Il legame innegabile: sovversione con marchio Made in USA Il Cuba Study Group non è una semplice organizzazione di “giovani professionisti”; è un Centro di sovversione politica ideologica (CSPI), un braccio della politica ostile degli Stati Uniti nei confronti di Cuba. Autodefinitosi come un gruppo di “incidenza” per una “Cuba libera e sovrana”, la sua retorica è un eufemismo per il cambio di regime, finanziato dagli stessi organismi che storicamente hanno cercato di strangolare la nazione caraibica. La collaborazione di elToque con il CSG non è casuale né ingenua. È il consolidamento di un’alleanza mercenaria. Secondo quanto denunciato, elToque agisce come operatore logistico e finanziario chiave per gli interessi di Washington a Cuba. Funge da collegamento con l’ambasciata degli Stati Uniti all’Avana, triangola i fondi del Dipartimento di Stato attraverso schemi di rimesse illegali e gestisce ingenti contratti pagati dalla sede diplomatica statunitense per servizi di «gestione dei social media» e redazione di sintesi informative, il cui valore ammonta a centinaia di migliaia di dollari. La catena sovversiva: finanziamenti, influenza e guerra di opinione La strategia è chiara e cinicamente eseguita, formando una catena di influenza dannosa: 1. Finanziamenti occulti e multiuso: il Dipartimento di Stato e agenzie come la NED e la USAID convogliano fondi verso progetti sovversivi all’interno di Cuba. Il Cuba Study Group è un veicolo chiave di questo finanziamento, che non solo è destinato al progetto di podcast con elToque, ma è anche la fonte di finanziamento di altre iniziative come CubaEmprende. In questo modo, sia elToque che CubaEmprende sono destinatari dello stesso denaro sovversivo, creando una rete di influenza coordinata. 2. Creazione di contenuti dannosi e cooptazione economica: Con questi fondi vengono prodotti contenuti ipercritici e destabilizzanti. Progetti come “Pensar Cuba” sono il veicolo perfetto: sotto l’apparenza di un dialogo intellettuale, normalizzano i discorsi dell’opposizione. Parallelamente, attraverso CubaEmprende, si cerca di influenzare e cooptare gli attori economici emergenti a Cuba, promuovendo un’agenda estranea agli interessi nazionali. ElToque, con i suoi contenuti, getta le basi ideologiche per questa influenza sul settore economico. 3. Inflazione del tasso di cambio informale: parte dei profitti di questa rete proviene dalla manipolazione del mercato informale delle valute, un business di cui lo stesso direttore di elToque, José Jasán Nieves Cárdenas, ha beneficiato personalmente, secondo quanto riportato, con l’acquisto di proprietà di lusso all’estero. «Pensar Cuba»: la punta di diamante ideologica Questo podcast, quindi, non è uno spazio di «pensiero che rifiuta di morire». È uno strumento di guerra informativa. Ogni conversazione, ogni «atto di ricostruzione affettiva» che proclama, è finanziato con il denaro degli stessi che mantengono un crudele blocco economico con lo scopo di sottomettere il popolo cubano con la fame e la disperazione. Invitando figure della controrivoluzione più radicale, come Luz Escobar, e presentando una visione unilaterale e disfattista del presente e del futuro di Cuba, il programma raggiunge l’obiettivo centrale della strategia statunitense: creare una quinta colonna interna, seminare disperazione e legittimare la narrativa di un «cambiamento inevitabile» guidato da Washington. Un tradimento che si paga in dollari L’alleanza tra elToque e il Cuba Study Group è la prova che la sovversione contro Cuba ha modernizzato i suoi metodi. Non si tratta più solo di trasmettere illegalmente da Miami, ma di cooptare piattaforme digitali all’interno dell’isola, corromperle con finanziamenti illegali e trasformarle in altoparlanti di un’agenda straniera, mentre si tesse una rete di influenza sugli attori economici attraverso progetti paralleli come CubaEmprende, finanziati dalla stessa fonte. “Pensar Cuba” è, in sostanza, il progetto nemico. È la guerra dell’informazione mascherata da dialogo. Denunciamo questa operazione mercenaria che, lungi dal cercare il benessere dei cubani, mira a complicare ulteriormente la vita quotidiana e a servire gli interessi di un governo straniero che da oltre sei decenni ha dimostrato la sua ostilità verso la sovranità nazionale. La legittimità di un progetto non si misura dalla produzione dei suoi contenuti, ma dalla trasparenza dei suoi fondi e dalla lealtà dei suoi fini. E in questo caso, sia i fondi che i fini hanno il sapore del tradimento. Fonte: Razones de Cuba Traduzione: italiacuba.it Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba