Salonichio-Meloni: attacchi immotivati a Francesca Albanese
Il Partito della Rifondazione Comunista (Trieste) ritiene che la “lettera
aperta” inviata dal presidente della Comunità ebraica di Trieste e del FVG, A.
Salonichio, e dal Rabbino capo della stessa Comunità, E. A. Meloni, sia un
attacco francamente immotivato nei confronti di Francesca Albanese, Relatrice
speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nei territori
occupati dal 1967.
Il Partito della Rifondazione Comunista (Trieste) ritiene che la “lettera
aperta” inviata dal presidente della Comunità ebraica di Trieste e del FVG, A.
Salonichio, e dal Rabbino capo della stessa Comunità, E. A. Meloni, sia un
attacco francamente immotivato nei confronti di Francesca Albanese, Relatrice
speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nei territori
occupati dal 1967.
Salonichio e Meloni ignorano quanto accade in Palestina, guardando solo una
parte del problema: probabilmente lo ignoravano prima del 7 ottobre, lo ignorano
dopo il 7 ottobre (data in cui, per Rifondazione, è stato commesso un orribile
crimine da parte di militanti di Hamas e di altri gruppi). Essi ignoravano e
ignorano l’occupazione e l’oppressione; l’apartheid; l’ampliamento sistematico
delle colonie in Cisgiordania; le violenze quotidiane; gli interventi armati
sempre sproporzionati. Essi ignorano quanto moltissimi ebrei della diaspora e in
Israele stesso sanno e denunciano e cioè che l’attuale governo israeliano di
“estrema destra” (ma come dovremmo chiamare un governo apertamente razzista i
cui rappresentanti più violenti incitano a efferate violenze nei confronti del
popolo palestinese?) e l’esercito israeliano stanno compiendo un genocidio.
Scriviamo tutto questo senza odio né il minimo sentimento antisemita: è
l’indignazione per l’orrore che ci anima e ci fa denunciare il crimine di
Israele, dello Stato di Israele, ora governato da fanatici. Auspichiamo una
soluzione pacifica della questione palestinese-israeliana; una soluzione in nome
del principio “due popoli due Stati”, che però è ormai irrealizzabile, o forse,
meglio, uno Stato laico e democratico, pluriconfessionale e multietnico; una
soluzione realista, che salvaguardi i diritti dei popoli di vivere in pace e in
libertà sulla propria terra. Ma se questa terra viene costantemente sottratta
dalla parte più forte e se l’esercito “più morale del mondo” ha ammazzato e
ammazza sistematicamente civili, operatori umanitari, giornalisti, medici,
bambini -quanti bambini!-, con il plauso dell’Occidente “democratico”, cosa
dobbiamo dire e fare, noi “senzapotere”? Denunciare e creare una rete
internazionalista di sostegno alla causa palestinese; e mandare aiuti per
alleviare le sofferenze immani della popolazione palestinese (lo abbiamo fatto,
negli ultimi decenni, per quella bosniaca, per quella irachena, per quella
curda, come seguiamo con apprensione quanto sta accadendo in Ucraina, in Sudan,
in America centro-meridionale…) “Nostra patria è il mondo intero!” Non facciamo
un passo indietro da questo nobile verso e slogan.
C’entra ormai pochissimo Hamas, cui non vanno e non sono mai andate le nostre
simpatie: c’entra l’umanità. E c’entra l’impunità di Israele. Se la Russia
giustamente subisce pesanti sanzioni, chi sanziona Israele? E chi sanzionerà i
sanzionatori statunitensi, inglesi, “occidentali”, a loro volta colpevoli di
crimini indicibili in decine e decine di interventi militari, golpe, “bloqueo”,
etc.?
Speriamo che i due eminenti esponenti della Comunità ebraica di Trieste possano
cambiare la loro opinione. In nome dell’umanità e della dignità dei popoli, di
tutti i popoli.
Esprimiamo, infine, piena solidarietà e ammirazione a Francesca Albanese per il
prezioso lavoro.
Gianluca Paciucci
Partito della Rifondazione Comunista (Trieste)
Rifondazione Comunista - Sinistra Europea