Quando inizia la prossima guerra tra Israele e Iran?
Lo stallo su tutti i fronti: nella Striscia di Gaza il cessate il fuoco in
qualche modo sta tenendo, così come in linea teorica sta tenendo quello con il
Libano — anche se le IDF in realtà infrangono entrambi gli accordi con grande
frequenza; quello di Sharm tutti i giorni da quando è in vigore. Ma c’è un altro
conflitto che sembra essere solo, nel migliore dei casi, sospeso: è quello tra
Tel Aviv e Teheran. Un retroscena di Steve Erlanger, sul New York Times, riporta
che secondo molti esperti nella regione un altro attacco di Israele contro
l’Iran è “quasi inevitabile”: nonostante gli Stati Uniti sostengono che grazie
al proprio intervento il programma nucleare iraniano sia stato “obliterato,” in
realtà il programma sta continuando, e con il fallimento della trattativa per
fermare lo snapback delle sanzioni contro l’Iran, ora Stati Uniti e paesi
europei non hanno più strumenti diplomatici già pronti per gestire il dialogo
con Teheran in merito alla supervisione del programma. Questo senso di
inevitabilità è percepito anche in Iran, dove da quando il conflitto con Israele
è rientrato l’industria delle armi sta lavorando senza sosta: secondo Ali Vaez,
direttore dei progetti sull’Iran dell’International Crisis Group, i funzionari
iraniani hanno obiettivi di espansione drastica della capacità di risposta del
paese: “Sperano di poter sparare fino a 2.000 missili in un colpo solo, per
superare le difese israeliane, e non 500 in 12 giorni,” come il paese ha fatto
lo scorso giugno. In questo momento non ci sono segnali che un altro scontro sia
imminente ma “Israele ha l’impressione che il lavoro non sia finito,” continua
Vaez, “e non vede motivo per cui non dovrebbe riaprire il conflitto. Per cui
l’Iran deve intensificare i lavori per essere pronti al prossimo round.” (the
New York Times)