Nonostante la politica ufficiale, un’ondata senza precedenti di solidarietà per Gaza sta travolgendo l’Italia
di Caterina Cornet,
Orient XXI, 6 novembre 2025.
L’impegno della società civile italiana nei confronti di Gaza ha raggiunto
livelli senza precedenti dopo la partenza della Global Sumud Flotilla. Questa
mobilitazione senza precedenti – in totale opposizione alla politica estera del
governo Meloni – è la più grande degli ultimi vent’anni. La sua portata continua
a stupire in un paese che ha virato all’estrema destra e che un tempo si diceva
chiuso in sé stesso.
Genova, 22 settembre 2025. Grande manifestazione che chiede uno sciopero
generale per Gaza. Lo striscione principale chiede il blocco totale. Dietro, un
altro striscione chiede il blocco di scuole e università. © @Chiappuz / X
“Non possono impedirci di navigare. È pur sempre mare nostrum, letteralmente
nostra madre! Il Mar Mediterraneo appartiene a tutti noi”, ha protestato uno
degli attivisti italiani della Global Sumud Flotilla, rimpatriato il 6 ottobre
2025 dopo la detenzione in Israele.
Dall’inizio di ottobre 2025, l’Italia sta vivendo un momento di solidarietà con
la Palestina tanto inaspettato quanto complesso da analizzare. Commentatori e
manifestanti sono sorpresi da questa improvvisa ondata di mobilitazione, in
particolare da parte di una generazione considerata politicamente apatica. In
realtà, la stragrande maggioranza dei manifestanti è composta da giovanissimi,
studenti delle scuole medie e superiori.
A differenza di alcuni governi europei, l’Italia, guidata da Giorgia Meloni, ha
confermato che non riconoscerà lo Stato di Palestina. La Presidente del
Consiglio di estrema destra, fermamente filo-NATO, si è sempre più allineata
ideologicamente al Presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Ha elogiato
l’amministrazione statunitense e ne ha ricevuto l’appoggio in occasione di
incontri internazionali. Inoltre, ha costantemente sostenuto Israele e non ha
praticamente mai parlato delle sofferenze dei palestinesi.
Dal 7 ottobre 2023, le manifestazioni a sostegno di Gaza nelle città italiane
sono state ripetutamente vietate, violando sistematicamente la libertà di
espressione e il diritto di protestare. Il governo e le forze dell’ordine hanno
così attuato un “divieto preventivo discriminatorio”, lasciando sconcertata
l’opposizione.
I sindacati prendono l’iniziativa
I primi a sfidare massicciamente i divieti sono stati i portuali di Genova. Già
il 31 agosto 2025, per accompagnare il primo viaggio della Flottiglia Global
Sumud dopo l’estate, l’Unione dei Sindacati di Base (USB) organizzò una
suggestiva fiaccolata.
Le nostre ragazze e i nostri ragazzi (della Global Sumud Flotilla) devono
tornare senza un graffio (…). Da questa regione, ogni anno partono dai 13.000 ai
14.000 container per Israele. Non lasceremo partire nemmeno un altro chiodo.
Lanceremo uno sciopero internazionale, bloccheremo le strade. Bloccheremo tutto!
Queste parole, pronunciate dai lavoratori portuali di Genova, sfidavano
direttamente Israele, che vieta ogni accesso alla Striscia di Gaza. La
disobbedienza civile dei lavoratori portuali genovesi si è poi estesa ad altri
porti italiani. Negli ultimi due anni, il transito di diverse merci era già
stato bloccato a Genova, Salerno, Livorno e Ravenna, ma senza raggiungere la
portata prevista né ricevere un ampio sostegno da parte di partiti o
organizzazioni politiche. Il 18 settembre, a Ravenna, sulla costa adriatica,
lavoratori portuali e gruppi pacifisti hanno finalmente convinto il sindaco di
centro-sinistra, Alessandro Barattoni, a bloccare due container di esplosivi
destinati a Israele.
Giorgia Meloni di fronte alle contraddizioni del suo governo
Un altro supporto, del tutto inaspettato, è arrivato dalla Marina Militare
italiana. Il 24 settembre, l’Alpino, fregata classe FREMM (Fregata Europea
MultiMissione) specializzata nell’intercettazione di droni, in particolare nel
Mar Rosso contro gli Houthi, e nelle acque somale contro la pirateria, è stata
incaricata dal Ministro della Difesa, Guido Crosetto, di sostenere il veliero
italiano Morgana della Global Sumud Flottiglia.
L’annuncio dell’invio di protezione non ha impedito, nella notte del 25
settembre, l’attacco dei droni israeliani alla nave della flottiglia a bordo
della quale si trovavano Benedetta Scuderi e Annalisa Corrado, due eurodeputate
italiane.
In seguito a questo attacco, Giorgia Meloni, allora a New York per l’Assemblea
Generale delle Nazioni Unite, dichiarò, contraddicendo la decisione del suo
ministro della Difesa Guido Crosetto di inviare la fregata a protezione degli
attivisti italiani della flottiglia: “Non è necessario mettersi in pericolo per
consegnare aiuti umanitari”. Allo stesso tempo, confermò il suo rifiuto di
riconoscere lo Stato di Palestina, a dimostrazione della posizione ondivaga del
suo governo.
La questione del diritto marittimo internazionale è stata spesso sollevata nei
dibattiti politici successivi all’intercettazione di oltre 40 imbarcazioni
della flottiglia, iniziata il 2 ottobre. Giorgia Meloni e il suo governo sono
stati particolarmente criticati dai partiti di opposizione per non aver protetto
i cittadini italiani in acque internazionali, nonostante i loro annunci. La
dichiarazione del Ministro degli Esteri Antonio Tajani di Forza Italia, partito
di Berlusconi, nel programma di dibattito politico di Rai 1 “Porta a Porta”,
che “il diritto internazionale si applica solo fino a un certo punto”, ha
provocato un vero e proprio putiferiio. Ciononostante, Giorgia Meloni è stata
costretta a fare alcune concessioni al movimento. Il suo governo, ad esempio, ha
revocato una licenza di esportazione di armi destinate allo stato di Israele
nell’ottobre 2025.
Fin dal primo attacco alle navi della Global Sumud Flotilla, il 21 settembre, i
parlamentari di sinistra hanno occupato il Parlamento, chiedendo a Giorgia
Meloni di intervenire. Elly Schlein, leader del Partito Democratico
(centro-sinistra), principale forza di opposizione in aula, ha condannato
l’inazione del Primo Ministro:
L’identità dei responsabili dell’attacco con i droni alla nave della
flottiglia Morgana è chiara: Israele aveva minacciato gli attivisti, affermando
che li avrebbe trattati come terroristi. Si tratta di un attacco deliberato
contro l’Italia, e Meloni rimane in silenzio mentre attacca gli attivisti invece
di proteggerli. Gli attivisti della flottiglia rispettano il diritto
internazionale umanitario, che Israele sta violando. L’unica cosa illegale è
questo blocco.
Tuttavia, la sinistra anti governo – a cui la stragrande maggioranza dei
manifestanti non fa riferimento – è stata lenta a mobilitarsi, rimanendo in gran
parte acritica nei confronti di Israele nei mesi successivi al 7 ottobre. Gli
appelli al boicottaggio o alla condanna dei crimini di guerra e dei crimini
contro l’umanità a Gaza sono stati a lungo marginalizzati, sebbene affondassero
le radici in una lunga storia di lotte internazionaliste. La pressione della
società civile ha legittimato un cambiamento nel 2025, esemplificato
dall’annuncio, nel maggio 2025, da parte di Michele de Pascale, presidente della
regione Emilia-Romagna e membro del Partito Democratico, della rottura dei
rapporti istituzionali della sua regione con Israele.
“Siamo l’equipaggio di terra!”
La solidarietà ha continuato a crescere con l’avanzare della Global Sumud
Flotilla, raggiungendo l’apice durante gli attacchi ai militanti in mare. Il
fatto che una semplice barca a vela potesse attraversare il Mediterraneo per
portare aiuti a Gaza ha reso certamente la causa palestinese tangibile e più
vicina al cuore degli italiani, così come degli spagnoli.
Quando l’esercito israeliano intercettò le prime imbarcazioni, decine di
migliaia di persone scesero in piazza dopo le 22:00 in manifestazioni spontanee
che colsero di sorpresa governo, partiti politici e commentatori. La flottiglia,
ampiamente seguita online, riaccese un sentimento collettivo che televisione e
stampa avevano ampiamente ignorato, dimostrando un’analogia con la
disconnessione osservata in molti paesi.
Sul quotidiano di sinistra Il Manifesto, Valeria Parella, scrittrice e
giornalista napoletana, ha commentato:
Ogni tanto qualcuno fa qualcosa di enorme, e lo fa per tutti, per aiutare ognuno
di noi a trovare la propria strada, a rimanere sulla rotta. Gli attivisti a
bordo della Flotilla fanno questo: ci mantengono sulla rotta. Ci aiutano a
trovare la strada quando le nostre bussole impazziscono.
Il messaggio proveniente dal mare era stato recepito e la metafora marittima si
era estesa: i manifestanti, convocati dal più grande sindacato italiano, la
Confederazione Generale Italiana del Lavoro (CGIL), che aveva indetto uno
sciopero generale per il 3 ottobre, seguito in tutto il paese, scandivano lo
slogan “Noi siamo l’equipaggio di terra”. Il giorno seguente, sabato 4 ottobre,
una manifestazione nazionale a Roma ha radunato un milione di persone, secondo
gli organizzatori, creando una marea umana attorno al Colosseo.
Un segno della rinascita dell’opposizione
In Italia è emersa una nuova mobilitazione politica attorno a Gaza. Non vi sono
indicazioni che sia limitata esclusivamente a questa questione internazionale:
molti commentatori ritengono ora che la Palestina abbia riacceso l’opposizione
italiana a Giorgia Meloni.
Sebbene la Chiesa italiana non abbia preso una posizione ufficiale, la
mobilitazione cattolica italiana non va sottovalutata. A Roma, i manifestanti,
con uno striscione attaccato alla statua di Papa Giovanni Paolo II, hanno
chiesto al Papa di “andare in Terra Santa, dove un Cristo muore ogni giorno”. Il
defunto Papa Francesco, profondamente impegnato nella causa di Gaza, chiamava
ogni sera alle 20:00 i rifugiati cristiani presso la parrocchia della Sacra
Famiglia a Gaza City. E il 6 ottobre, il nuovo Papa Leone XIV ha denunciato il
continuo uso del cibo come arma di guerra in conflitti come quello di Gaza.
In un’intervista a Contretemps, Maurizio Coppola e Salvatore Prinzi, membri
della dirigenza dell’organizzazione di sinistra radicale Potere al Popolo, hanno
sottolineato l’importanza delle mobilitazioni locali della sinistra e il
confronto con l’antimilitarismo di un ampio settore del mondo cattolico.
Le manifestazioni spontanee seguite all’intercettazione della Global Sumud
Flotilla, gli atti di disobbedienza civile del Collettivo Autonomo dei
Lavoratori Portuali (CALP) in numerosi porti italiani e lo sciopero generale
accompagnato da una manifestazione organizzata dalla CGIL (Confederazione
Generale Italiana del Lavoro) illustrano la rinnovata mobilitazione sulla
questione palestinese. Matteo Salvini, Ministro dei Trasporti e figura di spicco
della Lega Nord (partito identitario di estrema destra), ha denunciato la
mobilitazione come “illegittima”. Tali pronunciamenti non hanno sminuito la
forza di una società civile italiana che si pensava fosse dormiente e messa a
tacere.
Anche il calcio italiano ha cercato di dimostrare la propria solidarietà. In
vista della partita Italia-Israele per la qualificazione ai Mondiali, 300
organizzazioni per la pace hanno indetto una manifestazione a Udine il 14
ottobre, giorno della partita, per chiedere l’esclusione della nazionale
israeliana dalle competizioni internazionali. Il cessate il fuoco annunciato da
Donald Trump pochi giorni prima non ha impedito ai tifosi di intonare slogan
contro la politica israeliana. Il governo stesso aveva aumentato la pressione
schierando un’imponente presenza di polizia, invocando anche le leggi
antiterrorismo. La partita si è conclusa con una clamorosa vittoria dell’Italia,
che ha determinato la definitiva eliminazione di Israele dalla fase finale del
torneo, prevista per l’estate del 2026 in Nord America.
Nonostante la parziale sospensione dei bombardamenti a Gaza e la minore
attenzione mediatica, la mobilitazione continua con l’occupazione di numerose
scuole superiori in tutto il paese per protestare contro la politica italiana
nei confronti di Gaza. Un giovane studente di un liceo romano ha scritto su
Instagram: “Pensavamo che Gaza avesse bisogno di noi, ma eravamo noi ad aver
bisogno di Gaza”.
Caterina Cornet, giornalista e ricercatrice francese, è un’arabista
specializzata in cultura e politica mediorientale. Insegna storia del Medio
Oriente e le espressioni politiche dell’Islam presso l’American University of
Rome. Collabora con Internazionale e con numerosi giornali e canali televisivi
francesi.
https://orientxxi.info/magazine/italie-face-a-la-politique-de-meloni-une-vague-de-solidarite-pour-gaza,8630
Traduzione a cura di AssopacePalestina
Non sempre AssopacePalestina condivide gli articoli che pubblichiamo, ma
pensiamo che opinioni anche diverse possano essere utili per capire.