Tag - tecnofascismo

Riflessioni intorno alla chiusura di Autistici/Inventati
È oramai un fatto acclarato – al punto di essere entrato nel sentire comune – che gli strumenti di comunicazione di massa come Facebook, Instagram o TikTok sono strumenti di sorveglianza. L’illusione di utilizzarli per comunicare contenuti in qualche modo antisistema sempre più spesso si schianta contro la realtà di servizi di intelligence che usano quello stesso ecosistema per controllare il dissenso, individuare gli attivisti, ricostruirne le reti sociali, tracciarli e colpirli. In tutti blocchi imperialisti vi è questa dinamica ed è una dinamica dove vi è una partnership inestricabile tra i servizi di sicurezza statali e le aziende private che forniscono servizi analitici. Inutile girarci intorno: i movimenti politici hanno bisogno della comunicazione di massa. Nonostante buona parte del variegato mondo “movimenti sociali” abbia scelto di stare sui social commerciali molti di questi stessi attori avevano anche una presenza sulla piattaforma di blog noblogs.org, gestita da A/I. Costringere alla chiusura quello che è stato uno strumento facilmente accessibile anche a militanti con scarse capacità tecniche e al contempo autonomo dalle piattaforme commerciali significa sia mettere immediatamente il bagaglio a migliaia di collettivi che costringere questi stessi ad affidarsi a strumenti commerciali che estraggono valore dai dati pubblicati e che sono più che contenti di contribuire alla crociata contro la sinistra radicale dichiarata dal presidente Trump. Senza dire nulla di nuovo possiamo pacificamente affermare che viviamo da anni in un ecosistema comunicativo monopolista. Poche aziende controllano buona parte della comunicazione pubblica a livello globale. L’attacco a una piattaforma autonoma significa cercare di costringere ancora più persone a utilizzare, volenti o nolenti, i servizi GAFAM. Il messaggio è chiaro: è il centro imperiale a decidere quali sono le piattaforme che si possono utilizzare e quali non si possono usare. Articolo completo qui
Argentina e Colombia: relazioni pericolose con Israele
due articoli di Marco Consolo (*) IL VOTO COLOMBIANO MANIPOLATO DAI SIONISTI L’Hondurasgate ha portato alla luce l’incorporazione di aziende “private” israeliane nei sistemi di intelligence e di sicurezza elettorale. Nel caso colombiano, l’aspetto più grave è l’accusa di manipolazione diretta del sistema elettorale, tramite la violazione della sicurezza informatica per la registrazione dei voti e la trasmissione dei risultati. di Marco Consolo
September 16, 2026
La Bottega del Barbieri
Il “clan dei decisori” alla corte di Peter Thiel
Venti anni fa, il miliardario della tecnologia Peter Thiel e un socio fondarono Dialog, una rete su invito riservata a élite del mondo degli affari, del mondo accademico e della politica. Dialog era così segreta da non avere mai aperto un sito web pubblico, e i suoi partecipanti non venivano […] L'articolo Il “clan dei decisori” alla corte di Peter Thiel su Contropiano.
June 27, 2026
Contropiano
Attenzione ai fascisti hi-tech
Il bel saggio di Irene Doda, recentemente uscito per Fuori Scena, parla, come leggiamo in quarta di copertina, di fascismo, “non quello delle camicie nere e dell’olio di ricino, ma di un fascismo più cool: quello hi-tech”. Come ha sottolineato Umberto Eco nel suo saggio del 1995 dal titolo Il fascismo eterno, esiste infatti un ur-fascismo che è esistito e ha continuato ad esistere dopo la contingenza storica che ha visto l’affermarsi dei regimi fascisti. Nella contemporaneità sembra andare per la maggiore il cosiddetto “tecnofascismo”, cool, americano e hi-tech. Ma chi sono, precisamente, i tecnofascisti? Come spiega l’autrice, si tratta di alcuni tecnomiliardari che vedono l’inizio della loro fortuna tra fine anni novanta e inizio del nuovo millennio, tutti impegnati nella realizzazione delle nuove tecnologie digitali, accomunati dall’ideologia “libertarian” (libertaria di destra), individualista, nonché dalla capacità di estendere la propria rete di influenza fino alle più alte sfere politiche auspicando “una convergenza tra industria tecnologica e istituzioni militari, con l’obiettivo di difendere o restaurare la supremazia occidentale nel mondo”. Le radici politiche della Big Tech risalgono all’ideologia nota come anarcocapitalismo, termine coniato dall’economista e filosofo politico statunitense Murray Rothbard nella seconda metà del XX secolo, che non ha niente a che vedere con il pensiero anarchico di matrice europea o russa, permeato di una spinta egualitaria e comunitaria. Nucleo centrale di questa ideologia è il concetto di libertà: naturalmente si tratta di una libertà strettamente individualista. Ciò che gli oligarchi occidentali hanno a cuore, infatti, è la loro libertà di investimento, estrazione e profitto. Recensione completa su Carmilla
Resistere al tecnofascismo
C’era una promessa di libertà e siamo finiti nella gabbia algoritmica. Ma parliamo di ambivalenze e di strategie di resistenza. Perché esistono. Questo… L'articolo Resistere al tecnofascismo sembra essere il primo su L'INDISCRETO.
March 27, 2026
L'INDISCRETO
Materiali Convegno | Intelligenza Artificiale, tecnofascismo e guerra – di Giorgio Griziotti
Questo documento è un compendio del saggio di Giorgio Griziotti "How to Survive Artificial Intelligence - Intelligenza artificiale, tecnofascismo e guerra". Per chi fosse interessato/a, il saggio è disponibile nella sua interezza cliccando qui. A differenza della minaccia nucleare del secolo scorso — catastrofe possibile da cui si illudeva di potersi proteggere –con l'intelligenza [...]
November 1, 2025
Effimera