Come chiamare il partito di quelli che cantano “Me ne frego”
Nella sera del 28 ottobre — l’anniversario della marcia su Roma — in una via di
Parma, si sentivano cantare cori fascisti: da dove venivano? Ovviamente da una
sede di Fratelli d’Italia. Fanpage ha ottenuto un nuovo video che collega
Gioventù nazionale, la giovanile di FdI, al neofascismo. Nel video, ripreso da
poco distante della sede del partito di governo, si sente un gruppetto di
persone strillare: “Ce ne freghiamo della galera, camicia nera trionferà. Se non
trionfa sarà un bordello col manganello e le bombe a man.” La cantilena si
conclude, ovviamente, con un “Duce, duce, duce,” mentre si vede che qualcuno
all’interno della struttura agita una bandiera tricolore. Fratelli d’Italia ha
reagito cercando di soffocare lo scandalo, anche se in modo un po’
confusionario: il coordinamento regionale di Gioventù nazionale ha annunciato il
“commissariamento immediato” della sezione di Parma, per “incompatibilità
politica,” ma secondo Donzelli il commissariamento sarebbe avvenuto già
“autonomamente e ben prima che il video venisse pubblicato e circolasse sui
media.” Donzelli, e anche voci locali, come il coordinatore provinciale Federico
De Belvis, hanno respinto con fastidio le critiche delle opposizioni, dicendo
che “da noi, chi sbaglia paga,” e che “non accettiamo lezioni” da parte delle
forze di centrosinistra. (Fanpage)
Il Partito democratico ha pubblicato un reel in cui recupera un momento di
Atreju 2024 in cui Meloni dice ai giovani del partito che è “fiera” di loro, che
sono “la parte migliore della vostra generazione.” Chiara Braga e Francesco
Boccia hanno chiesto alla presidente del Consiglio di commentare la notizia, “un
episodio grave che offende una città e la storia di un paese.” “Meloni dovrebbe
ricordare ai suoi, soprattutto ai più giovani, che governa democraticamente
eletta perché qualcuno combatté il fascismo anche a costo della vita. E dovrebbe
ricordare ai suoi giovani, di cui va tanto fiera, che la Costituzione su cui ha
giurato è nata dalla Resistenza e dalla lotta di liberazione dal nazifascismo.”
Sandro Ruotolo aggiunge: “Ricordiamolo: quella fiamma nel simbolo di Fratelli
d’Italia non è solo un richiamo grafico, è un’eredità.” “E dietro il tentativo
di ‘ripulitura’ di una destra che vuole stare nei salotti della democrazia,
riaffiora sempre la verità: le radici non mentono.” Fanpage ha intervistato
Nicola Fratoianni, che sottolinea che il fatto che questi exploit arrivino dalla
giovanile è due volte grave: “È preoccupante, va oltre la dinamica della
nostalgia. Non siamo di fronte a qualche vecchio militante che esercita il moto
della nostalgia. C'è da chiedersi come sia possibile che in un'organizzazione
che dichiara così solennemente di aver superato ogni nostalgia e ogni rapporto
con quella storia, abbia giovani attivisti e militanti che invece riproducano
scene orribili e inaccettabili come queste.” (Instagram / Partito democratico /
Fanpage)
Come accade spesso nelle situazioni di imbarazzo, Giorgia Meloni resta in
silenzio e defilata, aspettando che la stampa parli d’altro. Tuttavia in questo
caso il partito non ha da pensare solo alle critiche dell’opposizione: la
procura di Parma ha avviato un’indagine e ha aperto un fascicolo. Il Procuratore
capo Alfonso d’Avino ha precisato ad ANSA che per ora “si tratta di un modello
45, non c'è ancora un reato ipotizzato.” “Siamo ancora nella fase esplorativa,
sulla base delle notizie apprese dalla stampa. Ora bisogna verificare se il
fatto sia vero e accertare se possa trasformarsi in una notizia di reato.” Sul
caso sta indagando la Digos della questura di Parma. Nelle prossime settimane
sarà più chiaro se i diretti interessati davvero “se ne fregano della galera.”
(ANSA)