BRESCIA: PROTESTE PER LA PRESENZA DI MAURIZIO MOLINARI AL FESTIVAL DELLA PACE, “SENZA CONTRADDITORIO IN UN FESTIVAL CHE COSTRUISCE PONTI”
In un comunicato Stampa Opal, l’Osservatorio Permanente sulle Armi Leggere e
Politiche di Sicurezza e Difesa, denuncia la presenza per domenica 9 novembre
del giornalista Maurizio Molinari al Festival della Pace di Brescia, dal 7 al 23
novembre in città.
Nel merito della denuncia viene sottolineato come Molinari, più volte
sostenitore della “bugia del ‘genocidio’ attribuito a Israele nella Striscia di
Gaza”, nulla centra con un festival dedicato alla cultura della pace.
Immediata la replica di Roberto Rossini, presidente del consiglio comunale in
risposta al comunicato di Opal, “deve esserci il confronto con diverse opinioni
e promuovere la pace significa creare spazi in cui idee diverse possano
incontrarsi” che, però, come sottolinea Opal non sono presenti durante la
presentazione del libro di Molinari, in programma il 9 novembre. L’unico
dibattito in cui, tra l’altro, non risultano nemmeno promotori ed enti a
sostenere e introdurre l’evento.
Delle oltre 100 iniziative, infatti, l’appuntamento con Molinari è l’unico in
cui non risulta un promotore. “Ci si chiede a questo punto chi lo abbia
organizzato”, sottolinea Mimmo Cortese, dell’Osservatorio.
A rispondere a Rossini è proprio Mimmo Cortese, di Opal, ai microfoni di Radio
Onda d’Urto: “Molinari in questi anni si è presentato pubblicamente con
dichiarazioni a metà tra la propaganda e la falsità e senza che in questo
dibattito vi sia un confronto, un contradditorio, come sottolineato dal
presidente del consiglio comunale”.
Proprio per le dichiarazioni dell’ex direttore della Repubblica – sfiduciato per
la prima volta nella storia dall’assemblea dei giornalisti per il suo tentativo
di mandare al macero 100mila copie di Affari&Finanza per un articolo poco
gradito, poi sostituito, sui rapporti industriali tra Italia e Francia (con,
ovviamente, un passaggio su Stellantis) – è stato ammonito a settembre 2025
dall’Ordine dei giornalisti del Lazio.
Nel merito Molinari aveva accusato Francesca Albanese, relatrice speciale delle
Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati, di aver ricevuto
“finanziamenti da Hamas” e di aver dichiarato titoli di studio falsi senza aver
sostenuto con nessuna prova le sue dichiarazioni. Nelle segnalazioni dell’Ordine
“veniva ricordato come sia il portavoce di Guterres, sia l’Alto Commissario per
i diritti umani delle Nazioni Unite, Turk, sia il Presidente del Consiglio dei
diritti umani, abbiano difeso le funzioni svolte dalla Relatrice speciale”.
L’intervista a Mimmo Cortese, coordinatore del consiglio scientifico di Opal.
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