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Israele uccide 18 persone in nuovi attacchi a Gaza, dopo aver affermato che Hamas ha violato la tregua
di Al Jazeera Staff e Agenzie di Stampa,    Al Jazeera, 28 ottobre 2025.   Ripetuti attacchi israeliani su Gaza City, sparatorie, bombardamenti ed esplosioni segnalati a Rafah e nella parte orientale di Khan Younis, nel sud. La Croce Rossa trasporta i resti dell’israeliano Ofir Tzarfati da Gaza a Israele lunedì 27 ottobre [Dawoud Abu Alkas/Reuters] L’esercito israeliano ha ucciso almeno 18 persone in diversi attacchi su Gaza, dopo che il primo ministro Benjamin Netanyahu ha ordinato alle forze armate di riprendere l’assalto all’enclave devastata dalla guerra, sostenendo che Hamas ha violato il cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti. Martedì 28 ottobre, fonti ospedaliere hanno riferito ad Al Jazeera che quattro palestinesi sono stati uccisi nel quartiere di Sabra a Gaza City e cinque a Khan Younis. Almeno 50 persone sono rimaste ferite in tutto il territorio, mentre la tregua affronta ora la sua prova più difficile. In precedenza, l’ufficio di Netanyahu aveva dichiarato in un comunicato che il primo ministro, dopo “consultazioni sulla sicurezza”, aveva ordinato all’esercito di “effettuare immediatamente potenti attacchi”. In un servizio da Gaza City, Hani Mahmoud di Al Jazeera ha riferito che un missile era caduto dietro l’ospedale al-Shifa e che c’era stata “una forte attività nei cieli di Gaza, con droni che sorvolavano la zona”. “Testimoni oculari hanno descritto l’attacco come massiccio. Ci troviamo in una zona a circa 20 minuti di distanza e abbiamo potuto sentire le esplosioni da qui”, ha detto. “L’attacco ha causato caos e panico tra i pazienti e il personale medico all’interno dell’ospedale”. Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance ha affermato che il cessate il fuoco sta tenendo nonostante gli attacchi israeliani a Gaza City, tra accuse di violazioni da entrambe le parti. “Il cessate il fuoco sta tenendo. Ciò non significa che non ci saranno piccoli scontri qua e là”, ha detto Vance ai giornalisti. “Sappiamo che Hamas o qualcun altro all’interno di Gaza ha attaccato un soldato [dell’esercito israeliano]. Ci aspettiamo che gli israeliani rispondano, ma penso che la pace del presidente reggerà nonostante ciò”. Israele ha informato gli Stati Uniti prima dei suoi ultimi attacchi mortali a Gaza, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Associated Press, citando due funzionari statunitensi anonimi. Martedì 28 il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha affermato che Hamas ha preso di mira le sue truppe, e ha promesso che il gruppo “pagherà un prezzo pesante” per gli asseriti attacchi ai soldati e per aver “violato l’accordo di restituzione dei corpi degli ostaggi”. In precedenza, Netanyahu aveva affermato che Hamas aveva commesso una “chiara violazione” dell’accordo di cessate il fuoco a Gaza restituendo i resti di un prigioniero precedentemente recuperato. “Israele deve rendersi conto che noi siamo impegnati a rispettare l’accordo e deve smettere di accusarci falsamente di violarlo”, ha affermato Suhail al-Hindi, membro dell’ufficio politico di Hamas a Gaza. Egli ha dichiarato ad Al Jazeera che il gruppo ha incontrato “notevoli difficoltà” durante il recupero dei corpi degli ostaggi israeliani. “Abbiamo fatto tutto il possibile per recuperare i corpi, e l’occupazione ha la piena responsabilità di qualsiasi ritardo nel recupero dei corpi rimanenti”, ha detto. Hamas ha anche respinto qualsiasi collegamento con quello che Israele descrive come un attacco armato a Rafah, nel sud di Gaza, episodio che ha utilizzato per giustificare la serie di attacchi aerei mortali. Il continuo bombardamento di Gaza “rappresenta una flagrante violazione dell’accordo di cessate il fuoco firmato a Sharm el-Sheikh sotto l’egida del presidente degli Stati Uniti Trump”, ha affermato Hamas in una dichiarazione su Telegram. L’attacco è stato definito “un’estensione di una serie di violazioni commesse negli ultimi giorni, compresi attacchi che hanno causato morti e feriti, e la continua chiusura del valico di Rafah, che conferma l’insistenza nel violare i termini dell’accordo e nel tentare di sabotarlo”. Martedì 28, sono state segnalate sparatorie a Rafah, vicino al confine con l’Egitto. Si ritiene che ci sia stato uno scontro a fuoco tra soldati israeliani e combattenti palestinesi della Striscia di Gaza. Successivamente sono iniziati i bombardamenti di artiglieria e si sono udite esplosioni a Rafah e nella parte orientale della città di Khan Younis. È stato anche riferito che un soldato israeliano è rimasto ferito. Hamas, l’Autorità Palestinese e diverse importanti nazioni arabe e musulmane che hanno aggiunto il loro notevole peso diplomatico all’accordo, hanno accusato Israele di molteplici violazioni dell’accordo nelle ultime tre settimane. Decine di persone sono state uccise a Gaza, mentre Israele continua a limitare fortemente il flusso di aiuti a coloro che ne hanno disperatamente bisogno. L’ala militare di Hamas ha annunciato che rinvierà la consegna del corpo del prigioniero israeliano che aveva trovato in precedenza “a causa delle violazioni” da parte di Israele. In una dichiarazione, le Brigate Qassam hanno sottolineato che qualsiasi escalation israeliana “ostacolerà le operazioni di ricerca, scavo e recupero dei corpi, causando un ritardo proprio nel recupero dei corpi” dei prigionieri morti. In seguito hanno affermato di aver recuperato i corpi di altri due prigionieri israeliani morti, Amiram Cooper e Sahar Baruch, durante le operazioni di ricerca condotte martedì 28. Gli ultimi sviluppi hanno minacciato un già fragile accordo di cessate il fuoco e hanno suscitato timori di un ritorno alla guerra contro la popolazione bombardata e assediata di Gaza. Secondo Netanyahu, gli ultimi resti consegnati in precedenza da Hamas non appartenevano ai 13 prigionieri morti ancora da restituire. Ha affermato invece che si trattava di quelli di un prigioniero il cui corpo era già stato recuperato dalle forze israeliane quasi due anni fa. Un funzionario statunitense ha dichiarato ad Al Jazeera che localizzare i corpi dei prigionieri israeliani è stato “difficile, impegnativo e dispendioso in termini di tempo”. Il Centro di Cooperazione Civile-Militare, un organismo guidato dagli Stati Uniti e istituito per facilitare la ricostruzione e la fornitura di aiuti, ha svolto un ruolo fondamentale nel portare le squadre tecniche egiziane a Gaza per recuperare i corpi, ha affermato il funzionario. Il gabinetto di estrema destra di Netanyahu ha chiesto in risposta misure severe, con il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich che ha sollecitato il nuovo arresto dei palestinesi rilasciati negli scambi “in risposta alle ripetute e continue violazioni di Hamas”. Il ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben-Gvir ha affermato che la risposta corretta era quella di “distruggere [Hamas] completamente”. Altre opzioni includono l’interruzione del flusso già fortemente limitato di aiuti umanitari a Gaza, l’espansione del controllo israeliano sull’enclave o l’ordine di attacchi aerei contro i leader di Hamas, secondo i media israeliani. Il cessate il fuoco è in bilico Dall’inizio dell’attuale tregua tra Israele e Hamas, Netanyahu ha compiuto atti provocatori volti a mettere a dura prova l’accordo, secondo un analista. “Netanyahu, fin dall’inizio del cessate il fuoco, ha cercato di trovare ogni espediente possibile per riprendere il genocidio a Gaza”, ha detto ad Al Jazeera Muhammad Shehada, analista del Consiglio Europeo per le Relazioni Estere con sede a Copenaghen. “Lo vediamo con il rifiuto di Israele di aprire il valico di frontiera di Rafah, con la limitazione, fino a questo momento, della quantità di aiuti che entrano,… con la continuazione di questi bombardamenti qua e là con motivazioni false e infondate, nonostante il cessate il fuoco in vigore”. Shehada ha detto che la leadership israeliana sta sondando il terreno per vedere fino a che punto può spingersi nel rompere il cessate il fuoco con Hamas orchestrato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. “Vediamo la stessa cosa ripetersi ancora e ancora. In sostanza, Netanyahu sta testando i limiti con Trump e cercando di costruire un caso per riprendere il genocidio a Gaza”, ha aggiunto. Ma l’analista politico israeliano Ori Goldberg ha detto in precedenza ad Al Jazeera che ritiene improbabile che la disputa possa far deragliare l’intero accordo di cessate il fuoco, dato che gli Stati Uniti e i loro partner regionali hanno investito così tanto nell’accordo per porre fine alla guerra durata due anni. “L’idea che il futuro, il presente del cessate il fuoco, l’assistenza di cui milioni di persone hanno urgentemente bisogno, la possibilità di porre fine a una campagna genocida durata due anni, che tutto questo venga semplicemente gettato al vento a causa di una ‘violazione’ è una cosa ridicola”, ha affermato Goldberg. Nida Ibrahim di Al Jazeera, in collegamento da Doha, in Qatar, ha dichiarato: “Il primo ministro israeliano ha le mani legate da quando gli Stati Uniti hanno affermato che non permetteranno il proseguimento della guerra a Gaza. Sappiamo che gli americani hanno più voce in capitolo su ciò che accade o non accade a Gaza attraverso il ‘centro di coordinamento civile’ nel sud di Israele”. “Ora sembra che gli israeliani stiano cercando di trovare questi scontri qua e là per giustificare ciò che hanno sempre voluto fare: un cessate il fuoco alle loro condizioni, in cui possono attaccare chi vogliono e controllare quali confini sono aperti o meno”, ha aggiunto. https://www.aljazeera.com/news/2025/10/28/israel-says-return-of-misidentified-body-breaches-gaza-deal-mulls-response Traduzione a cura di AssopacePalestina Non sempre AssopacePalestina condivide gli articoli che pubblichiamo, ma pensiamo che opinioni anche diverse possano essere utili per capire.