TAV, ma a che servono davvero quei tunnel?
Il Comitato No Tunnel TAV di Firenze legge sulla stampa che entro l’anno
corrente la prima TBM (la talpa Marika) dovrebbe arrivare nel camerone della
stazione ai Macelli; si dice in anticipo sulle previsioni, in realtà in anticipo
sul ritardo accumulato: secondo il programma allegato al progetto, l’arrivo
delle due macchine ai Macelli sarebbe stato previsto per aprile 2025, se tutto
va bene, queste arriveranno ad aprile o maggio 2026, con un anno di ritardo. Ma
la questione dei ritardi a questo punto ci pare secondaria.
Nelle ragioni delle FS e dei grandi promotori (Regione Toscana) si dice: “La
missione è chiara oltre che necessaria: far sì che non sia più il collo di
bottiglia ferroviario d’Italia nel collegamento veloce Milano-Roma. A beneficio
peraltro del trasporto su rotaia regionale…”. Il Comitato dice da decenni che il
collo di bottiglia non è tanto nel nodo di Firenze, ma nel tratto tra Firenze e
Roma dove il conflitto tra i treni AV e i regionali, secondo i piani delle FS,
sarà quello di togliere i treni dei pendolari dalla linea veloce e confinarli
nella linea lenta, costringendo i viaggiatori del Valdarno a tornare a tempi di
viaggio del secolo scorso! Ma questo non pare entrare nel dibattito pubblico.
Certamente aggiungere due binari nella linea tra Milano e Roma aumenta la
capacità del sistema, ma restano alcune domande senza risposte:
Quando nacque la proposta del Passante si gridava ogni giorno che doveva restare
la “centralità di Santa Maria Novella”. Le Ferrovie hanno denunciato in passato
che il trasferimento dei treni ad AV potrebbe comportare una perdita del 15% di
viaggiatori. Il previsto people mover sarà una toppa su un buco, creare un
sistema con due stazioni scollegate (o difficili da collegare) è stato un
errore, crea una rottura di carico, cioè la necessità per i viaggiatori in
arrivo di cambiare mezzo e perdere il tempo guadagnato con un treno veloce; in
più pagando anche un ulteriore biglietto. Questi problemi sono risolti? Non ci
pare.
Il costo ufficiale dell’opera ad oggi è di 2,735 miliardi di euro, le proposte
esistenti di realizzare in superficie i famosi due binari prevedevano un costo
tra i 200 e i 300 milioni e tempi di realizzazione di pochi anni. I benefici per
i viaggiatori sarebbero stati superiori a quelli previsti dai tunnel. Cosa c’è
da rallegrarsi se si sta spendendo più di dieci volte il necessario e si crea un
sistema irrazionale?
Si parla di aumento dei treni regionali con la fine dei lavori: dai contratti di
programma non se ne vede traccia.
La prima fase di realizzazione del Passante, che culminò in due inchieste della
Magistratura, fu quasi clandestina e un importante compito del Comitato fu
quello di informare la cittadinanza; adesso i fautori dei tunnel hanno imparato
che la pubblicità paga e non passa mese che non si sentano odi che cantano le
meraviglie delle talpe.
Naturalmente si evitano risposte ai grossi problemi che ancora esistono e a
quelli che si creeranno.
Comitato No Tunnel TAV Firenze
Per contatti: 338 3092948
Redazione Italia