Sul ddl 1627 “Gasparri”: Osservatorio si oppone ad assimilazione tra antisionismo e antisemitismo
Il ddl 1627 proposto dal senatore Maurizio Gasparri è irricevibile da parte
dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università e
da parte del mondo della scuola in generale.
La definizione dell’IHRA (International Holocaust Remembrance Alliance, Bucarest
2016), sebbene sia stata recepita dal Parlamento europeo, e anche dall’ordine
dei giornalisti in Italia, contiene fallacie argomentative e mistificazioni
storiche che tendono a legittimare il colonialismo insediativo dello Stato
d’Israele, ragione per la quale tutto l’enunciato richiederebbe una critica
approfondita e scevra da condizionamenti ideologici.
Peraltro, è vero che vi si legge “L’antisemitismo è una certa percezione degli
ebrei che può essere espressa come odio per gli ebrei. Manifestazioni di
antisemitismo verbali e fisiche sono dirette verso gli ebrei o i non ebrei e/o
alle loro proprietà, verso istituzioni comunitarie ebraiche ed edifici
utilizzati per il culto”, ma, nello stesso documento, si legge anche “Tuttavia,
le critiche verso Israele simili a quelle rivolte a qualsiasi altro paese non
possono essere considerate antisemite”.
Quindi se si condanna – e non potrebbe essere altrimenti -, il genocidio
commesso dallo Stato di Israele contro il popolo Palestinese, come ormai è
acclarato a livello internazionale, è evidente che non c’è nessun intento
antisemita. Peraltro, non bisogna dimenticare che anche i Palestinesi sono un
popolo semita.
Se si condanna lo Stato di Israele perché bombarda altri stati sovrani (Libano,
Iran, Siria, Yemen, Qatar…) o perché, senza bisogno di processi, uccide, anche
fuori dai propri confini, i suoi nemici, o presunti tali, insieme a tanti
innocenti, di volta in volta “vittime collaterali”, o perché definisce la
popolazione palestinese “animali umani”, “belve alle quali dare la caccia”,
“coloro che diffondono idee contrarie alla civiltà”, anche in questi casi è
evidente che non c’è alcun intento antisemita, stando alle definizioni
dell’IHRA. Insomma, è necessario che la stessa legittimità debbano avere i
paragoni storici con esperienze del passato.
Da parte nostra, concordiamo con il filosofo Massimo Cacciari, quando afferma:
“Mai visto un esercito che volutamente ed esplicitamente massacra e bombarda una
popolazione civile. Mai una popolazione civile è stata bombardata in quanto
tale, perché, ad esempio, la Germania nazista massacrava per costringere lo
stato nemico alla resa. È una svolta nella Storia, una cosa nuova nel suo
orrore”.
In effetti, il senatore Gasparri utilizza l’IHRA nel suo slancio pro-governo di
Israele (perché di questo si tratta) per creare confusione tra cose ben chiare e
distinte come ebraismo, antisemitismo e sionismo.
L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
ribadisce, come è nel suo DNA, la stigmatizzazione di ogni forma di
discriminazione e di odio nei confronti dell’altro/a e la necessità, anche nelle
scuole, di avviare iniziative per l’inclusione, l’accoglienza e di forme di
dialogo interculturale e interreligioso, ma non accetta la capziosa
sovrapposizione di ebraismo e sionismo, operazione scorretta dal punto di vista
storico, antropologico, religioso e politico.
Ricordiamo infatti che il sionismo è una ideologia nazionalista e fascista. Non
a caso, Theodor Herzl ne Lo stato ebraico, il testo che dà consistenza al
sionismo politico, parla del futuro insediamento in Palestina come
dell’esportazione della civiltà in un territorio, quello del cosiddetto Medio
oriente (termine chiaramente colonialista, clicca qui per approfondire), abitato
da barbari.
Che il Ministero dell’Istruzione e del merito possa fare corsi di formazione per
incentivare dialogo e inclusione va, ovviamente, bene, al contrario, rendere
perseguibili penalmente le critiche all’ideologia sionista, costituisce,
inoppugnabilmente, una grave lesione al diritto di parola e di espressione. La
vicinanza del sionismo, che nasce in Europa, al nazionalismo, al fascismo, al
suprematismo e la colonialismo, sia estrattivo sia insediativo, meriterebbe una
forte autocritica di alcuni disvalori diffusisi in Occidente, per cui sanzionare
penalmente le iniziative antisioniste sarebbe, a nostro avviso, come prevedere
iniziative repressive e sanzionatorie nei confronti di tutti gli eventi di
sensibilizzazione all’antifascismo, come quelli che, ad esempio, nelle scuole si
svolgono con l’ANPI.
Ricordiamo, infine, che la natura politica, e non religiosa né tantomeno
razziale (come Osservatorio siamo incapaci di pensare a distinzioni tra esseri
umani a partire del costrutto di razza, a differenza di tutti i fascisti), del
sionismo viene anche messa in rilievo da un gruppo semita ed ebraico
radicalmente antisionista, come quello dei Naturei Karta (vedi immagine), che
sostengono la formazione dello Stato palestinese.
Non vorremmo che Gasparri, allievo mai pentito di Almirante, esprima tutto
questo mal indirizzato furore, per fare dimenticare le parole del suo maestro,
segretario di redazione della rivista La difesa della razza: “Non c’è che un
attestato col quale si possa imporre l’altolà al meticciato e all’ebraismo:
l’attestato del sangue”.
Noi saremo sempre dall’altra parte della barricata, quella della libertà,
conquistata nel nostro Paese con la lotta al nazi-fascismo e pienamente espressa
nella nostra Carta Costituzionale, che non permetteremo a nessuno di
stravolgere.
Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università