La tratta di esseri umani nell’era digitaleNegli ultimi anni, lo sviluppo del mondo digitale, sempre più presente e
pervasivo, ha profondamente modificato e permeato ogni aspetto della società
contemporanea e questo processo ha riguardato anche la criminalità, dando
origine a nuove forme e strategie di sfruttamento. Infatti, al giorno d’oggi, si
parla sempre più di digitalizzazione della tratta di esseri umani, fenomeno
conosciuto come e-trafficking.
La “cyber-tratta”, dunque, a differenza della tratta tradizionale che prevede il
reclutamento fisico delle vittime intrappolate in un sistema composto da
centinaia di attori transfrontalieri, sfrutta le nuove possibilità offerte dai
social network, dall’app di messaggistica e dalle piattaforme online per
adescare e sfruttare le vittime, in modo veloce ma soprattutto invisibile e
difficilmente monitorabile.
Queste tecnologie digitali stanno trasformando il fenomeno del traffico di
migranti, modificando la struttura e le strategie di gruppi ed individui
responsabili dello sfruttamento di persone in movimento 1.
Il traffico di esseri umani in Europa genera ogni anno profitti per circa 29,4
miliardi di euro. In Italia, tra i casi emersi attraverso il sistema
anti-tratta, lo sfruttamento sessuale rappresenta quasi la metà delle situazioni
(48,9%). Tuttavia, gran parte del fenomeno relativo all’e-trafficking rimane
sommerso, poiché difficilmente monitorabile, o, volutamente non monitorato 2.
Infatti, i social vengono utilizzati come strumento, oltre che per promuovere i
servizi offerti e mantenere i contatti con la vittima, anche come strumento per
mitigare il rischio di essere intercettati dalle attività investigative delle
forze dell’ordine 3.
Per riconoscere il fenomeno e poterlo studiare è necessario delineare la
differenza tra trafficking e smuggling; la diversità riguarda principalmente le
finalità e le modalità. Il trafficking (tratta di persone), di cui si parlerà in
questo articolo, implica coercizione, inganno o abuso di potere per sfruttare la
vittima, ad esempio attraverso prostituzione o lavoro forzato; lo smuggling
(traffico, inteso come favoreggiamento o facilitazione, del viaggio dei
migranti), invece, prevede il consenso della persona e mira a favorire
l’ingresso illegale in un Paese, dietro pagamento 4 .
LA TRATTA DIGITALE: UN FENOMENO IN AUMENTO DOPO IL COVID-19
Lo sviluppo e la crescita delle vittime di tale sistema ha origine nella
crescente necessità di emigrare dal proprio Paese d’origine, affiancata dalla
costante e sempre maggiore assenza di vie legali d’ingresso e di politiche
europee che ostacolano la mobilità umana, anche dalle zone di guerra.
Secondo numerosi documenti ufficiali, tra cui quelli pubblicati da Eurojust 5 e
dalla Commissione Europea, oltre il 90% delle persone migranti che entrano
irregolarmente nell’Unione Europea si affida a reti di trafficanti, un sistema
strutturato, gestito da gruppi criminali organizzati, che forniscono supporto
logistico, trasporti, documenti falsi e indicazioni sui percorsi da seguire.
La mancanza di vie legali d’ingresso e la mancata volontà da parte delle
istituzioni nel garantire un monitoraggio ed una prevenzione allo sfruttamento,
offrono l’opportunità alle organizzazioni criminali transnazionali di usufruire
anche degli strumenti digitali: Internet, insieme ai social network, da un lato,
viene utilizzato come risorsa per capire i bisogni del cliente e promuovere più
efficacemente il prodotto, dall’altro, aumenta l’efficienza nei mercati illegali
perché permette ai trafficanti di regolare facilmente e tempestivamente i
traffici per far fronte ai cambiamenti della domanda.
Il fenomeno della “tratta digitale” è stato aggravato notevolmente
dall’emergenza covid-19. La pandemia ha costretto milioni di persone
all’isolamento in casa e ha provocato l’aumento dell’uso delle tecnologie e
delle piattaforme online.
Di pari passo, la rete criminale si è adattata alle restrizioni,
riorganizzandosi verso un sempre maggiore sfruttamento sessuale in-door e
l’utilizzo di strumenti digitali come Chat online, social media, agenzie di
collocamento online, siti web di assistenza all’immigrazione contraffatti, forum
sul dark web e pagamenti dei servizi legati allo sfruttamento 6.
A corroborare la tesi c’è anche il numero di casi di tratta segnalati nel
database globale Counter Trafficking Data Collaborative che era di 27.840 nel
2019, ma è crollato a 4.120 nel 2020 e 2.060 nel 2021.
I dispositivi mobili permettono ai trafficanti di comunicare con il cliente
utilizzando lo stesso profilo nei social anche cambiando cellulare o SIM:
l’unico elemento indispensabile è una connessione a Internet. Inoltre,
consentono di modificare agevolmente, frequentemente e velocemente nominativo
alla pagina/gruppo/profilo, al fine di eludere i controlli degli organi di
polizia e degli stessi social network.
Il fenomeno dell’e-trafficking presenta sempre 3 fasi:
1. Reclutamento digitale: questa prima fase avviene attraverso la ricerca
attiva delle vittime online, attraverso social, app, giochi o siti per
cercare lavoro. In questa prima fase il trafficante instaura una relazione
amichevole con la vittima per poi spostare la conversazione in canali
privati, in cui la pressione e lo sfruttamento psicologico si intensificano,
marginalizzando e isolando più facilmente la vittima.
2. Sfruttamento: lo sfruttamento può essere sia virtuale, attraverso la
produzione di materiale sessualmente esplicito, sia fisico, preceduto da una
lunga fase di condizionamento a distanza.
3. Assoggettamento: questo avviene tramite la manipolazione e il controllo,
dopo aver ottenuto la fiducia della vittima si instaura dipendenza emotiva,
favorevole alla produzione di contenuti e/o prestazioni. Esistono diverse
applicazioni tecnologiche e social network utilizzati per seguire gli
spostamenti delle vittime, un esempio è rappresentato dal geotracking,
ovvero la possibilità di conoscere la posizione fisica di una persona,
oppure applicazioni come MySpy che consente ai trafficanti di individuare il
telefono delle loro vittime 7.
Tra le metodologie di adescamento online più comuni ci sono:
1. Grooming: si verifica quando gli adulti instaurano relazioni manipolative
con i minori, spesso fingendosi loro coetanei, simulando supporto, affetto o
comprensione per indurli a compiere atti.
2. Lover Boys: si instaurano relazioni sentimentali online così intense da
creare dipendenza emotiva ed isolamento, utili per favorire ricatti e
minacce.
3. Gamification: fenomeno che consiste nel presentare le attività illecite come
sfide o giochi 8.
Contrastare l’e-trafficking richiede un approccio integrato, capace di unire
prevenzione, monitoraggio digitale e cooperazione internazionale. È fondamentale
riconoscere le nuove dinamiche dello sfruttamento online e sviluppare strumenti
adeguati per intercettarle. La tecnologia che alimenta la tratta può e deve
diventare anche un mezzo per combatterla.
Allo stesso tempo, alla radice è necessario rivedere la normativa sulle
migrazioni e il diritto di asilo: decenni di politiche restrittive e
criminalizzanti hanno infatti contribuito ad alimentare il traffico e lo
sfruttamento, rafforzando le reti criminali invece di tutelare le persone
vulnerabili.
1. E-trafficking, la nuova frontiera della tratta: come il digitale alimenta lo
sfruttamento umano – Italiainforma.com ↩︎
2. Il traffico di esseri umani vale 30 miliardi ogni anno solo in Europa. Un
quarto delle vittime sono minori – Domani, 27.07.2022 ↩︎
3. Di Nicola, Andrea; Martini, Elisa; Baratto, Gabriele, “Social smugglers.
Come i social network stanno modificando il traffico di migranti“, in
Etnografia e ricerca qualitativa n. 1, 2019, pp- 73-100 ↩︎
4. Cos’è l’e-trafficking: l’uso del digitale nella tratta di esseri umani, di
Save the Children ↩︎
5. Eurojust è l’Agenzia dell’Unione europea per la cooperazione giudiziaria
penale, contro la criminalità transfrontaliera grave e il terrorismo ↩︎
6. Eurojust nel report “Resources to fight migrant smuggling in the digital
domain”, ha analizzato nel dettaglio le modalità con cui le organizzazioni
criminali sfruttano il web e i social media per operare nell’ombra grazie
all’uso di piattaforme chiuse, messaggistica istantanea e reti criptate ↩︎
7. E-trafficking: quando le tecnologie facilitano la tratta di esseri umani, di
Lugi Limone – CyberSecurity Italia ↩︎
8. La tratta di esseri umani nella società digitale: stato dell’arte,
prospettive teoriche e direzioni future, di Gabriele Baratto (Facoltà di
Giurisprudenza, Università di Trento) e Beatrice Rigon (Scuola di Studi
Internazionali, Università di Trento) ↩︎