Appello dei giuristi per Gaza
Di fronte alle notizie sulla violazione sistematica e protratta del diritto alla
vita e degli altri diritti fondamentali della popolazione civile di Gaza, il
silenzio ha smesso da tempo di essere un’opzione.
Come giuristi, sentiamo il dovere di ricordare che lo Stato italiano, per
Costituzione e per legge, e con l’adesione a trattati e convenzioni, ha scelto
la tutela dei diritti fondamentali e la persecuzione dei crimini internazionali.
Le ragioni di questa scelta sono tra l’altro compendiate nello Statuto della
Corte Penale Internazionale, firmato a Roma nel 1998, sottoscritto da 125 Paesi,
e ratificato con legge dello Stato nel 1999.
Vogliamo ricordare queste ragioni, unitamente ai rappresentanti dell’Avvocatura
e dell’Università che vorranno aderire, leggendo ogni giorno – nelle aule
d’udienza e in quelle universitarie – il preambolo allo Statuto della Corte
Penale Internazionale, per testimoniare che le coscienze di chi ogni giorno
contribuisce all’amministrazione della giustizia non sono indifferenti alle
ingiustizie perpetrate nei confronti dei più deboli, e per fare appello a tutte
le istituzioni perché si pretenda il rispetto del diritto e dei diritti
fondamentali dei civili.
Questo il testo che vorremmo leggere ogni giorno pubblicamente nelle aule di
udienza:
> “Preliminarmente, il Tribunale intende oggi ricordare quanto enunciato nella
> Legge 12 luglio 1999, n. 232, di Ratifica ed esecuzione dello statuto
> istitutivo della Corte penale internazionale – e segnatamente nel suo
> Preambolo.
> ‘Consapevoli che tutti i popoli sono uniti da stretti vincoli e che le loro
> culture formano un patrimonio da tutti condiviso, un delicato mosaico che
> rischia in ogni momento di essere distrutto;
> Memori che nel corso di questo secolo, milioni di bambini, donne e uomini sono
> stati vittime di atrocità inimmaginabili che turbano profondamente la
> coscienza dell’umanità;
> Riconoscendo che crimini di tale gravità minacciano la pace, la sicurezza ed
> il benessere del mondo;
> Affermando che i delitti più gravi che riguardano l’insieme della comunità
> internazionale non possono rimanere impuniti e che la loro repressione deve
> essere efficacemente garantita mediante provvedimenti adottati in ambito
> nazionale ed attraverso il rafforzamento della cooperazione internazionale;
> Determinati a porre termine all’impunità degli autori di tali crimini
> contribuendo in tal modo alla prevenzione di nuovi crimini;
> Rammentando che è dovere di ciascuno Stato esercitare la propria giurisdizione
> penale nei confronti dei responsabili di crimini internazionali’
> procediamo con la trattazione dell’odierna udienza.”
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Redazione Italia