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Attenzione ai fascisti hi-tech
Il bel saggio di Irene Doda, recentemente uscito per Fuori Scena, parla, come leggiamo in quarta di copertina, di fascismo, “non quello delle camicie nere e dell’olio di ricino, ma di un fascismo più cool: quello hi-tech”. Come ha sottolineato Umberto Eco nel suo saggio del 1995 dal titolo Il fascismo eterno, esiste infatti un ur-fascismo che è esistito e ha continuato ad esistere dopo la contingenza storica che ha visto l’affermarsi dei regimi fascisti. Nella contemporaneità sembra andare per la maggiore il cosiddetto “tecnofascismo”, cool, americano e hi-tech. Ma chi sono, precisamente, i tecnofascisti? Come spiega l’autrice, si tratta di alcuni tecnomiliardari che vedono l’inizio della loro fortuna tra fine anni novanta e inizio del nuovo millennio, tutti impegnati nella realizzazione delle nuove tecnologie digitali, accomunati dall’ideologia “libertarian” (libertaria di destra), individualista, nonché dalla capacità di estendere la propria rete di influenza fino alle più alte sfere politiche auspicando “una convergenza tra industria tecnologica e istituzioni militari, con l’obiettivo di difendere o restaurare la supremazia occidentale nel mondo”. Le radici politiche della Big Tech risalgono all’ideologia nota come anarcocapitalismo, termine coniato dall’economista e filosofo politico statunitense Murray Rothbard nella seconda metà del XX secolo, che non ha niente a che vedere con il pensiero anarchico di matrice europea o russa, permeato di una spinta egualitaria e comunitaria. Nucleo centrale di questa ideologia è il concetto di libertà: naturalmente si tratta di una libertà strettamente individualista. Ciò che gli oligarchi occidentali hanno a cuore, infatti, è la loro libertà di investimento, estrazione e profitto. Recensione completa su Carmilla
Anticristo, Palantir, difesa e affari: la visita di Thiel a Roma è un problema democratico
Da domenica 15 fino a mercoledì 18 marzo Peter Thiel, co-fondatore di PayPal, uno dei primi sostenitori di Facebook e fondatore di Palantir, la società di sorveglianza utilizzata dalle agenzie di difesa e intelligence degli Stati Uniti, è a Roma, ufficialmente per tenere seminari sull’anticristo e altri temi che tengono insieme religione e Intelligenza Artificiale. Gli incontri si svolgono in un luogo segreto e sono rivolti a una platea selezionata. La reinterpretazione dell’Apocalissi e dell’anticristo da parte di Thiel ci dicono molto su come le élite della Silicon Valley stanno reinterpretando il linguaggio apocalittico per i propri scopi. Quelle che possono sembrare bizzarre teorie messianiche manifestano la visione della storia e del mondo (e della loro potenziale fine) di una delle persone più influenti della Silicon Valley e degli Stati Uniti che pone la tecnologia come motore centrale del cambiamento sociale e ne lega i destini a doppio vincolo con quelli dell’intera umanità. [...] Per l’Europa, scriveva in questo approfondimento Anton Shekhovtsov, la sfida è esistenziale: resistere a un modello che trasforma i cittadini in utenti di infrastrutture private e le nazioni in entità frammentate. Difendere lo Stato di diritto oggi significa sottrarre la governance del futuro al solo dominio della tecnica e del grande capitale. [...] Le aziende legate a Thiel stanno già facendo accordi coi governi europei, scrive Domani: hanno partnership col ministero della Difesa britannico, con quello tedesco per le armi autonome; Palantir ha un accordo anche con quello degli Interni francese. L’anno scorso ha ottenuto contratti con la NATO nel campo dell’intelligenza artificiale. Per quanto riguarda l’Italia, ricostruisce in un altro articolo sempre Domani, i rapporti tra Palantir e le nostre istituzioni sono continuativi e strutturati da oltre 10 anni. Tra contatti con il ministero della Difesa, collaborazioni nel settore sanitario e manifatturiero, Palantir sembra muoversi all’interno di una rete di relazioni che coinvolge istituzioni pubbliche, aziende e ambienti accademici. Leggi l'articolo
Le Dita Nella Presa - Nessuna tecnologia per oppressione, apartheid o genocidio!
Lunga puntata dedicata ad un racconto, attraverso molti report di 7amleh - centro di ricerca arabo sui social media - e non solo, dell'uso della tecnologia da parte di Israele come strumento di oppressione e di genocidio. Il primo frammento di audio è dedicato al tema della distruzione dell'infrastruttura di rete; e alle difficoltà di comunicazione delle persone palestinesi in un contesto di censura che, in più, richiede a chi subisce un genocidio di performare il ruolo della vittima nei modi richiesti dai social media. Proseguiamo con una rassegna delle tecnologie militari che non sarebbero possibili senza il coinvolgimento delle solite grandi imprese. Infine, risultati delle campagne di boicottaggio e lotte per fermare i rapporti tra queste aziende e Israele. Ascolta l'audio nel sito di Radio Onda Rossa
Il potere di Palantir, ecco come i suoi software guidano armi e missioni militari
L’azienda Usa è privata ma lavora per i governi. Il potere, militare e non, oggi parla in codice. Palantir, la società fondata vent’anni fa a Palo Alto, è diventata la piattaforma che governi e eserciti usano per mettere ordine nel caos dei dati. Non produce armamenti, ma costruisce il software che li guida, nelle missioni e nelle decisioni. Ma soprattutto è lo strumento attraverso cui Peter Thiel, imprenditore e investitore, allarga la sua influenza sulla politica di Washington e sulla nuova amministrazione Trump. Un unicum diventato imprescindibile per ogni esercito. I prodotti principali di Palantir hanno nomi evocativi, funzionali per far comprendere in fretta la loro utilità marginale. Gotham, usato da intelligence e forze armate, integra basi dati classificate e scenari operativi. Foundry, pensato per imprese e amministrazioni civili, costruisce copie digitali dei processi per ottimizzare logistica, forniture, ospedali. Apollo gestisce la distribuzione del software anche su reti isolate e ambienti critici. L’ultima evoluzione è AIP, la piattaforma che incapsula modelli di intelligenza artificiale nei contesti più sensibili, evitando fughe di dati e garantendo tracciabilità. L’obiettivo è ridurre la distanza tra analisi e decisione, riducendo i rischi collaterali. Leggi l'articolo
September 26, 2025
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