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Le infografiche che illustrano l’inchiesta sulla hasbara nel quarto potere degli USA
LA SERIE DI ‘PANNELLI’ COMPOSTI DAI GRAFICI DEL TEAM VISUALIZING PALESTINA SINTETIZZA LE INFORMAZIONI ELABORATE DALLE REPORTER DI PRISM, MEDIA E MEDIA-SERVICE INDIPENDENTE FEMMINILE MULTIETNICO. Ogni infografica mostra – e dimostra – come negli USA le notizie sulla persecuzione dei palestinesi siano filtrate o manipolate: quelle divulgate da uffici e agenzie stampa filo-sionisti sono pubblicate e divulgate; quelle con materiali e dati che documentano vessazioni,  prevaricazioni,  apartheid e genocidio invece vengono ‘bloccate’ da un sistema di ostruzioni molto efficace… … una barriera che si può, e deve, riuscire ad abbattere, perciò serve sapere e capire come ‘funzioni’. LA HASBARA NEL MONDO DEI MEDIA ‘MADE IN USA’ Da sempre, ma recentemente di più e anche più esplicite, tante subdole pressioni e coercizioni impediscono a redattori, corrispondenti e collaboratori che lavorano in e con i quotidiani e periodici main-stream statunitensi di pubblicare reportage contenenti informazioni sulle violazioni dei diritti umani ordite e perpetrate dai coloni sionisti e dai governanti e militari israeliani e sui crimini di guerra pianificati e compiuti dalle forze armate dello stato israeliano. Così nell’opinione pubblica americana si sono formate idee e consolidate convinzioni basate su fake-news – cioè su delle versioni dei fatti mendaci e mistificatorie, plasmate ad arte per accreditare tesi e ideologie demagogiche – divulgate mediante la hasbara, una parola ebraica che letteralmente significa ‘spiegazione’ e recentemente usata per indicare il sistema di strategie e tattiche della propaganda dei sionisti israeliani. Ovviamente questa “sofisticata architettura narrativa” [Hasbara: l’arte della narrazione strategica israeliana – ISLA / 8 settembre 2025] ha uno scopo… il ‘fine’ perseguito in molti modi, anche mediante ogni media, con tanti ‘mezzi’, anche non leciti – che è: ‘giustificare’ l’efferatezza di interventi, azioni e operazioni delle forze armate e forze dell’ordine di Israele contro i palestinesi abitanti nella Striscia di Gaza, nei territori in Cisgiordania, a Gerusalemme… nelle terre dal fiume (Giordano) al mare (Mediterraneo). Nel 2011 sulla rivista scientifico-accademica Israel Studies edita dall’Indiana University Press e sponsorizzata dal Ben-Gurion Research Institute for the Study of Israel and Zionism della Ben-Gurion University di Negev e dal Schusterman Center for Israel Studies della Brandeis University, un ateneo privato del Massachusetts, è stata pubblicata la ricerca – intitolata “Palestine’s Best”: The Jewish Agency’s Press Relations, 1946-1947  – in cui l’autore – Giora Goodman, docente al e direttore del Dipartimento di studi multidisciplinari del Kinneret College sito sulle rive del Mar di Galilea – trattava per la prima volta nella storia un argomento oggi ‘scottante’… Questo pioneristico saggio storiografico esamina come sia stata costruita la Jewish Agency (Agenzia Ebraica), cioè la ‘macchina propagandistica’ dai sionisti “in Palestina e all’estero durante i due anni cruciali che hanno preceduto la fondazione dello Stato di Israele”, ovvero negli anni immediatamente successivi alla fine della seconda guerra mondiale e dell’olocausto. Fino al 2011 – l’anno della primavera araba e scandito da “mutamenti politici e culturali, da global revolution, da tragedie naturali sconfinate,… e da grandi eventi mediatici” [Fanpage, 30 dicembre 2011] – nessuno aveva mai affrontato questo argomento. Perché? Chi non è esperto di storia dei mass-media e sociologia della comunicazione non lo può sapere. Chi non conosce (bene) la storia di Israele e degli Stati Uniti non può capire (bene!!!) le dinamiche del presente nel mondo dei media della nazione mediorientale e della super-potenza americana e ‘occidentale’, e di riflesso di tutto il mondo. Chi invece è un giornalista – cronista, editorialista o redattore – o un pubblicista professionista, oppure un mediattivista, blogger o influencer… deve saperlo e capirlo. Chi lavora od opera nei media deve – e non può non avere – conoscenza di cosa siano e come agiscano le ‘agenzie’ di muckraking (giornalismo scandalistico), quali ‘trucchi’ retorici, ovvero sofismi e demagogie, usano per far ‘esplodere’ o attizzare scandali e polemiche che fomentano rabbia, odio e fanatismi, per convincere tante persone a pensare ciò che altrimenti ciascuna non concepirebbe (bias cognitivi), per far ‘credere, obbedire e combattere’ facendo sembrare verosimili le falsità e, così, ritenere false le verità,… per far propaganda politica. Chi lavora nelle stanze – reali o virtuali – del quarto potere deve conoscere e sempre ricordare gli studi, e ammonimenti, degli statunitensi John Dewey («la società è comunicazione») e Walter Lippmann (primo ad analizzare a fondo il fenomeno del giornalismo scandalistico e nel 1922 autore di L’opinione pubblica – «La creazione del consenso non è un’arte nuova… La persuasione è diventata un’arte… la conoscenza dei modi per creare il consenso altererà tutti i calcoli politici e modificherà tutte le premesse politiche»), dell’anglista e sociologo canadese Herbert Marshall McLuhan («il medium è il messaggio»), del cosmopolita – che si dichiarava un ‘marrano’ – Edgar Nahoum noto con lo pseudonimo ‘Morin‘ (vedi bibliografia) e, oltre a leggere (bene!!!) tutto il testo, rammentare quando, come e perché – ebrea tedesca, allora cittadina statunitense e in quel periodo inviata in Israele come reporter corrispondente del settimanale The New Yorker – Johanna ‘Hannah‘ Arendt scrisse La banalità del male (Eichmann in Jerusalem – A Report on the Banality of Evil), un libro oggi tanto attuale. Eppure finalità, caratteristiche e funzionamento dell’Agenzia Ebraica sono stati ignorati fino al 2011 e, sebbene il 7 ottobre 2023 la ‘macchina’ della propaganda sionista fosse già in moto, oggi – dopo tre anni dall’inizio dell’assedio della Striscia di Gaza, oltre che tanti – ma non tutti – israeliani e alcuni – non tutti – potenti, che cosa sia la hasbara lo sanno solo i palestinesi e chi si indigna delle atrocità a loro inferte e per la spietatezza dei loro carnefici e si erge in loro difesa ed oppone al loro sterminio, un genocidio. A chi vuole assolvere i responsabili o complici dei crimini di guerra e dei crimini contro l’umanità di cui sono vittime i palestinesi… la hasbara fornisce tanti ‘strumenti’ e ‘attrezzi’ con cui fare in modo che la gente creda che “A Gaza non c’è la carestia. Le foto dei bambini denutriti sono manipolate o mostrano gli effetti di malattie rare. Tutti i giornalisti di Gaza (solo palestinesi, poiché Israele vieta l’ingresso alla stampa) sono al soldo di Hamas. I terroristi fanno incetta del cibo e banchettano nei tunnel. I tredicimila dipendenti dell’agenzia Onu per i rifugiati palestinesi (UNRWA) sono tutti membri di Hamas. Negli ospedali di Gaza si nascondono i terroristi. I medici sono terroristi. Gli infermieri sono terroristi. Il numero delle vittime civili a Gaza, in proporzione ai combattenti uccisi, è inferiore a quello di altre guerre” [Anna Maria Brogi – Cos’è la “hasbara” e come Israele sta combattendo una guerra parallela sul web / Avvenire, 7 settembre 2025]. «I’M SO DEHUMANIZED» Il titolo della pagina online dal 9 settembre scorso in cui Prism presenta il reportage e le infografiche elaborate da Visualizing Palestine che lo illustrano cita la frase detta da Nadia, una giornalista specializzata in cronaca locale. In specifico, Nadia si occupa di vicende e questioni inerenti alla vita quotidiana delle comunità etniche che popolano il Northeast, la macro-zona che si estende negli stati del cosiddetto New England – primi insediamenti coloniali inglesi (Connecticut, Maine, Massachusetts, New Hampshire, Rhode Island e Vermont) e altre ex-colonie sulla ‘costa orientale’, o atlantica (New Jersey, New York e Pennsylvania, inoltre Delaware, Maryland e Virginia del Nord) – e nell’area metropolitana di Washington, il District of Columbia. Nadia quindi conosce bene la realtà dei territori abitati, oltre che dai nativi delle etnie, o tribù, Wampanoag, Mohegan (moichani), Pequot, Narragansett e Penobscot e delle Six Nations della Iroquois Confederacy (irochesi) che popolano soprattutto le Woodlands (territori boschivi), da molti immigrati e tanti esuli di varie origini e ‘generazioni’, tra cui numerosi ebrei fuggiti dall’Europa soggiogata al nazifascismo e palestinesi scappati da Israele… Le testimonianze della giornalista che vive e lavora in questa realtà e dei 5 suoi colleghi di altre testate intervistati dalle reporter di Prism e l’indagine sui 44 casi di retaliation (repressione) rilevati e riscontrati dall’associazione sindacale di giornalisti, cronisti, editorialisti e pubblicisti – National Writers Union (NWA) – dal 7 ottobre 2023 fino al febbraio 2024 [Retaliation in the media industry during the war on Gaza], documentano tanti fatti inconfutabili, alcuni eclatanti, apparentemente singolari o eccezionali, invece non straordinari, bensì consueti, nell’insieme tutti collegati l’uno all’altro e ciascuno una tattica connessa a una strategia, la hasbara. * PRISM – ‘I’m so dehumanized’: Journalists say U.S. newsrooms treat Palestine with fear and contempt * VISUALIZING PALESTINE – What Happens to Stories About Palestine in U.S. Newsrooms     Maddalena Brunasti
October 22, 2026
Pressenza
Il docufilm “Articolo 11” al Sivori di Genova: giovedì 22 ottobre alle 18
Il collaborazione con con l’Ordine dei Giornalisti della Liguria e l’Associazione Ligure Giornalisti, al cinema Sivori, inaugurato nel 1896 con i filmati dei Lumière e il cinematografo che vanta il primato di più antico d’Italia, il Circuito Cinema Genova propone la proiezione e l’incontro con i registi del docufilm “Articolo 11 – L’Italia ripudia la guerra”. > Cosa succede davvero quando le armi attraversano i nostri porti? Quali sono > gli interessi economici nascosti e le strategie politiche dietro le rotte > degli armamenti? > E, soprattutto, quale spazio resta per chi sceglie di dire di no e opporsi? > Sono domande scomode, necessarie, che toccano da vicino la nostra Costituzione > e la nostra attualità. Domande a cui cerca di dare risposta “Articolo 11 – > L’Italia ripudia la guerra”, il documentario autoprodotto da Fabio Palli e > Simona Tarzia. Un lavoro rigoroso, già selezionato al XVIII Festival del > Cinema dei Diritti Umani di Napoli per la sezione Swiss Embassy Peace Award, > che indaga le contraddizioni tra i valori fondanti della nostra Repubblica e > il mercato globale delle armi. > Vi aspettiamo per guardarlo e discuterne insieme. > La proiezione sarà un’importante occasione di dibattito e confronto con i > registi del documentario, Simona Tarzia e Fabio Palli, insieme a > * il giornalista Marcello Zinola > * Tommaso Fregatti, presidente Ordine dei Giornalisti Liguria > * Matteo Dell’Antico, segretario Associazione Ligure Giornalisti > > La serata è accreditata come corso di formazione professionale e dà diritto ai > relativi crediti formativi sulla piattaforma dedicata. giovedì 22 ottobre 2026 – ore 18:00 Genova – Circuito SIVORI / salita S. Caterina 54 r ingresso aperto a tutti – biglietto 7 € / https://ccgenova.18tickets.it/film/94455   Redazione Genova
October 17, 2026
Pressenza
Sentenza storica: è lecito sapere che armi passano nei…
… nei porti italiani. Festa a Ravenna che si prepara allo sciopero internazionale del 30 ottobre. di Manuela Foschi IL CONSIGLIO DI STATO HA RESPINTO IL RICORSO DELLE DOGANE ORA TRASPARENZA E BLOCCO DELLE ARMI NEL PORTO DI RAVENNA   Il Consiglio di Stato ha respinto l’appello delle Dogane di Ravenna di tenere secretati i dati aggregati degli armamenti che
October 16, 2026
La Bottega del Barbieri
Gli open-day della Scuola di Giornalismo ‘Lelio Basso’: 10, 18 e 24 settembre
Nella giornata di giovedì 10 settembre sono offerte l’occasione di incontrare docenti ed ex studenti e l’opportunità di conoscere nei dettagli il programma della XXII edizione del corso annuale svolto alla Fondazione Lelio e Lisli Basso. Fondata nel 2005, la Scuola di giornalismo Lelio Basso ha sede a Roma, in via della Dogana Vecchia 5. Le iscrizioni al Corso di giornalismo di inchiesta e reportage 2026-2027 sono raccolte fino al 25 settembre. Verranno ammessi 25 partecipanti e saranno assegnate due borse di studio da 1˙900 euro ciascuna. Oltre all’open-day di domani, giovedì 10, successivi sono a calendario venerdì 18 e giovedì 24 settembre.   Redazione Italia
September 9, 2026
Pressenza
Solidarietà a Linda Maggiori
Rete #NOBAVAGLIO esprime pieno sostegno alla giornalista Linda Maggiori, che il prossimo 27 agosto a Roma sosterrà nell’udienza davanti il Consiglio di Stato il diritto di poter accedere alle informazioni sui traffici d’armi dal porto di Ravenna. Diritto che invece le è stato negato dall’Agenzia delle Dogane. Rete #NOBAVAGLIO auspica che l’esito sia in linea con la sentenza già espressa dal Tar di Bologna in suo favore, che, come conferma il suo avvocato Andrea Maestri, “ha sancito il diritto di conoscere almeno le quantità di armi che transitano dal nostro porto”. La battaglia di Linda Maggiori ci riguarda tutte e tutti: come giornaliste e giornalisti, come attiviste e attivisti e come cittadine e cittadini che hanno il diritto ad essere informati, almeno per due ragioni fondamentali: La prima: perché il traffico d’armi va ad alimentare un’economia di guerra che, dall’industria alla cultura, sta trasformando l’intera struttura della nostra società, crea solo morte e distruzione e impoverisce ecosistemi e territori, mettendone a rischio la sicurezza, come dimostra l’esplosione avvenuta in questi giorni nella fabbrica d’armi KNDS di Colleferro, in provincia di Roma. La seconda: perché la raccolta di notizie potrebbe implicare, come in questo, anche la verifica di eventuali violazioni della legge dello Stato 185/1990, che vieta di armare governi responsabili di crimini di guerra e contro l’umanità, come ad esempio Israele, che tuttora sta perpetrando impunemente il genocidio del popolo palestinese, così come denunciato dall’Onu. RETE #NOBAVAGLIO Liberi di essere informati LiberiTuttX Ovviamente Linda Maggiori riceva anche la solidarietà della redazione di Pressenza di cui è da tempo una delle autrici. Rete #NOBAVAGLIO
August 19, 2026
Pressenza
Scuola di giornalismo Lelio Basso: aperte le iscrizioni alla XXII edizione
Svolto in 600 ore di lezioni frontali, 30 ore di seminari e 300 ore di tirocinio formativo presso una testata giornalistica convenzionata, il corso annuale comincerà lunedì 19 ottobre prossimo e si concluderà a giugno 2027. Gli open day sono a calendario il 10, 18 e 24 settembre. Il termine per l’iscrizione è il 25 settembre. Vengono ammessi 25 partecipanti, i cui requisiti sono di aver compiuto la maggiore età, conseguito un diploma di scuola media superiore e disporre di un computer portatile, che supereranno l’esame, consistente nella redazione di un elaborato su un argomento di attualità e un colloquio individuale. Chi ha un ISEE inferiore a 20 mila € può candidarsi all’assegnazione di una delle due borse di studio da 1.900 euro ciascuna. Nella presentazione della XXII edizione, l’annualità 2026/2027, la Scuola di giornalismo Lelio Basso spiega che il corso “fornisce gli strumenti teorici e tecnici indispensabili per il giornalismo del XXI secolo nelle sue diverse declinazioni e gli approfondimenti culturali per interpretare il mondo contemporaneo” e in specifico: > Il percorso formativo è incentrato sull’inchiesta giornalistica e il > reportage, con particolare attenzione all’utilizzo di tutti gli strumenti e > linguaggi multimediali necessari alla gestione e al racconto della notizia: > scrittura, ripresa video e montaggio, fotografia, data journalism, radio e > podcast, web, social media. > > Il corso affronta inoltre il tema dei diritti nelle aree del mondo di > particolare rilevanza geopolitica, approfondendone gli aspetti storici, > giuridici, politici e culturali. Lezioni e seminari si terranno presso la sede della Fondazione Lelio e Lisli Basso (Roma – via Dogana Vecchia 5) e i tirocini formativi verranno svolti presso le testate giornalistica convenzionate, tra cui: Altreconomia, Associated Press, Atlante delle guerre, CeSPI, CityNews, Collettiva, Confronti, Domani, Euronews, Facta/Pagella Politica, Il Fatto Quotidiano, il Foglio, il Manifesto, Il Resto del Carlino, Internazionale, IRPIMedia, Left, Legambiente, L’Espresso, Open Migration, Oxfam, Radio Popolare, Radio Vaticana, RAI, Staffetta quotidiana e 9colonne agenzia giornalistica. Le informazioni su programmi e modalità di iscrizione sono pubblicate online: https://www.scuolagiornalismoleliobasso.it/bando-2026-2027/ Redazione Italia
July 20, 2026
Pressenza
Il titolo e il programma dell’incontro con i ‘fuoriclasse’ del giornalismo
La festa di fine anno che conclude la XXI edizione del corso riunirà docenti, studentesse e studenti ed ex-allievi della Scuola di giornalismo d’inchiesta e reportage ‘Lelio Basso’ insieme a professionisti dell’informazione e referenti di media, centri studio e associazioni cooperanti alle attività del centro formativo. Il titolo dell’evento, Fuoriclasse, fa riferimento alle attività didattiche svolte fuori dalle aule scolastiche. L’iniziativa infatti si terrà in uno spazio davvero alternativo, la sala convegni della Città dell’Altra Economia e, quest’anno alla seconda edizione, si articola in una serie di momenti che, come spiega il suo programma, “affianca alla dimensione formativa del corso un’occasione di confronto aperto sui temi che attraversano il giornalismo e la società contemporanea”. Nella giornata infatti sono proposti due workshop, gratuiti e a partecipazione libera: – Giulio Rubino, condirettore di IrpiMedia, terrà un laboratorio dedicato agli strumenti per il tracciamento dei traffici marittimi utili a ricostruire i flussi del contrabbando di armi e droga e i movimenti dei grandi interessi economici internazionali; – Maurizio Franco e Filippo Poltronieri, collaboratori del Centro di giornalismo permanente, attraverso il racconto dell’esperienza del collettivo giornalistico e l’esplorazione delle opportunità legate a grant e finanziamenti approfondiranno i temi critici della sostenibilità economica del giornalismo freelance. Quindi verranno presentati gli elaborati realizzati dagli iscritti al corso annuale 2025-2026. Insieme al fondatore dell’agenzia giornalistica indipendente Next New Media, Andrea Battistuzzi, le studentesse e gli studenti –  25 allievi – mostreranno una rassegna di anticipazioni dei lavori video e dei pitch d’inchiesta che hanno progettato e realizzato dall’ottobre scorso fino a questi giorni in cui hanno frequentato il ciclo di lezioni frontali tenute da professionisti esperti di giornalismo d’inchiesta, partecipato a seminari e svolto tirocini formativi nelle redazioni di Altreconomia, Associated Press, Atlante delle guerre, CeSPI, CityNews, Collettiva, Confronti, Domani, Euronews, Gruppo GEDI, Il Fatto Quotidiano, il Foglio, il Manifesto, Il Resto del Carlino, Internazionale, IRPIMedia, Left, Legambiente, L’Espresso, Open Migration, Oxfam, Radio popolare, Radio Vaticana, RAI, SkyTG24, Staffetta quotidiana, 9colonne agenzia giornalistica e molte altre. Infine si svolgerà l’incontro sul tema Dissenso, censura, giornalismo, che inizierà alle 19 e verrà moderato dalla direttrice della Scuola di giornalismo e d’inchiesta ‘Lelio Basso’, Marina Forti. Sui crescenti episodi di repressione violenta delle proteste, in Italia e nel mondo, e sui meccanismi di censura e autocensura a cui sono sottoposti i cronisti interverranno * Annalisa Camilli, giornalista di Internazionale e autrice di Divieto di protestare (Einaudi, 2026); * Domenico Chirico, direttore della Human right impact division di Amnesty International; * Sofia Nardacchione, giornalista esperta di mafie e criminalità e membro dell’Ufficio di presidenza di Libera; * Gabriele Nunziati, il giornalista freelance recentemente protagonista delle cronache proprio perché è stato licenziato dall’Agenzia Nova dopo che a una conferenza stampa della Commissione Europea aveva chiesto delucidazioni sul ruolo di Israele nei progetti per la ricostruzione della Striscia di Gaza. Il titolo della festa di fine anno accademico della Scuola di giornalismo e d’inchiesta, il centro formativo interno alla Fondazione Lelio e Lisli Basso che è stato concepito e generato da Linda Bimbi, di cui quest’anno ricorre il decennale della scomparsa, allude anche al significato del vocabolo fuoriclasse come aggettivo che qualifica professionisti molto competenti ed esperti, anche dotati di un talento speciale, la capacità di realizzare ciò che la maggior parte dei loro colleghi invece non sa o non vuole fare, come i giornalisti che non si lasciano ‘imbrigliare’ e non si fanno ‘imbavagliare’. Maddalena Brunasti
June 11, 2026
Pressenza
A Scampia una strada per Ilaria Alpi, nel nome della verità e della libera informazione
Nel trentaduesimo anniversario dell’uccisione della giornalista del Tg3 e del cineoperatore Miran Hrovatin, Napoli dedica a Ilaria Alpi una via nel quartiere di Scampia. Un omaggio che lega memoria, diritto all’informazione e impegno civile. Ci sono memorie che non possono restare confinate nelle cerimonie. Per continuare a parlare hanno bisogno di entrare nei luoghi della vita quotidiana, di farsi nome visibile nello spazio pubblico, di incontrare ogni giorno gli sguardi di chi passa. È anche per questo che l’intitolazione di una strada a Ilaria Alpi, a Scampia, assume un significato che va oltre l’omaggio formale. Nel giorno del trentaduesimo anniversario della sua uccisione, Napoli ha dedicato una via alla giornalista del Tg3 assassinata a Mogadiscio il 20 marzo 1994 insieme al cineoperatore Miran Hrovatin. I due stavano lavorando a un’inchiesta sui traffici illeciti di armi e rifiuti tossici tra l’Italia e la Somalia, una vicenda ancora oggi legata a molte domande irrisolte e a una richiesta di verità che non si è mai spenta. La nuova area di circolazione, parallela a via Bakù e viale della Resistenza, si colloca nel cuore di Scampia, un quartiere che negli anni ha legato il proprio percorso di trasformazione urbana anche a una forte domanda di memoria, dignità e riscatto. La scelta del luogo non è secondaria: affidare proprio qui il nome di Ilaria Alpi significa legare il suo ricordo a un territorio che continua a cercare futuro attraverso presìdi concreti di legalità e coscienza civile. Nel corso della cerimonia, la vicesindaca e assessora con delega alla toponomastica Laura Lieto ha sottolineato il valore di una giornata che richiama la memoria, il rispetto e l’affetto della città per Ilaria Alpi e Miran Hrovatin. Ma il senso dell’iniziativa, ha ricordato, riguarda anche il presente: il sostegno alla libera stampa, il diritto dei cittadini a essere informati, la vicinanza a chi continua a fare inchiesta in tempi difficili, spesso dentro scenari di guerra e di violenza. Napoli non è stata sola in questo ricordo. Nello stesso giorno iniziative e momenti commemorativi si sono svolti anche in altre città italiane, tra cui Roma e Trieste, a conferma di una memoria che continua a coinvolgere giornalisti, istituzioni e cittadini. Un segno che la vicenda di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin non appartiene soltanto al passato, ma resta una ferita aperta della coscienza democratica del Paese. Ed è proprio qui il punto più profondo. Ricordare Ilaria Alpi non significa soltanto rendere omaggio a una giornalista coraggiosa, ma riconoscere il valore del giornalismo d’inchiesta e il prezzo che, ancora oggi, molti cronisti pagano quando cercano verità scomode su fatti di interesse pubblico. Per questo la memoria non può ridursi a una ricorrenza: deve continuare a vivere come responsabilità civile, come domanda di verità, come difesa quotidiana del diritto all’informazione. Da oggi, a Scampia, il nome di Ilaria Alpi sarà anche questo: non solo un ricordo inciso su una targa, ma un segno affidato alla città e soprattutto alle nuove generazioni. Lucia Montanaro
March 20, 2026
Pressenza
Il ‘quarto potere’ nel mondo reale e nella realtà virtuale
Proseguendo sulle iniziative intraprese iniziata nel 2025 in accordo con gli istituti scolastici di Casale Monferrato con l’organizzazione del corso “Scuola e giornalismo” svolto con il patrocinio dell’Ordine dei Giornalisti del Piemonte e valido per il riconoscimento per il PCTO degli studenti, e ritenendo attualmente opportuna, fondamentale e necessaria la divulgazione di una stampa libera e indipendente, l’Associazione Nuove Frontiere Ets, coinvolge la cittadinanza a un incontro pubblico sul tema “Il coraggio dell’inchiesta – La forza della stampa libera“. L’iniziativa è in programma venerdì 20 marzo prossimo alle 18:30, con svolgimento a Casale Monferrato nella sala del torrione del Castello Paleologo. Interverrà la giornalista Marialuisa Di Simone, dal 2005 inviata di “Mi manda Rai Tre”, che recentemente a Casale Monferrato ha realizzato un reportage sul ‘caso Ginepro‘, ovvero sul processo che il 10 febbraio scorso è cominciato a venire dibattuto al Tribunale a Vercelli, in cui gli imprenditori monferrini Giorgio e Andrea Ginepro, rispettivamente di 85 e 60 anni e soci accomandatario e accomandante dello studio di amministrazioni immobiliari sono accusati di 90 reati, accertati dal marzo 2023, precisamente di appropriazione indebita e truffa in concorso e sostituzione di persona a danno di 22 condomìni e numerosi condòmini.  Nell’occasione, l’Associazione Nuove Frontiere Ets presenterà il progetto della edizione online del bimensile “Nuove Frontiere News”, in cartaceo stampato e diffuso dal novembre 2017 e sulle cui pagine nell’agosto 2021 è pubblicato il testo di Pier Augusto Mesturini che, osserva “Il logo di Nuove Frontiere è frutto di un celebre disegno d’epoca che raffigura in primo piano la Difesa e sullo sfondo la Torre Civica…” e denuncia “L’orrenda vista dei due cannoni ai due lati del monumento alla Difesa! Nulla a che fare con la storia!”: > … si tratta dei due famosi cannoni, dalle travagliate vicissitudini che > ottennero finalmente collocazione nel 2010, dall’Amministrazione Demezzi, ai > lati del Monumento ai Caduti dei giardini pubblici, li giacquero fino al 2016 > quando l’Amministrazione Palazzetti con un blitz con relative contestazioni, > li “depositò” a Fossano. Ora l’Amministrazione Riboldi li ha riportati a > Casale, e fin qui tutto bene, in qualche modo tutto nella norma, se nonché > invece di essere collocati a lato del Monumento dei Caduti, sono stati > scaricati e collocati ai lati del Monumento alla Difesa… Vicenda tipicamente > casalese, che ha creato stupore, sorrisi e orrore agli amanti o anche > semplicemente conoscenti di storia! > > Mi domando, ma di chi è stata la genialata di collocarli nell’attuale > posizione? Cosa c’entra il Monumento della Difesa alla cui base è scolpita la > scritta “Casale ai suoi difensori nelle giornate del marzo 1849” opera dello > scultore Francesco Porzio inaugurata nel 1897 affiancata da due cannoni della > seconda guerra mondiale? > > Che direbbero gli esperti pedagogici in relazione ai giardini antistanti la > Difesa (ora dovremo chiamarla: Difesa con cannoni), area giochi per bambini e > non solo, quale stimolo culturale può derivare dall’esporre così platealmente > delle armi alla vista delle giovani generazione quando si predica che la > guerra è il male assoluto?       Maddalena Brunasti
March 20, 2026
Pressenza
‘Diritto internazionale sulle armi e la guerra’, corso di formazione per giornalisti
Si terrà in due giornate, lunedì e martedì 2-3 marzo prossimi, presso l’ufficio delle Nazioni Unite a Ginevra. Si rivolge a giornalisti senior, a cui offre l’opportunità senza precedenti di affinare le proprie competenze attraverso l’incontro con i massimi esperti di diritto internazionale umanitario, di regolamentazione delle armi e di responsabilità nei conflitti presso le Nazioni Unite a Ginevra. È organizzato e svolto da Lex International Fund e UNIDIR / Istituto delle Nazioni Unite per la ricerca sul disarmo. Il corso fornisce il quadro analitico e le conoscenze specialistiche necessarie per informare con autorevolezza sulle più urgenti sfide alla sicurezza odierne. Dall’Ucraina e Gaza al Venezuela e alla Groenlandia, dai sistemi d’arma basati sull’intelligenza artificiale alla deterrenza nucleare, i conflitti e gli argomenti di attualità richiedono un’informazione sofisticata che vada oltre i titoli dei giornali. L’architettura giuridica internazionale che regola i conflitti armati – la Carta delle Nazioni Unite, le Convenzioni di Ginevra, i trattati sulle armi e i meccanismi di responsabilità – è una questione sempre più importante da affrontare per i giornalisti in un contesto di sicurezza globale in continua evoluzione. Che si tratti di geopolitica, sicurezza, crisi umanitarie o tecnologia, comprendere i quadri giuridici che regolano il comportamento degli Stati e i vincoli (o l’assenza di vincoli) alla condotta bellica è essenziale per fornire al pubblico un contesto significativo delle situazioni attuali. PROGRAMMA Il ciclo di sessioni combina le relazioni degli esperti con discussioni interattive sui seguenti argomenti: * Fondamenti del diritto internazionale nei conflitti armati * Il quadro della Carta delle Nazioni Unite: uso della forza, autodifesa, autorità del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e dell’Assemblea generale * Diritto internazionale umanitario e Convenzioni di Ginevra * Quando e come si applica il diritto internazionale nei conflitti moderni * Regolamentazione delle armi e tecnologie emergenti * Trattati sulle armi nucleari e dottrina della deterrenza * Armi convenzionali: mine terrestri, munizioni a grappolo e armi incendiarie * Sistemi d’arma autonomi e intelligenza artificiale in guerra * Il sistema diplomatico * Come funzionano in pratica i negoziati multilaterali * Sviluppo e attuazione dei trattati * Attori chiave: stati, agenzie delle Nazioni Unite, organizzazioni internazionali e società civile Il programma include anche momenti di dibattito su come strutturare, presentare e scrivere storie sul diritto internazionale in relazione alle armi e ai conflitti armati in modo che reportage e dossier siano esaustivi e anche coinvolgenti per il pubblico. SVOLGIMENTO * lunedì e martedì 2-3 marzo 2026 * presso la sede delle Nazioni Unite a Ginevra (Svizzera) La partecipazione al corso include: * pranzi in entrambe le giornate del corso * cena alla sera del 2 marzo; * per chi ne ha bisogno, un contributo per le spese della trasferta (voli economici e alloggio) Termine per la presentazione delle domande : domenica 8 febbraio Modulo di applicazione : https://forms.gle/r1wv3DVVaKxumCKr7 Informazioni : info@lexinternational.org CANDIDATURE Il corso è rivolto a giornalisti autori di reportage su affari internazionali, sicurezza, geopolitica e questioni umanitarie o di servizi per redazioni e strutture giornalistiche affermate che nell’ultimo anno abbiano pubblicato o trasmesso notizie e dossier su tali argomenti e, interessati ad approfondire la propria competenza in materia di diritto internazionale e conflitti armati, si impegnano a produrre cronache e inchieste con copertura informata e rigorosa delle informazioni sulle vicende e sulle responsabilità degli stati e delle istituzioni. Sono accolte candidature di reporter e corrispondenti, redattori e collaboratori di ogni tipologia di redazione e canale media – giornali e riviste stampati su carta, piattaforme digitali, programmi radiofonici e televisivi, podcast. GLI ENTI ORGANIZZATORI Lex International Fund è un fondo filantropico dedicato al rafforzamento del diritto internazionale: “In Lex, ci impegniamo a invertire la tendenza al peggioramento della sicurezza globale e alla caduta della fiducia nei quadri normativi e nelle istituzioni, contribuendo a cambiare la narrazione sul diritto internazionale e sostenendo nuove coalizioni di attori. Collaboriamo con movimenti della società civile, organizzazioni internazionali, governi, media, aziende e scienziati per plasmare norme globali e creare soluzioni coraggiose e innovative alle sfide globali”. Lex International Fund è gestito dalla Swiss Philanthropy Foundation. L’Istituto delle Nazioni Unite per la Ricerca sul Disarmo (UNIDIR) è un ente autonomo delle Nazioni Unite che conduce ricerche indipendenti sul disarmo e sulla sicurezza. Con sede a Ginevra, l’UNIDIR genera conoscenza e promuove il dialogo per promuovere la pace e la sicurezza internazionale. Redazione Italia
January 27, 2026
Pressenza