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A Scampia una strada per Ilaria Alpi, nel nome della verità e della libera informazione
Nel trentaduesimo anniversario dell’uccisione della giornalista del Tg3 e del cineoperatore Miran Hrovatin, Napoli dedica a Ilaria Alpi una via nel quartiere di Scampia. Un omaggio che lega memoria, diritto all’informazione e impegno civile. Ci sono memorie che non possono restare confinate nelle cerimonie. Per continuare a parlare hanno bisogno di entrare nei luoghi della vita quotidiana, di farsi nome visibile nello spazio pubblico, di incontrare ogni giorno gli sguardi di chi passa. È anche per questo che l’intitolazione di una strada a Ilaria Alpi, a Scampia, assume un significato che va oltre l’omaggio formale. Nel giorno del trentaduesimo anniversario della sua uccisione, Napoli ha dedicato una via alla giornalista del Tg3 assassinata a Mogadiscio il 20 marzo 1994 insieme al cineoperatore Miran Hrovatin. I due stavano lavorando a un’inchiesta sui traffici illeciti di armi e rifiuti tossici tra l’Italia e la Somalia, una vicenda ancora oggi legata a molte domande irrisolte e a una richiesta di verità che non si è mai spenta. La nuova area di circolazione, parallela a via Bakù e viale della Resistenza, si colloca nel cuore di Scampia, un quartiere che negli anni ha legato il proprio percorso di trasformazione urbana anche a una forte domanda di memoria, dignità e riscatto. La scelta del luogo non è secondaria: affidare proprio qui il nome di Ilaria Alpi significa legare il suo ricordo a un territorio che continua a cercare futuro attraverso presìdi concreti di legalità e coscienza civile. Nel corso della cerimonia, la vicesindaca e assessora con delega alla toponomastica Laura Lieto ha sottolineato il valore di una giornata che richiama la memoria, il rispetto e l’affetto della città per Ilaria Alpi e Miran Hrovatin. Ma il senso dell’iniziativa, ha ricordato, riguarda anche il presente: il sostegno alla libera stampa, il diritto dei cittadini a essere informati, la vicinanza a chi continua a fare inchiesta in tempi difficili, spesso dentro scenari di guerra e di violenza. Napoli non è stata sola in questo ricordo. Nello stesso giorno iniziative e momenti commemorativi si sono svolti anche in altre città italiane, tra cui Roma e Trieste, a conferma di una memoria che continua a coinvolgere giornalisti, istituzioni e cittadini. Un segno che la vicenda di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin non appartiene soltanto al passato, ma resta una ferita aperta della coscienza democratica del Paese. Ed è proprio qui il punto più profondo. Ricordare Ilaria Alpi non significa soltanto rendere omaggio a una giornalista coraggiosa, ma riconoscere il valore del giornalismo d’inchiesta e il prezzo che, ancora oggi, molti cronisti pagano quando cercano verità scomode su fatti di interesse pubblico. Per questo la memoria non può ridursi a una ricorrenza: deve continuare a vivere come responsabilità civile, come domanda di verità, come difesa quotidiana del diritto all’informazione. Da oggi, a Scampia, il nome di Ilaria Alpi sarà anche questo: non solo un ricordo inciso su una targa, ma un segno affidato alla città e soprattutto alle nuove generazioni. Lucia Montanaro
March 20, 2026
Pressenza
Il ‘quarto potere’ nel mondo reale e nella realtà virtuale
Proseguendo nel solco delle attività intraprese nel 2025 insieme agli istituti scolastici di Casale Monferrato con l’organizzazione del corso “Scuola e giornalismo” svolto con il patrocinio dell’Ordine dei Giornalisti del Piemonte e ritenendo attualmente opportuna, fondamentale e necessaria la divulgazione di una stampa libera e indipendente, l’Associazione Nuove Frontiere Ets coinvolge la cittadinanza a un incontro pubblico sul tema “Il coraggio dell’inchiesta – La forza della stampa libera“. L’iniziativa si svolge oggi, venerdì 20 marzo 2026, alle 18:30, a Casale Monferrato nella sala del torrione del Castello Paleologo. Interverrà la giornalista Marialuisa Di Simone, dal 2005 inviata di “Mi manda Rai Tre”, che recentemente a Casale Monferrato ha realizzato un reportage sul ‘caso Ginepro‘, ovvero sul processo che il 10 febbraio scorso è cominciato a venire dibattuto al Tribunale a Vercelli, in cui gli imprenditori monferrini Giorgio e Andrea Ginepro, rispettivamente di 85 e 60 anni e soci accomandatario e accomandante dello studio di amministrazioni immobiliari sono accusati di 90 reati, accertati dal marzo 2023, precisamente di appropriazione indebita e truffa in concorso e sostituzione di persona a danno di 22 condomìni e numerosi condòmini.  Nell’occasione, l’Associazione Nuove Frontiere Ets presenterà il progetto della edizione online del bimensile “Nuove Frontiere News”, in cartaceo stampato e diffuso dal novembre 2017 e sulle cui pagine nell’agosto 2021 è pubblicato il testo di Pier Augusto Mesturini che osserva “Il logo di Nuove Frontiere è frutto di un celebre disegno d’epoca che raffigura in primo piano la Difesa e sullo sfondo la Torre Civica…” e denuncia “L’orrenda vista dei due cannoni ai due lati del monumento alla Difesa! Nulla a che fare con la storia!”: > … si tratta dei due famosi cannoni, dalle travagliate vicissitudini che > ottennero finalmente collocazione nel 2010, dall’Amministrazione Demezzi, ai > lati del Monumento ai Caduti dei giardini pubblici, li giacquero fino al 2016 > quando l’Amministrazione Palazzetti con un blitz con relative contestazioni, > li “depositò” a Fossano. Ora l’Amministrazione Riboldi [N.d.R. – Federico > Riboldi, esponente di Fratelli d’Italia, allora sindaco della città, > attualmente assessore alla sanità della Regione Piemonte] li ha riportati a > Casale, e fin qui tutto bene, in qualche modo tutto nella norma, se nonché > invece di essere collocati a lato del Monumento dei Caduti, sono stati > scaricati e collocati ai lati del Monumento alla Difesa… Vicenda tipicamente > casalese, che ha creato stupore, sorrisi e orrore agli amanti o anche > semplicemente conoscenti di storia! > > Mi domando, ma di chi è stata la genialata di collocarli nell’attuale > posizione? Cosa c’entra il Monumento della Difesa alla cui base è scolpita la > scritta “Casale ai suoi difensori nelle giornate del marzo 1849” opera dello > scultore Francesco Porzio inaugurata nel 1897 affiancata da due cannoni della > seconda guerra mondiale? > > Che direbbero gli esperti pedagogici in relazione ai giardini antistanti la > Difesa (ora dovremo chiamarla: Difesa con cannoni), area giochi per bambini e > non solo, quale stimolo culturale può derivare dall’esporre così platealmente > delle armi alla vista delle giovani generazione quando si predica che la > guerra è il male assoluto?       Maddalena Brunasti
March 20, 2026
Pressenza