Un anno di attività in favore di richiedenti asilo e rifugiati in Italia
Il rapporto che descrive l’operato svolto nel 2025 nei centri della rete Astalli
verrà presentato mercoledì 29 aprile alle 11:00 a Roma nell’Aula della
Congregazione Generale della Curia Generalizia della Compagnia di Gesù (Borgo
Santo Spirito, 4). Alla conferenza, aperta dalle testimonianze di alcuni
rifugiati, insieme a P. Camillo Ripamonti, presidente del Centro Astalli,
interverranno S. E. Mons. Gian Carlo Perego (presidente della Commissione
Episcopale per le migrazioni e della Fondazione Migrantes) e Fiorenza Sarzanini
(condirettrice del Corriere della Sera).
Quest’anno il Rapporto Astalli si inserisce in un contesto internazionale
segnato da crescente instabilità geopolitica, indebolimento del multilateralismo
e riduzione dei finanziamenti alla cooperazione umanitaria. In Europa e in
Italia, a una diminuzione degli arrivi si accompagna un progressivo
irrigidimento delle politiche migratorie, che rischia di limitare l’accesso alla
protezione senza affrontare le cause profonde delle migrazioni forzate.
Il presidente del Centro Astalli, P. Camillo Ripamonti, che illustrerà i dati
raccolti ed elaborati nella rilevazione, sottolinea: “Dall’esperienza quotidiana
maturata in 45 anni di lavoro accanto ai rifugiati emerge con chiarezza che la
via da percorrere è investire nell’inclusione. Non come risposta emergenziale o
atto di generosità, ma come scelta di responsabilità e lungimiranza, capace di
valorizzare il contributo che le persone rifugiate possono offrire al Paese. Per
questo è necessario rafforzare politiche pubbliche coerenti e strutturali, che
garantiscano accesso ai diritti, al lavoro e alla casa. Le sfide che abbiamo
davanti possono diventare fattori di divisione oppure un’opportunità per
costruire una società più coesa: la direzione dipende dalle scelte che siamo
chiamati a compiere oggi”.
I TEMI PRINCIPALI DEL RAPPORTO ASTALLI
Vulnerabilità diffuse e bisogni in crescita – Nel 2025 la domanda di accesso ai
servizi di bassa soglia del Centro Astalli a Roma ha confermato un trend
crescente e strutturale, che evidenzia condizioni diffuse di vulnerabilità. La
presenza sempre più significativa di richiedenti asilo tra gli utenti della
mensa, in aumento per il secondo anno consecutivo, dimostra come l’incertezza
giuridica si traduca direttamente in vulnerabilità materiale. Sul fronte
sanitario, il SaMiFo ha garantito un’assistenza capillare, con una particolare
attenzione alla salute mentale, soprattutto dei minori. Anche i servizi legali e
sociali hanno registrato un aumento delle richieste, spesso legate a situazioni
di vulnerabilità multipla.
Un’accoglienza che trattiene: profili sempre più complessi – Sono sempre più
articolati i bisogni delle persone accolte. Si registra un allungamento dei
tempi di permanenza nelle strutture di accoglienza, dovuto alla crescita dei
profili complessi: persone in età avanzata, con fragilità sanitarie e
psichiatriche gravi, che richiedono un accompagnamento prolungato e
specializzato. A fronte di queste difficoltà, i percorsi continuativi di
supporto hanno dimostrato la loro efficacia nell’inserimento lavorativo.
Inclusione ad ostacoli: lavoro povero e diritti rallentati – Persistono fenomeni
di lavoro povero e sotto-qualificazione, anche in presenza di livelli di
istruzione elevati. Tra le altre criticità strutturali si evidenziano lungaggini
amministrative e difficoltà di accesso ai servizi digitali della Pubblica
Amministrazione. Resta critico il diritto all’abitare, nodo strutturale che
condiziona ogni prospettiva di autonomia reale.
La rete ASTALLI in Italia è composta da realtà attive a Bologna, Catania,
Palermo, Grumo Nevano, Trento, Vicenza e Padova a cui cooperano 877 volontari.
Redazione Italia