Juhani Karila / Maledizioni finlandesi
Pesca estiva in Lapponia, nella traduzione di Delfina Sessa, è il romanzo
d’esordio di Juhani Karila, scrittore e giornalista finlandese. Non fatevi,
tuttavia, trarre in inganno dal titolo spensierato: Karila narra una storia di
incanti e di maledizioni. La Lapponia, regione remota e solitaria ubicata nel
nord della Finlandia, si estende come una landa magica, circondata da larghe
paludi piene di segreti, stregoni, incantesimi e una miriade di creature
fantastiche – balorsi, forsenne, sconquassi, culicidorchi e una miriade di
spiriti a cui piace scherzare con gli umani, come lo spirito Näkki e i suoi
inganni. L’autore descrive la Lapponia come “una desolazione spaventosa che
ammutolisce le persone e rafforza i miti”. In questo guazzabuglio di magia, come
ogni anno a giugno, un’auto proveniente da sud sta attraversando la Finlandia
con destinazione Vuopio, una cittadina che d’inverno brilla di neve e che
d’estate, grazie alle sue paludi, pullula di zanzare. Alla guida c’è Elina
Ylijaako.
Elina sta tornando a casa con un compito ben preciso: prima del 18 giugno deve
pescare il luccio dallo stagno Seiväslampi. Il luccio è un pesce che, secondo le
leggende locali, migra tra due mondi: quello dei vivi e quello dell’aldilà, con
tutti i suoi segreti. Questo potere conferisce al luccio un grande potenziale:
essendo un messaggero, può assorbire incantesimi, portando con sé l’identità e
l’anima della persona maledetta, vagando nelle acque delle paludi. Cinque anni
prima Elina è stata colpita da una condanna, che ha legato la sua vita alla
pesca con successo del luccio, che deve essere estratto dallo stagno entro
l’anno dalla ricorrenza della maledizione. Juhani Karila conferisce alla
Lapponia un’aria surreale, dove i balorsi si affezionano agli agenti della
polizia, una forsenna può entrare nel corpo del sindaco e nella notte degli
spiriti le creature infuriano, indomite, tutto intorno agli abitanti che, al
buio nelle loro case, li lasciano ballare sotto la luna.
Sulle tracce di Elina c’è anche l’agente di polizia Janatuinen, che sta
indagando su un possibile reato che potrebbe incolparla di omicidio. Elina
affronta giorni febbrili: lo spirito Näkki ostacola il suo obiettivo, prendendo
possesso dello stagno, mentre un accordo con Olli Nocinbocca, un’altra creatura
lappone, minaccia di creare ulteriore scompiglio e far ritardare il buon esito
della sua missione: pescare il luccio e, così facendo, prolungare di un
ulteriore anno la salvezza della sua anima – o forse la sua salvezza dipende
solamente da sé stessa?
Pesca estiva in Lapponia è un tuffo nei miti e nelle leggende di una landa
desolata, dove la magia non ha paura a manifestarsi, trasformando il romanzo in
un viaggio surreale tra realismo magico ed esaltazione dell’unicità ambientale
della Finlandia. Con una scrittura intrisa di umorismo che abbraccia l’intero
universo narrativo, Karila trasforma maledizioni in lotte per scovare fin dove
riusciamo a spingerci per capire chi siamo e ci testimonia che la diversità
porta sempre a punti di vista differenti – e forse alleati improbabili.
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