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I “pezzenti” e le spiagge libere, la decisione del sindaco di Bacoli (NA)
Il sindaco di Bacoli (NA) Josi Gerardo Della Ragione ha dato un’ulteriore (e non dovuta) dimostrazione del perché è uno dei migliori sindaci e amministratori di questo Paese culturalmente in macerie. Ieri il titolare di uno stabilimento balneare della sua città ha definito con disprezzo chi utilizza la spiaggia libera “un pezzente”. Esattamente come lo leggete: “pezzente”. Poi ha aggiunto un attacco personale: “Il sindaco vuole aumentare la spiaggia libera perché ama i pezzenti”. Allora lui, Josi Della Ragione, ha fatto una cosa semplicissima. Ha preso carta e penna e ha risposto direttamente al balneare con una lettera che è al contempo una lezione politica e di stile: > “Caro ex concessionario di spiaggia pubblica, ascoltami bene. > Hai ragione, amo i pezzenti. Li amo così tanto, che porteremo i litorali della > nostra città ad avere oltre l’80% tra spiaggia libera e spiaggia libera > attrezzata. Per tutti, libera. Senza più padroni. Ma con nuove concessioni di > chioschi, in spiagge libere attrezzate, e stabilimenti, affidati con bandi > pubblici. Senza piaceri, amici. Ma per merito. E con regole chiare: per i > bagnanti e per i lavoratori. Cosi assicureremo ai cittadini ed a chi lavora in > spiaggia più diritti, più tutele. Così libereremo il lungomare da imprenditori > senza scrupoli. Sarà una rivoluzione. > Perché il vostro tempo è finito. > > È finita la cassa piena di soldi, a scapito di lavoratori sottopagati, o > addirittura fatti lavorare in nero. Come schiavi, sotto al sole, per pochi > spiccioli al giorno. È finito il tempo in cui frugavate nelle borse per > vietare alle mamme di portare in spiaggia l’omogenizzato ai propri figli. O ad > un papà di portare una bottiglia d’acqua. O ad un ragazzo di accedere con un > panino. È finita l’epoca in cui chiedevate soldi pure per riscaldare una > bottiglia di latte. > > È finito lo scempio dell’occupazione del nostro litorale con il titolo di > ‘abusivo storico’. Sono finiti gli anni di vacche grasse in cui avete spellato > vive le famiglie facendovi pagare lettini e sedie sdraio a peso d’oro. Sono > finiti i bei tempi dei parcheggi abusivi senza pagare tasse e devastando il > territorio, incassando cifre indegne anche per sole poche ore di sosta. Sono > finite le stagioni in cui vietavate di accedere al mare perché ‘il varco del > lido è proprietà privata’. > Bacoli non è la vostra. Le spiagge non sono vostre. Il mare non è vostro. > Liberarci da questo scempio, sarà la più grande conquista che garantiremo al > popolo stanco della vostra protervia, arroganza. Una missione epocale, che > stiamo costruendo con grande lavoro, impegno, studio. > I “pezzenti” si riprenderanno ciò che è loro. E gli intoccabili prepotenti se > ne torneranno a casa. > Ve l’ho promesso: ci riusciremo. Grandioso. Se avessimo un decimo degli amministratori dello spessore di Josi Della Ragione avremmo un Paese definibile finalmente civile. Redazione Napoli
July 12, 2026
Pressenza
La spiaggia è di tutti
Riprendiamo e diffondiamo dal sito di “altro consumo” Nella nostra inchiesta di quest’anno sui prezzi di lettini e ombrelloni negli stabilimenti balneari abbiamo constatato l’ennesimo rialzo dei prezzi, in un settore dove da anni non c’è concorrenza e gli operatori che offrono il servizio sono sempre gli stessi. Siamo andati in 213 stabilimenti balneari sulle coste italiane anche quest’anno abbiamo rilevato aumenti medi del 5% rispetto allo scorso anno. Rispetto a 4 anni fa addirittura paghiamo la postazione in spiaggia ben il 17% in più.  Alla base dei rincari che abbiamo monitorato c’è indubbiamente anche la situazione di scarsa concorrenza dovuta alle modalità con le quali vengono attribuite le concessioni balneari, ovvero la possibilità di utilizzare (in concessione, appunto) il demanio pubblico da parte dei gestori degli stabilimenti balneari privati. CONCESSIONI BALNEARI: UN SISTEMA DA SBLOCCARE L’Italia ha circa 8.300 km di costa e 12.166 concessioni per stabilimenti balneari privati, assegnate sempre agli stessi da decenni. Il rilascio dei permessi per sfruttare economicamente le coste va riorganizzato, come ci esorta a fare da tempo la Ue. Da poco la Corte di Giustizia europea ha ribadito che “le concessioni di occupazione delle spiagge italiane non possono essere rinnovate automaticamente ma devono essere oggetto di una procedura di selezione imparziale e trasparente”. Nonostante questo, il Governo aveva prima rinnovato automaticamente le concessioni balneari fino al 2024, senza un regolare appalto pubblico, e successivamente, con il DL Infrazioni del 17 settembre 2024, ha procrastinato una situazione non più tollerabile, dando la possibilità agli enti locali di prolungare la validità delle concessioni fino al 30 settembre 2027 e regolamentando le procedure selettive per riassegnare i titoli in scadenza. La situazione attuale rischia dunque di rimanere così per altri anni. Noi chiediamo un sistema normativo equo che garantisca la spiaggia accessibile per tutti e affidi in concessione una porzione di spiagge attraverso bandi che premiano la qualità e la sostenibilità dei servizi offerti prevedendo per gli stabilimenti che paghino un prezzo per le concessioni proporzionale al fatturato che potrebbero generare. E vogliamo che anche le spiagge libere abbiano dei servizi minimi offerti dai Comuni: docce, scivoli per disabili, pulizie periodiche. NUOVE REGOLE PER PREZZI PIÙ BASSI Basta i privilegi di pochi contro i diritti di tutti. Chiediamo che sia garantito il diritto dei consumatori di pagare le spiagge il giusto: un diritto che può essere garantito solo da una liberalizzazione del settore fermo da decenni nelle mani di pochi. Firma la petizione Redazione Italia
August 30, 2025
Pressenza