La spiaggia è di tutti
Riprendiamo e diffondiamo dal sito di “altro consumo”
Nella nostra inchiesta di quest’anno sui prezzi di lettini e ombrelloni negli
stabilimenti balneari abbiamo constatato l’ennesimo rialzo dei prezzi, in un
settore dove da anni non c’è concorrenza e gli operatori che offrono il servizio
sono sempre gli stessi.
Siamo andati in 213 stabilimenti balneari sulle coste italiane anche quest’anno
abbiamo rilevato aumenti medi del 5% rispetto allo scorso anno. Rispetto a 4
anni fa addirittura paghiamo la postazione in spiaggia ben il 17% in più.
Alla base dei rincari che abbiamo monitorato c’è indubbiamente anche la
situazione di scarsa concorrenza dovuta alle modalità con le quali vengono
attribuite le concessioni balneari, ovvero la possibilità di utilizzare (in
concessione, appunto) il demanio pubblico da parte dei gestori degli
stabilimenti balneari privati.
CONCESSIONI BALNEARI: UN SISTEMA DA SBLOCCARE
L’Italia ha circa 8.300 km di costa e 12.166 concessioni per stabilimenti
balneari privati, assegnate sempre agli stessi da decenni. Il rilascio dei
permessi per sfruttare economicamente le coste va riorganizzato, come ci esorta
a fare da tempo la Ue. Da poco la Corte di Giustizia europea ha ribadito che “le
concessioni di occupazione delle spiagge italiane non possono essere rinnovate
automaticamente ma devono essere oggetto di una procedura di selezione
imparziale e trasparente”.
Nonostante questo, il Governo aveva prima rinnovato automaticamente le
concessioni balneari fino al 2024, senza un regolare appalto pubblico, e
successivamente, con il DL Infrazioni del 17 settembre 2024, ha procrastinato
una situazione non più tollerabile, dando la possibilità agli enti locali
di prolungare la validità delle concessioni fino al 30 settembre 2027 e
regolamentando le procedure selettive per riassegnare i titoli in scadenza. La
situazione attuale rischia dunque di rimanere così per altri anni.
Noi chiediamo un sistema normativo equo che garantisca la spiaggia accessibile
per tutti e affidi in concessione una porzione di spiagge attraverso bandi che
premiano la qualità e la sostenibilità dei servizi offerti prevedendo per gli
stabilimenti che paghino un prezzo per le concessioni proporzionale al
fatturato che potrebbero generare. E vogliamo che anche le spiagge libere
abbiano dei servizi minimi offerti dai Comuni: docce, scivoli per disabili,
pulizie periodiche.
NUOVE REGOLE PER PREZZI PIÙ BASSI
Basta i privilegi di pochi contro i diritti di tutti. Chiediamo che sia
garantito il diritto dei consumatori di pagare le spiagge il giusto: un diritto
che può essere garantito solo da una liberalizzazione del settore fermo da
decenni nelle mani di pochi.
Firma la petizione
Redazione Italia