PALESTINA: GLOBAL SUMUD FLOTILLA, DA GENOVA (31 AGOSTO) E DALLA SICILIA (4 SETTEMBRE) LE PARTENZE ITALIANE VERSO GAZA PER ROMPERE L’ASSEDIO
Da Genova (il 31 agosto) e dalla Sicilia (il 4 settembre) partirà la delegazione
italiana della Global Sumud Flotilla, coalizione internazionale “di persone
comuni (organizzatori, operatori umanitari, medici, artisti, sacerdoti, avvocati
e marinai) che credono nella dignità umana e nel potere dell’azione non
violenta. A giugno 2025 abbiamo lanciato una mobilitazione coordinata a livello
globale via terra, mare e aria. A fine estate 2025, torniamo con una strategia
unitaria: un unico obiettivo e un coordinamento globale come mai prima d’ora.
I nostri sforzi si fondano su decenni di resistenza palestinese e solidarietà
internazionale. Sebbene apparteniamo/abbiamo nazioni, fedi e convinzioni
politiche diverse, siamo uniti da un’unica verità: l’assedio e il genocidio
devono finire. Siamo indipendenti, internazionali e non affiliati ad alcun
governo o partito politico”.
Maghreb Sumud Flotilla, Freedom Flotilla Coalition, Global Movement to Gaza e
Sumud Nusantara si sono uniti per un obiettivo comune: “rompere l’assedio
illegale di Gaza via mare, aprire un corridoio umanitario e porre fine al
genocidio in corso del popolo palestinese. Quest’estate, decine di imbarcazioni
salperanno da porti di tutto il mondo, grandi e piccoli, convergendo verso Gaza
nella più grande flottiglia civile coordinata della storia”.
L’intervista di Radio Onda d’Urto a Maria Elena Delia, torinese, è fisica,
project manager e insegnante, portavoce italiana di Global Sumud Flotilla.
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Di seguito, il comunicato in lingua italiana:
“Alla luce dell’ennesima carneficina perpetrata da Israele sulla popolazione di
Gaza, in cui è stato colpito il Nasser Medical Complex a Khan Younis (nel sud
della Striscia) uccidendo in diretta televisiva 20 persone tra cui 5
giornalisti, anche dall’Italia il “Global Movement to Gaza” inizia la
mobilitazione in vista delle partenze imminenti di decine di barche cariche di
attivisti e aiuti umanitari da Genova e dalla Sicilia, per unirsi alla
mobilitazione globale della Global Sumud Flotilla.
“Il conto alla rovescia è cominciato.” – dichiara Maria Elena Delia, membro del
Consiglio Direttivo della Global Sumud Flotilla e Coordinatrice italiana del
Global Movement to Gaza –
“Molte barche partiranno dalla Sicilia il 4 settembre, mentre il 31 agosto
barche cariche di aiuti umanitari partiranno da Genova. Non posso far altro che
dire grazie alle tante persone che ci stanno sostenendo. Questo è un movimento
dal basso, l’idea nasce da donne e uomini della società civile che hanno deciso
di riempire un vuoto istituzionale, un vuoto di umanità. Consapevoli che si
tratta soltanto di una goccia in un oceano di bisogni, questo atto dimostra
l’insofferenza e la determinazione di chi non accetta la paralisi del sistema
internazionale e la complicità del nostro governo ed è pronto a intervenire per
spezzare l’assedio e gettare una luce sui crimini di Israele.”
La Global Sumud Flotilla è la più grande missione marittima civile mai tentata
verso Gaza, una coalizione mondiale di attivisti, giornalisti, medici, persone
comuni e personalità dello spettacolo con l’obiettivo di spezzare l’assedio e
stabilire un canale umanitario stabile che possa soddisfare le richieste d’aiuto
provenienti dalla Palestina.
Da oggi fino a venerdì 29 agosto, a Genova, il Global Movement to Gaza, con
Music for Peace e il Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali (CALP) hanno
indetto una mobilitazione generale per la raccolta di 45 tonnellate di generi
alimentari in 5 giorni, da caricare sulle barche in partenza per Gaza sabato 30
agosto, in una cerimonia aperta all’intera cittadinanza. Tra il 31 agosto e il 4
settembre, decine di barche di piccole dimensioni salperanno in due ondate da
Barcellona, dalla Sicilia e dalla Tunisia in un’azione coordinata nel totale
rispetto del diritto internazionale.
Decine i volontari italiani che hanno deciso di imbarcarsi per sostenere lo
sforzo, tra cui Boris Vitlacil, attivista italo-bosniaco:
“Porto la voce delle vittime di Sarajevo a quelle di Gaza: un ponte tra
l’assedio del passato e il blocco del presente, nella speranza di dimostrare che
la coscienza respira ancora di fronte a una desolazione calcolata. Il mio
imbarco sulla flottiglia non è un atto di sfida, ma di dovere: un dovere di far
rispettare gli obblighi internazionali quando l’applicazione vacilla, un dovere
di affermare i principi quando le istituzioni falliscono.
L’azione civile nonviolenta non è una catena di approvvigionamento alternativa;
è un acceleratore etico della legalità.
“Sono oltre 62 mila le vittime del genocidio a Gaza a 688 giorni dall’inizio dei
raid israeliani sulla Striscia. Gli ultimi dati UNRWA aggiornati al 20 agosto
sono allarmanti: una media di oltre 90 uccisioni al giorno, di cui l’83% civili
(stando ai dati trapelati dal database della stessa intelligence israeliana);
mentre una stima dello scorso gennaio attesterebbe il dato ad oltre il 40%
dell’attuale cifra (The Lancet)”.