PALESTINA: L’ESERCITO OCCUPANTE ISRAELIANO INIZIA IL PIANO DI OCCUPAZIONE TOTALE DI GAZA CITY. ONDATE DI BOMBE VIA CIELO E TERRA.
In Palestina l’esercito occupante israeliano annuncia, nelle prime ore di
giovedì 21 agosto, di “aver avviato la prima fase dell’occupazione totale e
definitiva di Gaza City. Il piano sarà illustrato oggi dal premier Netanyahu”.
Per ora il cosiddetto piano significa ondate di bombe, dal cielo e via terra, su
Gaza City e Khan Younis: almeno 10 morti per ora, ma sono dati parziali, vista
la difficoltà di avere informazioni dai pochi reporter palestinesi ancora sul
terreno, tra quelli non ammazzati da Tel Aviv. In 24 ore 70 morti e 356 feriti,
con il totale ufficiale dal 7 ottobre arrivato ben oltre le 62mila vittime.
Sempre nelle ultime 24 ore, gli ospedali della Striscia di Gaza hanno registrato
due decessi per fame e malnutrizione, portando il numero totale a 271, di cui
112 bambini.
Lato diplomatico: Israele dimostra “palese disprezzo” per gli sforzi di
mediazione, commenta la Resistenza Palestinese, ancora in attesa in teoria di
una risposta formale alla proposta di cessate il fuoco di 60 giorni accettata da
Hamas e dalle altre forze su mediazione di Qatar, Egitto e pure
dell’Amministrazione Usa.
Il governo dell’estrema destra al potere a Tel Aviv però vuole la guerra, il
genocidio, l’occupazione totale della Palestina e la cacciata – o la morte – di
tutti i palestinesi, non solo a Gaza, come dimostra l’ok del governo sionista a
un altro, ennesimo insediamento colonico abusivo in Cisgiordania che divide in
due la regione, impedendo di fatto e in maniera strutturale la realizzazione –
puramente teorica – di uno Stato di Palestina. Il tutto nonostante il recente e
partecipato sciopero generale di domenica 17 agosto nello stesso Israele,
indetto formalmente per “riportare a casa gli ostaggi e porre fine alla guerra”,
dall’Hostages and Missing Families Forum, con il sostegno di amministrazioni
locali, università, dipendenti aeroportuali, sindacati.
Ancora Palestina. Il governo spagnolo è il primo tra quelli europei a “deplorare
profondamente” le nuove sanzioni annunciate dagli Usa contro quattro membri
della Corte Penale Internazionale, due magistrati e due procuratori, impegnati
in inchieste sui crimini di guerra a Gaza e in Afghanistan, fra le altre. Madrid
ribadisce “il suo fermo sostegno alla Cpi, a giudici e procuratori colpiti e a
tutto il personale della Corte “. Le nuove sanzioni Usa si uniscono di giugno
contro altri 4 giudici della Corte e a febbraio contro il procuratore capo Karim
Khan.
Su Radio Onda d’Urto l’intervista a Samir Al Qaryouti, giornalista
italo-palestinese e nostro collaboratore. Ascolta o scarica