Cisgiordania: attacchi di coloni ed esercito israeliani documentat dai reporter della BBC
Un 18enne ucciso dai soldati dell’IDF dopo che i coloni hanno invaso un uliveto
e appiccato roghi nei terreni coltivati dai palestinesi.
Questi fatti sono stati documentati in un filmato, nel reportage fotografico e
nella cronaca che una troupe della BBC ha inviato da Turmus Ayya, la cittadina
della Cisgiordania dove nel dicembre 2014 alla marcia di protetsa contro
l’occupazione israeliana è morto, soffocato dai gas lacrimogeni e dai colpi
delle granate stordenti, l’esponente dell’OLP e dell’Autorità Nazionale
Palestinese Ziad Abu Ein.
Da due anni il centro urbano e il suo territorio rurale inclusi nel
governatorato di Ramallah e al-Bireh sono al centro dell’attenzione: scontri
violenti nei primi mesi del 2023, quindi già prima del 7 ottobre di quell’anno,
e successivamente, nel 2024 e nel 2025, hanno provocato numerose vittime,
soprattutto tra palestinesi e anche tra gli israeliani.
Il 18 agosto scorso una troupe della BBC ha documentato l’attacco dei coloni
israeliani avvenuto proprio mentre i reporter intervistavano Brahim Hamaiel
nell’uliveto che lui coltiva e, prima di lui, coltivato dai suoi genitori e
antenati.
Nel proprio reportage, Lucy Williamson e Morgan Gisholt Minard spiegano che,
come molti altri in Cisgiordania * , il suo uliveto è bersagliato dai “coloni
estremisti” convinti che “uccidere gli alberi e il bestiame palestinesi ucciderà
anche l’idea di uno Stato palestinese, costringendo residenti come Brahim ad
abbandonare la propria terra”.
Mentre l’agricoltore palestinese stava mostrando loro le piante a cui, nella
settimana precedente, i coloni israeliani insediati in un avamposto illegale
adiacente al suo terreno avevano spezzato molti rami, sono sopraggiunti una
dozzina di uomini con il volto coperto e che brandivano dei bastoni.
I reporter inglesi riferiscono:
« Mentre gli uomini mascherati corrono verso di noi, torniamo sulla strada e ci
allontaniamo a una distanza di sicurezza.
« Nel giro di pochi minuti, alcuni vicini di Brahim provenienti dalle fattorie e
dai villaggi circostanti si radunano con catapulte e pietre per affrontare gli
aggressori.
« La vegetazione ai lati della strada viene incendiata e il fumo segnala il
luogo dello scontro, mentre i coloni su un quad mettono in fuga una squadra di
soccorso volontaria che cerca di raggiungere una fattoria in mezzo al campo.
« Questa è la routine: i palestinesi che vivono in questi villaggi ci hanno
spiegato che attacchi e scontri sulle loro terre avvengono ogni settimana, sono
la tattica usata dai coloni per impossessarsi dei loro terreni, campo per campo.
« La velocità e l’estensione dell’attacco a cui abbiamo assistito sono
sbalorditive.
« In poco meno di un’ora decine di coloni si sono sparpagliati sulle colline e
li abbiamo visti irrompere in un edificio isolato e dare metodicamente fuoco a
veicoli e case.
« I pastori sulla cresta più lontana hanno portato via di corsa le greggi,
mentre il pendio alle loro spalle si incendiava e da più punti si levava fumo.
« A quel punto, i palestinesi che arrivavano da tutta la zona per aiutare i
propri vicini hanno trovato la strada bloccata dall’esercito israeliano.
« Intanto l’attacco continuava.
« Venivamo informati che un palestinese era stato picchiato dai coloni e poi i
militari ci hanno riferito che entrambe le parti si sono lanciate pietre a
vicenda, che i palestinesi hanno bruciato dei pneumatici e che quattro civili
israeliani hanno ricevuto cure mediche sul posto.
« Al posto di blocco abbiamo incontrato Rifa Said Hamail, il cui marito era
intrappolato nella loro fattoria attigua all’uliveto di Brahim, circondato dai
coloni. L’esercito non la lasciava passare e in seguito abbiamo appreso che i
coloni avevano incendiato parte della proprietà e che il marito di Rifa era
stato colpito con delle pietre e aveva riportato tagli al viso e alla gamba.
« Non siamo riusciti a parlare con nessuno dei coloni coinvolti nell’attacco a
cui abbiamo assistito.
« Uno dei volontari delle squadre di soccorso intervenuti durante gli scontri ha
riferito che l’esercito israeliano aveva impedito loro di raggiungere il luogo
in cui erano avvenuti: “Stavamo cercando di salvare i giovani, quando è arrivato
l’esercito, che ci ha suonato il clacson e ci ha detto di andarcene da qui.
Siamo volontari con i nostri giubbotti antiproiettile. Non siamo qui per
attaccare o fare del male ai coloni. Vogliamo spegnere gli incendi e curare i
feriti. Ma loro [i militari] ci fermano e ci ostacolano”.
« Poche ore dopo, il diciottenne Hamdan Abu-Elaya è stato ucciso dai colpi
sparati dalle truppe israeliane nel villaggio di al-Mughayyir, a poche miglia
dal terreno di Brahim.
« Sua madre ci ha spiegato che era andato a vedere i fuochi accesi dai coloni lì
vicino.
« Abbiamo chiesto ai militari israeliani cosa fosse successo. Ci è stato
riferito che i “terroristi” avevano lanciato pietre e molotov contro le truppe e
i soldati avevano “risposto con il fuoco per allontanare la minaccia”.
« La scorsa settimana, affermando che ciò avrebbe “seppellito l’idea di uno
Stato palestinese”, il ministro delle finanze israeliano ed esponente
dell’estrema destra Bezalel Smotrich ha annunciato la costruzione di migliaia di
nuove unità abitative in un’area di insediamenti nella Cisgiordania più a sud.
« Le Nazioni Unite riferiscono che da gennaio a giugno di quest’anno 149
palestinesi sono stati uccisi da coloni o soldati israeliani nella Cisgiordania
occupata e 9 israeliani sono stati uccisi da palestinesi. Tra il 5 e l’11
agosto, l’Ufficio delle Nazioni Unite per gli Affari Umanitari ha rilevato
almeno 27 attacchi di coloni contro i palestinesi, che hanno causato vittime,
danni alle proprietà o entrambi, in una ventina di comunità diverse e
all’allontanamento di 18 famiglie».
Il video, le foto e la cronaca sono pubblicati nella pagina, intitolata BBC
witnesses Israeli settlers’ attack on Palestinian farm in West Bank, online sul
sito della BBC dal 18 AGOSTO 2025.
* Invasioni ed espropriazioni dei pascoli e dei terreni agricoli, in particolare
degli uliveti, coltivati dai palestinesi in Cisgiordania recentemente sono state
denunciate anche dai parroci di Taybeh.
Maddalena Brunasti