Tag - Maddalena Brunasti

‘La difesa nonviolenta come alternativa alla guerra armata’: la relazione di Paolo Candelari in anteprima
Alla conferenza proposta nel programma PACIF-I-CARE – COSTRUIRE PERCORSI DI SOLUZIONE DEI CONFLITTI mercoledì 17 dicembre prossimo, il collaboratore di PRESSENZA esperto di difesa popolare nonviolenta focalizzerà l’attenzione sulle tradizioni storiche e future prospettive delle idee, teorie, prassi e pratiche pacifiste. Nato a Savona nel 1954, dal 1982 un attivista del Movimento nonviolento fondato nel 1962 da Aldo Capitini e del Movimento Internazionale della Riconciliazione, della cui sezione italiana è stato presidente dal 2003 al 2007, Paolo Candelari è anche uno dei fondatori del Centro Studi “Sereno Regis” e del Coordinamento AGITE che promuove la PRESENZA DI PACE praticata a Torino ogni sabato mattina da oltre tre anni, lo scorso 13 dicembre per la 178esima volta. L’incontro con lui a Casale Monferrato è organizzato dai coordinatori della MEZZORA DI SILENZIO PER LA PACE E LA GIUSTIZIA SOCIALE che coinvolge un gruppo eterogeneo di persone che ogni venerdì pomeriggio da un paio d’anni manifestano praticando il ‘silenzio per la pace’. Tale iniziativa quindi ha rilevanza nell’ambito delle attività realizzate da aggregazioni e associazioni pacifiste e, in specifico, delle pacifiche manifestazioni contro la guerra, contro il militarismo e contro il riarmo svolte in numerose città e località italiane costantemente ogni anno, mese, settimana o giorno. Tante forme di protesta nonviolenta la cui realtà vivace e dinamica è illustrata nella mappa in continuo aggiornamento pubblicata nel ‘catalogo’ di produzioni di PRESSENZA e recentemente evidenziata dall’analisi dei dati raccolti mediante la sua elaborazione [Consistenza del pacifismo in Italia: mostrata, e dimostrata, nella mappa online su Pressenza / PRESSENZA – 11.12.2025]. Un esperto di difesa popolare nonviolenta e di storia della nonviolenza e, in particolare, della nonviolenza nel cristianesimo e nel dialogo interreligioso, e un profondo conoscitore del pensiero di Gandhi, Martin Luther King e Tolstoj, Paolo Candelari è coautore delle raccolte Teoria e pratica della riconciliazione edita da QualeVita e Guerra pace nonviolenza: 50 anni di impegno pubblicata nel 2016 da Edizioni Paoline e scrive saggi e testi divulgati dal Centro Studi per la pace ‘Sereno Regis’ e da Missioni Consolata e su PRESSENZA. Della propria conferenza sul tema La difesa nonviolenta come alternativa alla guerra armata Paolo Candelari anticipa: «Partendo dalle sue radici ideali e storiche, in particolare dalla nonviolenza gandhiana, si ripercorrono l’evoluzione del pensiero nonviolento e delle concrete esperienze di nonviolenza. Una pratica che, pur non garantendo sempre il successo, si è spesso dimostrata più efficace della lotta armata, la nonviolenza oggi rappresenta l’unica opzione valida per la difesa delle comunità nell’era nucleare. La sua applicazione però rimane limitata e ostacolata da una cultura dominante ancora legata alla logica militare, perciò si esaminano e valutano le possibili azioni politiche con cui sostenerla». L’intervento di Paolo Candelari è presentato nel blog della MEZZORA PER LA PACE E LA GIUSTIZIA SOCIALE praticata a Casale Monferrato in due pagine correlate. Nella prima pagina – pubblicata ieri, 13 dicembre – il memoriale inaugurato a Milano il 12 dicembre scorso, una peculiare installazione urbana dedicata alle vittime della strategia della tensione è descritto facendo riferimento alle analogie tra i fatti che accadevano nell’autunno caldo del 1969 e quelli che hanno contrassegnato il 2025. La pertinenza dell’intervento di Paolo Candelari nel ciclo di conferenze svolto a Casale Monferrato è messa in risalto contestualmente all’analisi delle notizie e dei commenti sulla strage di piazza Fontana, in particolare alla dichiarazione di papa Paolo VI, che nell’occasione ha condannato ogni forma di  “violenza, sopraffazione e terrorismo” e, ricordando che la “coscienza umana ha un’unica irriducibile aspirazione”, proclamato “La pace è vita nel mondo” [12 dicembre a Milano, nel 1969… e oggi, nel 2025]. Nella seconda, online da oggi, 14 dicembre, la sua relazione nel programma elaborato dal gruppo pacifista di Casale Monferrato è presentata citando alcune ricerche di Paolo Candelari sulle idee della nonviolenza. In particolare, la pagina evidenzia il suo studio della concezione della nonviolenza in teorie, tesi e prassi analizzate e discusse al Concilio Vaticano II indetto per ‘ammodernare’ dogmi, liturgie e missioni della chiesa cattolica, e una sua affermazione contenuta nel discorso che Paolo Candelari ha pronunciato a una PRESENZA DI PACE di un anno fa: > Oggi risulta più chiaro che mai che ci troviamo di fronte ad una scelta netta: > nonviolenza o barbarie, parafrasando la Rosa Luxemburg, socialista e pacifista > del 1914 > > [Nonviolenza: un’idea concreta / MEZZORA DI SILENZIO PER LA PACE E LA > GIUSTIZIA SOCIALE, 14.12.2025 – Nonviolenza o Barbarie / Paolo Candelari – > PRESSENZA, 28.11.2024] In questi giorni, in Italia segnati dall’anniversario della strage di piazza Fontana a Milano e da molte polemiche che infervorano l’opinione pubblica con discorsi che incitano all’odio, all’ostilità e al ricorso alle armi e nel mondo insanguinati dal massacro alla Sinagoga di Sidney e dalle incessanti carneficine della popolazione della Striscia di Gaza e in Cisgiordania, del Sudan, dell’Ucraina e di ogni luogo del mondo dove si combattono guerre e conflitti armati… ciò che Paolo Candelari ha scritto tanti anni fa e disse l’anno scorso è, purtroppo, ancora molto attuale. pagina redatta a cura di Lisistrata nel XXI secolo (Maddalena Brunasti) Redazione Piemonte Orientale
Consistenza del pacifismo in Italia: mostrata, e dimostrata, nella mappa online su Pressenza
Concepita ed elaborata da due praticanti il silenzio per la pace, continuamente aggiornata con le informazioni riferite dai coordinatori dei gruppi che praticano continuativamente le iniziative, dai partecipanti alle manifestazioni sui social-media oppure nelle notizie pubblicate da PEACE LINK e PRESSENZA, dal 9 giugno inserita nelle produzioni dell’agenzia stampa, la mappa oggi recensisce 66 attività organizzate da altrettante aggregazioni in 56 città e località e alle 12:00 ha registrato 1˙262˙576 visualizzazioni. consistènza – 1. a. Solidità, resistenza relativa alle deformazioni o alla pressione, densità… c. Con sign. più generico, l’aver corpo…; fig., fondamento, concretezza, rispondenza alla realtà… 2. In matematica, c. di un sistema di postulati, la sua non contraddittorietà [Enciclopedia Treccani / Vocabolario]   COMUNICATO STAMPA LA MAPPA CHE RILEVA, E RIVELA, LA CONSISTENZA DEL PACIFISMO IN ITALIA   In questi giorni di fine anno si fanno bilanci su molte ‘cose’… anche sulle opinioni riguardo ai conflitti bellici e sulla partecipazione alle proteste pacifiste e anti-militariste che hanno scandito il 2025. A tali valutazioni però sfugge un dato che merita attenzione, specialmente in questo periodo in cui le festività natalizie sollecitano tutti – in tutto il mondo e soprattutto in Italia, la ‘patria del presepe’ – a riflettere sul valore della pace in Terra e dell’impegno degli uomini, e delle donne, di buona volontà a debellare la guerra. Oltre ad alcuni sondaggi effettuati di recente, quanto il pacifismo sia diffuso tra gli italiani si rileva dalla mappatura delle iniziative periodicamente e continuativamente svolte in numerose località: a Comiso e a Longare dal 1986 e a Verona dal 1990, ora ben 38 e 35 anni consecutivi; a Genova dal 2001, già quasi un quarto di secolo; a Rovereto dal 2003, oltre vent’anni; a Brescia dal 2017; a Ivrea, Milano, Palermo, Parma dal 2022; a Lodi e Torino dal 2023 e in molte altre città e località dal 2024 o dall’inizio di quest’anno, in cui inoltre alle manifestazioni del 3 ottobre hanno partecipato circa 500 MILA persone e circa 70 MILA alla marcia PerugiAssisi ‘inaugurata’ nel 1961. L’idea di visualizzare in una mappa i gruppi pacifisti che manifestano costantemente ogni anno, mese, settimana o giorno è stata concepita da due praticanti il ‘silenzio per la pace’, rispettivamente a Casale Monferrato e a Sartirana Lomellina, dal 2024: «Abbiamo confrontato le nostre esperienze – spiegano  Maddalena Brunasti e Luisa Dallera – Poi abbiamo cercato di sapere dove e come agiscono altri gruppi simili ai nostri, quindi abbiamo pensato che posizionando tutte le realtà locali in una cartina geografica si vedessero raffigurate in un colpo d’occhio la loro quantità e la loro diffusione». La rilevazione elaborata, e continuamente aggiornata, con le informazioni ricevute dai referenti dei gruppi, pubblicate sui social-media oppure riferite nei repertori di PEACELINK e PRESSENZA, è illustrata nella mappa online dal maggio scorso e dal 9 giugno inserita nelle rubriche fisse del portale dell’agenzia stampa internazionale PRESSENZA: «La mappa che stiamo costruendo è uno strumento concreto in mano alla base sociale per far sentire la propria voce  – commenta Olivier Turquet, coordinatore della redazione italiana di PRESSENZA  – Quella voce che Pressenza cerca di mettere in evidenza tutti i giorni». La mappatura delle iniziative (presidi e sit-in, marce, festival e rassegne) svolte periodicamente ha permesso di rilevare la numerosità delle manifestazioni e le caratteristiche dei gruppi che le praticano. Analizzando le informazioni riportate nelle schede collegate ai segnali che indicano ciascun gruppo sulla carta geografica si riscontrano analogie e differenze tra le varie aggregazioni e un dato rilevante: la loro persistenza e recente proliferazione. SI PUÒ SOSTENERE CHE NELL’INSIEME CONFIGURINO UN MOVIMENTO O FENOMENO SOCIALE ? Il sociologo Mauro Ferrari conferma: «Possiamo senz’altro affermare che si tratta di un fenomeno sociale con le caratteristiche di un movimento plurale, caratterizzato da numerose differenze». Le descrizioni delle aggregazioni forniscono informazioni sulle specificità e sulle modalità espressive peculiari di ciascuna, in particolare dei gruppi praticanti il silenzio e il digiuno connotativi della pacifica e non-violenta protesta pacifista. Molte formazioni sono ‘animate’ da donne e collettivi femminili – in particolare dai gruppi locali del movimento delle DIN / DONNE IN NERO – e ognuna ha una storia, una composizione e un’identità propria e opera a modo proprio all’interno della propria comunità, nel cui ambito interviene interagendo con le locali associazioni umanitarie, culturali ed ecologiste, relazionandosi con le istituzioni e autorità territoriali e, soprattutto, dialogando direttamente con i propri concittadini. Infatti nei racconti dei loro referenti e dei partecipanti alle loro iniziative ricorre la ‘narrazione’, a volte illustrata con immagini, che evidenzia le reazioni della gente alla vista dei pacifisti radunati in piazze e strade delle città: talvolta, ma raramente, i gruppi vengono derisi, insultati o aggrediti; più spesso, sempre più frequentemente, tanti automobilisti li approvano ‘strombazzando’ e facendo segni con la mano (pollice alzato, OK o dita a V) e molti passanti si soffermano a fotografarli o si uniscono spontaneamente a loro.   GLI ITALIANI DAVVERO PACIFICI, E VERAMENTE PACIFISTI – COMUNICATO STAMPA in file word e pdf  con collegamenti ipertestuali alle fonti informative e i materiali illustrativi in esso contenuti, l’ELENCO delle attività recensite fino al 10 DICEMBRE 2025 e le IMMAGINI raffiguranti la mappa (le sue fotografia scattate il 10 e l’11 DICEMBRE 2025) sono a disposizione nella CARTELLA STAMPA online UFFICIO STAMPA ● LISISTRATA NEL XXI SECOLO +39 345 0 6 7 4 0 3 5 – lisistratanelxxisecolo@gmail.com Redazione Italia
Il “vento” che soffia ad Alessandria, Novara, Novi Ligure e in Valchiusella…
Molteplici iniziative organizzate in questi giorni e in programma nella settimana danno evidenza alla solidarietà dei piemontesi per la popolazione palestinese. Vi partecipano tante, ogni volta sempre più numerose, persone.   DA OGNI FIUME A OGNI MARE Alcune attività vengono svolte nell’ambito della mobilitazione che coinvolge nel sostegno alla Global Sumud Flotilla diretta a Gaza con un carico di generi alimentari e medicinali. Una parte dei soccorsi è stata raccolta a Genova in pochissimo tempo, una manciata di giorni, superando di gran lunga ogni aspettativa dei coordinatori della colletta [80 tonnellate di generi alimentari pronte a partire per Gaza / 28 AGOSTO 2025]. Poster della collezione del Centro di Documentazione del Manifesto Pacifista Internazionale, che domenica 7 settembre a Castelfranco Emilia / BO presenta la mostra “Camminare per la Pace” Molti piemontesi hanno cooperato alla raccolta di derrate alimentari destinate a Gaza e sono arrivati nel capoluogo ligure, la cui lunga tradizione nella lotta contro le guerre oggi viene espressa dai cittadini praticanti la settimanale Ora di silenzio per la pace e dai camalli, i lavoratori portuali, che sabotano le partenze delle navi mercantili cariche di armi e munizioni dirette in Arabia Saudita, Yemen e Israele. Sabato e domenica 30-31 agosto scorsi a Genova un’enorme fiaccolata ha illuminato il percorso dal centro di raccolta al porto e oltre 50 mila persone, tra cui anche molti piemontesi, sono confluite al molo dove erano attraccate le barche in partenza e che nei prossimi giorni si uniranno alle altre salpate da altre coste e città italiane, francesi e spagnole. Contemporaneamente, domenica 31 agosto in tutta Italia si sono svolte le iniziative che hanno coinvolto i partecipanti a realizzare una miriade di barchette di carta raffiguranti i vascelli della Global Sumud Flotilla. In Piemonte le piccole imbarcazioni sono state fatte galleggiare sul Po e nelle fontane cittadine a Casale Monferrato e a Torino (vedi reportage) e nei torrenti della Valchiusella e giovedì 4 settembre alle ore 21 navigheranno a Novara nei flutti della fontana “del Barlocchi” (parco Allea San Luca – viale 4 Novembre, lato largo Costituente) durante la veglia organizzata dal coordinamento Novara per la Palestina.   I CUORI DI GAZA In questo periodo ad Alessandria e a Novi Ligure viene esposta la rassegna di disegni dipinti dai bambini di Gaza “collezionati” dall’illustratrice irlandese Feile Butler, che spiega: « Tutto è cominciato osservando i disegni dei nipoti di Mohammed Timraz, che vive a Deir al Balah, una cittadina nella Striscia di Gaza, dove gestiva un bar fino all’ottobre 2023 e da allora si è prodigato in ogni modo possibile per i propri concittadini e ha, anche con il mio supporto, ha allestito The Artists’ Tent (La tenda degli artisti), uno spazio dove i bambini possono stare insieme e disegnare, venendo ascoltati e incoraggiati a esprimersi raffigurando i propri sentimenti e le loro esperienze. « Avevamo molti progetti: volevamo incrementare il numero dei laboratori artistici e, sopprattutto, offrire a più bambini questa opportunità e realizzare attività anche per i ragazzi più grandi, inoltre ingaggiare uno psicologo con cui assistere i piccoli e i giovani… Ma dal 18 marzo scorso, quando dopo una breve tregua la Striscia di Gaza è stata completamente isolata e sono ripresi i bombardamenti, il problema prioritario è diventato un altro, cioè la sopravvivenza di Mohammed e dei bambini di cui lui si prende cura. « Nel luglio 2024 ho esposto le fotografie dei disegni dei piccoli artisti palestinesi nella mia città [Sligo, in Irlanda] e non appena abbiamo pubblicato sui social media le immagini della rassegna sono arrivate numerose proposte di collaborazione da tutto il mondo e la mostra – che è intitolata HeART of Gaza: Children’s Art from the Genocide – è stata presentata in quasi 90 città in 2 continenti».  Per iniziativa promossa dal comitato Novi for Gaza insieme alle sedi locali di CGIL ed EMERGENCY e con altre associazioni cittadine e sostenuta dal Comune, la mostra è in esposizione fino al 5 settembre a Novi Ligure (Biblioteca Civica – via G. Marconi 66), dove è stata inaugurata domenica 31 agosto nell’ambito della manifestazione cittadina a cui sono intervenuti il Presidente della Comunità Palestinese in Lombardia, Khader Tamimi, e i rappresentanti dell’associazione Salaam – Ragazzi dell’Olivo e del coordinamento Sanitari per Gaza. Successivamente, per iniziativa delle locali congregazione salesiana e associazione Granelli di Senape, dal 7 al 16 settembre verrà esposta ad Alessandria (Centro don Bosco – San Giuseppe artigiano / corso Acqui 398) .       Redazione Piemonte Orientale
Carla Osella: rom e sinti nell’occhio del ciclone politico-mediatico
Sono stati rintraciati tre dei quattro ragazzini che nella mattinata di lunedì 11 agosto a Milano avevano rubato un’auto e investito e ucciso la 71enne Cecilia De Astis. In un post pubblicato il 12 agosto, Matteo Salvini aveva commentato: «Campo ROM da sgomberare subito, e poi radere al suolo, dopo anni di furti e violenze, pseudo “genitori” da arrestare e patria potestà da annullare. Sindaco Sala e sinistre, ci siete???». Oggi è intervenuta Carla Osella, presidente dell’Associazione Italiana Zingari Oggi – Rom e Sinti. I quattro ragazzini erano scappati dal campo nomadi non autorizzato sito nella periferia del capoluogo lombardo in cui erano stati identificati e affidati in custodia alle proprie famiglie. Il 14 agosto dei quattro fuggiaschi una ragazza è stata intercettata sull’autostrada A6 Torino-Savona vicino al casello di Fossano e due fratelli, di 12 e 13 anni, sono stati fermati nella proprietà di Arifa Salkanovica a Beinasco, in provincia di Torino, dove erano arrivati con la madre. «Erano disperati. Terrorizzati. Urlavano. Hanno raccontato cosa è successo, abbiamo cercato di tranquillizzarli – ha spiegato Arifa Salkanovica, una 68enne di nazionalità bosniaca che ha 14 figli e da molti rom è soprannominata “zia” – Sono solo bambini. Erano sconvolti. La sera abbiamo mangiato insieme, abbiamo preso una pizza e hanno dormito qui. Quando all’alba sono arrivati i poliziotti erano spaventati, ma gli agenti gli hanno spiegato che nessuno avrebbe fatto loro del male e li hanno portati via, insieme alla madre» – https://www.milanotoday.it/cronaca/zia_minorenni-incidente-campo-rom.html Nel capoluogo piemontese ha sede l’A.I.Z.O. ROM E SINTI, ovvero l’Associazione Italiana Zingari Oggi fondata nel 1971 per iniziativa di alcuni volontari e 431 famiglie sinti piemontesi, la cui presidente è la torinese Carla Osella. Classe ’46, una suora orsolina, cioè della Compagnia di Sant’Orsola / Comunità delle Figlie di S. Angela Merici, e membro del Comitato Nazionale di Servizio del Rinnovamento nello Spirito Santo, è una pedagogista che nel 1971 si era trasferita ad abitare nel campo nomadi abusivo in cui dimorava un gruppo di sinti piemontesi. Oltre che le iniziative e attività dell’A.I.Z.O., dal 1978 coordina la pubblicazione del bimestrale di antropologia e politica Zingari Oggi e dei Quaderni Romanì. Nel 2011 è stata nominata Commendatore della Repubblica e nel 2012 eletta Commissioner for Holocaust. È la voce narrante di Ti racconto gli Athinganoi – Gli ‘intoccabili’ attraverso l’esperienza dell’Aizo di Carla Osella con rom e sinti, un libro curato da Giancarlo Chiapello ed edito da Ecohs nel 2023, nella cui introduzione papa Francesco I ha scritto “Per Dio nessuno è sbagliato, nessuno è escluso”. Oggi Carla Osella è intervenuta con questa dichiarazione: > Il dramma di Milano ha portato alla ribalta la questione dell’inclusione di > rom e sinti scatenando l’ennesima polemica. > > Sociologi, psicologi, antropologi,… tutti ne parlano, tutti fingendo di sapere > e capire tutto su questa popolazione. > > Perché invece non ascoltare loro, rom e sinti? > > Adesso si parla anche della strategia europea per la loro inclusione, un piano > decennale che si concluderà nel 2030, tra 5 anni. > > C’è è ancora tanto tempo per intervenire… ma facendo cosa? > > Le politiche attuate finora non hanno funzionato, né quelle di destra né > quelle di sinistra. > > La proposta di Salvini ha svegliato dal torpore gli italiani in vacanza, > preoccupati dall’aumento dei costi di ombrelloni e sdraio mentre, per > risolvere a modo suo i problemi della guerra in Ucraina, Trump incontrava > Putin in Alaska. > > Chiudere i campi senza proporre alternative è ingiusto, e irrazionale, eppure > se ne parla. > > Si dice “sbattiamoli via tutti”, parlando di persone come fossero dei vecchi > scatoloni. > > Si parla di sgomberi con le ruspe senza considerare che così riprenderanno le > occupazioni di spiazzi senza servizi igienici e nelle città insorgeranno > nuovamente gli stessi problemi di prima, anche quello dei ragazzini che > corrono di qua e di là infastidendo la gente, rubando… > > Dei bambini rom e sinti si dice che non vanno a scuola. Non è vero! A scuola > ci vanno eccome. Le loro famiglie, anche se con fatica, ce li mandano tutti i > giorni, purtroppo però soltanto finché sono molto piccoli. Intrepellati sulla > motivazione dell’abbandono della scuola, i genitori rispondono che i loro > figli “sono diventati grandi”, in particolare le bambine, che da quando sono > mestruate considerano donne. > > Si pensava che il Decreto Caivano portasse meno evasione scolastica del > passato, e in effetti qualcosina si sta muovendo. > > Tante famiglie si sono inserite nelle comunità urbane e molte hanno acquistato > dei terreni agricoli in cui stabilirsi. La loro struttura non è nucleare, ma > estesa, e la decisione se abitare in condomini o in accampamenti è una loro > scelta. > > Sempre più giovani lavorano e, diversamente dai propri antenati, vogliono > cambiare lo stile di vita tradizionale, ma senza rinnegare le radici culturali > del proprio popolo, che cercano di adattare alla realtà attuale e al mondo che > li circonda. > > È su di loro che si deve puntare, sono loro che si devono ascoltare. > > Ma chi ascolta la loro voce? > > Chi da anni opera “in mezzo a loro” e “al loro fianco” è tacciato di essere > illuso, di perdere tempo perché gli zingari non cambieranno mai… > > Certamente la politica dei piccoli passi della condivisione quotidiana nei > momenti di gioia e di dolore non ha fatto una rivoluzione, ma essere stati > presenti attraverso gli anni ha costruito e consolidato relazioni persistenti > che infondono molte speranze in tutti, anche in loro! > > Perciò facciamo appello al Governo e a tutte le forze politiche sane del > nostro Paese di qualsiasi coalizione appartengono e anche alla Chiesa affinché > ci sediamo ad un tavolo insieme per proporre soluzioni vere e responsabili e > non abbandonare all’indifferenza un popolo che ha diritto di esistere! La foto che ritrae Carla Osella con Francesco I è pubblicata nel reportage di un suo incontro con lui insieme a 500 rom e sinti provenienti da tutta Italia – https://www.istitutosecolareangelamerici.org/carla-osella-dal-papa/ Maddalena Brunasti
15 agosto / ferragosto 2025, come ogni venerdì dall’inizio del 2024…
Come dal primo, quello del 5 gennaio 2024, a Casale Monferrato ogni venerdì pomeriggio si raduna il gruppo di praticanti la settimanale mezz’ora di silenzio per la pace e la giustizia sociale. La manifestazione coinvolge i partecipanti a manifestare esprimendosi con la propria eloquentemente taciturna presenza all’insegna delle bandiere arcobaleno e di cartelli che indicano i paesi dove sono in corso conflitti armati e le idee condivise dalle persone che di volta in volta si aggregano al gruppo per testimoniare il proprio impegno alla diffusione della cultura della pace e a debellare la guerra e il proprio dissenso al militarismo e al riarmo, per chiedere che siano interrotte le forniture ddi armi agli eserciti belligeranti e per implorare che cessino subito i combattimenti in ogni luogo, l’assedio di Gaza e il genocidio del popolo palestinese. Il gruppo oggi sosterà dietro all’aiuola di corso Indipendenza all’incrocio con piazzale Pia e via Visconti. E, come di consueto, i coordinatori dell’iniziativa hanno avvisato i propri concittadini inviando messaggi telefonici e pubblicando post sui social-media che, per attirare l’attenzione, sono composti con un’immagine emblematica. In questa occasione la figura rappresentativa è una fotografia che illustra un murales dipinto sulla parete di un edificio a Riace, la cittadina calabra che per “rompere l’indifferenza e l’inerzia della politica” il 6 agosto scorso ha siglato il gemellaggio con Gaza. Il murales, che è un’opera di  Vincenzo Franco, raffigura papa Francesco I mentre, come un giovane graffittista, scrive su un muro DISARMARE LE PAROLE, PER DISARMARE LE MENTI E DISARMARE LA TERRA. Questa immagine suggestiva contrassegna la giornata in cui durante la consueta mezzora di silenzio il gruppo di attivisti rifletterà sui fatti accaduti durante la settimana e sulle proposte contenute nel proclama Basta dichiarazioni rituali: di fronte a ipotesi di occupazione di Gaza servono azioni concrete pubblicato il 9 agosto scorso, a cui hanno già aderito numerosi esponenti di associazioni, reti e aggregazioni, tra cui alcune a cui fanno riferimento le persone che in Monferrato promuovono la settimanale manifestazione pacifista. Tra le molte firme al proclama, gli attivisti monferrini hanno notato anche quella di Fiorella Manzini, presidente del Centro di Documentazione del Manifesto Pacifista Internazionale nel cui archivio è conservato il poster realizzato 43 anni fa, nel 1982, dai pacifisti di Genova – che dal settembre 2001, quindi da 24 anni, ogni mercoledì manifestano praticando la ORA IN SILENZIO PER LA PACE – per illustrare il programma di un dibattito pubblico intitolato DISARMARE PER SEMPRE. BASTA… !!! La dichiarazione congiunta della società civile italiana attiva per la pace in Palestina e Israele / 15 AGOSTO 2025 – MEZZORA DI SILENZIO PER LA PACE E LA GIUSTIZIA SOCIALE Redazione Piemonte Orientale
Generali e veterani dell’IDF che non approvano il piano di Netanyahu per Gaza
Ieri, 13 agosto, l’IDF ha approvato il piano di occupazione di Gaza e sfollamento dei palestinesi proposto dal governo israeliano. Intanto, il potere di nominare gli effettivi delle forze armate dal grado di colonello in su veniva avocato al ministro della difesa, Israel Katz. Così dalla compagine al comando delle truppe vengono emarginati il Capo di Stato Maggiore, Eyal Zamir, e i generali e ufficiali che come lui hanno criticato questo progetto e la strategia politica e militare del governo Netanyahu. Che ciò potesse accadere era stato paventato dai militari in pensione o in riserva intervenuti al comizio, svolto a Tel Aviv il giorno precedente, 12 agosto, e proprio di fronte al quartier generale dell’IDF. Una manifestazione che ha attirato molta attenzione perché in cui un generale dell’Areonautica Militare e dal 2005 al 2007 ai vertici dell’IDF, Dan Halutz, e tutti gli oratori hanno esplicitamente affermato che le operazioni condotte dal governo israeliano a Gaza dal 2023 in poi sono illecite, violano il diritto internazionale e anche principi e norme delle leggi israeliane e che oltre ad essere immorale il piano di occupazione del territorio mette in pericolo ed espone Israele a molti rischi e non è, come millantato da Netanyahu e dai ‘falchi’ al governo e nell’esercito, un’efficace strategia difensiva dei cittadini israeliani, bensì una tattica con cui imporre un regime autoritario, dispotico e tirannico. La manifestazione che ha coinvolto i veterani dell’IDF a esprimersi pubblicamente si è conclusa con la lettura di un messaggio di Tami Arad, moglie del pilota catturato in Libano nel 1986 e fino al 1992 un ostaggio la cui morte è stata più volte annunciata e smentita. Quando l’esplosione delle munizioni a bordo provocarono la caduta del Phantom su cui volava per andare a colpire delle basi dell’OLP (Organizzazione per la Liberazione della Palestina), Ron Arad aveva 28 anni. Mentre i soccorritori israeliani riuscivano a recuperare l’altro pilota, lui veniva trovato dai miliziani di Amal, che per la sua liberazione chiesero il rilascio di alcuni prigionieri libanesi e poi lo consegnarono agli sciiti iraniani. Per salvare Ron Arad vennero tentate numerose iniziative diplomatiche che aggregarono la società civile israeliana e la comunità internazionale. Invece, ha denunciato la sua vedova, gli ostaggi catturati da Hamas il 7 ottobre 2023 sono rimasti intrappolati nell’assedio e, adesso, nelle macerie di Gaza. E, mentre la guerra ad oltranza è propugnata da Netanyahu e dai suoi sostenitori, per salvare gli ostaggi ancora vivi, forse una 20ina di persone, come Tani Arad e tanti familiari degli ostaggi e come i veterani dell’IDF che hanno partecipato alla manifestazione del 12 agosto scorso, molti israeliani implorano la cessazione dei combattimenti. All’iniziativa, intitolata STOP the war. SAVE the hostages (BASTA guerra. SALVATE gli ostaggi), sono intervenuti anche il pilota Uri Arad, che ha combattuto nella guerra dello Yom Kippur e per sei settimane è stato tenuto prigioniero in Egitto, e un colonello dell’Aeronautica Militare, Yair Aloni, che ha definito folle la strategia del governo dal 7 ottobre 2023 in poi e, commentando “i morti non parlano…”, affermato che tutte le azioni condotte a Gaza mostrano che alla liberazione degli ostaggi i politici preferiscano la loro uccisione. Un generale dell’Areonautica Militare e, dal 2005 al 2007, ai vertici dell’IDF, Dan Halutz, e tutti gli oratori hanno esplicitamente affermato che le operazioni militari condotte a Gaza dal 2023 in poi sono illecite, violano il diritto internazionale e anche principi e norme delle leggi israeliane, e che oltre ad essere immorale il piano di occupazione del territorio concepito da Netanyahu non è nemmeno un’efficace strategia difensiva della nazione, anzi la mette in pericolo ed espone tutti i suoi cittadini a molti rischi. La manifestazione è stata trasmessa in streaming da UnXeptable. La registrazione con la traduzione in inglese e un reportage in italiano sono pubblicati, a cura di Daniela Bezzi e Marinella Correggia, sul sito del Centro Studi Sereno Regis nella pagina intitolata Tel Aviv: anche i colonnelli e i generali scendono in piazza per dire “Basta Guerra!” Redazione Italia