Questo gemellaggio non s’ha da fare, né domani né mai
Quale sia il pericolo che possa derivare dal gemellaggio tra Riace e Gaza non è
dato saperlo, forse dovremmo porre la domanda direttamente a esponenti della
destra di Governo come il ministro Calderoli. Si parla di “grave pregiudizio
alla politica estera italiana” e di un legame esistente tra le istituzioni di
Gaza e quella che viene definita a tutti gli effetti organizzazione terroristica
ossia Hamas.
Nel recente passato tra le organizzazioni terroristiche inserite nelle liste
nere abbiamo ritrovato organizzazioni legittimamente votate dal popolo o gruppi
politici schierati per la autodeterminazione. Anni or sono anche alcune
organizzazione curde che combattevano l’Isis erano considerate alla stregua di
gruppi terroristici.
La discussione ci porterebbe lontano, dovremo prima o poi affrontare la nozione
giuridica e internazionale di terrorismo, se tutte le organizzazioni messe al
bando dall’Occidente possano essere ritenute tali o piuttosto espressione di
lotte di liberazione. Che piaccia o no, che si condivida oppure no una lotta di
liberazione e di autodeterminazione resta il problema di fondo: una
organizzazione per essere definita terrorista quali caratteristiche possiede? E
se viene sostenuta da centinaia di migliaia di uomini e donne anche i
sostenitori sono da considerare, e bandire, come terroristi?
Non spetta all’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle
università addentrarsi in questa discussione, assumendo posizioni senza dubbio
divisive (ma ormai anche la difesa della democrazia appare un gesto eversivo), è
inaccettabile tuttavia che proprio nelle liste nere delle organizzazioni da
bandire e perseguire si siano trovate realtà che esprimevano lotte di
autodeterminazione, le istanze di libertà dei popoli presto potrebbero essere
bollate come terroristiche per delegittimarne sul nascere ogni rivendicazione.
Le sanzioni da parte dell’Unione europea andrebbero a loro volta studiate e
sviscerate ammettendo il legittimo dubbio che parte delle stesse siano frutto di
decisioni politiche legate a doppio filo con la guerra, con il Riarmo europeo,
con le pressioni USA e NATO.
Il gemellaggio sottoscritto, lo scorso agosto, da Mimmo Lucano in collegamento
video con il sindaco di Gaza City Yahya Sarraj era un messaggio di pace, anche
se nei mesi successivi è arrivato, a seguito di un atto istruttorio, il parere
negativo proprio dal ministero degli Affari esteri e della Cooperazione
internazionale per il quale «sussistono rilevanti motivi ostativi, connessi al
legame esistente tra consigli locali e sindaci di Gaza e l’organizzazione
terroristica Hamas. Pertanto, ove effettivamente concluso, il gemellaggio in
questione sarebbe suscettibile di arrecare un grave pregiudizio alla politica
estera italiana. L’Italia, infatti, sostiene senza ambiguità la necessità di
escludere Hamas da qualsivoglia futuro politico e securitario nella
Striscia»: https://www.rainews.it/tgr/calabria/articoli/2025/12/calderoli-no-al-gemellaggio-tra-riace-e-gaza-pericoloso-per-litalia
A questo punto non rimane che trarre alcune conclusioni, amare a dir poco. Il
Governo italiano è sempre più schierato a sostegno di Israele, non nutre alcun
dubbio sulla narrazione che vedrebbe una organizzazione terroristica tenere in
ostaggio un intero popolo il che avrebbe autorizzato Israele a continui ed
efferati bombardamenti che hanno portato alla morte decine e decine di migliaia
di civili palestinesi ed arabi, alla totale distruzione di Gaza, alla cacciata
di un popolo dalle proprie terre. Un popolo che non ha scuole dove inviare i
propri figli od ospedali dove curarsi, privato di ogni fonte di sostentamento
economico.
Solo nei giorni scorsi giornali occidentali hanno parlato di bande filosioniste
finanziate e armate da Israele, le stesse bande che si sono impossessate degli
aiuti ONU lucrando sui generi di prima necessità. I membri di queste bande sono
considerati nel mondo arabo dei terroristi al soldo di Israele, operano come
polizia segreta contro i palestinesi. L’accusa di terrorismo si rivolge contro
milizie filoisraeliane il cui agire è considerato, a prescindere, immune da ogni
accusa di terrorismo.
Questo solo esempio ci aiuti a non semplificare la realtà accettando assurdi
diktat il cui intento è solo quello di escludere le comunità locali da una
azione pratica, spontanea e disinteressata a favore della pace, di dialogo tra
popoli aiutando chi oggi ha bisogno di tutto: dall’acqua potabile alla energia
elettrica.
Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università