Öcalan invia una lettera al movimento delle donne curde: il soggetto fondatore della società è la donnaIn occasione della Giornata internazionale della donna, l’8 marzo, il leader
curdo incarcerato Abdullah Öcalan ha rivolto un messaggio dettagliato al
movimento femminile curdo. Nella dichiarazione, pubblicata dal coordinamento del
Partito delle donne libere del Kurdistan (Partiya Azadiya Jinên Kurdistanê,
PAJK), ha sottolineato il ruolo storico delle donne come soggetto fondante della
società e ha chiesto una più forte organizzazione politica all’interno del
movimento femminile.
La lettera di Öcalan recita quanto segue:
Ognuno ha una visione soggettiva delle donne, una passione, una maledizione. O
una cecità. Se dobbiamo parlare di qualcosa di divino in questo mondo, mi sembra
più corretto, persino necessario, che sia di origine femminile. Ciò che mi
stupisce è che l’uomo abbia sconsideratamente utilizzato il suo intero monopolio
di conoscenza e potere per schiavizzare le donne.
Il fatto che egli abbia consumato le donne spiritualmente e fisicamente a tal
punto senza riconoscere alcuna regola etica o politica mi impone la necessità di
comprenderlo come la questione filosofica più fondamentale. C’è una necessità
più grande di quanto si creda di una filosofia, di una filosofia scientifica, e
persino di un approfondimento dello studio della religione e della mitologia per
far luce su questo tema. E con ciò, diventa necessario rivelare la vera etica ed
estetica umana, la costruzione della sfera politica e quindi
l’istituzionalizzazione della società democratica, rendendola l’oggetto
fondamentale della sociologia e quindi della gineologia. Vorrei rispondere alla
nota affermazione di Karl Marx: “Nulla di ciò che è umano mi è estraneo”, con le
parole: “L’essere umano in quanto donna mi interessa ancora di più”.
Il fatto che il cosiddetto socialismo reale scientifico guardasse alle donne con
tale cecità non è stata solo una delle ragioni più importanti del suo crollo, ma
anche la prova di quanto profondamente si fosse radicato il concetto di
schiavitù dell’uomo.
Mentre cercavamo modi per superare il socialismo reale, un criterio fondamentale
divenne per me decisivo: essere socialisti può nascere solo dall’instaurazione
di un autentico rapporto di libertà con le donne. Inoltre, diventare veramente
umani e staccarsi dalla mera naturalità del regno animale è possibile solo sulla
base di un rapporto con le donne fondato su uguaglianza, libertà e principi
etici ed estetici.
Sistema di omicidio sociale basato sulle caste
Nel mio ultimo manifesto volevo esprimere che all’origine di quello che chiamo
il sistema di omicidio sociale basato sulle caste c’è la distruzione dell’anima
delle donne, mentre la modernità capitalista ha ridotto i loro corpi a una
condizione peggiore di quella di un cadavere.
Sapete bene che le donne dicono spesso: “Mi avete portato via l’anima e il
corpo”. Questa espressione ha un profondo significato storico ed è da tempo
parte di un’espressione collettiva dell’esperienza. Un’altra conclusione
centrale del mio manifesto riguarda la necessità di ridefinire la sociologia. A
mio avviso, la sociologia non può essere definita una scienza della società in
senso stretto. Questo perché la società, in quanto seconda natura, possiede una
dimensione di significato derivante dalla sua infinita relazionalità che non può
essere colta come oggetto di indagine scientifica.
Certi aspetti possono essere effettivamente esaminati scientificamente, come la
base economica sottolineata da Karl Marx e Friedrich Engels, la struttura
sociale nel senso descritto da Max Weber, o le strutture identitarie e normative
analizzate da Émile Durkheim. Tuttavia l’ampio “mondo di significato” della
natura sociale non può essere catturato appieno in questo modo. Anche se lo si
affronta analiticamente, il risultato può piuttosto essere inteso come una
pratica etico-estetica, come un’arte della convivenza politica e sociale. Con
questo non mi riferisco certo alla presunta “arte” e gli anni a venire saranno
densi di significato e vi condurranno a salpare verso l’amore e l’affetto. Con
rispettosi saluti, prodotta dalla modernità capitalista all’interno della sua
industria culturale, che in realtà assomiglia più a un mattatoio culturale.
Dal sistema sociale materno al patriarcato
In base alla tesi marxista secondo cui “la storia è una storia di lotte di
classe”, sono giunto a un’altra definizione: tutta la storia, compreso il
periodo precedente alla scrittura, può essere intesa come una tensione tra
comune e stato emersa dalla divisione delle strutture originarie dei clan.
Il fenomeno della comunalizzazione, il cui esame e spiegazione approfonditi
richiederebbero un’analisi approfondita, si sviluppò essenzialmente come una
forma di società matriarcale. I reperti archeologici indicano che – favorito
principalmente da fattori geografici e da una flora e una fauna adatte – si
sviluppò lungo l’asse Zagros-Taurus e risale a circa 50.000-30.000 anni fa.
Anche le scoperte di quel periodo, che includono numerose statuette femminili ma
nessuna statua maschile, indicano questa realtà.
Fino al Neolitico, questa società materna accumulò un notevole sviluppo
culturale e sociale, in particolare nei campi della lingua e delle culture
vegetali e animali. Fino alle soglie della società sedentaria, l’ordine
culturale dominante rimase chiaramente incentrato sulle donne. Un’indicazione di
ciò si può trovare, ad esempio, nell’elemento femminile della radice di molte
lingue e nella cultura Ma.
In una fase successiva, tuttavia, la “banda” maschile, che aveva acquisito
sempre maggiore esperienza e potere nell’uccisione degli animali, ottenne
l’accesso a questa ricchezza sociale.
Dalla caccia agli animali, alla fine si rivoltò contro il mondo femminile
stesso. In primo luogo, uccise i parenti maschi – soprattutto zii e adolescenti
maschi – che erano sotto la protezione delle donne, appropriandosi delle loro
risorse sociali. In seguito, soggiogò e rese schiave le donne. In sostanza, ciò
significò la distruzione dell’anima femminile.
In questo modo emerse il “dio maschile”. La religione originaria della dea
naturale lasciò il posto alla religione celeste del dio maschile. Gli sviluppi
successivi possono essere facilmente rintracciati nella mitologia sumera e nella
storia successiva delle religioni monoteiste. Il conflitto mitologico tra Enki e
Inanna, così come le narrazioni dell’Epopea di Gilgamesh, riflettono questa
trasformazione. Da allora fino ai giorni nostri, letteratura, politica e
sociologia hanno essenzialmente espresso questa forma mascolinizzata ed
egemonica dell’uomo.
Il “progetto donna” e la sua attuazione pratica
Ciò che mi stupisce è il fatto che per tutta la storia della civiltà abbiamo
mantenuto, e persino insistito, su una struttura di coscienza e sentimento così
cieca di fronte a una verità che in realtà avrebbe dovuto essere relativamente
facile da riconoscere e comprendere.
È quindi responsabilità dell’analisi sociale, in particolare della gineologia e
della sociologia, ma anche di un nuovo socialismo (un socialismo dopo il
socialismo reale) e dell’arte, rendere visibile questa realtà, concettualizzarla
teoricamente e inserirla nei processi di rinnovata trasformazione sociale.
Care compagne, quando ho detto che il mio “progetto femminile” poteva
considerarsi sostanzialmente concluso, intendevo proprio questa elaborazione
concettuale. Ma ora mi attende un enorme compito pratico: l’attuazione e la
realizzazione di questa prospettiva nella vita sociale. Il crescente interesse e
le numerose domande da parte di compagne e amiche mi spingono chiaramente verso
nuove ricerche e riflessioni. Allo stesso tempo, è chiaro che il mio posto e le
mie attuali condizioni non sono sufficienti, in termini di comunicazione, per
rispondere adeguatamente a tutte queste domande.
Storicamente il soggetto fondatore della società è la donna
Il processo che stiamo vivendo è un processo in cui le donne possono assumere un
ruolo ancora più attivo. La ricostruzione dell’ordine sociale sarà plasmata
sotto la guida delle donne. Anche storicamente, le donne sono il soggetto
fondante della società.
La socializzazione si forma attorno alle donne e attraverso le loro azioni.
Questa è una realtà sociologica. Le donne possiedono un potenziale – sia in
termini di consapevolezza della libertà che di livello di organizzazione – che
consente loro di assumere un ruolo di primo piano nel processo di ricostruzione
sociale.
Pertanto gli sforzi volti ad approfondire, mobilitare e attivare concretamente
questo potenziale, trasformandolo da semplice capacità in reale efficacia,
dovrebbero diventare la preoccupazione centrale delle organizzazioni femminili.
L’attuale processo offre condizioni favorevoli affinché le donne possano
liberarsi, contribuendo al contempo alla liberazione della società.
Organizzazione politica ed etica delle relazioni
La forza fondamentale di questo processo sono le donne. Pertanto è necessario
che le donne politicizzino ulteriormente la propria esistenza e si considerino
come soggetti politici autonomi. Invece di approcci puramente emotivi, sta
acquisendo importanza una forma di divenire-donna in cui la dimensione politica
assume sempre più importanza. Senza realtà politica, non è nemmeno possibile
respirare. Questo è di grande importanza e credo fermamente che sarete
all’altezza di questo compito.
La nostra linea ideologica di liberazione femminile è ben nota. Le donne hanno
già raggiunto un livello considerevole in termini di libertà e organizzazione.
Tuttavia, ciò che ora è necessario è un salto di qualità: dall’ideologia della
liberazione femminile a una pratica politica di liberazione femminile. In
effetti, un tale sviluppo è già osservabile in molti luoghi. Sono convinta che
tra voi emergeranno leader politici forti.
Sapete che non vi ho mai abbandonato. Sono convinto che proprio in questo
risieda l’espressione più realistica di quello che chiamo amore platonico in
senso sociale.
La comprensione dell’amore da parte di un socialista e il suo atteggiamento nei
confronti delle relazioni tra donne e uomini ne rivelano la personalità. Deve
essere chiaro che il sentimento commercializzato come “amore” dal sistema di
sterminio sociale basato sulle caste è organizzato in modo tale da garantire la
continuazione della schiavitù delle donne.
L’idealizzazione di ciò che non può essere realizzato
Anche il concetto di “amore platonico” che utilizzo non deve essere frainteso.
L’amore platonico significa l’idealizzazione di ciò che non può essere
realizzato nella pratica. L’idealismo dell’amore platonico è più prezioso del
realismo dell’amore pratico. Potete dirigere la vostra attenzione verso questo.
Non dovreste orientare la vostra mente e il vostro cuore verso la realizzazione
dell’amore pratico. Dovremmo scegliere l’amore platonico, perché la
realizzazione dell’amore pratico è piena di insidie.
Infine vorrei sottolineare che considero i vostri sviluppi significativi e li
considero un’“epoca di eroismo femminile”. Mi congratulo con voi per questo. Il
vostro stile di vita eroico è profondamente etico ed estetico; rappresenta la
risposta più forte del nostro tempo al sistema di omicidio sociale basato sulle
caste. La questione centrale riguarda come possa essere plasmata una nuova vita
umana. Senza raggiungere i veri segreti della vita attraverso le donne, non sarà
possibile comprendere il linguaggio dell’universo.
A tutti voi, in particolare a voi, ma anche a tutti gli amici che sollevano
domande, auguro che l’anno prossimo e gli anni a venire siano ricchi di
significato e vi conducano a salpare verso l’amore e l’affetto. Con i miei
rispettosi saluti.