Conferenza Onu per il processo di pace in Palestina. Le raccomandazioni di Amnesty
Israele/Territorio palestinese occupato, Amnesty International: Alla conferenza
Onu gli stati devono dare priorità alla fine del genocidio, dell’occupazione
illegale e dell’apartheid israeliano
In vista della conferenza di alto livello delle Nazioni Unite prevista il 28 e
29 luglio sul processo di pace in Palestina e sull’attuazione della soluzione a
due stati, Amnesty International ha chiesto che il dibattito sia incentrato
sull’applicazione immediata ed efficace del diritto internazionale. In
particolare, gli stati dovranno adempiere ai propri obblighi di prevenzione e
repressione dei crimini di genocidio e apartheid e impegnarsi a porre fine
all’occupazione illegale da parte di Israele del Territorio palestinese.
Amnesty International ha stilato una serie di raccomandazioni concrete agli
stati affinché adottino misure efficaci e facciano pressione su Israele per
fermare il genocidio in corso nella Striscia di Gaza, revocare il disumano
blocco umanitario e smantellare l’occupazione militare illegale e il sistema di
apartheid imposto all’intera popolazione palestinese sotto controllo israeliano.
“Se i ministri riuniti a New York vogliono davvero contribuire a una pace
giusta, duratura e globale per palestinesi e israeliani, la priorità assoluta
deve essere quella di agire concretamente per porre fine al genocidio in atto
contro la popolazione palestinese della Striscia di Gaza e all’occupazione
militare illegale che alimenta violazioni su vasta scala e rafforza il crudele
sistema di apartheid israeliano”, ha dichiarato Agnès Callamard, segretaria
generale di Amnesty International.
La catastrofe umanitaria provocata da Israele nella Striscia di Gaza ha ormai
raggiunto livelli insostenibili: è necessario che gli stati intervengano con
urgenza e determinazione. Le sole dichiarazioni, condanne o azioni sporadiche da
parte degli stati non stanno riuscendo a proteggere la popolazione civile né a
far rispettare il diritto internazionale umanitario.
“Un’azione concreta ed efficace da parte degli stati deve iniziare, prima di
tutto, con la richiesta di un cessate il fuoco immediato e duraturo e con la
revoca del blocco illegale imposto da Israele. Senza questi passaggi
fondamentali e urgenti, qualsiasi percorso relativo al futuro della popolazione
palestinese risulterà privo di credibilità. Come può essere considerato serio un
processo negoziale quando ogni giorno le persone palestinesi continuano a essere
uccise, affamate e sfollate con la forza in spazi sempre più ristretti?”, ha
aggiunto Callamard.
Tra le raccomandazioni più urgenti, Amnesty International ha chiesto agli stati
di:
pretendere un cessate il fuoco immediato e duraturo nella Striscia di Gaza,
garantire pieno e libero accesso a tutto il territorio e respingere con fermezza
il modello di distribuzione degli aiuti sotto controllo militare israeliano e
privo di neutralità. È essenziale ripristinare subito un intervento umanitario
guidato dalle Nazioni Unite, assicurando e ampliando i finanziamenti per le
organizzazioni umanitarie imparziali;
interrompere ogni forma di commercio o trasferimento che contribuisca o sia
collegato al genocidio, all’apartheid o all’occupazione illegale. In primo
luogo, vietare tutte le esportazioni e i trasferimenti di armi, di attrezzature
di sorveglianza e di ogni tipo di assistenza militare a Israele. Gli stati
devono inoltre sospendere gli accordi commerciali preferenziali e i partenariati
di cooperazione con Israele, compresi quelli dell’Unione europea;
adottare sanzioni mirate nei confronti dei funzionari israeliani maggiormente
coinvolti in crimini di diritto internazionale e cooperare con la Corte penale
internazionale, anche attraverso l’esecuzione dei suoi mandati di arresto;
impegnarsi nella ricostruzione della Striscia di Gaza e nel sostegno alla sua
popolazione, contrastando ogni tentativo di trasferimento forzato all’interno o
all’esterno del suo territorio;
istituire meccanismi per garantire riparazioni e misure di riabilitazione per la
popolazione palestinese, riconoscendo a Israele la responsabilità finanziaria
principale.
Amnesty International ha inoltre sollecitato le imprese a rifiutare qualsiasi
coinvolgimento diretto o indiretto nelle azioni illegali di Israele e di
assicurarsi, pertanto, di non contribuire a gravi violazioni dei diritti umani.
L’organizzazione per i diritti umani si è rivolta anche alla società civile e
all’opinione pubblica affinché continuino a mobilitarsi e a fare pressione sugli
stati perché rispettino i propri obblighi giuridici internazionali. È
fondamentale denunciare imprese, banche e altri attori economici che
contribuiscono o sono direttamente legati alle violazioni del diritto
internazionale da parte di Israele.
“Gli stati devono essere chiari e decisi: Israele non è al di sopra della legge
e l’assunzione di responsabilità è una priorità. La conferenza di New York è
l’occasione per mettere fine al sostegno, attivo o implicito, alle violazioni
israeliane e all’intenzionale mancanza d’azione. Dalla conferenza dovrà emergere
un impegno chiaro da parte degli stati a sospendere ogni attività economica che
contribuisca o sia direttamente connessa all’occupazione illegale, al sistema di
apartheid o al genocidio contro la popolazione palestinese della Striscia di
Gaza”, ha concluso Callamard.
“Mentre è in gioco la stessa sopravvivenza della popolazione palestinese, non
c’è più spazio per promesse vuote o dichiarazioni di principio. In un momento in
cui le persone continuano a scendere in piazza per chiedere un’azione globale e
cresce il numero degli stati che riconoscono il genocidio di Israele per quello
che è, qualsiasi operazione priva di contenuto reale non sarebbe solo
insensibile, ma anche moralmente inaccettabile. Se si vuole evitare che la
conferenza si riduca a una farsa, gli stati devono ascoltare le nostre
richieste. È il momento di trasformare le parole in azioni radicate nel diritto
internazionale e nella tutela dei diritti umani”.
Ulteriori informazioni
La Conferenza internazionale di alto livello per la soluzione pacifica della
questione palestinese e l’attuazione della soluzione a due stati, co-presieduta
da Francia e Arabia Saudita, si terrà a New York dal 28 al 29 luglio. La
segretaria generale Agnès Callamard e altri rappresentanti di Amnesty
International saranno disponibili per interviste.
Carolina Bruni – Head of Media and Communications Unit
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