Mamdani sarà un nuovo Obama 2.0?
Si bruciano i sogni di AVS ironizzando sulla “caccia al «Mamdani italiano»” e
non solo per motivi pratici. Perché è vero “non sarà facile trovare altri
trentenni di origini indiano-ugandesi, religione islamica e idee socialiste,
figli di registe pluricandidate agli Oscar e pure ineleggibili”. Ma è pur vero
che il socialista Mamdani nei comizi ha parlato di carovita più che di Trump.
Non ha fatto campagna con lo slogan «salviamo l’America dal fascismo», bensì
«salviamo il potere d’acquisto e la possibilità di trovare casa».
Qui, in queste considerazioni banali ma vere, sta il rischio (o il tentativo
programmatico) di far rientrare il caso Mamdani riportandolo dentro un
contenitore vuoto per tutte le stagioni: “concretezza” è il suo nome.
Ecco un esempio di questa parolina apparentemente così semplice e persuasiva:
“Trump perde consensi non perché è un dittatore ma perché aveva promesso
miracoli sul fronte economico e non li realizza. Non c’è stata l’Apocalisse dei
dazi (perfino l’ultra-liberista Wall Street Journal ammette di aver sbagliato
previsioni), ma il problema inflazione rimane grave come lo era nel quadriennio
di Joe Biden: fu cruciale nella sconfitta di Kamala Harris.
L’inflazione è del 3%, non c’è uno shock per i dazi, ma i fortissimi aumenti una
tantum della pandemia hanno spostato tutti i prezzi troppo in alto. Tutto il
resto è secondario. I latinos di East Harlem che hanno votato Mamdani non
leggono gli editoriali antifascisti del New York Times, dell’agenda Lgbtq+ di
Mamdani non condividono una virgola, tantomeno capiscono perché il neosindaco
continui a denunciare «l’islamofobia» di questo Paese. Però l’affitto e
l’assicurazione medica costano troppo, la carne pure, e del miracolo Trump in
nove mesi non hanno visto nulla.”
Ho preso questo pezzo da un articolo, che scivola facile sulla “concretezza”,
senza metterci dentro nulla, come farebbe un fornaio preparando cialde per il
pasticcere. Il pezzo e la missione nel caso della nostra stampa illuminata sono
quelli di preparare le coscienze alla certezza soggettiva che non si possa fare
altrimenti. Perché il cuore che batte a sinistra deve “sapere” con certezza
soggettiva sempre riconfermata che la battaglia contro le ingiustizie sociali o
il sistema capitalista non è realistica. Ecco qui la cialda, il cornetto vuoto o
il significante padrone della “concretezza”, che costringe ogni discorso dentro
un vicolo cieco e lo fa precipitare su un osceno “che si fotta!”, niente
cambierà mai, sono tutte stronzate!
Per onestà intellettuale devo riconoscere alla data di oggi che il neosindaco di
New York ha in programma non solo cialde o cornetti vuoti: asili e scuole
materne gratis per tutti fino al compimento dei 5 anni, bus gratis per tutti,
blocco degli affitti per 4 anni per un milione di appartamenti che sono già
nella categoria «stabilizzata», costruzione di 200 mila nuovi alloggi popolari,
creazione di cinque grandi supermercati municipali coi prezzi alimentari
calmierati, un po’ come gli spacci comunali di un tempo. E, ancora, una serie di
interventi a sostegno delle piccole imprese e degli artigiani: Mamdani vuole
rilanciare l’economia locale fin qui schiacciata da politiche che hanno favorito
le corporation di Wall Street e i grandi costruttori. Ma vuole anche aumentare
il salario minimo a 30 dollari l’ora entro il 2030: una prospettiva che spaventa
tutti i datori di lavoro, ma terrorizza soprattutto proprio quelli piccoli, i
ristoranti, i negozietti.
Può farcela? Non lo so, credo non sia facile. Per coprire, almeno in parte, le
spese aggiuntive, Mamdani vuole raccogliere 9 miliardi di dollari con la
tassazione locale: 4 dovrebbero venire da un aumento del 2% delle imposte sui
redditi superiori al milione di dollari annui, gli altri cinque dovrebbero
versarli le imprese (aumento dal 7 all’11% della corporate tax).
Ma le tasse le vota il parlamento statale di Albany e la governatrice Kathy
Hochul, benché sostenitrice di Mamdani, ha già detto che non firmerà un
incremento delle imposte. Il neosindaco rischia, poi, di dover fronteggiare,
anziché un aumento, un calo delle entrate.
Lo si deduce dai prezzi delle case in Connecticut e New Jersey — cittadine come
Greenwich, a meno di un’ora di auto da New York — che stanno salendo alle
stelle: molti ricchi, spaventati dai piani di Mamdani e non fidandosi delle
promesse della Hochul, spostano la loro residenza in Stati dove la tassazione è
più bassa.
Quindi potrebbe ridimensionarsi e diventare un Obama 2.0, in scala regionale,
simile ai testimonial di Bonelli e Fratoianni, anche se sicuramente meglio di
esemplari alla Leoluca Orlando. Un altra cialda da riempire con le solite
marmellate, magari dietetiche o ecologiste.
E vengo alla conclusione: non sarà facile e non so se ci scommetterei del mio,
ma almeno nel programma di Mandani qualche proposta la leggo, e gli elettori se
la ricorderanno, nel bene o nel male. Della sinistra nostrana (non solo da un
paleolitico Prodi, e Bersani, ma anche dal neolitico Renzi in poi) cosa resterà
che non siano solo cornetti vuoti? Un salario minimo di 9 euro o un convegno sul
genocidio? Meglio di niente o meno che zero?
Ah, dimenticavo: siccome quando scrivo di filosofia o psicanalisi sono “oscuro”,
espongo un programma per il Mandani che vorrei. Mi attengo ad un massimo di 10
parole: scala mobile, equo canone, sanità, istruzione, informazione e servizi
pubblici gratuiti. Scapperanno tutti in Svizzera o alle Caiman? Avremo il campo
largo.
Michele Ambrogio