#mowar #nobase «Mazzeo passerà ai raggi X la presenza americana a #Vicenza»
Dalla installazione dei missili V-Shorad alla produzione di droni militari fino
al dossier relativo «ai bersagli legittimi in terra berica in caso di
rappresaglia straniera», il peso delle servitù militari a stelle e strisce
finisce al centro di una iniziativa dedicata al giornalismo investigativo
promossa dalla rete pacifista locale
https://www.vicenzatoday.it/attualita/territorio-vicentino-bombardamenti-difesa-iraniana-16-marzo-2026.html
© VicenzaToday
Tag - Vicenza
#Vicenza, martedì 17 marzo, ore 20.30 - Incontro-seminario: "Vicenza città
#militarizzata: il ruolo della Caserma Chinotto in un mondo di #guerra".
L’osservatorio Vicenza città UNESCO da smilitarizzare invita al secondo incontro
“con Antonio Mazzeo in collegamento dalla Sicilia.
Questo appuntamento della rassegna sulla militarizzazione della città
approfondirà il ruolo del #CoESPU e della #Gendarmeria Europea che hanno sede
alla caserma Chinotto.
Bassano del Grappa (VI): settimana del Cappello Alpino 2026 per esaltare il militarismo
Apprendiamo, a evento avvenuto, di una giornata dedicata a questa imperdibile
iniziativa tenutasi sabato 28 febbraio 2026 in piazza Libertà a Bassano del
Grappa (VI). Sul sito del Comune locale leggiamo testualmente: «la cerimonia
solenne di benedizione e consegna del Cappello Alpino ai giovani volontari in
ferma iniziale dell’Esercito a conclusione dell’iter formativo di undici
settimane a cura del Centro Addestramento Alpino di Aosta. Il caratteristico
copricapo, dal 1872 simbolo di appartenenza al Corpo, verrà consegnato a ciascun
militare da un alpino in congedo, a testimoniare un passaggio ideale di consegne
tra generazioni di penne nere»
https://www.comune.bassano.vi.it/home/dettaglio/news/la-settimana-del-cappello-alpino-2026-a-bassano-del-grappa.
Si tratta, una volta per tutte, di porre fine a questa sorta di esaltazione
acritica di ogni evento e particolare che possa ricondurre alla mera esaltazione
del militarismo sotto innumerevoli forme.
In molte città italiane l’offerta culturale è ridotta ai minimi termini tra
biblioteche chiuse per gran parte della giornata e senza iniziative culturali,
concepite come aule studio per sopperire alla cronica assenza di strutture
adibite a questo scopo. Eppure, capita che delle Biblioteche ci ricordiamo solo
per ospitare la presentazione di libri funzionali a propaganda elettorale o
ispirati al militarismo, all’esaltazione delle guerre passate senza quello
sguardo critico che dovrebbe scaturire dalla analisi delle fonti, da documenti
ufficiali senza rivolgersi a singoli episodi decontestualizzati per trasmettere
contezza degli atti di eroismo.
Molte città ormai legano eventi turistici e culturali alla presenza di militari,
se parliamo di un concerto la soluzione a portata di mano, e magari a costo
zero, è quella della Banda militare che suonerà marcette cantando canzoni
patriottiche, in presenza di una manifestazione sportiva non può mancare la
presenza dell’atleta locale affiliato a una società legata alle Forze armate,
chiamato sul palco con qualche alto graduato convocato per distribuire
onorificenze. Ma ancora più sovente è la presenza dei raduni di veterani che per
il fine settimana affollano strade e piazze intonando marcette e dando una
dimostrazione plastica di quel cameratismo scambiato erroneamente per
solidarietà ed altruismo e mai, invece, come omaggio alla cultura e alla pratica
di guerra.
Città piccole e grandi trasformate in palco per esibire il repertorio classico
del militarismo in tempi di guerra come quelli che viviamo da mesi. E ogni
occasione diventa utile per impiegare risorse pubbliche (sacrificate
all’istruzione e al welfare, alle attività socio ricreative) nella mera
esaltazione del militarismo.
Di per sé la iniziativa di benedizione di un cappello militare potrebbe apparire
lontana anni luce dall’esaltazione della guerra, a pensarci bene non abbiamo
bisogno di gesti eclatanti o parole roboanti, la cultura militarista si pasce di
piccole iniziative, di semplici episodi apparentemente lontani dalla retorica
del conflitto armato. Ma sono proprio i piccoli gesti, quelli che con maggiore
facilità si mimetizzano a rappresentare lo strumento migliore per esaltare il
militarismo: una raccolta di gagliardetti, di cappelli o di semplici indumenti
militari, tutto contribuisce al mito del buon soldato, quel buon soldato senza
cui le guerre sarebbero finalmente bandite.
L’opera dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle
università è di denunciare ogni giorno la cultura di guerra nelle sue molteplici
forme, anche un copricapo alla occorrenza diventa strumento di giustificazione
della guerra e di questi tempi occorre riservare massima attenzione ad ogni
gesto per trasmettere, invece, messaggi di pace e di solidarietà tra i popoli.
Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
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Vicenza, città UNESCO da smilitarizzare: l’analisi di Antonio Mazzeo
In occasione dei Global Days of Action to #CloseBases, organizzati dal World
BEYOND War, associazione radicata negli Stati Uniti per protestare contro le
basi militari USA in tutto il mondo, l’Osservatorio Vicenza città Unesco da
smilitarizzare rende pubblico il video della conferenza integrate da immagini
della 173a Brigata aviotrasportata di stanza a Vicenza.
La conferenza “Il ruolo delle basi USA a Vicenza in un mondo di guerra” tenutasi
di recente, vede il giornalista e attivista Antonio Mazzeo, promotore
dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università,
offrire un quadro dettagliato e aggiornato sulla presenza militare statunitense
a Vicenza illustrando le implicazioni geopolitiche delle basi USA nel contesto
di un mondo sempre più militarizzato.
Il materiale si rivela particolarmente interessante per capire il ruolo
strategico della 173a Brigata Aviotrasportata e delle basi presenti in città:
dalle esercitazioni in Ucraina (Rapid Trident e Fearless Guardian, 2011-2021)
per addestrare le forze ucraine, all’arrivo dei missili V-SHORAD alla caserma
Del Din (2023) per la difesa antiaerea a corto raggio, fino al laboratorio
Bayonet Team alla caserma Ederle. Qui si progettano e producono droni
all’avanguardia – killer, intelligence e “wolf packs” – destinati ai nuovi
scenari di guerra, con finanziamenti USA da 1 miliardo di dollari.
Il video della conferenza è disponibile su youtube e sarà diffuso nei canali
delle associazioni che fanno parte dell’Osservatorio credendo sia un contributo
prezioso al dibattito pubblico.
Clicca qui per le notizie locali.
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#nowar Il ruolo delle basi #USA a #Vicenza in un mondo di #guerra, il racconto
del giornalista e attivista Antonio Mazzeo
Nella mattinata del 21 febbraio, in concomitanza con i “Global Days of Action to
Close Bases”, l'Osservatorio Vicenza città Unesco da smilitarizzare ha
pubblicato il video della conferenza di dicembre,
https://www.vipiu.it/leggi/vicenza-citta-unesco-da-smilitarizzare-il-ruolo-delle-basi-usa/
A Vicenza non solo basi USA, ci si addestrano anche i militari che verranno dislocati a Gaza
La prima riunione del Board of Peace progetto coloniale voluto da Trump ha visto
la partecipazione anche del Governo italiano nel ruolo ipocrita di osservatore.
Oltre all’interesse economico, non a caso Confindustria ha affermato che bisogna
esserci, l’Italia si è offerta come paese in grado di addestrare soldati e
poliziotti […]
L'articolo A Vicenza non solo basi USA, ci si addestrano anche i militari che
verranno dislocati a Gaza su Contropiano.
#Vicenza città militarizzata: il ruolo delle basi #USA
In occasione dei Global Days of Action to #CloseBases, organizzati dal World
BEYOND War, associazione radicata negli Stati Uniti per protestare contro le
basi militari USA in tutto il mondo, l’Osservatorio Vicenza città Unesco da
smilitarizzare rende pubblico il video della conferenza integrate da
immagini della 173a Brigata aviotrasportata. https://youtu.be/qf6vQaShxj8
Vicenza e la sfida all’educazione: la risposta alla censura del comitato Aula 33
La notizia risale a qualche settimane fa, ma è degna di attenzione perché si
confermano le nostre legittime paure sulla feroce contrazione degli spazi di
libertà e di discussione nelle scuole, infatti siamo davanti all’ennesimo
divieto di una assemblea di istituto, questa volta al liceo “Fogazzaro” di
Vicenza, con testimonianze dalla Palestina.
A giustificare il divieto le circolari del Ministro dell’istruzione e del merito
Giuseppe Valditara e «l’esigenza che la scelta di ospitare latori fosse volta a
garantire il confronto tra posizioni diverse e pluraliste al fine di consentire
agli studenti di acquisire una conoscenza approfondita dei temi trattati e
sviluppare il pensiero critico».
L’intervento della Dirigente scolastica ha eliminato una parte degli argomenti
oggetto di assemblea, quelli dedicati agli interventi dai territori occupati
dall’esercito israeliano, negato la presenza di un attivista della Global Sumud
Flotilla e di una giovane palestinese, testimonianze scomode che avrebbero
portato argomenti e fatti difficili da confutare. Il solito invito al
contraddittorio che da ora in poi autorizzerà assemblee sui popoli oppressi solo
in presenza degli oppressori.
Siamo davanti alla solita accusa di propaganda rivolta a studenti e studentesse,
ad attivisti per il diritto alla vita e alla autodeterminazione del popolo
palestinese. E, di conseguenza, la sospensione di un’assemblea è da ritenersi un
atto di mera censura con quotidiane ingerenze da parte dei partiti di Governo.
La scuola pubblica deve essere imparziale dal punto di vista educativo, mai
neutra rispetto ai valori costituzionali e ai principi guida della istruzione,
la scuola del Ministro Valditara si va trasformando in una gabbia in cui
l’adesione all’ideologia dei partiti di Governo sta diventando il vero parametro
con cui giudicare la liceità dei momenti di confronto collettivo.
Non a caso, a seguito di questa incresciosa vicenda repressiva a carico della
scuola pubblica, è nato nella provincia di Vicenza un gruppo di docenti,
riunitosi in comitato con il nome “Aula 33″. Insegnanti, studenti, studentesse e
genitori si sono incontrati qualche giorno fa in un’assemblea straordinariamente
partecipata e hanno deciso di reagire a una scuola sempre più sotto attacco.
Il comitato Aula 33, all’interno del quale ci sono anche aderenti
all’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, ha
elaborato un manifesto importante, in difesa di una scuola pubblica, plurale,
inclusiva. Una scuola che ribadisce la sua missione costituzionale e l’idea che
l’obiettivo sia conoscere il mondo, coltivando la cultura come strumento di
emancipazione individuale e collettiva.
La scuola pubblica è ancora un patrimonio troppo importante per la nostra
comunità, un presidio che ancora custodisce i valori della cultura, della
solidarietà, l’orizzonte di società immaginato dai costituenti. Serve un fronte
largo per arginare una deriva sempre più preoccupante, che vuole trasformare la
scuola in un luogo di controllo e omologazione, dove il sapere non è più un
valore in sé, dove la libertà di tutte e tutti di essere ciò che si è, da valore
indiscusso, diventa un bersaglio.
Alleghiamo il manifesto costitutivo del Comitato Aula 33.
MANIFESTO-1Download
Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
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Vicenza. Nuovo caso di censura sulla Palestina nelle scuole
Un nuovo caso di censura che impedisce di poter parlare di Palestina nelle
scuola arriva da Vicenza, dove c’è stato il divieto imposto per l’iniziativa
“Racconti dai territori” dell’assemblea del Liceo Fogazzaro. La motivazione
formale addotta pe il divieto richiama alle note ministeriali varate
recentemente che impongono pluralismo e confronto […]
L'articolo Vicenza. Nuovo caso di censura sulla Palestina nelle scuole su
Contropiano.
Vicenza. Sgombero del presidio NoTav, ma i boschi resistono
A fronte della recente vittoria che ha accordato al Comune il bosco di
Lanerossi, sottraendo questo primo terreno alla devastazione della TAV,
l’attacco al Movimento non si è fermato, culminando lunedì mattina nello
sgombero del Boscodromo in Via Rossi 198. Attivisti e attiviste si sono
organizzati sin dall’alba per resistere, […]
L'articolo Vicenza. Sgombero del presidio NoTav, ma i boschi resistono su
Contropiano.