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Sicilia, Esercito nelle scuole per parlare del concorso VFI e carriere militari
Il 27 febbraio scorso è scaduto il termine del secondo blocco (https://concorsi.difesa.it/ei/VFI/20262BL/Pagine/home.aspx) del concorso per 3000 volontari in ferma iniziale (VFI) e nelle settimane precedenti c’erano infopoint dell’esercito in molte città italiane. Allestiti nei centri commerciali, nelle piazze del centro cittadino o direttamente nelle scuole l’obiettivo degli infopoint dell’esercito è avvicinare quanta più gente è possibile, soprattutto giovani tra i 18 e i 24 anni e invogliarli ad arruolarsi. Nella regione Sicilia l’esercito è entrato nelle scuole per descrivere agli studenti e alle studentesse prossimi al diploma le modalità di partecipazione al concorso (clicca qui per la segnalazione). Riguardo al reclutamento nelle carriere iniziali delle FFAA abbiamo trovato dei dati interessanti nel dattiloscritto di un’audizione tenuta in IV Commissione (Difesa) dal direttore generale del personale militare (PERSOMIL) ammiraglio Luciano Ricca, il 16 gennaio 2019. Leggiamo che circa il 70 per cento dei giovani che partecipano ai concorsi, proviene dal Mezzogiorno. Tale polarizzazione ha come fisiologica conseguenza che la maggior parte dei vincitori sarà chiamata a svolgere il servizio in una regione diversa da quella di provenienza. Inoltre nel reclutamento dei VFP1 (oggi VFI), dal 2013 si registra un consistente calo degli aspiranti: nel 2017 alla seconda fase della selezione non si è presentato il 59% dei convocati. Nel 2016 a fronte di circa 10.000 posti a concorso, sono risultati idonei al termine delle attività selettive 8.184 concorrenti, dei quali solo 7.390 sono stati incorporati, ovvero meno 2.609 unità rispetto alle esigenze. Tale tendenza è sostanzialmente confermata nel 2017 e nel 2018 (clicca qui). Le professioni nelle FFAA e di polizia sono quindi meno attraenti e popolari di quanto si dica, e ciò è dimostrato dalla crisi di organico che stanno attraversando. L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università denuncia come intollerabile il favore delle istituzioni scolastiche verso le attività di propaganda militare e continuerà a lavorare per una informazione critica, per ostacolare la deriva militarista del nostro Paese in tutti i modi leciti e possibili. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Calabria: Esercito nelle scuole per sponsorizzare il concorso VFI e carriere militari
Il 27 febbraio scorso è scaduto il termine del secondo blocco (https://concorsi.difesa.it/ei/VFI/20262BL/Pagine/home.aspx) del concorso per 3000 volontari in ferma iniziale (VFI) e nelle settimane precedenti c’erano infopoint dell’esercito in molte città calabresi. Obiettivo degli infoteam dell’esercito è avvicinare quanta più gente è possibile, soprattutto giovani tra i 18 e i 24 anni per informarli sulle modalità di partecipazione al concorso, e invogliarli ad arruolarsi (clicca qui per la segnalazione). Nell’audizione in IV Commissione del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Salvatore Farina, il 14 maggio 2019, si mettevano in evidenza le difficoltà di reclutamento volontario e l’invecchiamento del personale graduato. Nel 2019 il personale over-40 era circa il 36% sul numero complessivo; e in assenza di provvedimenti specifici si prevedeva di raggiungere la soglia del 77% di personale over-40 entro il 2025. L’elevata età media dei graduati è in antitesi con la professione delle armi, caratterizzata da uno stress psicofisico assai frequente e particolarmente elevato, in scenari caratterizzati da condizioni climatiche a volte estreme. Uno stress sostenibile per un giovane di vent’anni ma impossibile da sostenere per un uomo o una donna di quarant’anni (clicca qui). Quindi servono giovani volontari. Tutte le nazioni europee stanno ripensando il loro apparato militare e prevedono di irreggimentare un alto numero di nuove reclute. ( Leggi cosa sta succedendo in Germania, dove si sono costituiti comitati di sciopero nelle scuole e una rete nazionale contro il ritorno della coscrizione obbligatoria qui il link). In Italia il Ministro della Difesa Guido Crosetto ha dichiarato che dovremmo riflettere su un aumento delle forze a disposizione della Difesa, e ha anticipato che porterà la sua proposta di riforma in Parlamento, non agirà per decreto. C’è chi ipotizza l’istituzione di un corpo ausiliario su base volontaria alle dipendenze delle FFAA da attivare in caso di necessità, crisi, emergenze specifiche anche internazionali. L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università seguirà l’evolversi delle dichiarazioni istituzionali e della discussione pubblica, continuerà nel suo lavoro di informazione perché la scuola torni ad essere un luogo estraneo alle logiche di dominio e agli eserciti. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Abruzzo: Esercito promuove concorso VFI e carriere militari nelle scuole
Il 27 febbraio scorso è scaduto il termine del secondo blocco (https://concorsi.difesa.it/ei/VFI/20262BL/Pagine/home.aspx) del concorso per 3000 volontari in ferma iniziale (VFI) e nelle settimane precedenti diversi infopoint dell’esercito erano allestiti nelle città abruzzesi. Obiettivo degli infopoint è avvicinare quanta più gente è possibile, soprattutto giovani tra i 18 e i 24 anni per informarli sulle modalità di partecipazione al concorso, e invogliarli ad arruolarsi (https://www.terremarsicane.it/lesercito-continua-a-incontrare-i-giovani-in-abruzzo-orientamento-e-opportunita-di-carriera-in-uniforme/ segnalazione) Noi aderenti all‘Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università stigmatizziamo i tentativi dei corpi militari di avvicinare le giovani generazioni sia per una questione di principio sia per osservazione diretta delle decisioni politiche attuali. Per principio perché il pensiero strategico militare è quanto possa esserci di più distante dall’educazione e dalla formazione dei bambini e delle bambine, dei ragazzi e delle ragazze in un Paese democratico dove, il fine è quello di passare loro gli strumenti per autodeterminarsi ed essere responsabili. Per osservazione diretta del presente, pensiamo al piano di riarmo Readiness 2030 che sancisce la centralità dell’economia di guerra per i governi europei e la necessità di organizzare una difesa comune. Vediamo molti paesi in Europa rafforzare il loro apparato militare e questo ci fa temere il peggio. In Italia attendiamo di visionare il disegno di legge corrispondente annunciato dal Ministro della Difesa Guido Crosetto. A febbraio il nostro Osservatorio ha trasmesso un approfondimento sul ritorno della leva in Europa e in Italia condotto da Serena Tusini, docente e attivista dell’Osservatorio. Tusini ha descritto i modelli nordici di coscrizione, le recenti riforme della leva nei paesi baltici, in Francia e in Germania. Sull’ Italia ha dato un quadro delle proposte di legge finora depositate dalla Lega e dal PD in parlamento. Suggeriamo la visione dell’approfondimento anche per comprendere come la definizione di leva volontaria civile potrebbe trarre in inganno. È molto probabile infatti che se in Italia venisse costituita una riserva volontaria civile sarebbe alle dipendenze delle FFAA e quindi agganciata a disegni bellici italiani. In questo approfondimento si rileva anche come la militarizzazione crescente del nostro sistema sociale non venga contrastata dai partiti di sinistra presenti in parlamento (clicca qui per il video su youtube). Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
PretenDiamo legalità: concorso della Polizia di Stato per le scuole. Riflessioni su obbedienza/punizione VS educazione
Se non esistesse il nostro Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, non potrebbe fare notizia la nona edizione dell’iniziativa che, in «considerazione del positivo riscontro delle passate edizioni», il Dipartimento di Pubblica Sicurezza, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, sta avviando sull’intero territorio nazionale. Apprendiamo che  questo progetto – PretenDiamo legalità – ha  nove anni di vita, che si tratta di un ciclo di incontri per «agli alunni delle scuole primarie, secondarie di primo e di secondo grado» con in cattedra la Polizia di Stato. Così recita la nota della Questura, in questo caso di Bergamo, inviata all’Ufficio Scolastico Regionale (USR) (clicca qui per il concorso). In totale sprezzo della autonomia delle scuole, se ancora vogliamo confidare nella legge che la regola e nella funzione degli Organi Collegiali nel definire il Piano dell’Offerta Formativa (PTOF), le articolazioni del progetto sono decise dalle questure per fasce di età e ordini scolastici «di concerto con il Ministero dell’Istruzione». Le scuole saranno individuate su un elenco fornito dall’USR: di aderenti volontari? Di dirigenti già considerati fidati, confidenti nella bontà dei percorsi? Del resto, i selezionatori-questurini avranno a che fare con dei referenti della scuola indicati da non si capisce chi. La legislazione scolastica non rientra nella cultura della legalità. Partiamo dal titolo, crasi assai suggestiva di pretendere e dare. La pretesa è prepotente, è potenza in atto prima di ogni riflessione in merito; il dare è donativo, paternalistico, pastorale. I contenuti previsti nel progetto sono un misto fra addestramento a individuare le minacce che ci circondano in strada, ovunque, e buonismo parrocchiale. Nella primaria, tenendo conto della sua elementarità basica, senza pretese, figura il parlar bene, le competenze soft utili allo stare in gruppo. Ma, in questo caso, quello a cui da sempre bada una brava Maestra, nella nota si chiama “Hate Speek“. In che consista il giocare – soprattutto oggi che le creature sono affascinate dai dispositivi – lo insegnano i poliziotti. Nella secondaria, la ex media e le superiori, il gioco si fa duro: qui si tratta di contrastare il cyberbullismo, magari dopo aver fatto vedere come si traccia vita natural durante un sospettato, come si raccoglie una testimonianza di molestie presentata da una ragazza, come si procede a un interrogatorio (bullismo da questura?). Ma forse siamo troppo poco indulgenti con le buone intenzioni dei percorsi proposti, sarà perché a furia di sentire e leggere di parità, di inclusione, di accesso ai diritti per il cittadino (escluso il migrante, ovviamente, dalla categoria), avvertiamo l’abuso semantico e politico in cui sono precipitati questi concetti. Richiamare i Principi della Carta Costituzionale, da vivere ogni giorno come recita il testo, dà molto da pensare in un Paese dove vigono norme di sicurezza durissime e si ascoltano continui echi di guerra, nel drammatico disprezzo per le madri e i padri che li scrissero, dopo la devastazione sociale prodotta dal Ventennio e a ridosso di una carneficina che ha prodotto nel mondo circa 85 milioni di morti. Per ben concludere, la nota ricorda il concorsone finale, ormai il paese è tutto un festival, vinti e vincitori, qualcuno merita di più, qualcuno è in fondo lista. A ben pensarci è sempre una questione di confini, di occupazione di territori, di abilitarsi come leader. Al di là della metafora incalza la vita vera, a questi valori orientata. Spendiamo qualche riflessione veloce su un tema che meriterebbe lo studio di interi trattati. La legalità rappresenta la corrispondenza fra un comportamento di qualsiasi tipo (verbale, fisico, singolare, collettivo) e una fonte di norme, e la legge. La legge nella sua anomia, erga omnes, nell’apparente equità, nell’indifferenza per la soggettività di coloro che esibiscono un comportamento, prevede obbedienza al suo mandato e punizione per il mancato rispetto. La legge segue una complessa via gerarchica di elaborazione. Nei Paesi che si definiscono democratici si incardina in complessi ordinamenti di cui le carte costituzionali sono la fonte primaria, segue protocolli di presentazione, discussione, approvazione, piuttosto complessi. Proprio per la macchinosità della sua vigenza e per l’impatto politico che produce, la legalità non sempre si conforma alla legittimità. Legale e legittimo nel nostro ordinamento giuridico non sono sinonimi. La legittimità, potremmo dire un po’ grossolanamente, è discussa, discutibile, oggetto di diatribe che portano in giudizio anche la legge dettata. Ma, né in questo né in altri progetti analoghi, si mette in campo un discorso che evidenzi queste delicate problematiche. Il Verbo è chiaro, non ammette chiaroscuri, ombre: da un lato chi conosce e amministra le procedure legali, dall’altro chi deve conformarsi, adattarsi. Naturalizzazione del comando, potremmo dire. Oggi il nostro Osservatorio riceve decine di segnalazioni quotidiane, spesso viene citato dai media, e questo forse dimostra che si è alzata la sensibilità  della società civile, del corpo docente, degli studenti  su questa invasione di divise nelle nostre scuole. Una presenza insinuante che contagia, che vampirizza saperi e conoscenze, facendo della legalità un meta-valore morale, categorico, ineludibile per il buon cittadino di oggi e di domani. Forse, se per alcuni anni, mentre maturava il clima giusto per ben nove tornate di incontri di questo tipo, ci siamo distratti, oggi dobbiamo stare sul pezzo, allertati, soprattutto come educatori, come adulti responsabili. Renata Puleo, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. 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Lazio, Esercito nelle scuole per concorso VFI e carriere militari
Il 27 febbraio scorso è scaduto il termine del secondo blocco ( https://concorsi.difesa.it/ei/VFI/20262BL/Pagine/home.aspx ) del concorso per 3000 volontari in ferma iniziale (VFI) e nelle settimane precedenti diversi infopoint dell’esercito erano allestiti nelle città della regione Lazio. Obiettivo degli infopoint è avvicinare quanta più gente è possibile, soprattutto giovani tra i 18 e i 24 anni per informarli sulle modalità di partecipazione al concorso, e invogliarli ad arruolarsi. (Clicca qui per la segnalazione) A febbraio l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università ha trasmesso un approfondimento sul ritorno della leva in Europa e in Italia condotto dalla docente Serena Tusini, docente, promotrice e attivista dell’Osservatorio. Tusini ha descritto i modelli nordici di coscrizione, le recenti riforme della leva nei paesi baltici, in Francia e in Germania. Sull’Italia ha dato un quadro delle proposte di legge depositate dalla Lega e dal PD in parlamento. Suggeriamo la visione del video di Serena Tusini anche per comprendere come stia cambiando la definizione di leva volontaria civile ; è molto probabile infatti che se in Italia venisse costituita una riserva volontaria civile sarebbe alle dipendenze delle FFAA e quindi agganciata a disegni bellici italiani. Altra nota importante è che la militarizzazione crescente del nostro sistema sociale non è contrastata dai partiti di sinistra (https://www.youtube.com/watch?v=DZ7Wd7_F6rU) Smilitarizzare le scuole e l’educazione vuol dire opporsi al razzismo e al sessismo di cui sono portatori i linguaggi e le pratiche belliche, non assecondare l’irrazionale paura di un “nemico” interno ed esterno ai confini nazionali. Smilitarizzare la scuola vuol dire restituirle il ruolo sociale previsto dalla Costituzione italiana. L’Osservatorio promuove momenti di formazione per docenti, studenti e cittadinanza. Puoi comunicare con noi, manda una mail a osservatorionomili@gmail.com. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Firenze: Concorso per le scuole: “Oggi l’Italia ripudia la guerra?”
PUBBLICHIAMO IL BANDO DI UN CONCORSO ORGANIZZATO DA UNA SERIE DI ASSOCIAZIONI FIORENTINE CON LE QUALI, COME OSSERVATORIO CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DELLE SCUOLE E DELLE UNIVERSITÀ, ABBIAMO COLLABORATO. L’INIZIATIVA È VALIDA ESCLUSIVAMENTE NELLA PROVINCIA DI FIRENZE. 1. Oggetto e finalità Il gruppo di lavoro Scuole non Caserme, facente parte del “Comitato No comando NATO né a Firenze né altrove”, l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università e “CESP–COBAS Scuola Firenze intendono promuovere tra le studentesse e gli studenti la cultura della pace e contrastare la sempre più diffusa militarizzazione dei territori e delle scuole. Volendo incoraggiare la partecipazione attiva e creativa degli studenti, per lo sviluppo della libertà e della democrazia e per il ripudio della guerra, indicono un concorso. 2. Destinatari Il concorso è rivolto a: studentesse e gli studenti del primo e del secondo ciclo; ogni scuola pubblica della Provincia di Firenze. 3. Tematiche e tipologie di attività La partecipazione risponde al principio dell’autonomia e della libertà dei contenuti; con produzioni individuali, di gruppo o per classe. Categorie di lavoro: * Elaborati / scritti: Produzione e presentazione di ricerche, brevi saggi, articoli di giornale, interviste, testi teatrali e poetici (scuole elementari, medie e superiori). * Attività e lavori grafici: Opere di grafica manuale (scuole elementari, medie e superiori) e digitale (solo scuole medie e superiori) corredate da relative descrizioni (video e foto), murales, writers. * Attività e lavori multimediali: Solo per scuole medie e superiori – Podcast o video podcast (Max 5 puntate 4 minuti ciascuna) . Presentazioni multimediali e elaborati di altro tipo (Max 20 minuti). Attività web di stampo giornalistico e brani musicali. I lavori dovranno essere incentrati su uno o più dei seguenti temi: * A partire dagli Articoli 11 della Costituzione “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali;[…]” “La difesa della patria è sacro dovere del cittadino” (art. 52) ma può essere portata avanti in vari modi: difendendo i valori promossi dalla nostra Costituzione, la reale democrazia, la partecipazione, la vera giustizia, la solidarietà e la lotta alla disuguaglianza. Inoltre può essere portata avanti attraverso l’attività sociale, culturale, politica e prendendosi cura delle comunità e del territorio. Potete approfondire uno di questi aspetti o potete raccontare come volete un’esperienza personale che vi ha fatto sentire questo vero e significativo. * Se nel tuo ambiente familiare, di amici, di studio o di lavoro hai incontrato testimoni di guerra i cui racconti ti hanno suggerito riflessioni e sensazioni, esprimile in modo da comunicarci l’importanza che hanno avuto per te. Grazie a queste testimonianze che idee hai oggi della tragedia della guerra, di come questo evento catastrofico può sconvolgere la vita delle persone e delle comunità in cui abitano? * Nonostante molti politici, amministratori, diplomatici, organizzazioni internazionali e persino militari dichiarino di promuovere la pace, i conflitti sono moltissimi. Secondo voi le guerre sarebbero combattute se gli individui obiettassero e si opponessero alla costruzione e a l’uso di qualsiasi strumento di guerra: eserciti, armi e alleanze militari? Secondo voi quanto questi aspetti sono legati agli attuali sistemi politici e culturali? 4. Modalità e termini di partecipazione Le attività elaborate dovranno essere inviate entro il 30 marzo 2026 all’indirizzo mail: bandocontrolaguerra@gmail.com con oggetto “Concorso contro la militarizzazione” e specificando l’Istituto di appartenenza. Ciascuna attività deve essere accompagnata da una breve presentazione. 5. Valutazione Le attività e le opere verranno visionate da una Commissione appositamente costituita che si esprimerà sui punti forti, l’efficacia espressiva e l’originalità. Le opere ricevute saranno presentate in un momento di incontro il 9 maggio 2026 in occasione di una festa pubblica. 6. Informativa Le realizzazioni proposte saranno utilizzate su insindacabile decisione delle realtà proponenti nell’ambito di iniziative pubbliche e private trattanti tematiche di pace, conflitti, guerra e/o inseriti in future pubblicazioni. Per informazioni relative al bando scrivere al contatto mail: infobandocontrolaguerra@gmail.com Si allega Bando di Concorso e Liberatorie. bandocontrolaguerra (1)Download Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente