Tag - libertà di insegnamento

Appello alla mobilitazione “Non dimentichiamoci di Gaza”: mozione per il primo collegio e attività per il primo giorno
Quanto segue è un appello a partecipare alla mobilitazione “Non dimentichiamoci di Gaza” che abbiamo pensato insieme Docenti per Gaza e Scuola per la Pace per l’inizio di questo anno scolastico. Invitiamo a far discutere durante il primo collegio docenti una mozione che: * esprime solidarietà al popolo palestinese e condanna il genocidio e ogni forma di connivenza e collaborazione; * serve a ricordare che la libertà d’insegnamento caratterizza, attraverso una norma di rango costituzionale, la scuola italiana; * impegna e invita a tenere una lezione durante il primo giorno di scuola in solidarietà al popolo palestinese, a partire da 5 attività qui di seguito proposte (vedi mozione). Attraverso questa mobilitazione pacifica ma netta, si intende rivendicare con un atto pratico il diritto d’insegnare liberamente che ci spetta per Costituzione e con cui intendiamo mantenere la nostra postura docente per questo anno che inizia. Questo perché, nonostate le numerose e infondate ispezioni dell’anno scorso non abbiano portato a nulla, il discorso ufficiale del MIM, di molti dirigenti scolastici e di molte università oggi continua nel suo tentativo di: * collaborare con università israeliane e aziende delle armi; * equiparare antisionismo e antisemitismo; * militarizzare le scuole; * reprimere e indurre autocensura nel corpo docente. Ci troviamo in un momento storico in cui come docenti siamo chiamate e chiamati a fare il nostro lavoro con la responsabilità e la coscienza che ci contraddistinguono. Le governances europee investono fondi pubblici nel riarmo invece che nella scuola, i ministeri della difesa studiano come reintrodurre la leva e come diffondere la cultura della difesa, i principali attori statali internazionali tornano a considerare pubblicamente l’utilizzo di armi nucleari per “risolvere i conflitti”. Le forze armate di vari paesi della NATO considerano le menti della popolazione un campo di battaglia. Ciò significa che mettono in atto operazioni militari con l’obiettivo di influenzare le opinioni pubbliche verso un’identità collettiva centrata su un’idea di Patria e di Nemico. L’obiettivo è una società militarizzata che sostenga il loro operato perfino con il voto. Questo è uno degli aspetti che denunciamo come tentativo di “israelizzare la società“. Questo significa autoritarismo e fascismo dai vertici delle istituzioni scolastiche da una parte e lezioni sul cyberbullismo tenuti nelle nostre classi non da noi ma da uomini e donne sorridenti e in divisa dall’altra. Con noi docenti accanto a annuire e a legittimarli. Questa prima mobilitazione è per rivendicare una postura diversa, di resistenza. Per portarla nella tua scuola: * manda in questi giorni una mail alla tua scuola chiedendo l’inserimento della mozione “Non dimentichiamoci di Gaza” all’odg del primo collegio docenti dell’anno. * durante il primo collegio, leggi la mozione e descrivi le 5 attività. Ogni docente, in modo pienamente legittimo, sarà libero/a di sceglierne una da fare in classe il primo giorno di scuola. Se la mozione non viene approvata, coloro che sono comunque intenzionate e intenzionati a portarla avanti possono dichiarare, sempre in sede di collegio, di avvalersi quindi dell’opzione di minoranza (vedi mozione). * il primo giorno di scuola, tieni la lezione che desideri! * quando torni a casa, compila il form per la raccolta delle resituzioni (A QUESTO LINK). Solo in questo modo potremo avere un’idea incontestabile della nostra forza e legittimità. È che un clima di paura e autocensura va in frantumi se rendiamo collettivo e visibile questo atto di pace, educante e politico. Infine, se scegli l’attività degli aquiloni, mi raccomando prova a farne volare almeno uno prima! Perché la bellezza delle idee si traduce spesso nella fatica di capire come caspita si scioglie un nodo mostruoso. E nella gioia di capire quando correre (accelera per farlo alzare). Insomma torniamo bambini e bambine un attimo prima di questo nuovo inizio di anno scolastico. Perché rifiutare un sistema, fare un atto d’amore e insegnare qualcosa… È solo un inizio. Buon vento, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università Docenti per Gaza Scuola per la pace – Torino e Piemonte Non dimenticare GazaDownload Mozione-e-attivitàDownload -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Docente statunitense sospesa per un compito che citava la violenza contro i palestinesi
Savneet Talwar, professoressa ordinaria di arteterapia alla School of the Art Institute of Chicago (SAIC), è stata sospesa dall’insegnamento e persino posta sotto indagine per aver assegnato un compito in cui veniva semplicemente citata la violenza contro i palestinesi, senza nemmeno dichiarare il colpevole, ovvero Israele. Questo ennesimo atto repressivo, […] L'articolo Docente statunitense sospesa per un compito che citava la violenza contro i palestinesi su Contropiano.
June 6, 2026
Contropiano
Documentario “Maidan: la strada verso la guerra” al Liceo Bellinzona (Svizzera)
Il 17 marzo scorso, durante le giornate culturali autogestite del Liceo cantonale di Bellinzona in Svizzera è stato proiettato il documentario Maidan: la strada verso la guerra che racconta le vicende politiche e sociali ucraine e russe a partire dalle proteste di Maidan del 2013. Il documentario è stato censurato in numerose occasioni in Italia perché prodotto da RT/Russia Today, complesso mediatico russo considerato un canale di propaganda del Cremlino e per questo bannato dall’UE, già da marzo 2022. Sia l’ambasciatrice ucraina in Svizzera che il ministro degli esteri ucraino si sono rallegrati sul social “X” quando nel comune di Muralto a fine gennaio 2026 una proiezione programmata del documentario è stata annullata. Alla dirigenza del liceo di Bellinzona e al Dipartimento per l’educazione, la cultura e lo sport del Ticino (Decs) erano stati indirizzati appelli perché cancellassero l’iniziativa ma il dirigente scolastico Nicola Pinchetti ha deciso invece di mantenerla, anche se per un pubblico esiguo di venti persone tra studenti e docenti. In un’intervista ha dichiarato che compito della scuola è interrogare in modo critico le fonti e comprendere la diversità dei punti di vista, non c’era nessuna intenzione di offendere i cittadini e le cittadine ucraine accolti nel Canton Ticino. L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università ricorda come dall’esplosione della guerra russa-ucraina nel febbraio 2022, la propaganda militarista UE prese il sopravvento radendo al suolo qualsiasi confronto dialogico. Chi esprimeva un’opinione contraria all’invio di armi dall’UE all’Ucraina veniva marginalizzato. In Italia sui quotidiani di giugno 2022 si diffuse la notizia che il Copasir stesse controllando influencer, politici, giornalisti simpatizzanti della propaganda russa.  La censura è uno strumento che impoverisce la discussione didattica, dentro e fuori la scuola la disinformazione è il vero pericolo. Proiettare un documentario e discuterne insieme non è automaticamente aderire alla visione delle cose che propone, ma è solo un punto di partenza per ricercare altre fonti, verificare i contenuti, lasciare aperte quelle domande per cui non abbiamo ancora una risposta. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università  -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Intervista a Roberta Leoni su Glomeda sulla libertà d’insegnamento
Glomeda.org ha intervistato Roberta Leoni, docente, attivista e presidente dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e dell’università, sulle molteplici iniziative e campagne lanciate dall’Osservatorio insieme ad altre realtà associative, come Docenti per Gaza per dare un segnale sulla repressione che sta toccando le scuole italiane. In particolare, da un’assemblea online del 29 dicembre sono partite diverse risposte alle intimidazioni, tra cui gli Appunti resistenti per la libertà d’insegnamento ad uso di docenti, studentesse e studenti e l’Appello da firmare per la libertà d’insegnamento. Tutti gli aggiornamenti sono disponibili sul nostro sito. Qui l’audio dell’intervista. Clicca qui per il link a glomeda.org. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Interviste a Roberta Leoni e Luca Alberti Archetti sulla settimana di mobilitazione per la libertà di insegnamento
Pubblichiamo tre diverse interviste realizzate da attivisti e attiviste dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università sulla settimana di mobilitazione per la libertà di insegnamento, partita con l’appello da sottoscrivere e con la stesura degli Appunti Resistenti per la libertà di insegnamento. Roberta Leoni, presidente dell’Osservatorio, e Luca Alberti Archetti del Collettivo assenze ingiustificate spiegano come sia nata e come si sta svolgendo questa settimana di resistenza in difesa della libertà di insegnamento. Ringraziami Radio Onda Rossa, Radio Blackout e Radio Onda D’urto per lo spazio che ci hanno dato e il sostegno per queste importanti iniziative in difesa della scuola pubblica. Clicca qui per ascoltare l’intervista a Roberta Leoni su Raio Blackout Clicca qui per ascoltare l’intervista a Roberta Leoni su Radio Onda d’urto Clicca qui per ascoltare l’intervista a Roberta Leoni su Radio Onda Rossa -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
SCUOLA: LIBERTÀ DI INSEGNAMENTO SOTTO ATTACCO, DAL 9 AL 14 FEBBRAIO LA MOBILITAZIONE DELL’OSSERVATORIO CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DELLE SCUOLE
Dal 9 al 14 febbraio si svolge in tutta Italia una settimana di mobilitazione promossa dall’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università e Docenti per Gaza per la libertà di insegnamento, contro la militarizzazione delle scuole e le ingerenze politiche sulla didattica. L’iniziativa nasce in risposta a un clima sempre più repressivo nei luoghi dell’istruzione, dove circolari ministeriali, misure securitarie e controlli amministrativi limitano l’autonomia di chi insegna e il diritto di studenti e studentesse a una formazione critica e pluralista. La mobilitazione nasce anche in risposta alle ispezioni arbitrarie, avvenute in sette scuole italiane, che hanno riguardato attività formative sui temi del genocidio in corso in Palestina, in particolare incontri con la relatrice ONU Francesca Albanese, mettendo sotto accusa il diritto degli insegnanti a trattare temi politici e di attualità nel percorso educativo. Secondo i promotori, queste ispezioni e le recenti circolari ministeriali producono un effetto repressivo che limita di fatto la libertà di insegnamento. La scuola viene così spinta verso un modello securitario, in cui il controllo e la sorveglianza prevalgono sul confronto critico. A Brescia la mobilitazione si concretizza in un presidio venerdì 13 febbraio, alle ore 16:00 in Piazza Vittoria, promosso dal collettivo Assenze Ingiustificate, insieme a docenti, sindacati di base e realtà del territorio. L’iniziativa intende denunciare la deriva repressiva in atto e rivendicare una scuola fondata sulla libertà di insegnamento, contro ogni forma di censura e criminalizzazione del sapere. Ne parla su Radio Onda d’Urto Luca, del collettivo Assenze Ingiustificate. Ascolta o scarica.  
February 10, 2026
Radio Onda d`Urto
Parte oggi, 9 febbraio, la settimana di mobilitazione per la libertà di insegnamento
Parte la settimana di Resistenza e mobilitazione per la difesa della libertà di insegnamento e della scuola pubblica italiana organizzata dall‘Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università e Docenti per Gaza. Una serie di iniziative da proporre in classe e una chiamata nazionale in piazza nella giornata di venerdì 13 febbraio per una mobilitazione tanto più necessaria quanto più fosco è il clima che stiamo vivendo davanti a un attacco senza precedenti ai luoghi del sapere e della formazione. Non c’è tempo da perdere, non ci possono essere scuse o alibi. La piazza chiama ognuno e ognuna di noi a una risposta senza tentennamenti perché il messaggio arrivi forte e chiaro alle stanze del potere: la scuola non si piega. In tutto questo ci guida la profonda convinzione che difendere la libertà di insegnamento e fermare con decisione ogni tentativo di schedare studenti e corpo docente in liste di proscrizione che ricordano i tempi più bui del secolo scorso è un dovere verso le generazioni future. Cedere in un contesto del genere sarebbe un errore imperdonabile dalle conseguenze disastrose. Per agire. Per reagire. Per resistere. Avanti! > Settimana di mobilitazione per la libertà di insegnamento -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Firma l’appello per la libertà di insegnamento nelle scuole
Nel 2000 Alleanza Nazionale, erede del Movimento Sociale Italiano, e Azione Giovani lanciarono una campagna pubblica contro gran parte dei manuali di storia diffusi nella scuola italiana, accusati di faziosità nel descrivere soprattutto gli avvenimenti legati alla Resistenza e alla caduta del nazi-fascismo. Non arrivarono a bruciare i libri, ma furono create delle pseudo liste di proscrizione e quel clima intimidatorio favorì l’assalto di una libreria deturpando centinaia di copie di un libro di testo. Oggi, Azione Studentesca (legata a Gioventù Nazionale, quindi a Fratelli d’Italia) tramite un questionario inviterebbe studenti e studentesse a segnalare se hanno: “uno o più professori di sinistra che fanno propaganda durante le lezioni”. Si tratta, peraltro, della stessa organizzazione per la quale non si dovrebbe parlare di Antifascismo nel corso delle lezioni di educazione civica. Mentre esponenti dei partiti di governo plaudono all’iniziativa, la sottosegretaria Frassinetti (MIM) minimizza asserendo che, in fondo, non è accaduto nulla di grave. A suo dire, ci troveremmo soltanto di fronte a una sorta di sondaggio anonimo. Non siamo per nulla stupite/i: la sottosegretaria è espressione di quel Ministero che in questo ultimo periodo ha censurato, e in parte impedito, che nelle scuole si potesse discutere liberamente di pace e guerra e, in particolare, del genocidio Palestinese. Di fronte a quella che appare, al di là di ogni ragionevole dubbio, una intollerabile schedatura, ribadiamo che la scuola pubblica statale italiana garantisce professionalità e pluralità di presenze, diversamente dalle scuole private (abbondantemente finanziate dal governo Meloni) che assumono il personale con criteri ben diversi tra quali anche la omogeneità ideologica. Questa sorta di schedatura è stata vissuta dal mondo dell’istruzione come parte integrante di quel composito tentativo di demolire la scuola come luogo di formazione del sapere critico per formare dei cittadini consapevoli, perché, nonostante il governo e i suoi pacchetti sicurezza, nelle nostre aule si continua a parlare di accoglienza operando per decostruire la paura del diverso e ogni forma di razzismo. Nelle scuole si parla di pace tra i popoli e non di patrie e di interessi nazionali da difendere con le armi; si parla delle guerre in corso e persino delle responsabilità delle multinazionali nel disastro climatico; si afferma, motivandola, la necessità del dialogo tra le diverse culture e le diverse religioni. Certe iniziative ricordano che quanti, oggi come nel passato, hanno paura della cultura e impediscono con la censura il confronto fra le idee, non intimidiranno le/i docenti italiani\e che non rinunceranno a difendere la nostra Costituzione, frutto della lotta partigiana, il suo carattere antifascista e il diritto alla libertà di insegnamento. Di seguito i primi firmatari di questo appello * Donatella della Porta, Scuola Normale Superiore di Pisa * Micaela Frulli, Università di Firenze * Tomaso Montanari, Rettore dell’Università per Stranieri di Siena  * Donatella Di Cesare, Università “La Sapienza” di Roma * Roberta De Monticelli, Università di Ginevra e San Raffaele Milano * Gabriella Falcicchio, Università di Bari * Salvatore Cingari, Università di Perugia * Maria Carreras Goicoechea, Univerità di Catania * Angelo d’Orsi, Università degli Studi di Torino * Giuseppe Burgio, Università Kore di Enna * Padre Felice Scalia, filosofo e teologo della Compagnia di Gesù * Andrea Cozzo, Università di Palermo * Eric Gobetti, Storico e ricercatore * Ernesto de Cristoforo,  Università di Catania * Mauro Biani, Disegnatore satirico e Educatore professionale * Mons. Giovanni Ricchiuti, Movimento Pax Christi Italia * Gianni Piazza, Università di Catania * Attilio Scuderi, Università di Catania * Roberto Lovattini, Movimento di Cooperazione Educativa * Marco Antonio Pirrone, Univerità di Palermo * Alessandra Algostino, Università di Torino * Roberta Leoni, docente Presidente Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università * Ludovico Chianese, docente in quiescenza Napoli * Cristina Ronchieri, docente Massa * Serena Tusini, docente Massa * Irene Carnazza, docente Torino * Alessandra Alberti, docente Torino * Federico Giusti, delegato RSU e RLS * Elena Abate, ATA Milano * Maria Teresa Silvestrini, docente in quiescenza, La Scuola per la Pace Torino * Tersea Modafferi, docente Catania * Nino De Cristofaro, docente Catania * Nadia Germano, giornalista freelance Siracusa * Candida Di Franco, docente in quiescenza Palermo * Miria Pericolosi, Donne in nero Verona * Antonio Mazzeo, docente e giornalista no war * Lorenzo Perrona, docente Siracusa * Michele Lucivero, docente e giornalista pubblicista OdG Puglia * Giuseppe Saraceno, docente Pisa * Stefano Bertoldi, docente, giornalista, collaboratore di Radio Onda D’urto * Giuseppe Curcio, USB P.I. Bologna * Fausto Pascali, docente Pisa * Mariella Setzu, attivista antimilitarista Cagliari * Sara Conte, docente Cobas Scuola Grosseto * Stefano Cobello, sociologo COMPLETA IL FORM PER ADERIRE ALL’APPELLO Invia un modulo. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
9-13 febbraio: per la libertà di insegnamento
ripreso da « Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università». Con link al Appunti resistenti per la libertà di insegnamento . Settimana di mobilitazione per la libertà di insegnamento 9-13 febbraio. Dalla crisi internazionale dei diritti alle piazze A dicembre insegnanti, studenti e studentesse di 500 scuole, aderendo a una proposta didattica di Docenti per Gaza, hanno partecipato a
February 3, 2026
La Bottega del Barbieri