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        <title><![CDATA[Femminismi]]></title>
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            <title><![CDATA[[2026-06-06] EXTRA PERIFERIA: Festa Separata @ CSOAT Auro e Marco]]></title>
            <description><![CDATA[<h3>EXTRA PERIFERIA: Festa Separata</h3><strong>CSOAT Auro e Marco - Viale dei Caduti nella Guerra di Liberazione, 270</strong><br>(sabato, 6 giugno 22:00)<br><img src="https://roma.convoca.la/media/dd7497489731c925c71e2182cc8fc30a.jpg"><p><strong>EXTRA PERIFERIA: Festa Separata</strong></p><p></p><p>🌸</p><p></p><p>Il 06 Giugno dalle 22:00</p><p></p><p>🌸</p><p></p><p>Il Centro Sociale Auro e Marco è occupato e autogestito dal 92, e oggi è uno spazio transfemminista</p><p></p><p>.</p><p></p><p>Auro e Marco è uno spazio misto</p><p></p><p>questo è un evento separato</p><p></p><p>.</p><p></p><p>🌸 Chemical X</p><p></p><p>[…]</p><p></p><p>.</p><p></p><p>[… In aggiornamento …]</p><p></p><p>🌸</p><p>Spinaceto – Roma</p><p>Viale dei Caduti nella Guerra di Liberazione, 268, 00128 RM</p><p>Autobus: 705-706-078-708</p>]]></description>
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            <category><![CDATA[antifascismo]]></category>
            <category><![CDATA[transfemminismo]]></category>
            <category><![CDATA[musica]]></category>
            <category><![CDATA[territori]]></category>
            <category><![CDATA[freepalestine]]></category>
            <pubDate>Wed, 27 May 2026 14:57:36 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[No title]]></title>
            <description><![CDATA[<p>🖼 Ci vediamo Martedi 26 maggio in assemblea per riprendere la discussione su: <a href="https://t.me/nonunadimenoroma/2387" target="_blank"><span>https://</span><span>t.me/nonunadimenoroma/2387</span><span></span></a></p>]]></description>
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            <pubDate>Mon, 25 May 2026 17:25:49 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[[2026-05-28] Un Ponte Per presenta “La Rebelión de las flores” al Cinema Aquila @ Nuovo Cinema Aquila]]></title>
            <description><![CDATA[<h3>Un Ponte Per presenta “La Rebelión de las flores” al Cinema Aquila</h3><strong>Nuovo Cinema Aquila - via l'Aquila 66/74</strong><br>(giovedì, 28 maggio 20:00)<br><img src="https://roma.convoca.la/media/97dff4b79244a66d50c7d9d75888fad4.jpg"><p>Nell’ambito del percorso di avvicinamento ad&nbsp;“Arene Decoloniali”&nbsp;2026, <strong>Un Ponte Per organizza la proiezione del documentario “La Rebelión de las flores” di María Laura Vásquez (Argentina, 2022, 81 min), che si terrà giovedì 28 maggio al Nuovo Cinema Aquila di Roma</strong>. &nbsp;</p><p>Il&nbsp;documentario&nbsp;racconta l’occupazione pacifica del Ministero dell’Interno&nbsp;in Argentina&nbsp;nel 2019 da parte di 23 donne appartenenti a diverse comunità indigene, provenienti da varie regioni del paese, che si sono riunite per denunciare le violenze nei loro territori e chiedere la fine delle uccisioni e della devastazione ambientale. &nbsp;</p><p><strong>L’azione, durata 11 giorni, ha dato visibilità al concetto di “terricidio” e alle forme di resistenza dei popoli contro l’eredità coloniale e le sue conseguenze contemporanee. </strong>&nbsp;</p><p>L’iniziativa si inserisce in un ciclo di eventi di avvicinamento alla <strong>seconda edizione di “Arene Decoloniali”, la tradizionale rassegna di cinema e letteratura decoloniale promossa da Un Ponte Per nel mese di Settembre, a Roma, </strong>e che quest’anno sarà dedicata ai <strong>femminismi</strong>&nbsp;nati e sviluppati nel Sud globale e nei contesti segnati dall’esperienza coloniale e postcoloniale. &nbsp;</p><p>Attraverso incontri, proiezioni e momenti di confronto, il percorso intende contribuire alla costruzione di uno spazio di ascolto e discussione sulle molteplici forme assunte dalle lotte femministe, che si sviluppano fuori dal perimetro bianco, occidentale ed eurocentrico. &nbsp;</p><p>&nbsp;</p><p><strong>Programma della serata | 28 maggio 2026</strong> &nbsp;<br>Nuovo Cinema Aquila (Via L’Aquila 66/74, Roma) &nbsp;</p><p>Ore 20:00 – Incontro&nbsp;con la regista María Laura Vásquez in dialogo con Lizet Aguilar e Diana Terrones (Blocco Decoloniale) e Pilar Morena D’Alò &nbsp;</p><p>Ore 21:00 – Proiezione del film “La Rebelión de las flores” &nbsp;</p><p>Costo del biglietto: 7 euro &nbsp;</p><p><br></p>]]></description>
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            <category><![CDATA[femminismo]]></category>
            <category><![CDATA[cinema]]></category>
            <category><![CDATA[decolonialismo]]></category>
            <category><![CDATA[ecofemminismo]]></category>
            <pubDate>Mon, 25 May 2026 14:26:32 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[VENEZIA, PRESIDIO IN SOLIDARIETA’ A UNA DONNA TRANS STUPRATA DA UN POLIZIOTTO]]></title>
            <description><![CDATA[<p>Oggi, lunedì, alle ore 18, ci sarà un presidio a Mestre (Venezia), in solidarietà a una ragazza trans che ha subito uno stupro<strong> da parte un agente di polizia, a dicembre 2025, a Marghera,</strong> dopo che era stata fermata insieme a una sua amica per un furto in un centro commerciale.</p>



<p>L’agente avrebbe promesso alle due donne protezione legale in cambio della loro disponibilità sessuale. Il loro rifiuto, ovviamente, non è valso nulla di fronte al potere che un agente di polizia esercitava su di loro anche solo indossando la divisa: l’agente ha violentato una delle due donne mentre lei era in bagno.</p>



<p>Come al solito,<strong> la narrazione che si vuole fare è di un caso isolato, ma la stessa funzione sociale della polizia</strong>, insieme ai vari abusi – denunciati e non – degli ultimi anni, smentiscono la visione della “mela marcia”. e infatti, le conseguenze legali per gli aggressori, o la falsa parvenza della prevenzione, si presentano solo a cose fatte, nella forma di arresti e licenziamenti.</p>



<p>Nel frattempo, <strong>le divisioni di genere, classe e “razza” normalizzano questi abusi</strong>: due donne trans, razzializzate e povere sono e saranno sempre in una posizione di vulnerabilità personale, legale e burocratica imposta dalla violenza delle frontierer, dalla discriminazione transfobica e dalle imposizioni patriarcali.</p>



<p>Il silenzio dei giornali e della cittadinanza non ci sorprende, ma comunque ci disgusta. Solo il mese scorso, a Mestre, una ragazza trans e le amiche che erano con lei sono state aggredite e picchiate nel parcheggio di una discoteca da un branco di 30 uomini. A parte qualche misero articolo sull’accaduto, la risposta dell’amministrazione cittadina è stata di dare la colpa all’alcol e la risposta della città è stata assente.</p>



<p></p>]]></description>
            <link>https://radioblackout.org/2026/05/111666/</link>
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            <category><![CDATA[transfemminismo]]></category>
            <category><![CDATA[violenza poliziesca]]></category>
            <category><![CDATA[l'informazione di blackout]]></category>
            <pubDate>Mon, 25 May 2026 13:44:06 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[VENEZIA, PRESIDIO IN SOLIDARIETA’ A UNA DONNA TRANS STUPRATA DA UN POLIZIOTTO]]></title>
            <description><![CDATA[<p>Oggi, lunedì, alle ore 18, ci sarà un presidio a Mestre (Venezia), in solidarietà a una ragazza trans che ha subito uno stupro<strong> da parte un agente di polizia, a dicembre 2025, a Marghera,</strong> dopo che era stata fermata insieme a una sua amica per un furto in un centro commerciale.</p>



<p>L’agente avrebbe promesso alle due donne protezione legale in cambio della loro disponibilità sessuale. Il loro rifiuto, ovviamente, non è valso nulla di fronte al potere che un agente di polizia esercitava su di loro anche solo indossando la divisa: l’agente ha violentato una delle due donne mentre lei era in bagno.</p>



<p>Come al solito,<strong> la narrazione che si vuole fare è di un caso isolato, ma la stessa funzione sociale della polizia</strong>, insieme ai vari abusi – denunciati e non – degli ultimi anni, smentiscono la visione della “mela marcia”. e infatti, le conseguenze legali per gli aggressori, o la falsa parvenza della prevenzione, si presentano solo a cose fatte, nella forma di arresti e licenziamenti.</p>



<p>Nel frattempo, <strong>le divisioni di genere, classe e “razza” normalizzano questi abusi</strong>: due donne trans, razzializzate e povere sono e saranno sempre in una posizione di vulnerabilità personale, legale e burocratica imposta dalla violenza delle frontierer, dalla discriminazione transfobica e dalle imposizioni patriarcali.</p>



<p>Il silenzio dei giornali e della cittadinanza non ci sorprende, ma comunque ci disgusta. Solo il mese scorso, a Mestre, una ragazza trans e le amiche che erano con lei sono state aggredite e picchiate nel parcheggio di una discoteca da un branco di 30 uomini. A parte qualche misero articolo sull’accaduto, la risposta dell’amministrazione cittadina è stata di dare la colpa all’alcol e la risposta della città è stata assente.</p>



<p></p>]]></description>
            <link>https://radioblackout.org/2026/05/111666/</link>
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            <pubDate>Mon, 25 May 2026 13:44:06 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[Donne e Nonviolenza: a Roma un World Café per pensare e costruire la pace]]></title>
            <description><![CDATA[<p>Alla Biblioteca della Nonviolenza di Energia per i Diritti Umani APS, una serata partecipata ha intrecciato pratiche di solidarietà femminile e femminista, disobbedienza civile ed educazione nonviolenta per la costruzione della pace.</p>
<p>Venerdì 22 maggio, presso la Biblioteca della Nonviolenza di Energia per i Diritti Umani APS, in via dei Latini 12-14 a Roma, si è svolto il World Café <b>“Donne e Nonviolenza – Costruttrici di pace”</b>, un incontro dedicato al ruolo delle donne nella trasformazione nonviolenta della società.</p>
<p>Non una conferenza frontale, ma uno spazio di dialogo accogliente, orizzontale e partecipativo, in cui le persone presenti hanno condiviso esperienze, domande e riflessioni, dando vita a un laboratorio collettivo di pensiero sulla costruzione della pace.</p>
<p>Il tema scelto è stato attraversato in tre dimensioni, dal macro al micro, in tre tavoli tematici: il contributo delle donne nei processi di mediazione dei conflitti armati, le pratiche di disobbedienza civile e di educazione nonviolenta, le reti di solidarietà, autoaiuto e cura nei territori. Tre tavoli, tre porte aperte su una stessa domanda di fondo:<i><b> quali ostacoli impediscono ancora oggi la piena partecipazione delle donne alla vita sociale, culturale, economica e politica?</b></i></p>
<p>L’incontro è stato arricchito dalla presenza di donne provenienti da realtà diverse: rappresentanti di <i><b>“Women in International Security for Italy</b></i>” (WIIS Italy), “<i><b>GenderAct</b></i>” e “<i><b>Casa Internazionale delle Donne</b></i>”, attiviste iraniane del movimento “<i><b>Donna, Vita, Libertà</b></i><i>”</i> e responsabili del progetto di Terza Missione dell’Università Sapienza “<b>Cara amica ti scrivo</b>” (CATS). Le volontarie di <i><b>Energia per i Diritti Umani</b></i>, insieme ad alcune delle ospiti coinvolte, hanno facilitato il dialogo nei tavoli portando esperienze, sguardi e sensibilità differenti. Ne è nato uno spazio intenso e partecipato, attraversato da parole chiave come pace positiva, potere, diritti, visibilità, partecipazione, cura, rete e futuro: per le donne e per l’intera comunità umana.</p>
<p>La serata è stata anche l’occasione per presentare in <b>anteprima</b> una sezione della <b>mostra “Passi nonviolenti nel mondo”</b>, dedicata a figure significative della nonviolenza degli ultimi cento anni, realizzata insieme al World Café grazie al cofinanziamento dell’Otto per Mille della Chiesa Valdese. Attraverso otto pannelli, il pubblico ha incontrato storie di donne che hanno scelto la nonviolenza come pratica di resistenza, responsabilità e trasformazione sociale, in un dialogo ideale con i temi emersi nei tavoli.”</p>
<p><b>TAVOLO 1: Donne nella mediazione dei conflitti armati</b></p>
<p>Nel primo tavolo si è riflettuto sul ruolo delle donne nella prevenzione, mediazione e trasformazione dei conflitti armati. È emersa una contraddizione ancora bruciante: le donne sono spesso tra le prime vittime della guerra e della violenza strutturale, ma restano frequentemente escluse dai luoghi ufficiali in cui si decide la pace. Da qui il richiamo alla Risoluzione ONU 1325 del 2000, “Donne, Pace e Sicurezza”, nata proprio per affermare la necessità della presenza femminile nei processi di pace.</p>
<p>Ma la discussione è andata oltre il tema dell’accesso. Non basta “essere incluse” in uno spazio di potere, è stato sottolineato. Occorre poterlo abitare realmente, trasformarlo, agirlo con consapevolezza. Il passaggio dall’inclusione alla partecipazione attiva è apparso come uno dei nodi centrali della serata. Perché ogni persona ha potere, ma può scegliere se riprodurre modelli dominanti o aprire strade nuove.</p>
<p><b>TAVOLO 2: Donne, disobbedienza civile e educazione nonviolenta</b></p>
<p>Il secondo tavolo ha portato al centro la forza trasformativa delle donne nella disobbedienza civile e nell’educazione nonviolenta. Qui le donne sono state riconosciute non solo come protagoniste di lotte sociali, ma come creatrici di linguaggi, pratiche e relazioni capaci di modificare in profondità i modelli culturali discriminatori. Educare alla nonviolenza significa educare alla libertà, alla reciprocità, alla responsabilità. Significa creare le condizioni affinché ogni essere umano possa esprimere pienamente la propria soggettività nella comunità.</p>
<p><b>TAVOLO 3: Reti di donne, pratiche di solidarietà e autoaiuto</b></p>
<p>Per il terzo tavolo, l’unione fa la forza quando le donne creano reti per sostenersi, affrontare difficoltà comuni e generare cambiamento sociale. Gruppi di mutuo sostegno, cooperative, reti territoriali e pratiche di cura condivisa dimostrano che è possibile costruire un’organizzazione sociale fondata sulla solidarietà, sulla corresponsabilità e sulla partecipazione dal basso. Sono realtà capaci di non lasciare nessuna persona sola, che rovesciano la logica dell’isolamento che attraversa la società individualista di oggi. È il senso profondo dell’Ubuntu: “io sono perché noi siamo”.</p>

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<p><b>Interscambio conclusivo</b></p>
<p>Durante l’incontro è riaffiorato un richiamo forte alle esperienze collettive del femminismo degli anni Settanta, non come nostalgia del passato, ma come memoria viva di spazi in cui il disagio individuale diventava parola comune, consapevolezza e possibilità di cambiamento. In una società veloce, tecnologica e spesso frammentata, quel bisogno di fermarsi, ascoltarsi e pensare insieme è apparso ancora attualissimo.</p>
<p>“<i><b>Se non abbiamo spazi per pensare il futuro, il futuro non si crea”:</b></i> questa frase ha restituito il senso profondo dell’incontro. Il World Café ha offerto proprio questo: un luogo in cui riconoscersi, condividere domande scomode e immaginare nuove pratiche di partecipazione.</p>
<p>Dal confronto è emersa una questione centrale: se in molti paesi occidentali i diritti sembrano ormai acquisiti, quali forme assume oggi il disagio delle donne? Le risposte hanno riportato alla superficie nodi tutt’altro che risolti: violenze fisiche e sessuali, invisibilità, solitudine, esclusione dai processi decisionali, difficoltà nel conciliare cura e partecipazione pubblica, ma anche forme più sottili di svalutazione ancora radicate nella cultura, nel linguaggio e nelle relazioni quotidiane.</p>
<p>“<i><b>Mancanza di visibilità significa mancanza di potere”</b></i>, è stato detto da una partecipante, aprendo riflessione più ampia sul rapporto tra donne, potere e pace. La pace, allora, è apparsa non come un tema separato, ma come il punto di convergenza di molte lotte: diritti, lavoro, ambiente, educazione, cura, giustizia sociale. Perché nella vita tutto è collegato, anche se la politica continua spesso a dividere per settori. Costruire pace positiva significa trasformare le relazioni, redistribuire parola e riconoscimento, superare discriminazioni ed esclusioni, pari dignità e opportunità di ogni essere umano. E non c’è pace senza giustizia.</p>
<p>Il World Café si è chiuso con il desiderio di raccogliere i contenuti emersi in una traccia da cui ripartire in occasione del Festival della Nonviolenza, in programma i prossimi 2 e 3 ottobre all’interno degli eventi romani per la 4° Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza. In particolare, <b>il confronto proseguirà sabato 3 ottobre, dalle 10:00 alle 12:00, nel panel “Donne e Nonviolenza – Costruttrici di pace” </b>(https://www.festivalnonviolenza.it/).</p>
<p>Da via dei Latini è emersa l’immagine di una pace costruita nei legami, nelle reti e nelle parole scambiate senza gerarchie: una pace non solo per le donne ma per l’intera comunità umana. In questo cammino verso la Nazione Umana Universale, la nonviolenza si conferma pratica quotidiana, scelta politica e orizzonte di trasformazione.</p>
<p>A conclusione della serata, sono uscita con la luce negli occhi, un’immensa gratitudine nel cuore e nuova energia da portare nel mondo. Mi sono sentita capita, accompagnata e riconosciuta, parte attiva del cambiamento. Una maglia di una rete di rivoluzionarie e rivoluzionari nonviolente.</p>
<p>
</p><p><a href="https://www.pressenza.com/it/author/energia-per-i-diritti-umani/">Energia per i Diritti Umani</a></p>]]></description>
            <link>https://www.pressenza.com/it/2026/05/donne-e-nonviolenza-a-roma-un-world-cafe-per-pensare-e-costruire-la-pace/</link>
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            <category><![CDATA[educazione]]></category>
            <category><![CDATA[contenuti originali]]></category>
            <category><![CDATA[femminismo]]></category>
            <category><![CDATA[nonviolenza]]></category>
            <category><![CDATA[conflitti]]></category>
            <category><![CDATA[cronaca]]></category>
            <category><![CDATA[genere e femminismi]]></category>
            <category><![CDATA[condizione femminile]]></category>
            <pubDate>Sun, 24 May 2026 21:44:45 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[No title]]></title>
            <description><![CDATA[<p>🖼 Vi aspettiamo domani, per Ciro Principessa e per tuttɜ <a href="https://t.me/nonunadimenoroma/2386" target="_blank"><span>https://</span><span>t.me/nonunadimenoroma/2386</span><span></span></a></p>]]></description>
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            <pubDate>Fri, 22 May 2026 18:25:03 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[No title]]></title>
            <description><![CDATA[<p>Originario di una famiglia del napoletano, secondo di otto fratelli, Ciro si trasferisce a Roma a 15 anni e atterra a Torpignattara. Scoprirà il carc... <a href="https://t.me/nonunadimenoroma/2385" target="_blank"><span>https://</span><span>t.me/nonunadimenoroma/2385</span><span></span></a></p>]]></description>
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            <pubDate>Fri, 22 May 2026 18:25:03 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[«Favole del reincanto. Molteplicità, immaginario, rivoluzione»]]></title>
            <description><![CDATA[<img src="https://www.labottegadelbarbieri.org/wp-content/uploads/2026/05/22mg18-LmdReincCOVER-150x150.jpg">Daniele Barbieri sul libro di Stefania Consigliere (*). A seguire cinque lunghe citazioni che da sole meriterebbero un bel po’ di riflessioni collettive. E’ uscito nel dicembre del 2024 e da allora ha avuto pochissime recensioni. Si tratta invece di una delle letture più appassionanti degli ultimi anni che si aggira – come spiega il sottotitolo – fra «molteplicità, immaginario,]]></description>
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            <category><![CDATA[fascisti]]></category>
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            <category><![CDATA[patriarcato]]></category>
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            <category><![CDATA[rivoluzione]]></category>
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            <category><![CDATA[animali]]></category>
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            <category><![CDATA[stefania consigliere]]></category>
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            <category><![CDATA[terre fuori dai binari]]></category>
            <category><![CDATA[tra «rimasti» e «disvedenti»: il covid rimosso (link)]]></category>
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            <category><![CDATA[zyklonb]]></category>
            <category><![CDATA[«favole del reincanto»: molteplicità immaginario e… (link)]]></category>
            <pubDate>Fri, 22 May 2026 16:23:15 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[PER SARA PER LYUBA PER TUTT3]]></title>
            <description><![CDATA[<p>Siamo rete siamo grido siamo canto ed è solo stando insieme che possiamo sottrarci alle violenze e tornare a concederci il diritto alla vita che ci appartiene. Perché la violenza contro le persone che praticano sex work è violenza patriarcale.<br>Per Sara per Lyuba per tutt3 condividiamo il <a href="https://associazioneswipe.it/category/comunicato-stampa/">comunicato stampa</a>:</p>



<p><strong>Napoli, Imola, Venezia: sessismo e violenza</strong><br>Mag 21, 2026&nbsp;</p>



<p>Il&nbsp;<strong>19 maggio a Napoli</strong>&nbsp;sono state uccise due donne che lavoravano come sex worker. Sono state portate in un cantiere abbandonato da un cliente. Questo, non intenzionato a pagare la somma richiesta, ha abusato di loro per poi togliergli la vita. Da lì<strong>&nbsp;Sara Tkacz</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Lyuba Hlyva</strong>&nbsp;non sono più uscite. A&nbsp;<strong>inizio mese</strong>,<strong>&nbsp;a Imola</strong>, un’altra sex worker è stata condotta in un seminterrato e stuprata dietro minacce di morte. Risale invece a&nbsp;<strong>fine 2025</strong>,&nbsp;<strong>a Venezia</strong>, lo stupro di una sex worker trans da parte di un agente di polizia.</p>



<p>Questi eventi sono avvenuti in luoghi tra loro distanti ma sono accomunati dalla&nbsp;<strong>violenza</strong>, dalla&nbsp;<strong>prevaricazione sessista</strong>,&nbsp;<strong>e dalla presunzione degli uomini di poter abusare</strong>; e di poterlo fare colpendo in particolare chi pratica lavoro sessuale, fino ad uccidere. Una presunzione coronata dalla complicità del&nbsp;<strong>silenzio puttanofobico</strong>: nessuna indignazione collettiva. Solo trafiletti o brevi articoli in testate locali. Vite spezzate con una brutalità che dovrebbe scuotere tuttə. E invece, quasi niente. Poche parole. Poco spazio. Ancora una volta vediamo conferma di come alcune esistenze vengano considerate meno di altre: nella vita, di fronte alla violenza, e anche nella morte.</p>



<p>Non è la prima volta, succede ogni anno, più volte all’anno.&nbsp;<strong>Succede tutti i giorni</strong>, perché anche quando non si arriva ai casi estremi d’omicidio puttanofobico la violenza che colpisce chi fa lavoro sessuale – ancor più se trans e razzializatə – non viene guardatə con gli stessi occhi, l’empatia si ritrae per lasciare spazio ad un&nbsp;<strong>doppio standard</strong>: come se chi si lavora nel sex work non sentisse, non soffrisse o non possa essere colpitə come tuttə le altrə.&nbsp;Nell’empatia che arretra, la rabbia collettiva si placa, e – in modo assordante –&nbsp;<strong>tace</strong>.</p>



<h5>Ma noi non accettiamo che vengano ricordatə&nbsp;solo come un fatto di cronaca di secondo&nbsp;ordine destinato a sparire.<br>Noi siamo furiosə.</h5>



<p>Non vogliamo essere&nbsp;<strong>vittimizzatə</strong>. Non cerchiamo un pietismo intriso di superiorità;&nbsp;<strong>pretendiamo</strong>, piuttosto, che questi casi inizino a essere riconosciuti per ciò che sono: non episodi isolati.&nbsp;Vogliamo che si prenda consapevolezza del fatto che questa distanza, costantemente reiterata, tra chi svolge lavoro sessuale e chi invece si percepisce come più “puro”, costringe molte persone a lavorare in condizioni di rischio reali e concrete.&nbsp;Non basta non uccidere per non avere responsabilità: bisogna iniziare a chiedersi perché quelle morti sembrino così lontane.</p>



<p>Le persone sex worker affrontano ogni giorno stigma, violenza e precarietà, dentro un sistema che le lascia senza protezione. Vengono aggredite, stuprate, criminalizzate, esposte ad abusi che troppo spesso restano invisibili. E quando vengono assassinate, il silenzio che segue le cancella una seconda volta.</p>



<p><strong>Che piaccia o no, il sex work esiste</strong>.</p>



<p>E proprio perché esiste, chi lo esercita&nbsp;<strong>ha diritto a sicurezza</strong>,&nbsp;<strong>tutela</strong>,&nbsp;<strong>accesso alla salute</strong>, protezione dalla violenza e condizioni di vita dignitose.</p>



<p><strong>Quante ancora?&nbsp;</strong>Perché è questo il punto: per troppe persone queste morti vengono considerate inevitabili. Quasi se la fossero cercata. Come se morire fosse un&nbsp;<strong>‘rischio del mestiere’</strong>.&nbsp;<strong>Il ‘prevedibile’ prezzo da pagare</strong>. È facile pensarla in questo modo, ma i pensieri ‘facili’ spesso celano solo pregiudizio.</p>



<p>La violenza contro le persone che praticano sex work è violenza patriarcale. È la violenza di cui ogni padre, figlio, fratello, amico potrebbe essere responsabile, e che la società sceglie di non vedere, come se non la riguardasse. La violenza contro lə sex worker è abuso della polizia che reprime, criminalizza e ci abusa!</p>



<h5>È violenza strutturale e razzista.<br>Noi lə piangiamo con rabbia. Lə ricordiamo e lottiamo con rabbia.<br>E pretendiamo che questa rabbia diventi politica.</h5>



<h5>Per Sara.<br>Per Lyuba.<br>Per tutte quelle che non hanno avuto giustizia.</h5>



<p></p>

		
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<p>L'articolo <a href="https://osservatorionazionale.nonunadimeno.net/per-sara-per-lyuba-per-tutt3/">PER SARA PER LYUBA PER TUTT3</a> proviene da <a href="https://osservatorionazionale.nonunadimeno.net">Osservatorio nazionale NUDM</a>.</p>]]></description>
            <link>https://osservatorionazionale.nonunadimeno.net/per-sara-per-lyuba-per-tutt3/</link>
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            <category><![CDATA[blog]]></category>
            <pubDate>Fri, 22 May 2026 08:26:51 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[HO UCCISO L’ANGELO DEL FOCOLARE: IL SEX WORK E IL PARADOSSO ITALIANO. QUANDO LO STIGMA OLTREPASSA IL DIRITTO]]></title>
            <description><![CDATA[<p><img src="https://www.radiondadurto.org/wp-content/uploads/2025/06/Ho-ucciso-l-angelo-del-focolare2.jpg"></p>
<p><strong>Ho ucciso l’angelo del focolare </strong>è l’approfondimento quindicinale dedicato alle questioni di genere. Va in onda sulle frequenze di Radio Onda d’Urto ogni due settimane – il venerdì pomeriggio alle ore 18,45 – dentro la <strong>Cassetta degli Attrezzi</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>PUNTATE:</strong></p>
<ul>
<li>24 giugno 2025 – <strong>Detenutə tra stigma e oblio. Il carcere femminile al tempo del dl sicurezza <a href="https://www.radiondadurto.org/wp-content/uploads/2025/06/Puntata-20-giugno-2025-Detenute-al-tempo-del-DL-sicurezza-33min-replicabile.mp3">Ascolta o scarica</a></strong></li>
<li>23 maggio 2025 – <strong>Tecnologie del controllo. Una prospettiva di genere e di lotta </strong><strong><a href="https://www.radiondadurto.org/wp-content/uploads/2025/06/Puntata-23-maggio-2025-Tecnologie-del-controllo-32min-replicabile.mp3">Ascolta o scarica</a></strong></li>
<li>9 maggio 2025 – <strong>Le mondine <a href="https://www.radiondadurto.org/wp-content/uploads/2025/06/Puntata-9-maggio-2025-mondine-replicabile.mp3">Ascolta o scarica</a></strong></li>
<li>28 marzo 2025 – <strong>Processo per stupro. Il caso di Gisèle Pelicot</strong>&nbsp; <strong><a href="https://www.radiondadurto.org/wp-content/uploads/2025/03/Puntata-del-28-marzo-2025-Processo-per-stupro-Il-caso-di-Gisele-Pelicot-37min-replicabile.mp3">Ascolta o scarica</a></strong></li>
<li>14 marzo 2025 – <strong>La storia della Pastora</strong> <strong><a href="https://www.radiondadurto.org/wp-content/uploads/2025/03/Puntata-14-marzo-2025-La-storia-della-Pastora-replicabile.mp3">Ascolta o scarica</a></strong></li>
<li>28 febbraio 2025 – <strong>L’educazione sessuale nelle scuole nell’era Meloni</strong> <a href="https://www.radiondadurto.org/wp-content/uploads/2025/03/Puntata-del-28-febbraio-2025-Educazione-sessuale-nelle-scuole-replicabile.mp3"><strong>Ascolta o scarica</strong></a></li>
<li>31 gennaio 2025 – <strong>La storia della Partigiana Laura Seghettini</strong> <strong><a href="https://www.radiondadurto.org/wp-content/uploads/2025/03/Puntata-31-gennaio-2025-La-storia-della-Partigiana-Laura-Seghettini-replicabile.mp3">Ascolta o scarica</a></strong></li>
<li>17 gennaio 2025 – <strong>Presentazione libro lgbq <a href="https://www.radiondadurto.org/wp-content/uploads/2025/03/presentazione-libro-lgbq-17-gennaio-2025-replicabile.mp3">Ascolta o scarica</a></strong></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>2024</strong></p>
<ul>
<li>22 novembre 2024 – <strong>Molestie nelle Scuole di Giornalismo</strong> <a href="https://www.radiondadurto.org/wp-content/uploads/2025/03/Molestie-Scuole-Giornalismo-22-Novembre-2024-Replicabile.mp3">Ascolta o scarica</a></li>
<li>25 ottobre 2024 –&nbsp; <strong>La solitudine delle donne in carcere</strong>&nbsp;<a href="https://www.radiondadurto.org/wp-content/uploads/2025/03/Solitudine-Donne-In-Carcere-25-Ottobre-2024-Replicata-3-gennaio-25.mp3">Ascolta o scarica</a></li>
<li>21 giugno 2024 – <strong>Lo stupro come arma di guerra</strong> <a href="https://www.radiondadurto.org/wp-content/uploads/2025/03/Stupro-Come-Arma-Di-Guerra-21-Giugno-2024-Replicabile.mp3">Ascolta o scarica</a></li>
<li>7 giugno 2024 – <strong>Attivismo: femminismo sui social vs. realtà</strong> <a href="https://www.radiondadurto.org/wp-content/uploads/2025/03/Attivismo-Femminismo-Sui-Social-Vs-Realta-7-Giugno-2024-Replicabile.mp3">Ascolta o scarica</a></li>
<li>24 maggio 2024 – <strong>La violenza sulle donne disabili</strong> <a href="https://www.radiondadurto.org/wp-content/uploads/2025/03/Violenza-Donne-Disabili-24-Maggio-2024-Replicabile.mp3">Ascolta o scarica</a></li>
<li>26 aprile 2024 –<strong> Orfani Femminicidi</strong>&nbsp;<a href="https://www.radiondadurto.org/wp-content/uploads/2025/03/Orfani-Femminicidi-26-Aprile-2024-Replicabile.mp3">Ascolta o scarica</a></li>
<li>12 aprile 2024 – <strong>Le pubblicità degli anni Settanta e il ruolo delle donne</strong> <a href="https://www.radiondadurto.org/wp-content/uploads/2025/04/Le-Pubblicita-Degli-Anni-70-E-Il-Ruolo-Delle-Donne-12-Aprile-2024-Replicabile.mp3">Ascolta o scarica</a></li>
<li>29 marzo 2024 – <strong>Stereotipi femminili e materie Stem</strong> <a href="https://www.radiondadurto.org/wp-content/uploads/2025/04/Stereotipi-Donne-E-Materie-Stem-29-Marzo-2024-Replicabile.mp3">Ascolta o scarica</a></li>
<li>15 marzo 2024 – <strong>Genere Razza Classe</strong> <a href="https://www.radiondadurto.org/wp-content/uploads/2025/04/Genere-Razza-Classe-15-Marzo-2024-Replicabile.mp3">Ascolta o scarica</a></li>
<li>2 febbraio 2024 – <strong>Donne Felici Senza Figli</strong> <a href="https://www.radiondadurto.org/wp-content/uploads/2025/04/Donne-Felici-Senza-Figli-2-Febbraio-2024-Replicabile.mp3">Ascolta o scarica</a></li>
<li>19 gennaio 2024 – <strong>Violenza e Metaverso</strong> <a href="https://www.radiondadurto.org/wp-content/uploads/2025/04/Violenza-E-Metaverso-19-Gennaio-2024-Replicabile.mp3">Ascolta o scarica</a></li>
<li>5 gennaio 2024 – <strong>Salario e Lavoro Domestico</strong> <a href="https://www.radiondadurto.org/wp-content/uploads/2025/04/Salario-Lavoro-Domestico-5-Gennaio-2024-Replicabile.mp3">Ascolta o scarica</a></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>2023</strong></p>
<ul>
<li>22 dicembre 2023 – <strong>Storia e Leggende di Santa Lucia</strong> <a href="https://www.radiondadurto.org/wp-content/uploads/2025/04/Storia-E-Leggende-Di-Santa-Lucia-22-Dicembre-2023-Replicabile.mp3">Ascolta o scarica</a></li>
<li>25 novembre 2023 –<strong> Il 25 novembre</strong>&nbsp; <a href="https://www.radiondadurto.org/wp-content/uploads/2025/04/25-Novembre-2023-Replicabile.mp3">Ascolta o scarica</a></li>
<li>10 novembre 2023 – <strong>Streghe di Brescia: Benvegnuda Pincinella</strong> <a href="https://www.radiondadurto.org/wp-content/uploads/2025/04/Streghe-Di-Brescia-Benvegnuda-Pincinella-10-Novembre-2023-Replicabile.mp3">Ascolta o scarica</a></li>
<li>27 ottobre 2023 – <strong>Donne e caporalato</strong> <a href="https://www.radiondadurto.org/wp-content/uploads/2025/04/Caporalato-Donne-27-Ottobre-2023-Replicabile.mp3">Ascolta o scarica</a></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>]]></description>
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            <category><![CDATA[News]]></category>
            <category><![CDATA[transfemminismo]]></category>
            <category><![CDATA[femminismi]]></category>
            <category><![CDATA[questioni di genere]]></category>
            <pubDate>Thu, 21 May 2026 12:40:16 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[La sorellanza]]></title>
            <description><![CDATA[<p>La costruzione sociale dei corpi tra genere, potere e mercificazione Questo articolo è un estratto di «Sorellanza» di&nbsp;Martina Micciché. Ringraziamo l’autrice e l’editore,…</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.indiscreto.org/la-sorellanza/">La sorellanza</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.indiscreto.org">L'INDISCRETO</a>.</p>]]></description>
            <link>https://www.indiscreto.org/la-sorellanza/</link>
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            <category><![CDATA[femminismo]]></category>
            <category><![CDATA[sorellanza]]></category>
            <category><![CDATA[ultimo articolo]]></category>
            <category><![CDATA[in libreria]]></category>
            <category><![CDATA[martina micciché]]></category>
            <pubDate>Thu, 21 May 2026 12:32:40 GMT</pubDate>
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